ELISA S. AMORE.
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IL CANTO DELLA MORTE. EXPIATION. Touched Saga.
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Parte 1.
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2016. Editrice Nord. MILANO.
ISBN 978-88-429-2620-7.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista
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PRESENTAZIONE.
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Si pu dimenticare tutto. Ma non il vero amore...
Come si pu guardare al futuro, quando sai di avere i mesi contati? Gemma se lo chiede ogni
notte, da quando ha stretto il patto con Sopha, la regina degli inferi: tre giorni dopo aver partorito,
dovr tornare allInferno, dove verr trasformata in una Strega. Da quel momento, non ricorder pi
nulla del suo passato e la sua anima sar interamente votata al Male. Questo  stato il duro prezzo da
pagare per riportare in vita  Evan e per assicurarsi la salvezza del suo bambino. Mentre lei si prepara
a dire addio alle persone che ama, Evan non si arrende ed  convinto che insieme supereranno anche
questa prova. Ci che invece lo preoccupa  la reazione degli Angeli della Morte, che cercheranno in
ogni modo di uccidere Gemma prima che diventi una Strega. Tra terribili pericoli e oscuri segreti, Evan
e Gemma si preparano per lultima, sanguinosa battaglia per difendere il loro amore...
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L'AUTRICE.
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Elisa S. Amore  nata nel 1984 e vive in un paesino nel cuore della Sicilia insieme al marito, al figlio e a un carlino che dorme tutto il giorno e da cui non si separa mai. In famiglia si  guadagnata il titolo di divoratrice di libri. Ama scrivere di notte, quando il resto del mondo dorme e lei sa che, l fuori, le stelle le fanno compagnia. Le piace nuotare, passeggiare tra i boschi e sognare a occhi aperti.
Colleziona libri e film danimazione, il tutto gelosamente custodito sottochiave. Il canto della morte  lultimo episodio della Touched Saga. Il suo sito  www.touchedsaga.com.
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IL CANTO DELLA MORTE.
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Luniverso non avr mai fine, perch proprio quando sembra che loscurit abbia distrutto ogni cosa, e appare davvero trascendente, i nuovi semi della luce rinascono dallabisso.
Philip K. Dick
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PROLOGO.
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Simon, alle tue spalle! urlai dallalto di una delle grandi rocce, ma la mia voce fu coperta dal
fragore della palla di fuoco scagliata contro mio fratello. Trattenni il respiro, vinto dalla
preoccupazione, ma Simon riemerse pochi istanti dopo dalla nuvola di polvere, mentre ancora la roccia
esplodeva in mille frammenti.
Dov andato?! grid lui, agitato, coprendosi gli occhi con un braccio per evitare gli schizzi
di pietra.
Non avevo visto dove fosse andato il Sotterraneo, ma un guizzo improvviso attir la mia
attenzione. Da quella parte! Sulla parete!
Simon strinse le palpebre e scomparve in una fessura tra le rocce.
Occupatene tu, fratellino, mormorai. Io continuo a salire.
Non avevo idea di che razza di posto fosse quello, sembrava uno dei mondi in rovina dei
videogiochi di Drake. Il relitto di una vecchia nave si ergeva come una sentinella tra gli scogli, mentre
il terreno sabbioso era disseminato di piccole pozze dacqua. Attorno a noi, le rocce si alzavano in
cerchio salendo fino al soffitto della caverna, nel quale si apriva un buco da cui entrava la luce. Era
come se una mano gigante scesa dallalto avesse dato un pugno a una roccia, aprendo un varco per
lInferno, e poi avesse frugato con le dita per scavare i passaggi tutto intorno, creando cos un bizzarro
labirinto di cunicoli che risalivano verso la superficie.
Un movimento a sinistra. Strinsi il pugnale e rimasi immobile, con tutti i sensi in allerta.
Il Sotterraneo si materializz alle mie spalle, ma io mi voltai in tempo, bloccai il suo pugno e
con una spinta lo scagliai contro la parete. Lui si rialz, avventandosi come un fulmine su di me. I miei
colpi erano brutali e diretti, ma il giovane Sotterraneo dai capelli rossi si difendeva bene. Stacc un
pezzo di roccia appuntito e mi fer il torace nudo. Strinsi i denti, assorbendo il dolore.
Saltai, aggrappandomi a una liana che pendeva tra le rocce, e afferrai la testa del Sotterraneo tra
le gambe, facendolo girare su se stesso. Mollai la presa, e lui cadde qualche piano pi in basso. Senza
distogliere lo sguardo, aprii la mano, attirando a me il pugnale intriso di veleno, che mi era scivolato.
Con unocchiata carica di disprezzo, il Sotterraneo corse via, scappando tra le infinite
insenature della roccia. Infilai larma nella cinta e mi lanciai allinseguimento, spostandomi con le
liane. Mi arrampicai a mani nude lungo una delle gallerie verticali, che sembrava un tunnel scavato dai
vermi nel terreno. In realt quel posto non era stato progettato per la fuga. Era una prigione e, presto o
tardi, se ne sarebbe accorto anche il Sotterraneo cui davo la caccia. Avevo visto il lampo di paura nei
suoi occhi quando si era reso conto che non poteva pi smaterializzarsi. Che non poteva pi fuggire da
me. I confini erano stati sigillati. Non era il momento di scappare. Era il momento di combattere. E noi
li avremmo sterminati tutti quanti.
Seguii il rumore dei suoi passi, correndo tra le curve imprevedibili delle pareti. Un mortale non
avrebbe retto il ritmo di quel percorso a ostacoli, ma, con me a dargli la caccia, quel Sotterraneo non
avrebbe avuto scampo.
Non riuscirai a tenerla lontana da noi per sempre, grid lui.
Con un balzo, gli piombai davanti e lo bloccai alla parete. Tuttavia non smetter mai di
provarci. La lama sibil quando estrassi il pugnale e glielo appoggiai alla gola.
Ne verranno altri, minacci, con gli occhi pieni di paura.
Ho un piano anche per questo, replicai, con lespressione minacciosa.
Avevamo passato lintera settimana a elaborare un piano, studiando ogni dettaglio, giorno e
notte. Ora che Gemma aveva giurato fedelt alle Streghe non era mai stata pi in pericolo. I Msala
volevano prenderla prima che si trasformasse, ma io non avrei permesso a nessuno di toccarla.
Il Sotterraneo sussult, preparandosi al colpo. Invece gli afferrai le mani e le bloccai sulla
roccia. Il sibilo di una freccia mi sfior lorecchio, mi voltai di scatto e i suoi occhi mi folgorarono,
dorati come quelli del Dakor che sibilava avvolto intorno al polso della donna.
Una Strega.
Il Sotterraneo emise un gemito di terrore, ma lei continu a fissare me, con un misto di
eccitazione e astio. Aveva unespressione fiera, la pelle mulatta e una lunga coda di capelli neri come
lebano.
Bathsheeva.
Afferr unaltra freccia e prese la mira, puntando me, ma, un istante prima di scoccare il dardo
avvelenato, il suo braccio scatt in alto e colp il suo vero bersaglio. Il Sotterraneo che si era appena
materializzato a mezzaria croll a terra, con una freccia conficcata nella gamba.
Veloce come un lampo, unaltra freccia venne dritta verso di noi, e si infilz a pochi centimetri
dalla testa del Sotterraneo che io avevo bloccato. Con uno scatto rabbioso, una corda di pelle nera gli
leg i polsi, bloccandolo alla parete. LAngelo della Morte url di dolore per il veleno con cui era stata
intrisa e perse i sensi, mentre rivoli scarlatti tingevano di rosso il marchio dei Figli di Eva sul suo
braccio.
La Strega affil ancora una volta il suo sguardo minaccioso su di me, poi spicc un grande
salto, rincorrendo la sua nuova preda.
Il Sotterraneo che aveva colpito alla gamba si contorceva a pochi passi da me, mentre la sua
carne sfrigolava per via del veleno contenuto nella freccia. Il viso incorniciato da lunghi capelli neri era
pieno di escoriazioni, dolorose testimoni della sua personale battaglia con la Strega.
Serrai i pugni. Stava per morire, ma non cera ombra di paura nei suoi occhi grigi, n di
rammarico, solo la fiera consapevolezza che con la sua morte ne sarebbero arrivati altri per completare
la missione. Sollevai il piede e lo colpii con forza in piena faccia, per cancellare il ghigno che
ostentava.
Leco della battaglia correva su tutte le pareti. Non cera tempo per i lunghi addii, non avevamo
ancora finito di combattere. Corsi verso le grida e spiccai un salto dalla roccia, lanciandomi nel vuoto.
Mi scagliai con tutta la mia forza su uno dei due Sotterranei contro cui si stava battendo Simon,
avventandomi su di lui come un leone affamato sulla preda. Conoscevo bene la cieca dedizione con cui
si battevano i miei simili, ma la mia forza aveva unaltra provenienza. Unaltra energia. Un altro nome.
Il mio bisogno di proteggere Gemma non poteva essere fermato. Sentivo il fuoco crescere dentro di me
ogni volta che colpivo. E colpivo. Li avrei annientati tutti, tutti quanti. Nessuno me lavrebbe pi
portata via.
Trascinai via il Sotterraneo e lo schiacciai a terra. I capelli mi ricaddero sul viso, il respiro
affannato e i muscoli guizzanti mentre lo tenevo stretto.
Lui mi fiss con terrore, mentre la terra si crepava sotto di lui. Ci che pi lo aveva spaventato,
lo sapevo, erano i miei occhi, del colore del ghiaccio come i suoi, ma con un fuoco dentro che lui non
conosceva.
Qualcuno batt le mani e io sollevai lo sguardo lentamente.
Che spettacolo eccitante. Avevo quasi dimenticato con che ardore ti battevi nellOpalion.
Devina sbuc fuori dallombra, muovendosi con passo felpato mentre quattro pantere nere uscivano da
differenti fessure sulla roccia, schierandosi in cerchio.
Il Sotterraneo sotto di me cerc di divincolarsi, terrorizzato, ma io rinsaldai la presa.
Sfortunatamente, lo spettacolo non era dedicato a te, replicai alla Strega con un sarcasmo carico
dodio.
Lei si abbass su di me e mi sfior la guancia con lunghia tinta di nero, gli occhi di fuoco che,
riuscivo a leggerlo, ancora mi desideravano. La fece scorrere sul collo, fino alla lunga cicatrice che mi
solcava la spalla. Il suo sguardo era velato da unoscura sfumatura al ricordo di quando aveva lasciato i
suoi segni su di me, quasi mi avesse marchiato come suo. Il suo Dakor sbuc lentamente dalla folta
chioma rossa e sibil vicino al mio viso.
Le afferrai la mano con cui mi stava toccando e la fissai con disprezzo.
Quanto astio, si lament, melliflua. Dopo tutto il tempo che abbiamo passato insieme a
divertirci...
Una pantera rugg e lei fece una smorfia.
Sostenni il suo sguardo di fuoco in una tacita sfida, mentre il serpente si snodava sul suo
braccio. Il Sotterraneo biondo si dibatt sotto di me, spaventato, mentre il Dakor si avvicinava
minaccioso e laria si riempiva di tensione.
Unaltra pantera rugg e stavolta il suono riemp lintera grotta.
Ooohhh, e va bene! Come siete noiose! Devina si alz e fece schioccare la frusta, che si
arrotol sulla gola dellAngelo. Poi la Strega la ritir a s scagliandolo contro il fragile legno del
galeone, frantumandone un fianco e mostrando cosa nascondeva: una schiera di Sotterranei legati ad
alte palizzate.
Serrai i pugni, affiancandomi a Simon. Anche lui aveva un Sotterraneo sotto tiro. Le due
pantere che li fronteggiavano si tramutarono in Streghe e bloccarono il suo prigioniero, legandolo a un
palo accanto agli altri, mentre altre Sorelle balzavano gi dalle rocce con le loro prede.
Devina mi sorrise, con un luccichio negli occhi che sapeva di nostalgie e promesse.
Mi voltai per seguire Simon, ma qualcosa mi blocc. Il bruciore arriv prima dello schiocco: la
frusta avvelenata di Devina si era chiusa sul mio polso.
Te ne vai gi? Avevamo appena cominciato a divertirci.
Io e Simon ci scambiammo unocchiata. Lui sembrava preoccupato delle mie intenzioni ma,
prima che potesse fermarmi, afferrai la frusta, ignorando il dolore, e la strattonai con forza,
strappandola dalla presa di Devina. Prima che se ne rendesse conto, mi avventai su di lei, il mio corpo
premuto contro il suo e la cinghia stretta contro la sua gola. Qui non siamo nel tuo mondo, Strega. Il
fatto che siamo alleati non vuol dire che io sia disposto a sopportarti. Provaci ancora e ti incenerisco.
Tre pantere avanzarono verso di noi, minacciose.
Evan, mi richiam Simon.
Guardai unaltra volta la Strega. Sarei mai riuscito a toglierle quel ghigno compiaciuto dalla
faccia? Le diedi le spalle e seguii Simon in alto verso le cascate. L, proprio dietro la cortina dacqua,
cera luscita. Aprii la porta e, dietro di me, Simon premette il pulsante di Carbonado nero. Lo scenario
cambi, le rovine si tramutarono pian piano nelle pi familiari pareti della palestra e la roccia sotto i
nostri piedi si estese per formare il pavimento, come un lago che si ghiaccia lentamente, seppellendo i
Sotterranei nelle nostre segrete, sorvegliati da una schiera di feroci pantere pronte a divorarli.
Ottima idea quella di attirarli l, mi complimentai con Simon, gettandomi sul divano del
salotto.
Lui si sedette a cavalcioni su una sedia e prese a sgranocchiare pop corn. Dopo aver combattuto
ininterrottamente per giorni contro diversi Sotterranei inviati per uccidere Gemma, avevamo elaborato
una strategia. Fino ad allora, avevamo avuto a che fare con un Giustiziere alla volta. Ora, invece, ne
avevano mandati nove. Le Streghe ci avevano aiutati a proteggere il territorio della palestra, cos, a uno
a uno, i Giustizieri erano caduti nella nostra trappola. Una volta attirati l, non cera stato modo di
uscire per loro. Erano sorvegliati ventiquattrore al giorno da un gruppo di Druse  le Streghe sentinelle
, indeboliti dal potere del loro sangue avvelenato. E, anche se si fossero liberati, i confini della
palestra erano stati sigillati e loro non potevano smaterializzarsi. Li avevamo in pugno.
Almeno cos giochiamo in casa, replic Simon. La palestra stregata  un perfetto campo da
combattimento.
Gi. Non c allenamento migliore e gli scenari hanno reso tutto pi divertente. Speriamo che
il piano funzioni e che non ne arrivino altri.
Sono sicuro che cos li terremo a bada per un po. E poi non avevamo scelta. Stavolta erano in
troppi. Ho contato sette prigionieri.
Anchio avevo contato le palizzate su cui erano inchiodati i Sotterranei: allappello ne
mancavano due. Uno  morto davanti ai miei occhi. Stava per attaccarmi, quando una Strega lo ha
trafitto.
Otto Giustizieri in una sola notte, non male, direi. Che figli di puttana. I Msala hanno deciso
di non darci tregua.
Nove, a dire il vero, tuon Devina con nonchalance, apparendo come un fulmine.
Come sarebbe, ne hai ucciso un altro?! Scattai in piedi, fronteggiando la Strega. Credevo che
uno di loro ci fosse sfuggito. Invece Devina lo aveva ucciso, rischiando di mandare allaria il piano.
Calmati, spartano, cantilen lei. Ho capito le regole. Solo prigionieri.
E non potevi capirlo prima? la redargu Simon.
Sai cosa potrebbe voler dire questo per noi?! ringhiai, a un palmo dal suo viso. Abbiamo un
piano, vedi di rispettarlo.
Evan ha ragione, Dev, si intromise Anya, entrando dalla porta insieme ad altre due Sorelle.
Era stata lei, sotto sembianze di pantera, a ruggire a Devina quando lei mi aveva provocato. Lavevo
riconosciuta dagli occhi di smeraldo. Non possiamo pi ucciderli. Per ogni Sotterraneo eliminato, ne
arriva un altro. Forse di pi, chi pu dirlo.
Imprigionare Desdemona ha funzionato, la rassicur Simon. Funzioner anche stavolta.
Lo credo anchio, ma dobbiamo essere cauti e non lasciarci dominare dagli istinti. Anya
lanci unocchiata ammonitrice alla Sorella, che in battaglia non aveva saputo trattenersi.
Che noia! Mi togliete tutto il divertimento! si lament Devina.
Anya alz gli occhi al cielo.
Ho ucciso un Sotterraneo, ma non sono stata lunica. Perch ve la prendete solo con me?!
Lanci uno sguardo daccusa a Bathsheeva.
Ehi, non accusare me! replic lei. Ti ho vista, lo hai ammazzato apposta. Io ho dovuto farlo.
Erano in tre e quel bastardo mi ha dato del filo da torcere. Era armato fino ai denti e ha ferito il mio
Dakor. Aveva uno strano tirapugni affilato come una lama, che si  sporcato di veleno. Non avevo mai
visto niente del genere. Mi  scappato mentre catturavo gli altri due. Stava per attaccare Evan, voleva
usare quella sua strana arma su di lui e lo avrebbe ucciso, se non fossi arrivata in tempo. La Strega mi
lanci una breve occhiata e io le feci un cenno, in segno di riconoscimento.
E allora? Gli ordini di Sopha sono di proteggere Gemma, non il suo spasimante, replic
Devina, sprezzante.
La fulminai con lo sguardo. Non sopportavo il ghigno con cui mi guardava, come se fossi di sua
propriet. Sapevo cosa stava pensando. Se il Sotterraneo mi avesse colpito con la lama avvelenata, io
sarei finito di nuovo allInferno, dove lei avrebbe potuto fare di me ci che voleva.
Scusala, sintromise Anya.  una vera Strega quando... No, lo  praticamente sempre.
Sorellina,  bello sapere che parli cos affettuosamente alle mie spalle.
Non parlavo alle tue spalle. Che fai la stronza, lo sai anche tu.  quello che ti riesce meglio.
Touch. Devina fece spallucce, compiaciuta.
Devo per forza stare qui? domand Simon.
La smorfia dipinta sul volto di Devina mi strapp un sorriso. Forse, qualche volta, persino per
lei doveva essere triste sapere che la sua presenza non era gradita.
Gemma  con Gwen? mi domand Anya, tornando a preoccuparsi.
Annuii, per tranquillizzarla. Poi guardai fuori. Oltre la grande vetrata esagonale, il buio copriva
ogni cosa.
Nerea, Safria, raggiungete Gwen nella camera di sopra, meglio rafforzare la sorveglianza.
Le due Streghe annuirono e si allontanarono, trasformandosi in pantere prima di salire le scale.
Feci un cenno ad Anya, grato per le sue premure. Gemma non si era ancora trasformata, eppure la
maggior parte delle Sorelle la trattava gi come se fosse una di loro. Nei giorni precedenti, ero rimasto
sorpreso dalla lealt con cui le Streghe ci avevano aiutati a proteggerla.
Dobbiamo stare allerta, prosegu Anya. Bathsheeva ha ucciso un Giustiziere per proteggere
Evan e Devina ne ha fatto fuori un altro perch... Lanci unocchiata ammonitrice alla Sorella. Be,
perch altrimenti non sarebbe Devina.
Blablabla, cantilen lei, sentendosi sotto accusa.
Ne abbiamo imprigionati sette, ma sappiamo con certezza che altri due saranno presto sulle
tracce di Gemma. In queste notti, abbiamo avuto il tempo di studiare ognuno di loro. Ma adesso non
abbiamo idea di chi manderanno. Non sappiamo quando torneranno ad attaccare, ma possiamo essere
certi che... Un sibilo improvviso tagli laria, interrompendo il discorso di Anya.
Ci girammo di scatto, allarmati, e Devina ci sorrise, compiaciuta. Problema risolto. La Strega
si lim le unghie con lasta della frusta. La fissammo tutti, a corto di parole. Sul pavimento, un
Giustiziere apparso dal nulla si dibatteva sotto la stretta ferrea del suo tacco, mentre un altro, alle spalle
della Strega, era appeso alla parete, privo di sensi. Potreste anche ringraziarmi, a questo punto.
La risata di sollievo di Simon riemp la stanza e io scossi la testa, rilasciando la tensione. Lui
odiava Devina, forse pi di me: era stata lei a tradire Ginevra, facendola cacciare dal suo mondo dalle
Consorelle e mettendo cos la vita di entrambi a repentaglio. Eppure spuntare dalla lista gli ultimi due
Sotterranei ci avrebbe reso la vita pi facile e, per una volta, era merito suo.
Ottimo lavoro, Dev, si compliment Anya. Adesso portiamoli di sotto insieme agli altri.
Non far la guardia ai Figli di Eva, se non posso nemmeno ucciderli, si lament la Strega
rossa, dirigendosi verso la palestra.
S che lo farai, se puoi giocare almeno un po. Scommetto che non vedi lora. Anya mi
strizz un occhio, poi chiusero la porta che conduceva di sotto, trascinandosi dietro i due Sotterranei
privi di sensi.
Le fui infinitamente grato per quel gesto: cos ero finalmente libero di andare da Gemma.
Il miglior modo per iniziare una giornata, non ti sembra? Simon mi diede una pacca sulla
spalla e io feci una smorfia di dolore, per i tagli e le ferite che avevo sul torace. Bel lavoro, con quel
carpaziano, si compliment.
Carpaziano?
Drake lo avrebbe chiamato cos. Hai visto quantera grosso?
Gi, sono sicuro che Drake si sarebbe divertito come un pazzo, questa volta. Mio fratello
Drake mi mancava terribilmente  mancava a tutti noi  e la consapevolezza che non lavrei mai pi
rivisto mi devastava. Tuttavia non lo biasimavo per essere rimasto allInferno insieme alla sua amata.
Sapevo che, al suo posto, io avrei fatto la stessa cosa. Non se la passa cos male, laggi. Ha la sua
Stella. Avresti dovuto conoscerla.  una tosta!
Proprio quello che serviva a Drake per rimettersi in riga!
Scoppiammo entrambi a ridere.
Anche tu non sei stato male, comunque. Anche se quella ferita al fianco  proprio disgustosa,
lo presi in giro. Entrambi eravamo a petto nudo, con la pelle sporca e piena di escoriazioni dovute alla
battaglia.
Gi, le palle di fuoco sono una seccatura, quando ti colpiscono.
Risi. Alla faccia della seccatura: ricordavo bene il dolore accecante di quando un Sotterraneo ti
colpisce con il suo fuoco angelico. La battaglia col falso Drake mi aveva messo a dura prova. Vuoi
che ti dia una mano, con quella?
Stai lontano, mi intim con un sorrisetto. Sappiamo entrambi che non vedi lora di salire
quelle scale. E poi, ammicc, le ferite di guerra sono lafrodisiaco pi potente al mondo, non lo
sapevi? Vattene via. E, gi che ci sei, manda la biondina quaggi. Ehi, ora lasciami solo prima che il
taglio guarisca, aggiunse bisbigliando. Ginevra va matta per questi giochetti.
Voi due siete davvero matti.
Che posso farci. Alz le spalle e io scossi la testa, lasciando Simon in salone. Mi ero battuto
tutta la notte contro diversi Sotterranei, avrei dovuto sentirmi senza forze, invece il pensiero di correre
da Gemma mi riempiva di pura energia. Salii le scale tre gradini alla volta, elettrizzato allidea di stare
con lei. Non avevo ancora dimenticato il terribile vuoto che avevo sentito in fondo al petto quando me
lavevano strappata via. A volte, quando i ricordi dellInferno mi riempivano la testa, provavo ancora la
stessa, terribile sensazione di perdita e mi sembrava di impazzire. Ora che eravamo di nuovo insieme,
avrei voluto averla accanto in ogni istante. Mi fermai davanti alla porta della mia stanza, dove lei
dormiva. Due Druse, Nerea e Safria, facevano la guardia sotto sembianze feline. Avevano il pelo nero e
lucido e affilati occhi gialli e blu che risplendevano nella semioscurit. Sotto il manto di Nerea, si
intravedeva un leggero disegno maculato, mentre quello di Safria era limpido come la notte. Entrambe
chinarono la testa e liberarono il passaggio. Dentro la stanza, una grossa pantera nera dagli occhi verde
giada si sollev, maestosa, e un brivido mi corse dentro. Non ero ancora abituato a vedere Ginevra
nelle sue sembianze animali. Sotto quella forma, le Streghe potevano percepire meglio i nemici
Sotterranei, per questo si trasformavano spesso quando ottenevano lincarico di Drusa. Le osservai,
affascinato. Tra le mura della casa sembravano pi grandi, eppure si muovevano con cos tanta grazia.
A fissarle per un lungo tempo si rischiava di rimanerne ammaliati. Ginevra era bellissima e spaventosa
al tempo stesso. I suoi minacciosi occhi verdi intimorivano. Sulla sua fronte, una goccia bianca
spiccava sul manto nero. Fece qualche passo, muovendosi con eleganza, poi assunse le sue sembianze
umane.
Simon aveva preteso che fosse lei a sorvegliare Gemma, cos da tenerla fuori dalla battaglia. Io
lavevo subito appoggiato perch, con Ginevra a farle da guardia, mi sarei sentito pi sicuro, pi
concentrato per combattere. Era sorprendente il legame che si era creato tra lei e Gemma, durante la
mia assenza. Ginevra le era stata accanto, laveva protetta come una Sorella, anche quando non sapeva
ancora che lo sarebbe diventata. Pure Simon si era dimostrato molto protettivo e di questo sarei stato
loro grato per leternit.
Entrambi mi avevano preso con loro quando avevo perso tutto, persino me stesso. Mi avevano
restituito una nuova vita. Sapevo che una parte dellaffetto di Ginevra verso Gemma dipendeva dalla
natura oscura sepolta dentro di lei. Una natura che condividevano. Eppure conoscevo Ginevra ormai da
secoli e vederla cos legata alla persona che pi amavo al mondo mi riempiva di orgoglio. Era qualcosa
di unico e sensazionale.
Ginevra mi sorrise, leggendo la mia ansia di stare insieme a Gemma. Non sarebbe meglio se ti
facessi una doccia, prima? mi schern, accennando al mio torace livido e sporco di fuliggine.
Qualcuno mi ha detto che le ferite di guerra sono molto sexy. Mi passai una mano sulla nuca,
sogghignando. A proposito, quel qualcuno ti sta aspettando di sotto. Le strizzai un occhio.
Meglio non farlo aspettare, allora. Sorrise, sgattaiolando fuori.
Ehi, Gin, la fermai, prima che chiudesse la porta. Grazie.
Lascer le Druse gi di guardia, cos potrete stare un po per conto vostro, ma badate a non
fare troppo rumore... tu e le tue ferite di guerra, mi prese in giro, con un sorrisetto furbo.
Risi e lei chiuse piano la porta, per non svegliare Gemma.
Raccolsi da terra un libro dalla copertina blu. Era il suo diario. Doveva essersi addormentata
mentre lo scriveva. Accarezzai gli intarsi sulla copertina e lo riposi sul comodino.
La guardai, nella semioscurit, la sua pelle risplendeva come fosse dargento, i capelli neri
come lebano sparsi sul cuscino. Serrai i pugni per contenere londata di emozione che mi aveva
pervaso. Gemma era distesa su un fianco e dormiva profondamente. Mi avvicinai al letto. Il lenzuolo si
era spostato, lasciandole le gambe scoperte. Le sfiorai il ginocchio, pensando di coprirla perch non
sentisse freddo, invece la mia mano risal lentamente lungo la sua coscia, spostando di pi il tessuto.
Respirai a fondo, imponendomi di controllarmi, ma Gemma schiuse le labbra e il desiderio rischi di
travolgermi.
Mi sdraiai dietro di lei, i nostri corpi si incastravano come due perfette met. Osservai la curva
morbida del suo seno che si alzava e si abbassava al ritmo sereno del suo cuore.
Le spostai i capelli dal viso, sfiorandole lorecchio con il naso, e respirai il suo odore. Chiusi gli
occhi, vinto dallamore per lei. Un sentimento che mi dominava. Le sfiorai i fianchi, insinuandomi sul
suo ventre, dove una piccola creatura cresceva dentro di lei. Una creatura che amavo gi con tutto me
stesso. Poi cercai la sua mano sotto le lenzuola e la strinsi forte, impaziente di raggiungerla in sogno.
Non distruggere questo tacito silenzio,
ma lasciami, ti prego,
a queste ombre malinconiche.
Lasciami morire insieme al sole.
Giuseppe Strazzanti
1
I COLORI DELLANIMA
Ehi. Gemma apr gli occhi e mi strinse la mano, girando il viso verso di me.
Ehi, sussurrai a mia volta, sfiorandole il palmo con il pollice. Mi portai la sua mano alla
bocca e la baciai, senza distogliere lo sguardo.
Lei chiuse gli occhi e si gir del tutto, insinuando un ginocchio tra le mie gambe. Quel gesto mi
mand a fuoco il sangue. La attirai a me e in un attimo le fui sopra, le mie labbra sul suo collo e il mio
bacino premuto contro il suo. Jamie... Cercai la sua bocca e lei inarc la schiena, bramando il mio
corpo. Le feci scivolare una mano sulla natica e la attirai a me con forza, rispondendo al suo bisogno,
mentre i respiri di entrambi si confondevano, fremendo di desiderio.
Gemma serr le dita attorno alla mia piastrina militare, trattenendomi contro di s, bruciando
della stessa passione che mi consumava. Poi mi baci dolcemente sulla bocca, placando i miei istinti.
Seguii il suo bacio, muovendomi lentamente. Infine appoggiai la fronte alla sua, tornando a controllare
il respiro. Buon giorno. La guardai negli occhi e lei mi sorrise.
Proprio un bel risveglio, direi. Sappi che lo pretendo tutte le mattine.
Non so... Sono uno molto impegnato, cosa credi? Feci una smorfia per prenderla in giro e lei
mi colp alla spalla.
Ehi!
Risi e la afferrai tra le braccia, portandola su di me. Sono tuo. Tutte le mattine di tutti i giorni
che verranno. La guardai fisso negli occhi, per dare ancora pi corpo a quella promessa.
Lei finse di pensarci un po su, poi si decise a sorridermi. Mi pass un dito sul torace, tornando
a fissarmi. Ora mi spieghi perch sei mezzo nudo nel mio letto? Che intenzioni hai?
Quella di scatenare i tuoi pi sepolti istinti. Non  evidente? Sollevai un sopracciglio,
continuando a prenderla in giro.
Lei spalanc la bocca, allibita.
Devo dire che sono sorpreso dalla facilit con cui ci sono riuscito. Si vede che, in fondo, certi
tuoi istinti non erano poi cos sepolti... Risi, godendomi la variet di reazioni che Gemma tentava di
nascondermi. Ma io potevo percepire ogni sua emozione. E poi, hai sempre dormito con addosso solo
la biancheria intima?
Ehi! protest, coprendosi con le lenzuola.
Non  colpa mia se ti sei scoperta, nel sonno.
E immagino che tu non mi abbia coperta!
Ehm... S, certo. Stavo giusto per farlo.
Brutto...! Mi sfil il cuscino dalla testa e inizi a colpirmi.
Non riuscendo a parare i colpi, le presi i polsi mentre entrambi ridevamo come due bambini.
Quando le risate si esaurirono, lei era di fronte a me, distesa su un fianco.
Lei gli aveva infestato lanima. E lui si era ripromesso di infestarle i sogni, mormorai. Le
portai una ciocca dietro lorecchio, mentre lei osservava rapita ogni mio movimento. Come poteva
lamore provocare cos tanti turbamenti in fondo al cuore? Immensa gioia, tumultuosa passione...
Dolorosa paura di perderla. Lamore era un ladro generoso. Mi aveva rubato il cuore, rendendomi
prigioniero. Ma mai prigionia era stata pi dolce e indispensabile. Non importava quanto a lungo lo
avevo combattuto o con quanta forza avevo provato a controllarlo, alla fine era stato lui a dominare me,
i miei istinti, i miei desideri. E mi bastava guardare Gemma negli occhi per capire che il mio mondo era
cambiato perch lei era il mio Paradiso e il mio Inferno insieme.
Non poteva esserci Evan senza Gemma.
Credi che non sappia che hai evitato di rispondere alla mia domanda? Gemma sollev un
sopracciglio, scaltra. Allora? Perch sei senza maglietta? E, soprattutto, perch sei sporco di sangue e
terra?
Le mie ferite si erano rimarginate, ma forse avrei dovuto dar retta a Ginevra e lavar via le tracce
della battaglia.
Diciamo che  stata una notte un po movimentata.
Cos successo? Ti hanno ferito? Perch non mi avete svegliata? domand, agitata.
Abbiamo messo in atto il nostro piano, tagliai corto.
Stanotte?!
Hanno di nuovo attaccato tutti insieme, era unoccasione perfetta. Uno di loro  persino entrato
qui.
Cosa? Come?!
Non preoccuparti. Non ti ha nemmeno toccata. Ginevra si  occupata di lui. Abbiamo dovuto
agire in fretta. Le Streghe hanno allentato le difese sulla casa, lasciando credere ai Giustizieri di aver
aperto un varco. A quel punto li abbiamo attirati nella palestra.
Gli scenari hanno funzionato? E le protezioni?
Annuii. Sono stati un perfetto campo da combattimento. Nessuno  riuscito a smaterializzarsi e
li abbiamo presi tutti.
Tutti quanti? Vuoi dire nove Sotterranei catturati in una sola notte?!
A dire il vero, c stato un contrattempo con due di loro, ma Devina si  occupata del
problema.
Devina? Vuoi dire Devina la Strega-barra-Crudelia De Mon dai capelli rossi?
Proprio quella.
Gemma richiuse la bocca e io sorrisi. Era cos dolce quando si ingelosiva.
La tirai per un polso e sfregai il mio naso sul suo, per dissolvere il turbamento che le provocava
il ricordo di me e Devina allInferno. Ehi, non sei stata tu ad avere lidea di imprigionare i Sotterranei,
anzich ucciderli?
Annu, con una scintilla di orgoglio negli occhi.
Com che si chiamava quella che ha cercato di farti fuori quando io non cero?
Desdemona. Ti ho gi detto che sono stata io a ucciderla? replic lei, segretamente
compiaciuta.
Mi mostrai sorpreso e scioccato. E come avresti fatto, sentiamo?
Le ho sparato. Alz le spalle, come se mi avesse appena detto di aver cucinato unomelette.
Risi e la attirai di pi a me. Be, per una che ha attraversato lInferno per salvarmi... Lavevo
detto che sei coraggiosa, le sussurrai vicino allorecchio.
Cosaltro potevo fare? Dovevo venire a prenderti e lei si  messa in mezzo!
Davvero una pessima decisione. Scossi la testa, fingendomi contrariato.
Scemo! Anche lei rise, quando cap che la stavo prendendo in giro. Mi copr il viso con la
mano, ma io gliele bloccai entrambe sul cuscino e le strappai un bacio.
Quando la smetterai di prenderti gioco di me?
Quando la luna incontrer il sole. Adesso alzati, ho un nuovo piano.
Gemma alz gli occhi al cielo. Ogni volta che dici cos farei bene a spaventarmi.
Invece sentivo il suo entusiasmo crescere con i battiti del suo cuore. Non mentire a te stessa.
Quando Gemma si alz dal letto, not subito la moltitudine di fustini pieni di vernice che avevo
sistemato in fondo alla stanza. Il pavimento era coperto da una tela bianca.
E questo cosa vorrebbe dire? Mi guard, sorpresa.
Che ridipingiamo la tua stanza. Le sorrisi e la trascinai verso i colori.
Le pareti della stanza di Gemma erano piene di foto. In molte lei era insieme a Peter, tuttavia
non avevo voluto che le togliesse perch, in fondo, ero grato a quel ragazzo per esserle stato accanto
mentre lei cresceva. Per Gemma, Peter era stato importante come Ginevra lo era per me, anche se la
natura dei sentimenti di Peter li aveva portati ad allentare il legame che li univa. Ogni tanto ci
vedevamo tutti insieme  il nostro gruppo e quello degli amici di Gemma  e, a scuola, qualche volta,
loro due rimanevano perfino soli. Immancabilmente, lui ne approfittava per provarci con lei e a quel
punto dovevo sforzarmi per impedire al mio istinto di prevalere e rompergli il collo. Sapere che lui la
desiderava mi accendeva un fuoco dentro. Se non fosse stato per Ginevra, probabilmente lo avrei
eliminato gi da tempo. Poi guardavo le foto che ritraevano me e Gemma, la quotidianit della nostra
vita insieme, e il fuoco si placava. Lei era mia e di nessun altro.
Allora? Da che colore cominciamo?
Mi voltai a guardare Gemma e rimasi senza fiato. La sua pelle dorata risplendeva alla luce che
entrava dalla finestra. Indossava ancora i vestiti per la notte: pantaloncini corti e una canotta morbida di
raso blu. Si avvicin a piedi nudi e mi mostr lindice inzuppato di rosso. Mentre io cercavo di sedare i
miei istinti omicidi verso Peter, lei aveva gi ripulito tutte le pareti, staccando le foto e sgomberando le
mensole dai libri. Era cos elettrizzata allidea di ridipingere la sua vecchia stanza! Avrebbe voluto
farlo da tempo, ma il pensiero la spaventava. Gemma si legava molto ai ricordi che gli oggetti
custodivano per lei. Temeva che, cambiando il colore alle pareti, nascondendo i segni di matita sparsi
qua e l o la vernice scrostata, avrebbe cancellato una parte della sua vita. Cerano persino le tacche sul
muro che segnavano la sua altezza e quella di Peter, man mano che crescevano.
Cosa te ne pare di questo? Pass il dito imbrattato di rosso sulla parete, tracciando unonda.
Che ne diresti, invece, se li usassimo tutti? la provocai, dirigendomi verso il suo laptop.
Inserii la password, Gevan, e avviai la sua playlist. Regolai il volume e la voce dei Passenger, con Let
Her Go, riemp la stanza.
Tutti? Che vuoi dire?
Che non devi per forza scegliere subito il colore che ti piace.
Gemma si avvicin, sospettosa. Okay... Cosa usiamo per dipingere?
Con un movimento veloce del piede, sollevai da terra due lunghi pennelli e li afferrai al volo.
Me li rigirai tra le dita e li offrii a Gemma. Erano molto sottili, ma lunghi quanto il suo braccio.
Lei li osserv, stranita, prima di afferrarli. Da dove cominciamo?
Facciamo un gioco. Le presi la mano e la trascinai davanti ai fustini di colore, poi mi
posizionai dietro di lei. Chiudi gli occhi, le sussurrai allorecchio.
Cosa? Si gir a guardarmi, confusa.
Sstt... Le bloccai le mani lungo i fianchi. Chiudi gli occhi, ho detto.
E come faccio a dipingere, se ho gli occhi chiusi?
Fidati di me, sar divertente.
Gemma respir a fondo e obbed.
Appoggiai il palmo sul dorso delle sue mani e intrecciai le dita alle sue, stringendo insieme a lei
i pennelli. La guidai affinch immergesse la punta in due colori diversi, il giallo e il rosso, poi sollevai i
pennelli, segnando due punti sulla parete.
Sei pronta? sussurrai ancora.
Gemma annu.
Allora libera la mente... e segui il tuo istinto. Lasciati andare, muoviti come se non ci fosse
nessuno oltre a te e ai colori. C solo una regola: non staccare mai i pennelli dalla parete e non aprire
gli occhi, per nessuna ragione al mondo.
Sono due regole.
Concentrati solo su te stessa.
Okay, mormor con fiducia. Dopo qualche secondo, mosse uno dei due pennelli sulla parete
e subito laltro lo segu.
Chiusi gli occhi anchio e respirai tra i suoi capelli, abbandonandomi ai suoi movimenti.
Gemma seguiva il ritmo della musica, e i pennelli danzavano per aria, quasi lei fosse un direttore
dorchestra.
Fece un passo e poi un altro e io la assecondai, con le dita ancora intrecciate alle sue, come
fossimo una cosa sola. Sotto il mio controllo, il giallo divenne arancione, il rosso si tramut in verde,
poi fu la volta del blu e del viola, che si mescolarono per tutta la stanza, formando altri colori, mentre
Gemma avanzava lentamente, inseguendo il suo bisogno di riempire tutta la stanza. Con gli occhi
chiusi, mi lasciai trascinare dai suoi movimenti fondendomi con lei, il suo cuore che batteva sul mio
petto quasi fosse il mio. Ogni tanto, Gemma tremava e il suo brivido si estendeva fino a me.
Antar may as. Yata tvam may asi.
Lei era dentro di me, nel mio cuore, nella mia anima.
Poi si ferm, soddisfatta. Lentamente, le portai le mani in alto, mentre le mie scendevano sulle
sue braccia, sfiorandole il collo, le spalle... fino ad afferrarle i fianchi. La baciai piano dietro lorecchio,
lei si gir appena, sfregando la testa contro la mia, e poi abbass le mani, mentre le note di Lana Del
Rey si spegnevano.
Aprii gli occhi e sorrisi, le labbra sul suo orecchio. Adesso puoi guardare.
Anche Gemma sollev le palpebre e rabbrivid. Percepii il suo stupore ancora prima di
leggerglielo negli occhi. Non disse una parola, limitandosi a girare su se stessa con lo sguardo rapito
dalla parete piena di colori e la bocca semiaperta. Le linee sul muro erano morbide come larmonia che
provava in fondo al cuore, segnate qui e l da segmenti pi appuntiti che invece indicavano le sue
inquietudini. Alcuni punti erano pi marcati di altri. Avevo percepito sentimenti di paura e angoscia
affiorare in lei quando li aveva tracciati. I segni scorrevano paralleli, si inseguivano, si allontanavano
per poi innalzarsi insieme fino a sfiorare il cielo. Al ritmo di Glory and Gore di Lorde, Gemma aveva
tracciato segmenti pi decisi. Con Set Fire to the Rain, di Adele, si era lasciata andare a linee lunghe e
intrecciate. Lana Del Rey aveva risvegliato pensieri pi cupi, tirando fuori le sue paure. In quei
momenti, persino i raggi del sole si erano affievoliti, e il buio dietro gli occhi chiusi si era fatto tenebra.
Evan, ... Siamo stati noi a fare questo? Gemma continuava a fissare il meraviglioso intreccio
di colori sulle pareti, affascinata.
Io non ho fatto niente. Sei stata tu.
Pazzesco, mormor tra s.
Sorrisi, soddisfatto. Poi le afferrai una mano e le feci fare un giro su se stessa. Gemma punt i
suoi grandi occhi neri nei miei e per un attimo mi manc il respiro. La attirai a me dolcemente e poi
lallontanai di nuovo, guidando i suoi movimenti al suono della voce di Ed Sheeran in una danza che
non avevo programmato. Dai fusti di vernice, microscopiche gocce di colore si sollevarono in aria,
vagando per la stanza e girandoci intorno. Stupore e meraviglia riempirono i suoi occhi mentre le
osservava, affascinata.
Cogliendomi di sorpresa, Gemma fece una giravolta, senza mai lasciarmi la mano, e appoggi
la schiena al mio petto, dondolando lentamente al ritmo di Thinking Out Loud. Chiusi gli occhi e
sfregai la testa contro la sua, vinto dalle sensazioni.
La canzone termin, interrompendo quel breve momento, e il ritmo pi serrato di Pink tuon
per le pareti. Gemma fece per allontanarsi, ma io lattirai a me e, con un giro veloce, lei piomb tra le
mie braccia, ridendo. Adesso puoi anche dire alle gocce di colore di smettere, una di loro stava per
sporcarmi la faccia.
Raccolsi col dito una sfera di colore che vagava ancora per aria e le sporcai il naso. Come,
cos?
Brutto...! Gemma sgran gli occhi e apr la bocca, allibita. Raccolse a sua volta una goccia e
tracci un segno sulla mia faccia.
Io la lasciai fare, poi sollevai un sopracciglio: un chiaro invito a scappare in fretta.
Gemma cap e lanci un urlo, poi corse ai fustini di colore e inzupp entrambi i pennelli,
invitandomi a sfidarla.
Sei sicura che sia la mossa giusta? le intimai, lasciando affiorare un sorrisetto che voleva dire
guerra. Scattai verso di lei, che lanci un altro urlo e scapp via, lasciando cadere entrambi i pennelli.
La rincorsi per la stanza e in un attimo la afferrai da dietro facendola girare mentre lei gridava ancora,
divertita. La bloccai a terra sotto di me, la sua dolce risata che mi riempiva lanima. Cerc di difendersi
e contrattaccare, ma io non le lasciavo tregua, dipingendole le braccia, le gambe, il collo. Ogni volta
che la toccavo, qualcosa si scatenava in me. Le sfiorai la coscia e risalii verso linterno, tracciando una
scia blu sulla sua pelle. La risata di Gemma si affievol quando salii fino al ventre. Con un unico colpo,
strappai a met la sua maglietta e rimasi senza fiato di fronte alla sua bellezza. Il suo petto si muoveva
velocemente, il respiro affannato per ci che cera stato o, forse, per ci che stava per succedere. Il
riflesso delle sue emozioni si abbatteva su di me come un uragano: attesa, impazienza... desiderio.
Le sfiorai il ventre con delicatezza, poi lo baciai, ancora e ancora. Gemma mi sorrise. Il mio
immenso amore per il bambino la riempiva di gioia. Ma subito i miei occhi scattarono sui suoi, come
quelli di un lupo. La mia mano risal la pancia e trov il gancio del reggiseno. Aiutai Gemma a
sollevarsi e glielo sfilai, mentre lei faceva scivolare le mani sul mio torace. Mi sedetti sul pavimento e
la attirai a me, tenendola stretta per il bacino. Gemma osserv le goccioline di vernice che fluttuavano
accanto a noi. Sollev la mano e mosse le dita tra le gocce.
Una dolce melodia riempiva la stanza. Le spostai i capelli dal viso e cercai i suoi occhi,
sussurrando le parole della canzone: Cause all of me, loves all of you. Love your curves and all your
edges, all your perfect imperfections.1
Gemma chiuse gli occhi e appoggi la fronte sulla mia guancia, poi abbass la mano e tracci
dei segni sul pavimento, attingendo alla piccola pozza di colore che si era formata.
Give your all to me. Ill give my all to you. Youre my end and my beginning. Even when I lose
Im winning.2 Accarezzai le sue dita, inseguendo le sue linee, intrecciando i movimenti, cercando la
sua mano. I nostri pollici giocarono a sfiorarsi, stringendosi a completare il tatuaggio che ci univa: stare
insieme, combattere insieme. La scritta legata ai due anelli dellinfinito. Appoggiai il palmo sulla sua
mano e la guidai sulla tela, le nostre dita intrecciate che danzavano insieme, creando nuovi colori. Mi
sentivo come se stessimo facendo lamore. Il momento pi sensuale di tutta la mia vita. Ogni
movimento era cos carico di eros che la vernice sembrava quasi calda sulla nostra pelle. O forse ero io
che ribollivo per il desiderio di lei. Sollevai le nostre mani intrecciate e le aprii i palmi, afferrandole
dolcemente i polsi, trascinandomi sulla sua pelle, mentre le nostre dita continuavano a cercarsi, a
toccarsi, a scivolare ora dolcemente, ora con necessit. Mi sembrava di impazzire: un dolce inferno da
cui non volevo essere redento. Vinto da quelle sensazioni, le strinsi le natiche e la attirai su di me.
Nella mia forma eterea, le emozioni erano pi intense, minvadevano con una forza
incontrollabile, devastante, necessaria. Tante piccole esplosioni che cambiavano il mio universo. Cercai
le sue labbra e le nostre lingue si sfiorarono, giocando a stuzzicarsi. Lei gemette e io esalai un lungo
respiro, desiderando di strappare i tessuti che ancora ci dividevano. Come se avesse letto la mia
necessit, Gemma mi sbotton i pantaloni e abbass la cerniera, lasciandomi senza respiro. Lattesa mi
stava uccidendo come mai prima. La mia mano si insinu nei suoi pantaloncini, accarezzandole le
mutandine. Gemma rabbrivid di piacere, serrando la mano sul marchio dei Figli di Eva. Inarc la
schiena, esigendo il contatto, e mosse il bacino sul mio, le mutandine calde che premevano contro la
mia erezione. Gemetti, stordito da quel gesto, e la baciai intensamente sulla bocca, mentre i nostri corpi
bruciavano, dissolvendosi luno nellaltro. Le afferrai la nuca con una mano, mentre con laltra mi
facevo spazio tra le sue mutandine, scostandole da un lato per penetrare in lei, gemendo di piacere.
Gemma ansim, facendomi perdere la testa. Serrai la presa sulla sua nuca e lei sollev il mento,
lasciando che le mie labbra scivolassero sul suo collo in una lenta e dolce agonia. Con laltra mano la
strinsi di pi a me, i suoi seni caldi sul mio petto che mi mandavano scosse mentre mi muovevo dentro
di lei. Potevo sentire le emozioni di Gemma crescere con le mie, cos intense da annebbiarmi i sensi.
Percepii il momento esatto in cui lei raggiunse il suo piacere e, nello stesso istante, io mi riversai in lei,
vinto dallintensit delle emozioni. Appoggiai la fronte alla sua, stringendole la nuca e a entrambi
sfugg un sorriso. Le portai i capelli dietro le orecchie, per liberarle il viso, e poi la baciai. Un bacio
lungo e dolce e necessario, mentre i brividi di piacere mi scuotevano ancora il corpo. Una stella era
appena esplosa dentro di me. Gemma era il suo nome.
2
POTENZIALE
Gemma rise. Hai un segno della mia mano sulla schiena.
Dove? Non importa, sar il mio bottino di guerra.
Ehi! Mi colp alla spalla. Cosa vorresti dire?
Mi sono battuto per te tutta la notte, in fondo. Sollevai un sopracciglio, per provocarla. Cos
potr dimostrare a Simon che ne  valsa la pena. Risi, prendendomi gioco di lei.
Gemma spalanc la bocca, tutta rossa in viso. Non lo mostrerai a Simon, mi intim. Adesso
corri in bagno e ti fai una doccia!
Avvicinai le labbra al suo orecchio. Solo se vieni a farla insieme a me, sussurrai, e le succhiai
piano il lobo.
Gemma rabbrivid e chiuse gli occhi, in balia delle emozioni. Poi mi spinse via e rise.
Scommetto che Simon si farebbe ferire di proposito per essere curato da Ginevra.
Hai vinto la scommessa.
Di un po, voi due vi siete messi daccordo, stanotte? Altrimenti perch vorresti mostrargli la
mia impronta?
Alzai le mani. Io non gli ho detto niente. Sono venuto qui con le migliori intenzioni, giuro.
Cercai di nascondere il sorrisetto, ma non ci riuscii.
S, come no. E dovrei credere che questo non era in tuo programma? mi provoc, indicando i
nostri corpi intrecciati sul pavimento.
Rotolai su di lei e le mordicchiai il collo. Questo  sempre in mio programma.
Gemma rise e lanci un grido quando le feci il solletico, intrappolandola sotto di me. Le
accarezzai il ventre, tornando serio. Era incredibile che, l dentro, stesse crescendo una piccola creatura.
Gemma giocava con la mia piastrina, ma io continuavo a fissare la sua pancia, rapito. Mi abbassai e
appoggiai lorecchio, continuando ad accarezzarla.
Senti qualcosa? mi domand lei, curiosa.
Ascoltai il respiro di Gemma, poi udii uno sfarfallio veloce e sorrisi. Sento il suo cuore battere.
Mi racconti ancora di quando lhai sentito? Sei davvero sicura che sia un maschio?
Non ne sono certa, ma il mio istinto mi dice che  cos. Ho sentito dei suoni, mentre parlavo
con Simon e Ginevra. Pensavamo dipendesse dai poteri del bambino, invece erano i miei. Ero io a
leggere i suoi pensieri. Da allora per non  pi successo.
Devessere straordinario. Le baciai la pancia, poi sfiorai la sottile striatura argentea sul suo
ventre e mi rabbuiai.
Lei cap subito a cosa era dovuta la mia preoccupazione. Evan, pensi che il bambino sar
umano?
Me lo chiedo ogni giorno. Sollevai la testa, per guardarla negli occhi. Qualunque sia la sua
natura, lui  nostro e lo proteggeremo insieme.
Gemma spost gli occhi sul tatuaggio che entrambi avevamo sulla mano, lespressione a met
tra paura e preoccupazione.
Stare insieme. Combattere insieme.
Lei aveva stretto un patto con le Streghe per salvarmi, ma io non riuscivo ancora ad accettarlo.
Gemma era sicura che la trasformazione non lavrebbe cancellata, che sarebbe riuscita ad aggrapparsi
al nostro amore per scacciare il male, ma io ero divorato dai dubbi. Non potevo permettere che si
trasformasse. Non potevo correre il rischio. Dovevo escogitare un modo per impedirlo.
A cosa stai pensando? mi domand, accarezzandomi la testa.
A come saremo felici insieme a lui.
Gemma sorrise. Pensi che i Msala si arrenderanno mai con me?
Solo due ragioni avrebbero potuto mettere fine allaccanimento dei Msala: la trasformazione di
Gemma o la sua morte. In tutti e due i casi, io ne uscivo sconfitto perch lavrei persa. Mi sollevai sui
palmi e mi avvicinai a lei, guardandola negli occhi. No, ammisi. Ma nemmeno noi ci arrenderemo.
Gemma annu in silenzio. Le accarezzai la guancia. Avrei rovesciato i Cieli e gli Inferi per stare
con lei, nessuno me lavrebbe portata via. Posai le mie labbra sulle sue e il bacio si accese di passione,
nutrendosi delle nostre carezze. Risalii la sua coscia con la mano, pronto a ricominciare daccapo.
Gemma si aggrapp ai miei bicipiti, lasciando che le baciassi il collo e i seni. Percepivo il desiderio
crescere in lei, ma dun tratto fu scacciato via da un nuovo sentimento: stupore e meraviglia. Mi scans
di colpo e si sollev sui palmi.
Oh. Mio. Dio. Gemma apr la bocca, gli occhi sgranati verso lalto: sul soffitto era comparsa
limmagine di noi due stretti in un cielo di stelle. Si alz, continuando a guardare rapita il dipinto.
Wow. Mi alzai anchio, stupefatto.
 vero? Non lo sto immaginando?
Be... Definisci immaginando.
Non scherzare, Evan. ...
Siamo noi, le sussurrai, stringendola da dietro. Ed  semplicemente magnifico.
Ma come... Quando?
Risi e avvicinai di nuovo le labbra al suo orecchio. Vuoi che ti sveli un segreto?
Lei annu, impaziente.
Io non ho fatto niente.
Gemma si gir a guardarmi, meravigliata. Cosa? Vuoi dire che...?
Annuii a lungo, mentre lei ci pensava su.
Sarei stata io? domand, ancora confusa.
Era la verit. Mentre facevamo lamore, i colori avevano danzato sul soffitto, creando
quellincredibile immagine di noi stretti nel nostro universo. Era stata lanima di Gemma a dar vita a
quella magica danza.
Direi che hai dato il tocco finale. Le sorrisi, ma Gemma si pass le mani tra i capelli.
Non capisco, per. Di solito mi accorgo quando i miei poteri si stanno risvegliando. Dio...
Come lo spiegher a mia madre?
Scommetto che non se ne accorger. Le strizzai locchio, prendendomi ancora gioco di lei.
Le avevo dato degli indizi, ma Gemma non aveva ancora capito.
Non se ne accorger? Come potrebbe non accorgersene? Sembra che qui dentro sia esplosa
una bomba di colore. Forse avrei fatto meglio a lasciare la mia stanza comera. Un momento... Io
dormo a casa tua. Che ci facciamo nella mia stanza? Si gir a guardarmi e sgran lentamente gli
occhi, il sorriso che affiorava man mano che comprendeva. Io sto... sognando, mormor tra s.
Questo  un sogno, non  cos? Siamo nella mia testa.
Annuii, ricambiando il suo sorriso. Una scarica di adrenalina si rivers in lei. Gemma era
elettrizzata. Poche altre volte lavevo resa consapevole di essere in un sogno, ma solo perch non
volevo rovinarle le emozioni che altrimenti le sarebbero state negate. In sogno, la mia anima era pi
vicina alla sua. Potevo leggere il suo inconscio e percepire ogni pi piccola sensazione, come fosse
mia. Per me era un universo parallelo in cui tutto era amplificato. Gemma sapeva che in quelle
occasioni potevo leggere dentro di lei, perci se si accorgeva di essere in un sogno si tratteneva, restia
ad aprirsi cos tanto a me. Invece io volevo che vivesse appieno ogni emozione.
Se avevi intenzione di dirmelo, potevi anche farlo prima! mi ammon, con un sorrisetto.
Hai fatto comunque la tua parte, mi sembra, la stuzzicai, accennando al soffitto.
Nei suoi sogni, Gemma aveva sempre avuto la capacit di ricreare incredibili scenari e stavolta
il suo spirito aveva plasmato unimmagine di noi.
Che peccato... Quindi al mio risveglio sar tutto come prima?
Tu te ne ricorderai? le sussurrai allorecchio, stringendola da dietro.
Lei annu, il cuore straripante di gioia.
Se vuoi, possiamo sempre rifarlo... stavolta davvero.
Gemma si gir, stringendomi le braccia al collo. No, non voglio rischiare di sciupare questo
ricordo.
Non potresti mai. La baciai sulle labbra, ma lei si stacc.
E poi, da adesso, quando guarder la mia vecchia stanza, la vedr con occhi diversi.
E perch mai?
Be... Si allontan lentamente, tenendomi per mano. Perch adesso conosco il suo
potenziale. So come potrebbe diventare.
Potenziale. Quelle parole avevano un secondo significato: Gemma tentava di distrarmi, ma io
avevo capito che in realt si stava riferendo al proprio potenziale.
Aveva qualcosa in mente e gi percepivo i suoi tentativi di tenermi fuori. Era sempre stata
molto brava, in questo.
Ehi, dove stai andando? le domandai, sospettoso.
Lei sorrise e apr la porta della sua stanza. I raggi del sole entrarono con prepotenza: davanti a
noi, una spiaggia bianca cullata dal rumore delle onde.
 il mio turno di giocare.
Sorrisi, scuotendo la testa.
Gemma si chiuse la porta alle spalle e scomparve. Le concessi qualche secondo di vantaggio e
poi corsi a cercarla.
3
NASCONDINO
Aver detto a Gemma che eravamo in un sogno le conferiva un enorme potere. E lei lo sapeva.
Avrebbe potuto fare tutto ci che voleva, andare in qualunque posto. Aveva il pieno controllo dei suoi
desideri e Gemma, questa volta, aveva deciso di approfittarne.
Gemma... Andiamo! Non puoi nasconderti da me... dissi.
In lontananza udii la sua risata.
Ti pentirai dello scherzetto che mi hai fatto con tuo padre!
Quando avevo riaperto la porta che si era chiusa alle spalle di Gemma, mi ero ritrovato nel
corridoio di casa sua e suo padre era uscito dalla camera da letto proprio in quel momento, andando su
tutte le furie nel vedermi scalzo, senza maglietta e con tutto quel colore addosso. Mi ero congedato con
un po di imbarazzo e avevo dovuto aprire diverse porte, prima di trovare il sogno in cui si era rifugiata
Gemma. Eravamo nella sua mente e lei giocava a nascondersi da me.
La sabbia era cos bianca da accecarmi, il mare uninfinita distesa di azzurro e verde.
Gemma... Vuoi davvero lasciarmi qui tutto da solo?
Non sei solo, sussurr la sua voce nel vento. Io sono proprio qui.
Mi girai di scatto perch sembrava fosse dietro di me, ma la spiaggia era deserta. Okay,
continua a giocare con me.
Gemma rise, divertita.
Sai cosa ti far, appena ti prendo? Mi concentrai sulla sua anima come non avevo mai fatto
prima, attendendo la sua risposta.
Prima per devi trovarmi...
Scattai di lato, guidato dal suono della sua voce, e lafferrai.
Gemma rise, bloccata sotto di me.
Allora, cosa stavi dicendo? Sollevai un sopracciglio, soddisfatto.
Mi hai trovata. Sorrise, lo sguardo provocante.
Io ti trover sempre. Sfregai il naso contro il suo e lei mi sfior le labbra. Non puoi fuggire
da me, la avvertii.
Mi guard negli occhi, poi mi baci con pi passione. Appoggi una mano sul mio petto e in un
lampo invert le nostre posizioni, salendo a cavalcioni su di me. Ne sei proprio convinto? mi sussurr
sulla bocca. Provai a baciarla, ma lei si scans, costringendomi a sollevarmi per seguire le sue labbra.
Puoi scommetterci, replicai, beffardo.
Gemma mi mordicchi un labbro, riuscendo per un attimo a stordirmi, cos mi spinse gi, scatt
in piedi e scapp via. Inizia a correre, allora! mi sfid, allontanandosi sulla spiaggia.
Vedrai se non ti prendo! Scattai allinseguimento.
Non ci misi molto a raggiungerla. Lei prov a sfuggirmi, ridendo e urlando a ogni mio tentativo
di afferrarla. Corse sul bagnasciuga, sperando di guadagnare terreno, ma non sarebbe potuta scappare
da me per molto e presto la afferrai per la vita e la sollevai tra le mie braccia. Entrai in acqua fino ai
fianchi, ignorando le proteste di Gemma che si aggrappava al mio collo per paura di bagnarsi.
Che ne dici, ho vinto la scommessa? la provocai.
Non  ancora detta lultima parola! replic lei, testarda.
Ah, s?! Sollevai un sopracciglio, lespressione minacciosa.
No, aspetta! No! url, intuendo le mie intenzioni.
Ma io la ignorai e mi abbassai per un secondo, risalendo con Gemma tutta bagnata tra le mie
braccia. Lei grid al contatto con lacqua, e poi rise, scalciando per liberarsi, ma io la immersi unaltra
volta e unaltra ancora.
Ehi! Non sono una bustina del t!
Eppure io ti berrei volentieri.
Gemma riusc a tirarmi gi facendomi perdere lequilibrio. Cademmo entrambi in acqua,
iniziando una lotta di schizzi, ridendo come matti. Poi le afferrai un polso, allimprovviso, solo perch
mi andava di farlo. La attirai a me perch gi a quella distanza mi mancava. Mi mancava toccarla, mi
mancava il contatto tra i nostri corpi che si univano. Lei rispose al mio gesto, abbracciandomi forte.
Lo dicevo, che non devo mai svelarti quando siamo in sogno, sussurrai tra i suoi capelli.
Lei mi guard, appoggiandomi le mani sul petto. Perch posso fare tutto ci che voglio?
Perch mi freghi sempre.
Gemma sorrise. Io ti frego sempre anche quando siamo svegli.
 vero, hai ragione. Appoggiai la fronte alla sua.
Gemma mi accarezz il petto, lavando via la vernice, e io feci lo stesso, facendo scorrere
dellacqua sulle sue spalle e approfittandone per toccarla perch, lo riconoscevo, non ero mai stanco di
lei.
Volevi fare la doccia insieme, no? Be, ci stiamo lavando, mi provoc.
La guardai con un luccichio negli occhi. La mia idea di doccia era un po diversa, se devo
essere sincero...
Perch tu non ne hai mai abbastanza.
Avvicinai il viso e le baciai il collo. Perch io non ne ho mai abbastanza di te, sussurrai,
sfiorandole le labbra con le mie. Le afferrai le cosce e la sollevai. Gemma strinse le gambe attorno alla
mia vita, i nostri corpi bagnati e le lingue che si sfioravano. Tutte le sue emozioni esplosero in me e lei
lasci che le leggessi: linfinita gioia che provava, la speranza che nutriva, la paura di perdermi... La
stessa paura che covava anche dentro di me. Eppure l, in quel sogno, ceravamo solo noi, stretti luno
allaltra, nascosti al mondo intero. Solo per quellistante, non avrei permesso alla paura di dominarci.
Meritavamo di essere felici. Avevamo affrontato mille difficolt per poter stare insieme e quel
momento era solo nostro. Camminai verso la riva, con Gemma ancora stretta a me. Poi ladagiai sul
bagnasciuga sdraiandomi accanto a lei, mentre le onde ci accarezzavano per poi scappare via, timorose.
Evan, ci sono gerarchie tra gli Angeli? mi domand lei di punto in bianco.
Non proprio. Ci siamo noi e ci sono loro, i Msala. Riceviamo gli ordini come un sussurro e le
informazioni si formano nella nostra testa.
Quindi niente Angeli custodi?
Sono leggende ideate dagli umani per soddisfare il loro bisogno di sentirsi in pace. La vera
pace, se si riesce a guadagnarla, non  in questo mondo, ma gli umani provano conforto nel credere che
qualcuno veglia su di loro. La vita sulla Terra non  stata fatta per la pace:  stata fatta per le scelte.
Ogni decisione o reazione, anche la pi piccola,  un passo verso il bene o verso il male. Solo le scelte
rivolte al bene condurranno luomo a quella pace che ricerca per natura. Anche se non tutti sono
abbastanza forti da opporsi al potere delloscurit. Quindi, no, non esistono Angeli custodi. Esistono il
bene e il male. La vita e la morte. Tu, per, puoi considerarmi il tuo Angelo custode in via esclusiva.
Le feci locchiolino e Gemma mi sorrise.
Questo lo facevo gi. Quanto tempo abbiamo, prima che suoni la sveglia? mi domand. 
cos bello qui...
Non molto, temo.
Se potessimo restare, dormirei per sempre.
Sorrisi e le afferrai la mano sulla sabbia, guardando il cielo. Ma cos ti perderesti il Winter
Carnival, la stuzzicai. Gemma si era battuta a lungo con gli insegnanti. Per via della gravidanza, non
le permettevano di partecipare ai giochi organizzati a scuola, cos il maschiaccio in lei si era ribellato.
Se fosse dipeso da lei, avrebbe giocato anche a Broomball o allAlligator Walk, ma alla fine avevano
trovato un compromesso.
Tanto non vogliono che mi iscriva, questanno. Legger delle eroiche imprese dei miei
compagni nel Blue Bombers Times.
Non ti hanno permesso di competere solo in alcune discipline, le ricordai.
Non sono brava a cantare e nelle sculture di ghiaccio te la cavi meglio tu.
Posso sempre farne una per te... E poi, dimentichi la gara a chi mangia pi torte. Se ti iscrivi,
scommetto che la tua squadra otterr un sacco di punti!
Ehi!
Risi e feci appena in tempo a scansarmi per evitare che mi colpisse.
Perch lo ripetete sempre tutti? Mangio davvero cos tanto?
Appena un po pi della media, la presi in giro. Fissai il cielo, stringendole la mano.
Lappetito di Gemma era cresciuto in modo incredibile, negli ultimi tempi. Tuttavia non aveva a che
fare solo con la gravidanza, bens con la natura di Strega sepolta dentro di lei. Il corpo di Gemma
bruciava molta energia e ne produceva altrettanta. Fortuna per lei, il cibo veniva smaltito in fretta e la
sua forma non ne risentiva. Al contrario, era incinta da ormai cinque mesi e si notava appena. La
gravidanza, per, laveva resa raggiante. Le sue forme si erano ammorbidite e Gemma era pi sexy che
mai. Guardarla mi emozionava, ma mi spaventava in egual modo, perch voleva dire che, ogni giorno,
lei era pi vicina alle sue Sorelle. Per proteggere Gemma avevamo stretto unalleanza, ma la loro
vicinanza stimolava i suoi sensi, come un richiamo cui il suo corpo non riusciva a resistere. La Strega
in lei si stava risvegliando. E io non potevo farci niente. Gemma era sicura che la trasformazione non
lavrebbe trascinata via, che non mi avrebbe lasciato per seguirle allInferno e, se avessi potuto averne
la certezza, avrei chiesto io stesso che si trasformasse perch cos saremmo potuti stare insieme per
sempre, come Simon e Ginevra. Era quello che aveva in mente lei: trasformarsi e rinnegare il male. Ma
io leggevo il dubbio negli occhi di Ginevra e tanto mi bastava. Non avrei permesso a Gemma di
trasformarsi. A qualunque costo, io lo avrei impedito.
Un uccellino vol sopra di noi, cinguettando uninsistente melodia. Torn indietro e ci svolazz
intorno.
Gemma si sollev a met. Hai sentito che strano suono? Non avevo mai visto questa specie,
mormor, e io risi.
Conosco bene questo suono... e lo conosci anche tu. Svegliati, pigrona,  ora di alzarsi.
Riaprii gli occhi e Gemma mugugn tra le mie braccia. Eravamo di nuovo nella mia stanza.
No, no... restiamo ancora qui. Vattene via, uccellaccio!
Risi tra i suoi capelli e spensi la sveglia, che Gemma credeva ancora fosse uno strano uccello.
Lei si rilass, soddisfatta perch lanimale doveva essersi allontanato, smettendo di darle fastidio. La
abbracciai da dietro e lei apr lentamente gli occhi.
Buon giorno, le sussurrai.
Mmm... Perch siamo qui? Torniamo a dormire...
Non puoi tornare a dormire,  tardi. Ginevra ti sta gi aspettando.
Gemma scatt su a sedere e mi guard. Non vieni anche tu?
Scossi la testa. Forse pi tardi. Avevo solo un paio di missioni, ma non ero sicuro di riuscire
a fare in tempo per la scuola.
Gemma sbuff e si alz dal letto. Lasci cadere i pantaloncini sul pavimento e si sfil la
maglietta mentre io non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso. Era cos sexy con quelle culotte di
cotone grigio...
Serrai i pugni sul letto, per frenare limpulso di correre da lei e impedirle di andare a scuola.
Gemma intu le mie intenzioni e rise. La sua maglietta piomb sulla mia faccia, cogliendomi di
sorpresa. Guardone.
Non  colpa mia se non so resisterti.
Ah, no? Sollev un sopracciglio e si avvicin, lo sguardo seducente. Stai dicendo che 
colpa mia? Mi spost un ginocchio e si insinu tra le mie gambe.
Sto dicendo che dovresti comprare un pigiama un po pi lungo, se vuoi tenermi lontano da
te.
Non ho mai detto che voglio tenerti lontano da me.
Le mie mani risalirono lentamente dietro le sue cosce, incapaci di trattenersi. Posai la testa sul
suo ventre, respirando il suo profumo.
Gemma appoggi le ginocchia sul letto e si sedette a cavalcioni su di me. Provocarmi stava
diventando il suo gioco preferito. Lui prov a resisterle, ma lei non era daccordo, mormor, le
braccia attorno al mio collo.
Sollevai un sopracciglio. Non aveva capito niente. La afferrai per le natiche e con un solo gesto
la portai sul letto, la mia erezione che spingeva contro di lei. Le mie mani si mossero lentamente sul
suo corpo. Correzione, replicai, stando al gioco. Lui non avrebbe mai provato a resisterle. La
voleva e non lo nascondeva. Era certo che non sarebbe riuscito a dominarsi perch il suo fuoco si
nutriva dellaria che lei respirava. Le sfiorai il labbro con il pollice. Un bisogno necessario.
Quindi stai dicendo che non puoi resistermi, tuo malgrado?
Sto dicendo che non voglio e che non lo farei mai, se non fossi tu a fermarmi.
Allora dovr seguire il tuo suggerimento e comprare un pigiama pi lungo... mi stuzzic.
Sei sicuro che basterebbe a placare i tuoi istinti?
Ho paura che non servirebbe a niente. Mi abbassai sulla sua bocca e mi lasciai andare al
bacio, le mie mani strette sul suo fondoschiena. Jamie... La baciai sul collo e gemetti, sul punto di
perdere la testa.
Ehi... voi due! Ginevra buss insistentemente alla porta e Gemma rise.
Non  proprio il momento, vattene via, grugnii.
 giorno e Gemma far tardi a scuola.
Non c scuola oggi, replicai, continuando a baciare Gemma.
Venite fuori o sar costretta a entrare!
La ignorai e Gemma rotol su di me. Inizi a baciarmi dolcemente il petto, guardandomi negli
occhi, mentre Ginevra bussava imperterrita.
Non ditemi che non vi avevo avvertiti! Ginevra apr la porta e incroci le braccia,
spronandoci ad alzarci. Lasciai andare la testa sul cuscino e Gemma sorrise alla Sorella.
Buon giorno anche a te.
Ah, che rompiscatole! mormorai, facendo in modo che lei lo sentisse.
Gwen, cos tutta questa fretta di andare a scuola? le domand Gemma.
Ginevra sorrise e batt le mani, saltellando. Iniziano i giochi, oggi. Mettiti qualcosa addosso o
ti porto a scuola cos! la spron, trascinandola letteralmente via da me.
Vuoi dare inizio a uno sterminio di massa? replicai. Ginevra aveva solo fatto una battuta, ma
il pensiero di Gemma nuda mi fece ribollire il sangue. Nessuno poteva vederla senza vestiti e
continuare a vivere. Lei era soltanto mia.
Gemma si gir a guardarmi e alz le spalle, impotente.
I giochi per il Winter Carnival erano unoccasione perfetta per Ginevra per dimostrare a tutti
che era la migliore.
Badate a non attirare troppo lattenzione, la ammonii, non sono i giochetti che fai con le tue
Sorelle nel regno delle tenebre.
 una partita di Broomball, Evan. Perch ti scaldi tanto? replic lei, indispettita.
Ci sono dei mortali e qualcuno potrebbe farsi male.
Quel giorno, avrebbero portato a scuola anche Nausyka e Anya, per proteggere Gemma.
Speravo solo che Ginevra non si facesse trasportare dallentusiasmo.
Non perdete mai di vista Gemma.
Rilassati, Evan. I Sotterranei sono sotto stretta sorveglianza. Gemma sar al sicuro insieme a
noi e si divertir un mondo!
Gemma, che nel frattempo si era vestita, si avvicin a me e mi stamp un bacio sulla bocca.
Tranquillo, ci sono io a tenerle docchio, bisbigli. Tu fai il tuo dovere, soldato. Mi strizz un
occhio e usc di corsa dalla stanza.
Ginevra mi fece la linguaccia e poi la segu.
Incrociai le mani dietro la testa e tornai a sdraiarmi sul letto, ascoltando i suoni della casa. Per
giorni, i Giustizieri venuti a uccidere Gemma non ci avevano dato tregua. Una volta lavevano persino
attaccata a scuola, ma Simon laveva protetta mandando il Sotterraneo al tappeto con un solo colpo.
Gemma, che era lunica in grado di vederlo, si era lasciata sfuggire un urlo durante la lezione, attirando
lattenzione di tutti i suoi compagni. Poi aveva finto di scacciare via un ragno dal suo banco e il
professore aveva ripreso a spiegare. Non avevano pi attaccato a scuola, da allora, ma per precauzione
almeno uno di noi era sempre insieme a Gemma.
Sentii le pantere ruggire in corridoio, e subito dopo delle voci. Le cose sarebbero andate meglio,
ora che tutti i Sotterranei erano sotto il nostro controllo. Una volta disattivato lo scenario, il galeone era
tornato a essere una normale cella e i prigionieri si erano ritrovati incatenati alle pareti, con un branco
di pantere nere a far loro da guardia. Dovevano fare attenzione a non ferirli, perch denti e artigli
secernevano il veleno dei serpenti. Bastava un solo graffio per uccidere un Sotterraneo e a quel punto
ne sarebbero arrivati altri. Tanto non sarebbero scappati comunque, storditi comerano dal sangue delle
Streghe. Avevo imparato a mie spese che effetto poteva avere sulle nostre menti. Le Streghe avevano il
potere di modificarlo in base a ci che volevano ottenere da noi. In alcuni casi, poteva perfino
aumentare le nostre forze, come facevano durante i Giochi... o poteva annientarci. I prigionieri non
avrebbero mai potuto ribellarsi.
Sentii il motore della BMW che si avviava e saltai gi dal letto, avvicinandomi alla finestra. Da
comerano conciati i vestiti delle ragazze, si capiva che dovevano aver giocato a palle di neve. Gemma
stava ridendo insieme alle sue Sorelle ed era cos serena, mentre saliva in auto. Avrei dovuto esserne
felice, invece ero geloso. Geloso e preoccupato che me la portassero via. Il legame con loro avrebbe
reso la trasformazione pi facile per Gemma, ma avrebbe anche reso pi difficile rinnegare il male.
Eppure Ginevra non sembrava affatto preoccupata. Ritrovare le sue Sorelle le aveva restituito una parte
che credeva aver perso. Era raggiante. Inoltre, sebbene a volte nutrisse qualche dubbio che non osava
pronunciare a voce alta, nutriva una fiducia sconfinata in Gemma. Era convinta che, una volta
trasformata, non avrebbe perso se stessa, che il nostro amore e quello per il bambino avrebbero
annientato il male. Cos Gemma non sarebbe pi stata umana, sarebbe diventata una Strega,
preservando per tutti i suoi ricordi e le emozioni umane. Tuttavia nemmeno lei poteva esserne certa.
Gemma not che la stavo guardando e mi salut dal sedile anteriore. Ricambiai il suo sorriso e attesi
che partissero. Poi serrai i pugni sul vetro, frustrato. Non potevo rischiare. No, non avrei mai permesso
che Gemma si trasformasse.
4
SCORRETTEZZE
Mi sfilai jeans e boxer ed entrai nella doccia, lavando via i residui della battaglia. Forse non
avrei nemmeno dovuto pensarlo, ma mi ero divertito come un pazzo a lottare contro i Sotterranei. Io e
Simon avevamo fatto squadra, battendone pi della met, sebbene molti di loro fossero forti e
agguerriti. Ma non erano determinati quanto me. Una volta messi alle strette, ci avevano pensato le
Streghe. Se qualcuno me lo avesse raccontato solo qualche tempo prima, non avrei mai creduto che
avrei stretto unalleanza con le Streghe. Con Devina. Non avevo dimenticato il trattamento che mi
aveva riservato nel suo mondo per cercare di dominarmi e non vedevo lora di ricambiare la sua
cortesia. Misi la testa sotto il getto e sollevai il viso, sperando che anche la rabbia per Devina scivolasse
via. Eravamo alleati. Dovevo sforzarmi di ricordarlo. E, anche se avevamo imprigionato i nove
Sotterranei che ci avevano attaccati nellultima settimana, dovevo rimanere concentrato e non
abbassare mai la guardia.
I Msala erano disposti a tutto pur di uccidere Gemma. Ci che forse ancora non avevano ben
chiaro era che io non avrei permesso a nessun Sotterraneo di portarmela via. Se fossero riusciti a
traghettare la sua anima, io lavrei persa per sempre. E con lei il nostro bambino. La posta in gioco era
troppo alta. Un sorriso affior spontaneo sulle mie labbra. Non sarebbero bastati cento Sotterranei per
fermarmi. Ero disposto a ucciderli tutti. Sangue e cenere scivolarono via, tingendo lacqua, e io sentii
un fremito nel petto al ricordo dei colori che si mescolavano sulle nostre mani, del calore dei nostri
corpi intrecciati, dellintensit delle emozioni che mi investivano quando ero nella mia forma eterea.
Era stata unesperienza ultraterrena. Sorrisi, ripensando allimmagine di noi che aveva plasmato
lanima di Gemma. Mentre tutto il mondo cercava di separarci, io e Gemma eravamo sempre pi in
sintonia. E lamore cresceva al pari della passione che ci bruciava ogni volta che rimanevamo soli.
Appoggiai i palmi alla parete in pietra e chiusi gli occhi, trascinato dalle sensazioni. Gemma mi
saziava, eppure ero sempre affamato di lei. I suoi tentativi di sedurmi mi facevano perdere la testa... e il
controllo. Lei lo aveva capito e si divertiva a giocare con me. Cos, il pi delle volte, il desiderio mi
consumava e io mi lasciavo dominare, bruciando insieme a lei. Scossi la testa e mi passai le mani sulla
faccia. Fare lamore in sogno era stato travolgente e mi sentivo ancora un po stordito. Avrei dovuto
concentrarmi sugli ordini che dovevo eseguire, eppure non riuscivo a pensare ad altro che a lei, al
profumo che aveva la sua pelle, alle sue labbra su di me, alle mie mani sul suo corpo. Gemma era la
mia ossessione. Era sempre stato cos e io non avevo alcuna intenzione di resisterle. Io ero suo. Mente,
anima, corpo... e il mio cuore spento, che batteva solo per lei.
Chiusi il getto e uscii dalla doccia, avvolgendomi un telo intorno alla vita. Mi guardai allo
specchio, strofinando i capelli con un asciugamano, e notai dei segni sul vetro appannato.
Ti aspetto?
Sorrisi nel riconoscere la calligrafia di Gemma e uscii scalzo dalla stanza. Ero un Giustiziere
della morte che stava per uccidere due persone, ma Gemma mi faceva sentire come un ragazzino che
non vedeva lora di finire i compiti per correre da lei.
Con lasciugamano ancora stretto in vita, entrai nella mia stanza per vestirmi e gettai su una
sedia i boxer usati.
La porta si chiuse dietro di me. Mi raddrizzai. Non avevo bisogno di voltarmi, per scoprire chi
mi aveva seguito. Se sei in cerca di croccantini per gatti, la cucina  al piano di sotto, commentai,
sprezzante.
Devina si avvicin e mi tocc una spalla, girandomi intorno. Ho un altro tipo di fame, al
momento. Fece scorrere il dito sulla cicatrice che lei stessa mi aveva inferto.
Rimasi immobile, la mascella serrata e gli occhi che la incenerivano. Temo che dovrai
accontentarti, tagliai corto. Io non sono sul menu.
Si sedette sul letto, sperando di sedurmi, e io le diedi le spalle, avvicinandomi al cassetto della
biancheria. Lasciai cadere lasciugamano a terra e lei fischi. Mi infilai i boxer e i jeans, senza battere
ciglio.
Sono confusa. Spogliarsi non  il miglior modo per mandarmi via, dovresti saperlo.
Mi avvicinai al letto e la afferrai per la gola, cogliendola di sorpresa. E tu dovresti sapere che
tutto ci che vorrei  farti a pezzi. E ora vattene, prima che io decida di seguire il mio istinto. Non sono
molto bravo a trattenermi, ultimamente. La lasciai andare con uno strattone.
Lei si sfreg la gola, contrariata. Ehi, che modi. Sono solo venuta a salutarti.
Stai alla larga da me, Strega. Sto tentando di non incenerirti, ma tu mi rendi le cose difficili.
Invece di andarsene, apr le gambe e vi fece schioccare la frusta in mezzo, gli occhi che
scintillavano come oro fuso. Hai gi acceso un fuoco in me, proprio qui. Solo tu puoi spegnerlo.
Per me puoi anche bruciare.
Perch non mettiamo una pietra sul passato? Siamo alleati, adesso. No? Accarezz il letto
con una mano e artigli le lenzuola, guardandomi negli occhi. Potremmo suggellare il nostro accordo
proprio qui... La frusta scocc ancora. Mi piace lidea di farlo sul tuo letto.
Sbuffai. Voi Streghe non ci tenevate, ai diritti di rivendicazione?
Ne parleremo quando lei sar una Strega e ti avr rivendicato. Fino ad allora, lei non  la tua
Amsha. Ammicc e un lieve profumo si lev fino a me.
Tieni a bada i tuoi feromoni. Non hanno effetto su di me.
Devina si alz e mi venne incontro. Ne sei sicuro? Ho sentito i tuoi pensieri, mentre facevi la
doccia, e ho pensato che magari avevi bisogno di qualcuno con cui divertirti un po, sussurr nel mio
orecchio, toccandomi il petto nudo. Siamo soli, Gemma non lo sapr mai...
Divertirmi con te? Mi stai forse offrendo la tua testa?
Ti sto offrendo molto pi di una vendetta, non capisci? La sua mano risal linterno della mia
coscia e si ferm in mezzo alle gambe. Ti sto offrendo espiazione. Posso darti molto pi di me stessa.
Posso darti il mio cuore. Devina mi sfior il labbro con il pollice e prov a baciarmi; sulla sua bocca
brillava il rivolo di sangue con cui sperava di assoggettarmi a lei.
Le afferrai bruscamente il polso e la fissai negli occhi. Lunico posto in cui vorrei il tuo cuore
 nella mia mano, ruggii. Sei pazza se pensi di avere una sola speranza con me.
Lambra nei suoi occhi sembr sciogliersi, prolungandosi sulla sclera, e le sue pupille si
allungarono come quelle di un serpente. Stai attento a come ti rivolgi a me, Figlio di Eva. La tua
principessa  ancora dolce e vulnerabile...
Non appena menzion Gemma, un impeto di rabbia mi accec. Prova unaltra volta a
minacciarla e sparger personalmente le tue ceneri allInferno, sibilai. Afferrai la mia maglietta dalla
sedia e avanzai verso la porta. Ah, e divertiti da sola, il letto  ancora caldo. Usa limmaginazione.
Devina schiocc un colpo di frusta e io sorrisi, senza voltarmi. Scesi le scale e Simon apparve
in cucina proprio in quel momento.
Ben svegliato.  stata una nottata lunga? mi schern, sorridendo.
Non quanto avrei voluto, replicai, infilandomi la maglietta. Che ne  stato delle tue ferite di
guerra?
Una dolce fanciulla si  presa cura di me, stanotte.
Proprio come speravi.
Simon riemp due shot di bourbon e ne allung uno verso di me. Una pantera attravers la
stanza come se niente fosse e io lanciai unocchiata a mio fratello.
Temo che dovremo farci labitudine, comment lui.
Piuttosto la morte.
Simon rise e sollev il suo bicchiere, invitandomi a brindare. Alla battaglia?
E a quelle che verranno. Mandai gi il liquore in un solo sorso per festeggiare la vittoria.
Unaltra pantera balz sulla ringhiera del piano di sopra e piomb di sotto.
Io e Simon la fissammo e lei rugg.
Non avevo bisogno di controllarle la macchia rossa sulla zampa per sapere chi fosse. I suoi
occhi mi sfidavano, brillando come gocce dambra. Era Devina.
Hai ragione. Non mi abituer mai a questo. Simon riemp di nuovo i nostri bicchieri. Le
pantere si scambiarono dei versi, poi attraversarono il salone e si diressero entrambe verso le segrete,
chiudendosi la porta alle spalle.
Tu, piuttosto, dovresti darti una ripulita, gli suggerii. A quanto sembrava, Simon non aveva
ancora lavato via il sangue e lo sporco dello scontro.
Lo so.  che prima ho dovuto ricaricare le energie.
Nove Sotterranei sono stati troppi per te? lo presi in giro.
No, Ginevra basta da sola a prosciugarmi. Stare con lei  come affrontare cento Giustizieri
tutti insieme. A proposito, ho controllato Gemma a scuola prima di tornare qui.  a posto, si sta
divertendo con le ragazze.
Annuii per ringraziarlo, ma quelle parole mi incupirono e a Simon non sfugg.
Sei preoccupato?
Tu non lo saresti?
Stai tranquillo, Evan. C Ginevra, con lei. E se finalmente Gemma riesce a divertirsi  solo
perch tu sei di nuovo qui con lei.
Guardai Simon, grato per quelle parole.
Lui abbass la voce, anche se non cera rischio che le Streghe lo sentissero, visto che la palestra
era insonorizzata: Hai idea di quello che ha passato quando credeva di averti perso? Non ha voluto
che le portassi via il dolore perch non voleva perdere un solo ricordo di te. Pensi che adesso
accetterebbe lidea di lasciarti per sempre per andare con loro?  una follia. Gemma non rinuncerebbe
mai a te. Non rinuncerebbe mai a voi. Accetter la trasformazione, ma rimarr se stessa. Io ci credo. E
dovresti farlo anche tu. Il suo piano funzioner.
E se non funzionasse? Che ne sar di me?
Deve funzionare perch non abbiamo altro.
Ti sbagli. E se ci fosse unalternativa?
Mio fratello mi guard. Avevo attirato la sua attenzione.
Serrai i pugni, preparandomi a sparare il colpo. E se Gemma si nutrisse dellalbero?
Sei impazzito, forse?! Hai sempre avuto piani folli, ma questo li batte tutti.
Perch? Potrebbe funzionare! E se il Frutto divino cancellasse il male in lei? Se purificasse la
sua anima? Lei sarebbe una di noi. Unimmortale.
Okay. AllInferno devi aver assorbito troppo veleno, comment, alzando le mani.
Sospirai. Perch Simon non mi capiva?
Evan, hai sentito quanti se ci sono nel tuo piano? Te ne aggiungo qualche altro. E se veniste
puniti, per questo? Se avesse conseguenze catastrofiche?
Quale punizione potrebbe mai essere peggiore di quella che sto gi scontando? Tutto  meglio
di questo. Non lascer che le Streghe la cancellino.
Evan, nessuno che non fosse un Sotterraneo si  mai nutrito dellalbero.
Allora lei sar la prima, replicai, risoluto.
Evan...
Speravo che almeno tu mi capissi!
E infatti  cos. Simon appoggi le mani sul tavolo e punt gli occhi nei miei. Ma devi
pensare alle conseguenze che questo potrebbe provocare su di lei e su tutti gli altri.
Pensi che non lo faccia? Sostenni il suo sguardo. Ci penso in ogni momento. E per ora 
tutto ci cui posso aggrapparmi. Ho bisogno di questa speranza.
Sapevo che mio fratello aveva ragione, che dovevo valutare ogni pi piccolo aspetto, ma
nessuno poteva darmi delle certezze. Simon, ci ho pensato davvero a lungo e ci penser ancora, ma 
una possibilit che dobbiamo valutare.
Va bene. Ne riparliamo pi avanti. Lasciami del tempo per riflettere.
Annuii, grato che facesse almeno un tentativo. Si  fatto tardi. Ho degli ordini da eseguire.
E sar meglio che io vada a fare una doccia, replic lui.
Scontrai le nocche del pugno sulle sue e svanii dietro le sue spalle.
La conversazione con mio fratello mi aveva lasciato addosso un senso di amarezza. Era vero, il
mio piano era ancora da definire, ma almeno era qualcosa! Mi rifiutavo di arrendermi allidea di
perdere Gemma.
Mancavano pochi mesi prima che Gemma si trasformasse in una Strega e iniziasse a odiarmi. E
quel pensiero mi devastava. Mi passai una mano sulla faccia. Dovevo concentrarmi. Misi a fuoco le
luci lampeggianti che illuminavano la notte e mi avvicinai al luogo dellincidente, in Giappone.
Era gi buio, in quella parte del mondo, e i fari della moto a terra si allungavano sullasfalto in
modo sinistro. Sul luogo erano appena arrivati i familiari dei due ragazzi che erano stati travolti da
unauto. Il ragazzo alla guida della moto fu caricato su una delle tre ambulanze, mentre la madre
piangeva al suo fianco chiamando il suo nome. Gli passai accanto. Non cera pi vita nelle sue gambe,
ma nessun Sotterraneo era l per lui. La ragazza fu caricata su unaltra ambulanza e io salii con lei. Le
porte posteriori si chiusero e labitacolo si riemp dei singhiozzi della madre, che le stringeva forte la
mano. Le sirene gridarono la loro urgenza quando il veicolo inizi la sua corsa disperata contro il
tempo. Contro di me. Una corsa che non avrebbero vinto.
Ma... mma, gracchi la ragazza.
La madre si asciug la guancia, forzando un sorriso. Sono qui! Piccola mia, sono qui.
Mi... Il petto della ragazza si alzava e abbassava con fatica.
Non ti sforzare. Presto arriveremo allospedale e starai meglio.
Una lacrima scivol sulla guancia della ragazza. Ti voglio bene.
La signora scoppi in lacrime. Anchio ti voglio bene. Non parlare adesso, presto starai bene.
Presto starai bene.
Mi...
Allungai una mano sul suo petto, ma esitai, attendendo le sue ultime parole.
Mi dispiace, mamma.
Appoggiai la mano e la vita lasci il suo corpo. I suoi occhi si persero nel vuoto e la madre
prese a urlare, disperandosi tra le lacrime. I paramedici intervennero per rianimare la ragazza e la
signora si rannicchi in un angolo. Ma non avrebbero potuto fare niente. La ragazza, Sachiko, mi stava
gi fissando dallangolo dellambulanza, ignorando il caos intorno a noi. Si avvicin e prov a
toccarmi. Chi sei, tu?
Io sono qui per te. Ti porter al sicuro.
Sachiko riflett sulle mie parole e sembr comprendere. Guard sua madre, che stringeva la
giacca della figlia sulla bocca per soffocare il pianto. Lei star bene? mi domand.
La fissai, cercando la risposta. Non potevo assicurarle che in questa vita avrebbe dimenticato il
suo dolore ma, se avesse fatto le scelte giuste sulla Terra, allora, s, sarebbe stata bene, e loro due
sarebbero tornate insieme. Un giorno, la rassicurai.
Sachiko abbass la testa.  tutta colpa mia. Avevamo litigato. Sono fuggita di casa con
Takeshi, il mio ragazzo. Mia madre non si fidava di lui, voleva che lo lasciassi... Lui sta bene?
Mi hanno affidato solo te.
Lei sbuff. Aveva un solo casco e ha detto che a me sarebbe stato grande.
Serrai i pugni, desiderando di poter cambiare ambulanza. I genitori spesso sanno verit che un
figlio non  disposto a sentire.
Adesso lo so. Anche se  troppo tardi, mormor.
Le tesi la mano e lei lafferr, svanendo come una nuvola di fumo. La guidai attraverso i mondi,
poi i rumori nellambulanza tornarono a investirmi, come se qualcuno avesse aumentato il volume con
un telecomando.
I paramedici avevano smesso di provare a rianimare Sachiko e ora tenevano la madre, mentre
uno di loro la sedava. Mi sedetti accanto a lei e le strinsi la mano, sperando di darle un po di conforto.
Si sarebbe sentita meglio se avesse saputo che la figlia sarebbe stata bene nel luogo in cui lavevo
condotta? Se avesse saputo che un giorno sarebbero tornate insieme? In un mondo senza corruzione,
senza dolore, senza oscurit... Un mondo che a me veniva negato. Tutto ci che volevo  tutto ci che
avevo sempre voluto  era sapere che, anche se Gemma fosse morta, io non lavrei persa. Invece ero
condannato a unesistenza di solitudine: nessuna Anima nellEden poteva vedermi. Per me, discendente
dei Figli di Eva, era un luogo deserto. Io e Gemma potevamo stare insieme solo sulla Terra perch, se
lei fosse trapassata, io non lavrei pi rivista.
Il mio potere flu nella donna, che si addorment.
Quel pensiero scaten in me la voglia impellente di rivedere Gemma. Avevo ancora un altro
ordine di esecuzione  avrei dovuto fare in fretta  ma non potevo oppormi al bisogno di lei. Mi
concentrai e lambulanza intorno a me svan.
Gemma era seduta davanti a me, cos assorta nella storia che stava leggendo da non accorgersi
del mio arrivo. Le tribune del teatro erano in penombra, cos, quando fui certo che nessuno mi notasse,
mi materializzai. La mia improvvisa apparizione pass inosservata. Le uniche luci erano puntate sul
palco, dove Jeneane intonava un brano del musical in cui avrebbe dovuto recitare. Il ragazzo al
pianoforte sbagli le note e lei si arrabbi, dando inizio a unaccesa disputa. Gemma non si mosse,
come se nemmeno li sentisse. Sembrava in un altro mondo. Un mondo in cui non cerano Giustizieri
che volevano ucciderla. Era bello che avesse una via di fuga, che potesse rifugiarsi in un posto in cui i
pensieri negativi non la perseguitavano. Per un attimo pensai di filarmela, mi dispiaceva trascinarla via
da quel mondo. Le sue labbra sorrisero. Mi allungai verso di lei. Chiss cosa stava leggendo...
Hai intenzione di startene l a spiarmi tutto il tempo? Gemma si volt. Si era gi accorta che
ero l e sorrideva per me.
Ricambiai il sorriso e incrociai le braccia dietro la testa. Stavo giusto valutando se lasciarti al
tuo book boyfriend o se reclamare la tua attenzione.
E cosa hai deciso? domand lei, sollevando un sopracciglio.
Scattai in avanti e le sfilai il libro dalle mani. Che sono meglio io. Le stampai un bacio veloce
sulla bocca per allontanarmi con il mio bottino.
Ehi! Ridammelo!
Vediamo un po chi abbiamo qui. Aprii il libro per cogliere informazioni qua e l, mentre lei
si allungava oltre la spalliera della sua poltrona. Damon e Kitty. Nomi interessanti...
E non solo. Se vuoi saperlo, lui  un tipo per niente male... mi provoc.
Ah,  cos?
Gi, insistette lei, lespressione furba.
Stai dicendo che dovrei esserne geloso? Mi smaterializzai per cambiare posto e pochi secondi
dopo lei era seduta sulle mie gambe. Si guard intorno, confusa. Mi ero mosso cos velocemente che lei
nemmeno si era accorta di come fosse finita l.
Be...  mi sfior il naso con il suo  Damon  un alieno molto sexy, in fondo. Daltra parte,
tu sei in carne e ossa...
Ah, solo per questo?!
Lei scosse la testa e avvicin la bocca al mio orecchio. Anche perch... Mi accarezz il
braccio, provocante, e mi sfil agilmente il libro delle mani. Fregato!
Risi. Allora  cos? Sono in competizione con questo tipo? Dovr darmi da fare per catturare
tutta la tua attenzione.
Ma smettila! Gemma rise e mi colp al petto. Una scossa mi attravers il corpo nellistante in
cui mi tocc.
Tornai serio e sfiorai col pollice le strisce di colore che aveva sulle guance. Ti stanno bene. Mi
ricordano la scorsa notte... Averla cos vicina, seduta sulle mie gambe, rischiava di farmi perdere il
controllo.
Gemma si tocc i segni gialli sulla faccia. Gi. Sembro una guerriera.
Tu sei una guerriera, replicai, senza esitazione, e lei mi baci. Infilai le mani sotto la sua
larga maglietta gialla e lei si ferm, ridendo sulla mia bocca.
Ehi... Guarda che ci vedono!
E allora? Non mi importa. Lattirai a me, tornando a baciarla.
Evan! Si guard attorno, per portare la mia attenzione sui ragazzi sul palco, che sbirciavano
nella nostra direzione.
Mi rilassai sulla poltrona e sollevai le mani. Okay. Hai vinto tu, stavolta. Ma solo perch non
posso trattenermi per molto.
Lei annu, senza fare domande.
Tu non vai alla partita? le domandai, tirandole la maglia gialla della squadra.
La mia classe  fuori, nellOvale, sta giocando a Snow Volleyball e io non sono stata
ammessa... preferisco starmene qui.
E come mai la tua amica  ancora sul palco?
Gemma guard Jeneane, che aveva preso a recitare. In campo c la squadra maschile. Tra
qualche giorno inizieranno i provini per il Musical di Primavera e lei vuole la parte della protagonista.
Non  sempre lei la protagonista?
S, ma stavolta  in competizione. C una ragazza molto brava, del primo anno, che rischia di
soffiarle la parte.
Ce la sta mettendo tutta, vedo.
Gi. Gemma si tocc le orecchie. Non la smette di provare. Ormai so tutte le battute a
memoria...
Com andata la gara a chi mangia pi torte? le domandai, nascondendo un sorriso.
Non avevo speranze. Ginevra, Nausyka e Anya hanno stracciato tutti. In compenso, Jeneane si
 distinta tra tutti alla cerimonia dapertura, e ha assicurato la vittoria alla nostra squadra durante
lLPHS Alma Mater.
Che sarebbe...
Linno della nostra scuola che d il via ai giochi del Winter Carnival.  una competizione tra
tutte le squadre e quella che canta meglio si aggiudica un sacco di punti.
Cosaltro c, in programma?
Vediamo... ci sono gi stati le gare di staffetta, il tiro alla fune e la camminata tra i
coccodrilli.
Sembra un gioco pericoloso, scherzai, e Gemma rise.
Tanto io non ho partecipato comunque. La partita di Broomball inizia tra mezzora. Oggi  il
turno della squadra femminile e io far solo il tifo. Che schifo...
Lanciai unocchiata al palco. Anche la sua amica indossava la divisa gialla della squadra Senior
per i giochi del Winter Carnival. Avevo letto nel subconscio di Gemma quanto ci tenesse. Era sempre
stata un maschiaccio e le sfide le piacevano. Doveva essere difficile, per lei, accettare limposizione
degli insegnanti, ma in fondo loro non potevano sapere che il suo bambino avrebbe resistito a pi di
una partita di Broomball. La paura di dover lasciare la sua vita era l, dietro langolo, e Gemma si
aggrappava al bisogno di vivere ogni giorno al massimo.
Scommetto che con il tuo tifo vinceranno, provai a incoraggiarla.
Lei storse il naso.  impossibile che perdano, con Ginevra, Anya e Nausyka in squadra.
Mi guardai dietro le spalle. Dai sedili in fondo, Nausyka mi fece un segno sprezzante di saluto.
Fingeva di leggere qualcosa mentre sorvegliava Gemma. Ma se non fanno parte nemmeno della
squadra, commentai, incredulo.
E questo  niente! Dovresti vedere coshanno fatto alle loro divise.
Posso immaginarlo, replicai divertito. In fondo non cera da stupirsi. Con tre Streghe in
campo, mi dispiaceva perdermi la partita. Ci sarebbe stato di che divertirsi.
Le scostai i capelli dal viso e sorrisi. Adoravo il lato combattivo di lei. Avevo letto le anime di
migliaia di mortali, ma quella di Gemma era come nessunaltra. Sar meglio che vada. Non vorrei che
qualcuno perdesse il suo appuntamento... scherzai.
Be, chiunque lui sia, un appuntamento con la morte scommetto che sarebbe pi che felice di
mancarlo.
Risi, assumendo le mie sembianze angeliche. Era pi che raro che Gemma riuscisse a scherzare
sui miei doveri di Sotterraneo. Quellaspetto di me non aveva mai smesso di turbarla. Non cera da
stupirsi, visto che lei stessa era stata uno dei bersagli.
Ci vediamo dopo, mormorai, proprio quando Jeneane grid dal palco: Ehi, voi due!
Ci girammo a guardarla. Lei scosse la testa e aguzz la vista, confusa. Che fine ha fatto Evan?
Era l un secondo fa...
Gemma mi lanci una breve occhiata, sorridendo. I miei occhi dovevano risplendere come
argento liquido, in quella semioscurit, ma Jeneane non poteva vedermi.
S, e gli angeli hanno le ali. Evan se n andato gi da un po, ma tu eri troppo presa da te
stessa per accorgertene.
Ehi, hai lacidit da gravidanza?
Se esiste, allora devi essere incinta anche tu, le grid Gemma.
Spiritosa!
Non ero sicuro se ridere per il modo in cui si stuzzicavano o se preoccuparmi per il fatto che
Gemma era sempre pi simile a Ginevra.
Di un po, ma mi hai ascoltata cantare oppure no? Sei venuta per questo, no?
Per quello e per leggere un po in santa pace.
Vuoi dire che preferisci quelle storie inventate alla mia splendida voce?
Gemma sorrise. Una storia  una grossa bugia che a tutti piace ascoltare.
Non a me. Chiudi quel libro e vivi la realt, cio me.
Scendi, piuttosto, o faremo tardi alla partita.
 gi cos tardi? Jeneane scese dal palco e la raggiunse. Sembrava raggiante. Allora? Come
sono andata? le domand con tranquillit. Forse ero io a vedere cose che non esistevano. I giorni
correvano e io ero sempre pi teso. Jeneane saltell, battendo le mani. Andiamo, sono carica per la
partita! Porteremo a casa molti punti, me lo sento!
Io scommetto che sar cos, mormor Gemma, lanciandomi unocchiata. Anche lei sapeva di
avere la vittoria in pugno, grazie alle Sorelle.
Le afferrai la mano e lei me la strinse forte, per salutarmi prima che io svanissi.
Mi concentrai sullaltro bersaglio. Il mio lavoro non era ancora finito.
Mi ritrovai nel corridoio di un ospedale, davanti alla spessa porta che mi divideva dal mio
obiettivo. Qualcosa attir la mia attenzione. Mi voltai e vidi un uomo che mi fissava dal vetro di una
delle due sale operatorie. Era un Giustiziere, come me. In quel posto ce nerano sempre molti. Eppure
ormai era difficile guardare gli altri Sotterranei senza diffidenza, senza pensare che fossero nemici. Un
tempo li ignoravo. Tutto ci che contava per me  tutto ci che conoscevo  erano gli ordini, ma
Gemma aveva cambiato tutto. Aveva cambiato me. La mia dedizione ai miei obblighi di Sotterraneo
non era cambiata, traghettare le anime per impedire alle Streghe di appropriarsene era ancora un
principio imprescindibile della mia natura da soldato. Ma la mia priorit, adesso, era proteggere
Gemma. Per questo non potevo mai abbassare la guardia. In ogni Sotterraneo che incontravo, poteva
nascondersi un nemico.
Una barella usc dalla sala operatoria e lAngelo della Morte la segu.
Tornai a concentrarmi sulla mia missione ed entrai nella mia sala. Camminai lentamente tra i
medici che si muovevano con cautela. Una ragazzina di dodici anni, Yoko, era distesa a pancia in gi,
mentre i medici le ricucivano la pelle dopo averla operata ai reni.
Mi spostai pi in l dove, in un altro lettino, una ragazza un po pi grande era stesa nella stessa
posizione. Si chiamava Corinne, ventidue anni, americana, ed era alla guida dellauto che si era
scontrata con la moto di Sachiko.
Un solo battito scorreva sui monitor, emettendo un costante bip. Quello della bambina. Corinne,
invece, era morta una volta giunta allospedale. Doveva essere una donatrice di organi perch i medici
le avevano appena asportato un rene per darlo alla bambina, cos almeno lei sarebbe vissuta.
Attesi che i medici finissero con la ragazzina e poi liberai lanima intrappolata nel corpo di
Corinne.
Gi le mani, pervertito.
Mi girai di scatto.
Corinne era dietro di me e mi fissava, contrariata. Be? Sei uno di quelli cui piacciono i
cadaveri?
Mi raddrizzai e mi sfugg un sorriso. Piuttosto pimpante, per una che  appena morta.
Oh, no! Si tocc la faccia, fingendosi scioccata. Sono morta? Perch?! Ma subito torn
seria e sprezzante. Genio, che ero morta ci ero arrivata quando gridavo e nessuno badava a me... Ma
dico! Potevano almeno mettermi qualcosa addosso, no?! Sono morta da dieci minuti e la prima cosa
che fanno  spogliarmi... Praticamente  la storia della mia vita! Sbuff, agitando le braccia in aria. A
proposito, non dovrei essere trasparente? Si esamin le mani, voltandole da una parte e dallaltra.
Potresti smetterla di andare avanti e indietro? Mi fai girare la testa, le domandai con un
sorriso.
Lei si ferm e mi guard pi da vicino. Aveva corti capelli neri e grandi occhi chiari. Si pu
sapere chi diavolo sei?! Sei tu che mi hai liberato? Se sei stato tu, allora ti ringrazio. Non ne potevo pi
di gridare, mi mancava il respiro.
Non ho dubbi... mormorai, a giudicare da quanto dava aria alla bocca. E, tanto perch tu lo
sappia, non hai pi bisogno di respirare.
Lei sgran gli occhi. Ma non mi dire! Chiuse la bocca, fingendo di essere in apnea. Poi butt
fuori laria e scosse la testa, tornando a fissarmi storto. Pensi che non me ne sia accorta?!  la prima
cosa che noti quando muori. Ma dove ti hanno dato la licenza da non morto? Non ho letto la guida, ma
sono sicura che la prima regola : rispondi sempre alle domande. Allora? Vuoi dirmi che ci facevi qui?
Sei un guardone o che altro?
Che altro, replicai, divertito.
Cosa sarebbe, un gioco a quiz? Allora vediamo... Sei il mio fantasma guida? Sei qui per
insegnarmi tutti i trucchi da spiritello cattivo?
Una specie.
Scommetto che sei come quel tizio nel film Ghost. Come si chiamava? S, quello, il fantasma
nella metropolitana...
Non so di cosa tu stia parlando, ma, no, non sei uno spiritello cattivo o io non sarei qui.
Amico, se non conosci Ghost sei proprio uno strano... Era senza nome! Ecco perch non lo
ricordavo! Senza nome, si pu essere pi sfigati di cos? Che mi dici dei trucchi?
Non ti mostrer nessun trucco. Cercai di arginare quel fiume in piena, ma quella ragazza era
come un uragano di energia.
Allora cosa vuoi da me?! Chi sei? mi domand, finalmente seria.
Sono il tuo passaggio. Sorrisi. Non riuscivo a credere che avesse finalmente chiuso la bocca.
Sembrava che la mia rivelazione avesse bloccato Corinne, ma dur solo un istante. Per!
Quindi dovrei venire insieme a te, per andare... Mosse le mani su e gi, simulando una bilancia.
Io ne presi una e la sollevai, per indicare che andavamo su e non gi.
Lei storse la bocca e annu, piacevolmente sorpresa. Non posso dire che me lo aspettavo, ma
almeno hanno mandato uno fico!
Risi per la sua sfrontatezza e le tesi la mano.
Lei la guard, dubbiosa. Quindi ora che succede? Ti prendo la mano e iniziamo a volare per la
stanza?
Qualcosa del genere.
Corinne lanci unultima occhiata alla piccola Yoko e si rattrist. Dovr trovarsi unaltra
babysitter. Da morta non le servir a molto, disse, ma il sarcasmo non riusc a nascondere la sua
malinconia. Le voleva bene.
Lei non ti dimenticher, le promisi. Afferrai la sua mano e lei sorrise, ma poi, proprio mentre
svaniva, ci ripens.
Un momento! Non ho ancora finito con le doman...!
Scossi la testa e mi passai una mano sulla nuca. Spiriti come Corinne capitavano poche volte
nella vita. Mi materializzai nel corridoio e diedi unultima occhiata alle stanze. Non cera pi traccia
del Sotterraneo che avevo visto ma, in unaltra camera, silenziosa e poco illuminata, una signora era
inginocchiata ai piedi di un letto e pregava sottovoce. Mi soffermai a osservarla, ascoltando le sue
parole. Non pregava perch il suo vecchio padre guarisse, sapeva che stava soffrendo e che ormai non
potevano pi aiutarlo: stava pregando per la sua anima. Pregava il suo Dio perch gli desse la pace,
pregava perch mettesse fine alle sue sofferenze. Lei non poteva saperlo, ma un Sotterraneo era gi l
per lui, immobile accanto alla finestra, in attesa. Un gruppo di medici mi venne incontro in corsa e io
mi scansai per farli passare. Poi avanzai verso la sala dattesa, dove un medico stava parlando con la
madre della bambina. Aveva lasciato il marito per seguire la carriera, ma cos non aveva pi avuto
molto tempo da dedicare alla famiglia. Non avevo bisogno di entrare nei suoi sogni per sapere che
stava riflettendo sulle sue decisioni. Ormai avevo imparato a leggere lanimo umano. Pi tardi, quella
notte, lo avrebbe richiamato. Se il rene della babysitter non fosse stato compatibile, forse neanche lei ce
lavrebbe fatta. Ma cos non era scritto. Non era ancora giunto il suo tempo. La piccola era stata molto
fortunata perch il mio lavoro, quel giorno, era finito. Sorrisi e le diedi le spalle, impaziente di tornare
da Gemma.
Era totalmente buio, nello stanzino in cui mi ero materializzato, ma gi avvertivo il battito di
Gemma che si avvicinava. Aprii uno spiraglio nella porta e la vidi. Camminava insieme a Nausyka e a
Jeneane, che non la smetteva di parlare. La Strega sembrava interessata al suo chiacchiericcio e le dava
consigli che Jeneane avrebbe fatto bene a non seguire. Gemma invece era rapita dal suo libro. Il
corridoio era deserto. Gli studenti erano tutti alla partita. Quando fu abbastanza vicina, le presi una
mano e la tirai dentro.
Gemma lanci un urlo, ma io le coprii la bocca, facendole segno di tacere. Quando lei mi
riconobbe, annuii, cos la liberai. Aguzz le orecchie verso il corridoio, dove Jeneane si era appena
accorta della sua scomparsa. Gemma? Ma dove sei?! Che fine ha fatto? Tu lhai vista? domand a
Nausyka.
La Strega non replic, ma io sapevo che mi aveva visto. Anzi, aveva percepito la mia presenza
ancor prima di sentire i miei pensieri. Era quasi impossibile che un Sotterraneo riuscisse a nascondersi
a una Strega. Anche se io ci riuscivo. Gemma rise, e io lattirai a me. Sstt... o ci scopriranno, le
intimai sottovoce.
Evan, che ti  saltato in mente?! mi redargu, senza smettere di ridere.
Ho pensato che, dal momento che non puoi giocare, potevi intrattenerti un po con me... Le
baciai il collo.
Sei impazzito?
La baciai ancora. Sono sempre stato pazzo.
Evan, potrebbero vederci! protest ridendo. Tent di liberarsi, ma io la tenni pi stretta.
Non ci vedr nessuno qui... Lattirai a me, ansimando sul suo collo.
E cosa vorresti fare? Siamo a scuola! Mi mise le mani sulle spalle per allontanarmi, ma poi
affond le unghie nella mia pelle, il respiro che diveniva affannato per i miei baci.
Ho tutta lintenzione di farti dimenticare quel Damon.
Gemma ansim, quando le mie labbra si chiusero sul suo lobo. Le sue dita si serrarono sopra il
marchio sul mio braccio. Lho gi dimenticato nel momento in cui mi hai stretto la mano per
trascinarmi qui.
Sorrisi e mi allontanai. Bene, allora ho raggiunto il mio scopo.
Che fai? Perch ti sei fermato? protest. Inciamp e io lattirai a me perch non cadesse.
Allung una mano sopra la sua testa e con un clic una debole luce rischiar appena lo stretto stanzino.
Non mi hai detto tu di smettere? Adoravo prenderla in giro, soprattutto quando lei mi
guardava con quegli occhi furbi.
Sollev una mano e la appoggi sul mio petto, ma successe qualcosa quando lei mi tocc,
unimmagine mi perfor la mente: noi due, la pelle sudata e i respiri che si confondevano mentre
facevamo lamore in quello sgabuzzino. Le mie labbra si muovevano su di lei, le mie mani la toccavano
ovunque... Gemma si stacc da me e la visione svan. Ci guardammo per un lungo istante, storditi,
cercando di capire cosa fosse appena successo. Poi i miei occhi, famelici, furono attratti dalle sue
labbra e il desiderio mi invest. In un attimo, la mia bocca trov la sua, e io spinsi Gemma contro la
parete in modo quasi brutale. Lei ricambi il mio bacio con passione e mi sollev la maglietta. La
sfilai, cercando di staccarmi da lei solo il tempo necessario, e lei fece lo stesso. La mia piastrina
militare tintinn sul suo ciondolo, entrambi freddi contro la nostra pelle rovente. Sollevai Gemma,
afferrandola per le cosce. Volevo fondermi con lei. Gemma mi avvolse le gambe intorno alla vita, vinta
dal mio stesso bisogno, e affond le dita tra i miei capelli.
Oh, Jamie... ansimai sulle sue labbra.
La porta si spalanc di colpo e Gemma lanci un urlo incrociando le braccia davanti al petto per
coprirsi.
Che diavolo sta succedendo qui? ci ammon il bidello, passando in rassegna i nostri sguardi.
Serrai i pugni e spinsi Gemma dietro di me, per nasconderla. Fissai lo sguardo infuocato su
quello delluomo e lessi la paura nei suoi occhi, quasi sapesse chi si nascondeva in me. Esci. Subito.
Da qui, ringhiai.
Lui rimase immobile, assimilando ogni parola.
Prendi quello che ti serve e non tornare, gli ordinai nella mente.
Luomo annu e prese un secchio e delle spugne per pulire.
E adesso esci e dimentica quello che hai visto.
Il bidello chiuse la porta e io mi rilassai, passandomi una mano sulla nuca. Mi girai verso
Gemma, che si stava rimettendo la maglietta. Ehi... Che fai? Le bloccai le mani al muro. Non
avevamo ancora finito. Le baciai il collo e lei sorrise, intrecciando le dita alle mie.
Tu mi farai diventare matta, Evan James. Sei capace di farmi perdere la testa, mormor. Poi
sfil le mani dalla mia presa. Adesso per sar meglio se andiamo alla partita. Sgusci via,
lasciandomi con le mani al muro.
Avrei dovuto ucciderlo, per averci interrotto, grugnii, irritato.
Non lo faresti, replic Gemma, sicura.
Mi infilai la maglietta e poi lattirai a me, stavolta con dolcezza. Per te, ucciderei chiunque, le
assicurai, fermando i miei occhi sui suoi.
Anche se non ha fatto niente?
Si  messo tra me e te.  gi abbastanza. Le feci locchiolino e le afferrai la mano,
trascinandola fuori dalla stanza. Stai bene? La tua mano scotta.
Non  niente, passer in fretta.
Mi rabbuiai. Era il potere.
Due ragazze in divisa rossa ci fissarono, mormorando tra loro con il sorriso sulle labbra. I miei
fratelli mi avevano raccontato di quando tutti a scuola avevano additato Gemma, quando pensavano
che io lavessi abbandonata. Se avessi potuto seguire il mio istinto, li avrei uccisi tutti. Ma la miglior
lezione lavevano gi avuta. Sorrisi, ascoltando i loro mormorii. Adesso erano gelosi di lei. Una di loro
si gir a guardarci e io misi un braccio sulle spalle di Gemma, attirandola a me. Gemma era speciale.
Ma, soprattutto, era mia. E io ero solo suo. Dovevano saperlo tutti.
Quando aprimmo le porte dellOlympic Arena, fummo investiti da un incredibile boato. La
partita era in pieno svolgimento e la platea esultava e faceva il tifo, riempiendo le tribune di colori.
Ogni classe indossava quelli della propria squadra. Era il mio primo Winter Carnival alla Lake Placid
High School, ma Gemma mi aveva spiegato ogni dettaglio, con lentusiasmo di una bambina. Durava
due giorni, in cui tutte le classi si scontravano per ottenere punti. Il terzo giorno, si celebrava lo
Snowball Hop, in cui veniva annunciata la squadra vincitrice e venivano incoronati un re e una regina.
I Senior indossavano magliette e calzoncini gialli, come le due strisce sulle guance e le fasce
sulla testa. Lo stesso valeva per i Sophomore, che per erano in blu, per i Freshmen, in verde, e per i
Junior, che invece erano in rosso. I Senior segnarono un punto e Gemma esult, raggiungendo
velocemente le tribune.
A quanto pare la partita sta per finire, commentai, proprio quando larbitro ne decret la fine.
La platea esplose dentusiasmo, squadre avversarie comprese. Le Streghe dovevano aver dato
sfoggio di s, in campo, ammaliando tutti.
Di un po, questa divisa  sempre stata cos corta? le domandai, geloso, accorgendomi di
quanto fosse corta la sua gonna.
Lei arross.  stata Nausyka. Ha modificato anche la felpa, ma io ho indossato quella di
riserva.
La felpa larga che portava era sicuramente pi confortevole di quelle attillate di Anya, Nausyka
e Ginevra.
Ehi, ma... Che succede? domand Gemma, improvvisamente preoccupata.
Il pubblico torn a sedersi e un mormorio sommesso sostitu gli schiamazzi. La squadra
femminile dei Senior si era riunita di fronte a quella maschile.
Aguzzai le orecchie e cancellai ogni altro suono intorno.
I maschi le hanno sfidate, comunicai a Gemma.
Cosa?! Lei si alz, spaventata ed eccitata al tempo stesso. Ma non era nel programma!
 stato Peter. Brandon e Jake lo hanno spalleggiato. Che ti aspettavi? La squadra di Ginevra ha
stracciato gli avversari.
Le due squadre, ora avversarie, raggiunsero il campo e la folla esult, alzandosi.
Se credono di batterle cos, hanno gi perso in partenza. Gemma mi indic un giocatore sul
campo.
Risi. Aveva praticamente ceduto la pallina arancione ad Anya.
Ehi, ma che cazzo fai?! Brandon spinse il ragazzo e il suo rimprovero si sent fin dai nostri
posti.
Andiamo bene, litigano anche tra loro, mormor Gemma.
Sono le Streghe.  leffetto che fanno.
Vuoi dire che sono loro a metterli luno contro laltro?
Sono maschi. Con in campo tre ragazze come loro si scontrerebbero comunque, ma, s, la
presenza delle Streghe stimola sentimenti negativi, nei mortali.
La folla esult e Gemma si alz. Non ci credo! Peter ha segnato! esclam, saltellando.
Davvero? le domandai, cercandolo sul campo.
Gli occhi delle Streghe si erano accesi di sfida, ma lui ricambiava i loro sguardi, combattivo
come non lo avevo mai visto prima. In campo ci sapeva fare, lo avevo sempre saputo, ma segnare con
tre Streghe come avversarie era encomiabile. Lintera squadra maschile pendeva dalle labbra delle
ragazze, lui invece era concentrato sul gioco e non si lasciava ammaliare. Il suo amore per Gemma
doveva essere cos forte da non lasciare spazio ai giochetti di seduzione.
Fate e Brandon si contendevano la pallina arancione, scivolando sul ghiaccio con le lunghe
stecche. Lui fu sul punto di raggiungere la porta avversaria, ma Jeneane lo blocc, cogliendolo di
sorpresa. Il ragazzo cadde a terra, tra le esclamazioni della folla. Nausyka si ferm accanto a lui e gli
tese una mano, ma lui la rifiut e si alz da solo, contrariato. La squadra femminile li stava stracciando.
 sleale. Non vinceranno mai contro di loro, comment Gemma.
Si muovevano con grazia, come pantere ammalianti. Anche se non usano la magia, le Streghe
sono mille volte pi forti dei mortali, per non parlare del potere che esercitano sulle loro anime anche
solo passando loro accanto. Non c partita, si stanno solo divertendo a prendere in giro i maschi.
Nausyka pass accanto a un ragazzo e sussurr qualcosa nel suo orecchio. Stavano giocando sporco e
la cosa non mi piaceva. Peter per sta dando loro del filo da torcere.
Proprio in quel momento, spalleggiato da Brandon, Peter riusc a far passare un altro gol e la
folla esplose.
Vai cos, Peter! lo incit Gemma. Hai ragione. Scommetto che non se lo aspettavano. Le
Streghe leggono nel pensiero e anticipano tutte le loro mosse, ma lui  riuscito lo stesso a segnare.
Buffo, Peter non  mai stato un tipo imprevedibile. Deve essere una loro strategia per non far
annoiare troppo la folla.
Io non credo. Nausyka sembra piuttosto irritata, comment Gemma, improvvisamente
preoccupata. Poi si blocc, lo sguardo perso nel vuoto. C qualcosa nellaria, non lo senti anche tu?
Sfiorai la sua mano per rassicurarla e tra noi scatt una scintilla. Proprio in quel momento, il
pubblico esclam in coro un oooh di preoccupazione. Ci guardammo intorno, ma tutti si erano
precipitati gi. Tirai la mano di Gemma perch mi seguisse e mi sporsi per guardare in basso. Avevo un
brutto presentimento. Un ragazzo era a terra, in mezzo al campo, e non si muoveva. Il mio sguardo
attravers larea di gioco e trov quello di Nausyka. Colpii la ringhiera e mi sfugg un ringhio di
frustrazione. Sapevo cosa stava succedendo, ma non lo avrei permesso. Mi aggrappai alla ringhiera e
saltai gi, facendomi largo tra la folla riunita intorno al ragazzo. Il coach mi blocc con una mano sul
petto, ma mi bast uno sguardo di fuoco per convincerlo a farmi passare. Mi avvicinai al ragazzo. Il
suo battito era debole: la Strega lo stava attirando a s. Presto sarebbe morto. Finsi di controllargli gli
occhi e appoggiai una mano sul suo petto, contrastando il tentativo di Nausyka di prendergli lanima. Il
ragazzo si sollev di scatto, respirando avidamente laria, e tutti esclamarono in coro, sollevati.
Alzai lo sguardo sulla Strega. Non provare a giocare unaltra volta con me, la minacciai col
pensiero. Sapevo che mi stava ascoltando. Il coach raggiunse il ragazzo e io mi alzai, lasciando che
fossero gli altri a occuparsene.
Seguii le Streghe nel corridoio buio.
Mi dispiace, Evan. Ho cercato di fermarla, mormor Ginevra. Anche lei aveva sentito i miei
pensieri e sapeva di cosa sarei stato capace pur di tenere Gemma al sicuro. La superai e mi fermai a un
palmo dal viso di Nausyka. Che cosa credevi di fare, eh?! sibilai sottovoce.
Lei sorrise, sprezzante. Era fuori dalle regole? Sono nuova, non conosco bene i vostri
giochi...
Battei il pugno accanto alla sua testa e larmadietto di metallo si pieg. Siete qui per
proteggere Gemma, le ricordai, severo.
Nessuno ha detto che dobbiamo smettere di essere ci che siamo.
Lo dico io.
Era gi mio. Lavevo rivendicato!
Niente anime, la zittii.
Lei sollev il mento, irritata.
Non in questa scuola. Non quando c Gemma, sottolineai. Non potevamo permetterci di
attirare altri Sotterranei.
Evan. Gemma mi tocc un braccio e io staccai il pugno, senza distogliere lo sguardo da
Nausyka.
Ha ragione. Anya rincar la dose. Hai sedotto lanima di quel ragazzo nonostante le mie
proteste. Perch non ti sei fermata quando te lo abbiamo detto?
Perch io non prendo ordini da te, replic la Sorella.
Non era un ordine, sintromise Ginevra. Prenderai la sua anima in unaltra occasione, se
lhai rivendicata.
Se sar cos stupido da darti ancora ascolto... aggiunsi, attirandomi le loro occhiate.
Adesso, continu Ginevra, proteggere Gemma  la nostra priorit. Ho sbagliato anchio a
lasciarmi trasportare cos da una stupida partita di mortali, ma tu hai passato il limite.
E va bene, che avr mai fatto?! Il ragazzo ora sta bene, no?!
Non grazie a te, mormorai, ironico. E adesso andiamocene via, prima di attirare troppo
lattenzione. Misi un braccio intorno al collo di Gemma e ci avviamo tutti insieme verso luscita.
 sicuro che star bene? domand Gemma, osservando il ragazzo mentre veniva caricato in
ambulanza, nonostante le sue proteste.
Star una favola, si intromise Nausyka superandomi per salire sulla BMW. Il ragazzo si era
lasciato soggiogare dal fascino oscuro della Strega e io lavevo salvato. Gli avevo concesso una
seconda possibilit. Se lui fosse morto dopo essersi promesso a lei, la sua anima sarebbe finita
allInferno. Fra Streghe e Sotterranei era sempre cos. Era una contesa di anime.
Ginevra e Anya si presero per mano e salirono nei sedili posteriori. Ginevra aveva una nuova
luce negli occhi, da quando passava del tempo con le sue Sorelle, come se avesse ritrovato una parte di
s.
Gemma! la chiam qualcuno, prima che lei salisse in auto. Ehi, ragazzi, aspettate!
Ci girammo verso la voce. Fate ci stava venendo incontro, seguita da Jeneane. Siete spariti. Vi
abbiamo cercati ovunque! esclam quando ci raggiunse.
Bella partita, siete state incredibili! si compliment Gemma.
Lo so! esclam Fate eccitata.  stato incredibile! Non mi ero mai sentita cos carica e forte.
Guardai Nausyka di sottecchi, che sorrideva tra s.
Ai ragazzi la sconfitta non devessere andata gi, scherz Gemma.
Li prenderemo in giro tipo per sempre! esclam Jeneane, e tutte e tre risero, ma Ginevra,
dalla macchina, richiam Gemma perch si sbrigasse.
Stasera andiamo a Saranac Lake a vedere lIce Castle, venite con noi? chiese Fate.
Be, non saprei... esit Gemma, lanciandoci unocchiata interrogativa.
Perch no? risposi io.
Jeneane esult, entusiasta. Ho sentito che questanno hanno costruito anche un labirinto, ci
divertiremo!
Okay, sorrise Gemma. Allora ci vediamo pi tardi.
Corriamo a dirlo anche ai ragazzi! esclam Fate.
E a prenderli in giro! aggiunse lamica, mentre si allontanavano.
Scossi la testa, divertito, ma poi guardai Gemma e vidi che stava sorridendo. Era bello che ogni
tanto vivesse la spensieratezza dei suoi diciotto anni, insieme alle sue amiche mortali, senza pensare al
fatto che unorda di creature soprannaturali si batteva per la sua sopravvivenza, mentre laltra met la
voleva morta.
Salimmo in macchina e avviai il motore. Gemma accese lo stereo e Thinking Out Loud di Ed
Sheeran riemp labitacolo. Ci scambiammo uno sguardo, nascondendo un sorriso. Avevamo pensato
entrambi al nostro ballo in sogno, sulle note di quella canzone.
Ehi, voi due, tenete a freno i pensieri, guardate che vi sentiamo, si lament Nausyka.
Sorrisi e presi la mano di Gemma. E allora? Per te, non tengo a freno proprio niente, replicai,
sprezzante. Mi portai la mano di Gemma alla bocca e le baciai le dita, guardandola negli occhi.
La Strega sbuff di disgusto. Sebbene avessero gi avuto lesperienza tra Ginevra e Simon, non
sopportavano ancora di vedere una Strega e un Sotterraneo che stavano insieme.
Gemma non  ancora una Strega, ricordai a me stesso.
Quando arrivai sul vialetto davanti alla nostra tenuta, spensi lauto, mentre il cancello si
chiudeva.
Gemma,  stato divertente venire a scuola con te. Quando possiamo rifarlo? domand
entusiasta Anya.
Mai, replicai, severo. Non se avete di nuovo intenzione di creare guai.
Andiamo, Evan! Anya mi prese a braccetto, incamminandosi con me verso la porta.
Nausyka non dar pi problemi, ti do la mia parola. Anche noi vogliamo venire al castello di
ghiaccio! esclam, emozionata.
Comera possibile che fossero le stesse creature che avevo incontrato allInferno? Sembravano
un gruppo di ingenue adolescenti in piena tempesta ormonale. Eppure io non avevo dimenticato il
periodo che avevo trascorso con loro allInferno: le torture, i loro sporchi giochi di sangue. Non avevo
dimenticato che volevano portarmi via Gemma. No, non cera nessuna ingenuit in loro. Non dovevo
fidarmi. Erano Streghe. E io un Sotterraneo.
Ho unidea migliore, salt su Nausyka. Perch tu non rimani qui, da bravo soldatino? Ci
pensiamo noi a proteggere nostra Sorella.
Mi avventai su di lei, ma Anya si mise in mezzo. Calma, stava solo scherzando, disse, ma poi
lanci unocchiata di rimprovero a Nausyka, che sorrideva tra s, i lunghi capelli bianchi che si
confondevano sullo sfondo innevato.
E va bene, ma non ho intenzione di farvi da balia. Non siete qui per una gita guidata, siete qui
per sorvegliare Gemma.
Ed  quello che faremo! mi assicur Anya, contenta.
Aprii il portone e due pantere si fermarono a guardarci. Dovevo ancora abituarmi a loro. No,
pensai. Non ci sarei mai riuscito.
Gemma si abbass ad accarezzare Iron, che le era venuto incontro, scodinzolante. Per qualche
ragione, la presenza di quei grossi felini non lo spaventava. Forse era perch le Streghe erano in
sintonia con la natura e tutte le sue creature si piegavano a loro.
Bentornati. Devina scese le scale con grazia, venendo verso di noi.
Gemma stava ridendo con Anya e Ginevra, ma non appena la vide cambi subito umore. Ecco
la Strega del castello, comment, gettando lo zaino a terra. Che ci facevi di sopra? Non hai il
permesso di girare per le stanze, la redargu, minacciosa.
Devina non si scompose e si avvicin a me. Oh, sono solo rimasta un po sul suo letto, dopo
che se ne  andato. Guard Gemma per provocarla e io serrai i pugni. A proposito, in camera hai
lasciato questi, quando ti sei rivestito. Appoggi la mano sul mio addome, le unghie che mi
provocavano, ma io non afferrai ci che stringeva. Sapevo gi di cosa si trattava e non sarei stato al suo
gioco.
Gemma annull la distanza e le strapp di mano i miei boxer, ma qualcosa la blocc, come se
avesse preso la scossa. Il suo sguardo si perse a met strada e mi sembr che, solo per un istante, le sue
pupille si fossero allungate, come quelle di un felino.
Devina sorrise e avvicin le labbra allorecchio di Gemma.  cos sexy, senza... le sussurr, e
una lampada esplose sulla parete.
Gemma tent di controllare il respiro. Non lavevo mai vista cos. Sembrava voler dominare un
demone che infuriava dentro di lei, quasi fosse sul punto di far esplodere la testa di Devina con il
pensiero.
Gemma... la chiamai, ma lei non schiod gli occhi da quelli della Strega. Sembrava che
stessero comunicando. Poi mi accorsi che i suoi palmi gocciolavano e mi precipitai da lei, spezzando la
magia oscura che le univa.
Sei ferita... Le presi la mano e passai il pollice sui tagli che aveva sul palmo. Aveva stretto i
pugni cos forte da conficcare le unghie nella carne. Lanciai unocchiata carica di disprezzo a Devina.
Sai, c un collare che qualche bastardo mette ai cani per non farli abbaiare. Te ne comprer uno, sono
sicuro che funziona anche con i gatti.
Sarei felice di indossarlo, se me lo mettessi tu. Le scosse elettriche rendono tutto pi
interessante, replic lei, maliziosa.
Devina, ora smettila! sintromise Ginevra. Questa convivenza non piace a nessuno, ma
dobbiamo adeguarci finch sar necessario e tu devi capire una volta per tutte qual  il tuo posto.
Devina la squadr, altezzosa. Chi ha detto che non mi piace stare qui? Mi fece locchiolino e
se ne and, lasciando aperta la porta che conduceva alle segrete. Voleva che la guardassimo mentre
usciva di scena.
Ginevra la richiuse col pensiero, sbuffando per il comportamento della Sorella. Non cambier
mai,  senza speranza.
Lho visto solo io o la Streghetta ha fatto esplodere una lampada? comment Nausyka.
Gemma sembrava ancora turbata, ma i suoi occhi erano tornati normali.
Gemma... la chiamai.
Lei punt gli occhi su di me. Ti sei spogliato davanti a Devina, lho visto, sibil.
Serrai i pugni e deglutii, scioccato dalle sue parole. Il turbamento nella sua voce mi aveva
paralizzato.
Lei abbass la testa e mi lasci l, con lo sguardo perso nel vuoto.
5
IMPLACABILE ISTINTO
Lavevo ferita. Mi ero spogliato apposta con Devina nella stanza, ma solo perch volevo farla
soffrire un po. Invece avevo fatto soffrire Gemma.
Al piano di sopra, la porta della mia stanza sbatt, riscuotendomi. Serrai ancora i pugni, lo
sguardo di tre Streghe puntato su di me, e poi salii i gradini tre alla volta, precipitandomi da Gemma.
Mi bloccai prima di entrare in camera.
Sentivo che lei era l, appoggiata alla porta. Posai anchio i palmi sul legno, proprio dove,
dallaltra parte, sapevo esserci i suoi. Jamie... sussurrai, e la sentii respirare. Ero cos legato alla sua
anima, da percepirla ovunque. Tuttavia, tra me e lei non cera solo la porta, ma quel silenzio doloroso
che avrei voluto colmare. Una distanza che mi stava uccidendo. Serrai il pugno e mi materializzai
dietro di lei.
Perch lo hai fatto? sibil, senza voltarsi. Aveva avvertito la mia presenza.
Io non...
Ti sei spogliato con lei nella stanza! Si gir e il suo sguardo duro mi gel.
Non  successo niente! le assicurai, provando rabbia contro me stesso. Sopraffatto, colpii la
scrivania con un pugno.
Spogliarsi  gi qualcosa. Non dovevi farlo, Evan! Sai che vuole averti e tu la provochi?
Limposta si spalanc di colpo.
Annullai la distanza e appoggiai i pugni accanto alla sua testa. Stava perdendo il controllo.
Dovevo riportarla indietro. Gemma,  quello che vuole Devina: allontanarci. Non permetterle di farci
questo. Le afferrai le mani e la guardai dritto negli occhi.
Le sue iridi tornarono normali, respingendo loscurit. Le baciai le dita, senza distogliere lo
sguardo. Lei mi abbracci di slancio. Chiusi gli occhi e sfregai la testa contro la sua. Solo per qualche
secondo, mi era sembrato di averla persa, ed era stato terribile. Le tenebre avevano gi allungato i
tentacoli per portarmela via, ma io lavrei tenuta stretta.
Perdonami, Evan, mormor.
Le accarezzai i capelli.  colpa mia. Non avrei dovuto provocare quella Strega. Ma, devi
credermi, lunica cosa che vorrei fare con lei  disintegrarla.
Lo so. Non ho mai dubitato di te. E non ho dimenticato quello che ti ha fatto. Non lo
dimenticher mai. Forse  per questo che perdo cos facilmente il controllo, quando c lei. A volte,
dentro di me, so che sto sbagliando, ma non riesco a controllarmi. Ho paura, Evan, mi confess.
Sospirai e la strinsi a me, cos che non vedesse la paura dipinta sul mio viso. Come potevo
rassicurarla, quando io stesso ero terrorizzato?
La vicinanza con le sue Sorelle stimolava i poteri di Gemma. La Strega sepolta in lei si stava
risvegliando e noi non potevamo fare nulla per fermarla.
Tuttavia spesso era Devina a provocarla e, almeno lei, potevamo contrastarla.
Afferrai il viso di Gemma tra le mani e la guardai negli occhi. Non devi permettere a quella
Strega di dominarti.
Lei annu e io asciugai una lacrima sulla sua guancia con il pollice. Dici che  stata lei a
mostrarmi quella visione?
No, sei stata tu, ma lei ha scatenato in te qualcosa che lha provocata. Una scintilla che ha
acceso i tuoi poteri.
Rabbia.
Gi.  quello che fanno, no? Istigare la gente allodio e alla violenza. Lira forgia i rabbiosi.
Mi sento come il dottor Jekyll e Mr Hyde. C cos tanto caos, in me...
Solo chi ha il caos dentro di s pu far nascere delle stelle danzanti, le sussurrai.
Friedrich Nietzsche.
Ero sicuro che lo sapessi.
Gemma sorrise.
E a scuola, invece, cos successo? Nello stanzino ho avuto anchio la visione insieme a te, le
rivelai.
Vuoi dire che non sei stato tu?
Scossi la testa e lei parve perdersi in un ricordo lontano. Era gi successo... mormor.
Quando?
In terrazza. Indic la porta. La prima volta che mi hai portata qui. Quando mi hai rivelato
chi eri. Io ti ho toccato la schiena e abbiamo visto delle cose insieme. Ho proiettato io quellimmagine
nella tua testa ed  successo lo stesso anche oggi a scuola.
Devessere quello che accade quando un Sotterraneo desidera una Strega. Lei riesce a
proiettare nella sua mente ci che accadrebbe se seguisse il suo istinto.
Io ti ho ammaliato.
Sorrisi e le accarezzai lorecchio con il naso. Non ti serve nessun potere, per questo, le rivelai
sottovoce. Ci riesci benissimo anche da sola.
Gemma rise e mi blocc con entrambe le mani sul petto. Stai buono. Dobbiamo approfondire
questa storia delle visioni. Era la mia natura che tentava di sedurti, lo capisci?
Le baciai il collo, tenendola stretta. La tua natura ha degli aspetti positivi, in fondo,
mugugnai, le labbra sulla sua pelle.
Devo capire come controllare questa cosa del desiderio... riflett. Riproviamoci! Forse
riesco a proiettare unaltra immagine... esclam, determinata.
Ma io lo ero ancora pi di lei.
La sollevai dimpulso e la feci sedere sulla scrivania. Preferisco fare a modo mio. La baciai,
premendo il bacino contro il suo.
Lei mi morse il labbro e serr le gambe intorno al mio corpo, per tenermi pi stretto. Ho paura
che non ti fermer, gemette, lasciandosi finalmente andare.
Le tolsi felpa e maglia insieme, accecato dal desiderio.
Gemma mi sfil la maglietta e apr il bottone dei miei jeans, abbassandoli un poco. Le mie mani
si fecero strada sotto la sua gonna, incapaci di resisterle, mentre il mio desiderio premeva impetuoso
contro di lei. Ma un telefono squill proprio in quel momento, vibrando dentro la felpa sul pavimento.
Dovrei rispondere... mormor Gemma.
Le strinsi una mano sulla natica, attirandola stretta a me, mentre laltra le accarezzava la
schiena. Smetter. Le afferrai la nuca e posai le labbra sul suo collo, strappandole un gemito. In
pochi gesti, mi liberai della sua gonna. Non sopportavo pi quegli stupidi tessuti che ci dividevano.
Volevo toccare la sua pelle. Volevo sentirla su di me.
Il cellulare insistette e lei si distrasse ancora. Forse  importante, mugugn.
Ma io non mi fermai. Non mi importa.
Magari sono i miei genitori! esclam, saltando via. Sgusci dalla mia presa e io appoggiai le
mani sulla scrivania, frustrato.
 Fate, minform.
Quando mi girai, restai senza fiato. Dio quantera bella. Perch mi faceva questo effetto ogni
volta? Anche solo guardarla mi paralizzava. Non avevo mai provato nulla del genere. Il mio corpo, i
miei sensi, tutto di me si sentiva sopraffatto da lei. La biancheria color perla risaltava sulla sua pelle
ambrata: reggiseno e culotte in pizzo che non avrebbero dovuto essere legali. Di certo Gemma sapeva
come farmi impazzire.
Aveva raccolto il cellulare dalla divisa sul pavimento e se ne stava l, in mezzo alla stanza,
concentrata sul messaggio che stava leggendo mentre io morivo per lei.
Dice che saranno qui tra mezzora. Sollev il viso. Temo che dovremo rimandare a unaltra
volta la nostra discussione. Ehi, perch mi guardi cos?
Cos come? Mi avvicinai, con un sopracciglio sollevato.
Lei indietreggi, sorridendo. Come uno che vorrebbe mangiarmi.
La bloccai contro la porta e le annusai il collo. Forse perch  proprio cos. Che posso farci se
mi fai perdere la testa? sussurrai sulla sua pelle. Le mordicchiai la spalla e lei rabbrivid.
Ehi, cos giochi sporco... Gemma mi mise le mani sulle spalle per tenermi calmo e sorrise,
con gli occhi ancora chiusi. Se andiamo allIce Castle in questo stato, rischiamo di far sciogliere
tutto.
Allora non andiamoci. Continuai a baciarla. Mi piaceva stuzzicare Gemma, portarla
lentamente a perdere la testa come lei faceva con me, baciarla dappertutto, seguendo i brividi che
scatenavo nel suo corpo. Vuoi ancora che mi fermi?
No, mugugn lei. Non voglio... Ma non c pi tempo. Sgusci via, fermandosi dietro di
me. Si infil la gonna e mi guard con un sorrisetto. Ti vesti o vieni cos? Indic il mio torace nudo.
Anche a lei piaceva stuzzicarmi. Non immaginava nemmeno quello che scatenava in me, i sentimenti
che avrei dovuto dominare per riuscire a starle lontano. Si leg i capelli in fretta e furia e mi stamp un
bacio sulla bocca. Ho solo mezzora, corro a farmi una doccia! Usc dalla stanza con in mano un
fagotto di vestiti.
Sospirai, fissando la porta che si era appena chiusa alle sue spalle. Un sorriso si fece largo sulle
mie labbra. Davvero pensava di sfuggirmi cos? Tesi le orecchie e ascoltai il getto dellacqua che si
apriva nellaltra stanza, il rumore del pannello di vetro che si chiudeva, la melodia che lei stava
canticchiando tra s.
Mi sfilai le scarpe, poi i jeans, con la calma di un lupo che osserva da lontano la sua preda. I
boxer caddero sul pavimento nello stesso istante in cui io svanii. Mi materializzai dietro di lei, i suoi
occhi erano chiusi e il vapore riempiva la stanza, trasportando con s il suono di quella deliziosa
melodia. Avrei voluto starmene ancora un po l a osservarla, ma la mia mano si mosse da sola e si
pos sulla sua schiena, risalendola lentamente.
Lei trasal appena, ma si accorse subito che ero io e gir solo la testa. Mi avvicinai dietro di lei,
prendendole la mano. Lei socchiuse gli occhi, quando le sfiorai la guancia con il naso.
Credevi davvero che ti avrei lasciata andare? le sussurrai allorecchio. Allungai le mani e le
appoggiai di fronte a lei, intrappolandola contro la parete.
Speravo di no, si lasci sfuggire, e io le baciai il lobo dellorecchio, premendo il mio
desiderio contro di lei.
Gemma si gir e pos le labbra sulle mie in un bacio lento, caldo e pieno di promesse, mentre la
sua mano scivolava sul mio petto, sempre pi gi, e le lingue si sfioravano in una danza ipnotica e
sensuale.
Mi sfugg un gemito, quando Gemma accarezz la mia erezione. Mi sembrava di impazzire.
Gemma scatenava in me istinti sconosciuti. Ero un soldato della morte ma, con lei, di me non rimaneva
che un uomo.
Avanzai nella doccia, stringendola al muro, le mie mani sul punto di sgretolare la roccia per le
emozioni da cui ero attraversato. Appoggiai la fronte alla sua, interrompendo il bacio per riprendere il
controllo. I suoi grandi occhi neri sprofondarono nei miei e io deglutii, totalmente in balia del suo
potere. Presi della schiuma e iniziai ad accarezzarla... molto lentamente. Le passai una mano sulla
schiena, sulla spalla, poi risalii lungo il collo, mentre lei muoveva piano la testa, abbandonandosi alle
mie carezze. Segnai il profilo della sua mascella e il mio pollice si ferm sul suo labbro inferiore. Poi la
mia mano scivol di nuovo gi... sulla clavicola, sui seni, scendendo fino ai fianchi... insinuandosi tra
le sue gambe. Gemma reag con un gemito, conficcandomi le unghie nei bicipiti, attirandomi di pi a
s. Mi sentivo annientato da quelle sensazioni, dal nodo allo stomaco provocato dal suo sguardo, dai
capogiri che scatenavano le sue mani su di me; dal bruciore in fondo al petto che mi supplicava di
fondermi con lei.
Le accarezzai il fondoschiena, scendendo sulla coscia, che sollevai, per farmi spazio tra le sue
gambe. Gemma grid il mio nome, ma quasi non la sentii, la mente annebbiata mentre entravo in lei.
Serrai le mani sulle sue natiche, tenendola stretta mentre mi muovevo in lei. Con la bocca le risalii il
collo, avido di lei, della sua pelle, del suo profumo. Le succhiai piano il lobo, mentre lei gemeva e si
contorceva per adattarsi a me, per fondersi con me, sfamandosi del mio stesso bisogno. Una tempesta
di fuoco infuriava in me. Grugnii, aggrappandomi a lei, perdendomi in lei, mentre mi muovevo con pi
forza. Gemma ansim pi forte, gridando ancora il mio nome, e la tempesta esplose dentro di me.
Infilai una mano tra i suoi capelli e le baciai il mento, mentre mi riversavo dentro di lei, rallentando i
movimenti.
Le succhiai il collo e Gemma serr le unghie sulla mia schiena, gemendo di piacere,
aggrappandosi a me, trattenendomi dentro di s. La mia mano scivol tra di noi, afferrandole un seno, e
poi scese gi, sul suo addome, sul suo ventre... fra le sue gambe. Col pollice sfiorai il suo desiderio e
Gemma url di piacere, i muscoli che si contraevano e i brividi che le correvano sulla pelle. Sollev gli
occhi su di me, il respiro ancora affannato mentre la nebbia alla testa si diradava. Le presi una mano e
gliela sollevai, portandola sulla parete. Le sorrisi e lei me la strinse forte. Eravamo appena stati
allInferno e in Paradiso insieme, riemergendo dalle nostre stesse ceneri. Il fuoco che ci aveva
consumati era talmente esteso che ancora mi bruciava il petto.
Non voglio perderti, Evan, mormor dun tratto.
 appagante sentirselo dire in questi momenti, scherzai. Poi le accarezzai il pollice e lei si
gir a guardare le nostre mani unite. Appoggiai la fronte sulla sua tempia e le baciai lo zigomo. Non
lo permetter, le sussurrai.
Gemma respir a fondo. Il cuore le batteva veloce. Il suo sguardo si era perso sulle nostre mani,
dove gli anelli del nostro tatuaggio si univano a formare linfinito, mentre le scritte suggellavano ogni
volta una nuova promessa.
Stare insieme. Combattere insieme.
GEMMA
6
BLOCCHI DI GHIACCIO
Uscii dalla doccia e mi avvolsi addosso un telo. Le guance mi dolevano per il gran sorriso che
non voleva lasciare la mia faccia. Sciolsi i capelli e aprii un po la finestra. Il vapore si dirad in fretta e
lo specchio mi restitu la mia immagine. Mi passai una mano sul viso, continuando a sorridere come
unebete. Ero tutta rossa! Perch Evan doveva per forza farmi questo effetto?
Spostai i capelli da un lato e mi bloccai. Mi avvicinai al mio riflesso, la mano sul collo e gli
occhi sgranati sul succhiotto che mi aveva lasciato Evan. Una parte di me era eccitata nel vederlo l, a
ricordarmi il momento elettrizzante in cui avevo sentito le sue labbra su di me. Eppure sospettavo che
una piccola parte di lui lo avesse fatto solo perch stavamo per uscire anche con Peter. Ormai doveva
aver capito che non aveva bisogno di marchiarmi, per sapere che ero sua. Avevo ancora le farfalle nello
stomaco se ripensavo a pochi istanti prima, a quello che era successo nella doccia, allardore con cui lui
mi desiderava. Chiusi gli occhi e sentii ancora le sue mani su di me, che mi accarezzavano la pelle
bagnata mentre lacqua ci scorreva addosso e il vapore ci avvolgeva. Era come se lui conoscesse i
codici per attivare tutti i sensori nel mio corpo. Mi faceva perdere la testa e io non ero capace di
resistergli. Mi rividi a sfiorare il tatuaggio dei Sotterranei sul suo braccio. Al mio tocco, un brivido si
era diramato sulla sua pelle, inseguendo linchiostro, i muscoli che si flettevano ogni volta che si
muoveva in me. Ero sempre stata attratta dal suo marchio. Mi eccitava, ma mi spaventava al tempo
stesso. Una parte di me si chiedeva se non dipendesse da ci che sarei diventata. Una Strega a caccia
del suo Sotterraneo. Ma ogni volta mi rassicuravo pensando al fatto che non mi era mai successo di
provare una simile attrazione per i marchi degli altri Sotterranei. Il mio legame con Evan andava al di
l dei nostri ruoli e lamore avrebbe vinto sulloscuro potere che mi portavo dentro. Io avrei sconfitto le
forze del male, non avrei permesso loro di cancellarmi. Evan era determinato a trovare una soluzione
per impedirmi di diventare una Strega, tuttavia io sapevo bene che le tenebre erano dentro di me, e solo
io potevo sconfiggerle.
Avevo gi sperimentato cosa volesse dire perdere Evan e non ero disposta ad accettarlo. Avrei
rispettato il patto, ma sarei rimasta sulla Terra. Ero sempre pi convinta che non sarei cambiata, perch
non era possibile cancellare dalla mia memoria i ricordi che avevo costruito insieme a Evan. Non era
possibile estirparlo dal mio cuore.
Passai le dita sul succhiotto, ripensando al tocco infuocato della sua bocca. Sollevai gli occhi
sullo specchio e mi ritrovai a sorridere. In fondo, mi scaldava il cuore che Evan sentisse il bisogno di
marchiarmi. Il bisogno di farmi sua. Non aveva mai smesso di rincorrermi o di corteggiarmi. Ne
avevamo passate tante insieme, il nostro rapporto si era evoluto e il nostro legame si era rinforzato,
eppure lui era rimasto il ragazzo innamorato e un po pazzo che avevo conosciuto. Anche se mi fossi
accorta in tempo del succhiotto, ero sicura che lo avrei lasciato fare, come quando si era intrufolato
nella doccia sebbene gli altri stessero per arrivare. Era impetuoso e testardo, forse pi di me. Dopo aver
fatto lamore, avevamo iniziato a scherzare e avevo dovuto fare appello a tutto il mio autocontrollo per
resistergli e cacciarlo fuori dalla doccia.
Il portone di sotto si chiuse e un brusio riemp il salotto.
Oh, merda.
Erano arrivati.
Mi affrettai a vestirmi. Dovevo scendere alla svelta, prima che Evan e Peter si azzuffassero in
salotto.
Uscii in corridoio saltellando per infilarmi gli scarponcini da neve, ma qualcosa mi blocc.
Una sensazione.
Mi voltai lentamente, mentre un brivido mi correva lungo la schiena. Il corridoio era buio, solo
un debole bagliore si infiltrava da una delle stanze, portando con s una folata di vento. Evan doveva
aver lasciato la finestra aperta. Avanzai verso la sua stanza per chiuderla, ma il cuore mi balz in petto
per lo spavento. Qualcuno mi stava osservando dallo spiraglio della porta.
Battei le palpebre, avvicinandomi lentamente, ma era ancora l. Sembrava un bambino. La porta
si mosse appena, chiudendosi per un colpo daria e io mi affrettai a spalancarla. La felpa di Evan
oscill, appesa alla maniglia per il cappuccio. Tirai un sospiro di sollievo. La stanza era vuota e, in
effetti, la finestra era rimasta aperta, facendo entrare il freddo. Rabbrividii, un po per la corrente e un
po per il ricordo di quella brutta sensazione.
Ehi, Gemma.
Trasalii, il cuore che ancora mi batteva allimpazzata. Simon, dissi, ancora stordita.
Che ci fai ancora qui? I tuoi amici sono gi arrivati. Fossi in te, non lascerei solo Evan insieme
al ragazzo.
Mi sa che hai ragione. Gli sorrisi. Tu non vieni con noi allIce Castle?
Vi raggiungo tra un po, vado prima a controllare di sotto.
Intendi i prigionieri?
Intendo le guardiane dei prigionieri. Meglio non fidarsi troppo.
Annuii. Fa attenzione, lo ammonii, seria.
Ma lui mi sorrise e mi scompigli i capelli. Non devi preoccuparti,  tutto sotto controllo. Va
e divertiti con i tuoi amici.
Ricambiai il sorriso e mi avviai verso le scale. Lanciai unultima occhiata alla felpa di Evan
appesa alla porta e scossi la testa. Stavo diventando paranoica.
Eccola qui, finalmente! esclam Fate mentre Jake lattirava a s, scatenando le sue proteste.
Ehi! li salutai dalle scale, scendendo in fretta.
Peter era stravaccato sul divano insieme a Brandon, mentre Evan si strofinava i capelli ancora
umidi con un asciugamano. Tirai un sospiro di sollievo: niente sangue sul tappeto.
Peter aveva unespressione strana, sembrava preoccupato o forse confuso, non riuscivo a
stabilirlo. Iron gli era saltato sulle gambe, ma lui era concentrato su altro. Quando mi vide, il suo
turbamento svan, ritornando sereno.
Ancora un altro po e questi due non li schiodava pi nessuno dal divano, esclam Jeneane,
scavalcando le gambe di Peter per avvicinarsi a Brandon.
Lui le afferr la mano allimprovviso e la tir a s.
Ehi! si lament lei, piombandogli sulle ginocchia, ma lui rise e la tenne stretta.
Scusate il ritardo, c stato un contrattempo. Distinto, i miei occhi cercarono quelli di Evan.
Lui mi sorrise, facendomi arrossire.
Fate e Jeneane dovettero accorgersene perch mormorarono qualcosa sottovoce.
Peter lanci unocchiata a me e a Evan, poi distolse lo sguardo, irritato.
Ti avevo detto che non cera tempo, mormorai, avvicinandomi a Evan. Avrei voluto evitare
lentrata trionfale, con lattenzione di tutti concentrata su di me. Mi si leggeva in faccia quello che
avevamo appena fatto.
Lui rise, cogliendo il mio imbarazzo. Avvicin la bocca al mio orecchio. E tu dovresti
scegliere pi attentamente le parole perch vado a farmi una doccia non  il modo migliore per
liberarti di me.
Ho limpressione che non ti saresti arreso qualunque cosa avessi detto, lo punzecchiai,
sollevando un sopracciglio.
Hai ragione, ammise. E scusa per questo, sussurr, passandomi un dito sul succhiotto.
Sollevai il collo della felpa e mi guardai intorno. Nessuno badava a noi, ma Evan aveva ancora
quel sorrisetto impertinente sulla faccia. Tu sei proprio pazzo, lo schernii, ricambiando il sorriso.
Lo so. Ma  questo che mi rende irresistibile. Mi strizz un occhio e mi afferr la mano,
trascinandomi via.
Schiodate quelle chiappe dal divano, sarebbe anche ora di andare, esclam Ginevra,
scendendo le scale. Prima non lavevo sentita, al piano di sopra. Doveva essersi chiusa nella Selva, un
angolo di Inferno che lei aveva ricreato nella sua stanza per il suo serpente e il cui accesso era proibito
a tutti noi.
Ginevra apr il portone e ci invit a uscire in fretta.
Per la miseria, si lament Brandon ancora sprofondato sul divano, perch non possiamo
restarcene qui a vedere la part... Salt sul divano, stupefatto, indicando la vetrata della cucina con gli
occhi sgranati. Avete visto?!  appena passata una pantera nera!
Gli altri lo fissarono in silenzio, increduli, mentre lui si teneva stretto al divano, ancora
spaventato.
Era l! Dovete credermi!
Io e Ginevra ci scambiammo unocchiata tesa, ma poi scoppiammo a ridere, subito seguite dagli
altri.
Ti avevo detto di non fumare quella roba, amico. Era troppo forte, lo schern Jake.
Brandon si ricompose, lespressione contrariata. Ti dico che lho vista! insistette. Ginevra si
avvicin alla vetrata e lui tent di fermarla, pi spaventato che mai. Sei impazzita?! Allontanati da l!
la ammon, senza nascondere la paura nella voce.
Ginevra lo ignor e spalanc la vetrata, mentre tutti trattenevano il respiro.
Peter aveva di nuovo quellespressione seria, come se si sentisse in territorio ostile, quasi
sospettasse qualcosa. Io ed Evan ci scambiammo unocchiata. Forse non era stata una buona idea far
venire un gruppo di mortali in una casa piena di Streghe, pantere e Giustizieri imprigionati.
Eccola!  proprio l, vedo la coda! esclam Brandon, agitato. Chiudi o...
Ci manger tutti? Ginevra si volt, stringendo tra le braccia un grosso gatto nero che
muoveva la coda, irritato.
Tutto il gruppo rise e Brandon si pass una mano sulla nuca, imbarazzato, ma allo stesso tempo
sollevato.
Forse hai davvero esagerato con quella roba, lo rimbecc Fate, con un sopracciglio sollevato.
Era solo uno stupido, grosso gatto, mormor lui tra s.
Ginevra lo avvicin al suo viso e il gatto soffi, facendolo indietreggiare. Non deve aver
gradito lo stupido.
Vieni con me, campione. Jeneane prese Brandon per la maglietta e lo tir.
Andiamo, amico! Non ci sono pantere nelle Adirondacks. Al massimo poteva essere un orso
bruno! scherz Jake.
Odio gli orsi, comment Fate. Possono staccarti la testa con un colpo solo.
Perch non hai visto quello che pu farti una pantera, replic Ginevra, con minacciosa
malizia.
Non c nessuna pantera, qui, ribadii.
Dovete ammettere che  davvero grosso, per essere un gatto, insistette Brandon, per salvare
la faccia.
S, quando tu ammetterai che vi abbiamo stracciati alla partita! rispose Fate, prendendolo in
giro.
Non avete vinto. La partita non era ancora finita! replic, indispettito.
Tutto il gruppo inizi una discussione accesa sullandamento della partita ed Evan mi afferr la
mano, distraendomi dal brusio. Ci scambiammo unocchiata complice. Con il nostro contrattempo,
avevamo rischiato di farla grossa e per poco a Brandon non veniva un infarto.
Aspettatemi! Nausyka usc di corsa dalla porta. Doveva essere stata lei la pantera di guardia
in giardino, ma adesso aveva di nuovo le sue sembianze umane. Non potete andare al castello senza di
me. Sono lattrazione principale! ci rimprover, superba, superandoci a grandi passi. In effetti,
Nausyka sembrava una regina dei ghiacci.
Evan alz gli occhi al cielo e poi sorridemmo nello stesso istante. Fra Streghe, creature
soprannaturali e Giustizieri imprigionati, una cosa era certa: in quella casa, non ci si annoiava mai.
Arrivammo allIce Castle allimbrunire. La parata era gi iniziata, i carri allegorici sfilavano per
le strade, con musica e gruppi di gente in maschera. Una volta usciti di casa, eravamo andati al North
Elba Toboggan Run, dove cera ancora qualche studente della Middle High School. Le loro classi non
partecipavano al Winter Carnival, cos, durante i due giorni di competizione, si sfidavano sugli slittini e
si divertivano nella neve. Poi, prima di ripartire, avevamo preso un t caldo nella caffetteria dei miei
genitori.
A Saranac Lake, celebravano il Winter Carnival con due settimane piene di eventi, come la
Womens Fry Pan Toss, Musical, bellissime rappresentazioni teatrali, e una parata con i fuochi. Ma
lattrazione pi spettacolare era lIce Castle, sulle rive del Lake Flower a Pontiac Bay, costruito con
due tonnellate di blocchi di ghiaccio, con tunnel, labirinti e sorprese sempre diverse. Io lo adoravo. Era
imponente e maestoso. Mi faceva sentire in una favola medievale. Uno degli eventi pi magici
dellanno.
Scattai delle foto alla parata e ai miei amici. Qualcuno di loro si lamentava per i miei continui
scatti, ma poi si metteva in posa facendo facce buffe allobiettivo.
Aaah!!! Jeneane lanci un urlo e tutti ci voltammo, preoccupati. Non vedo lora di entrare l
dentro! esclam, saltellando. Poi sgusci via, intrufolandosi nel castello con un sorriso grande quanto
la sua faccia.
Aspettami! Brandon la segu, allontanandosi anche lui dal gruppo.
Rilassati, mi sussurr Evan. Mi strinse la mano e io respirai a fondo. Eravamo troppo tesi.
Anche Ginevra e Simon avevano unespressione seria. Anya, invece, si guardava intorno con occhi
pieni di entusiasmo, mentre Nausyka era raggiante e sicura di s. Durante il tragitto per arrivare l,
Evan era stato molto duro con lei nel ricordarle che lunica ragione per cui la portavamo con noi era la
mia sicurezza. Le anime dei mortali non dovevano distrarla. Lei era l per proteggere me. Evan glielo
aveva ripetuto fino allo sfinimento. Tuttavia, nessuno di noi era certo che sarebbe riuscita a tenere a
freno i suoi istinti.
Che facciamo, andiamo a recuperare Jeneane? domand Fate, indicando lIce Castle.
Sono sicuro che Brandon star cercando qualche stanza del castello per appartarsi con lei,
replic Jake.
Non sarebbe una cattiva idea, comment Nausyka, la voce improvvisamente suadente.
Appoggi una mano sulla spalla di Jake e gli accarezz i muscoli.
Guardai Fate: aveva le guance paonazze, che risaltavano sulla pelle candida. Era gelosa.
Jake, invece, non aveva nemmeno fatto caso a Nausyka.
La Strega si volt improvvisamente verso Peter e gli afferr la mano. Che ne dici, vuoi farmi
compagnia?
Nausyka, ora basta! la blocc Ginevra, continuando poi la conversazione nella mente.
Non posso divertirmi neanche un po? Non faccio niente di male, sbuff lei, annoiata. E poi,
lui  cos carino! Tir a s Peter, continuando a tenerlo per mano.
Evan... mormorai, preoccupata. Mi girai verso di lui, ma era concentrato su altro.
Tranquilla. Non tenter lanima di Peter, mi disse. Anche lui, come Ginevra, doveva aver
comunicato in segreto con la Strega per ricordarle le regole del gioco.
Okay, replicai, anche se non ero ancora del tutto convinta che lei le avrebbe rispettate. Avevo
notato le continue occhiate che aveva lanciato a Peter a scuola, durante la partita, e non avrei avuto
nulla in contrario, se lei fosse stata una semplice mortale.
Peter accett di buon grado le sue attenzioni, anche se conoscevo la scintilla che brillava nei
suoi occhi: diffidenza. Continu a tenerle la mano e qualche volta la strinse persino per la vita,
sbirciando nella mia direzione. Con ogni probabilit, sperava di farmi ingelosire, qualcosa di
impossibile per me. Il mio cuore era di Evan e di nessun altro. Lunico sentimento che provavo per la
vicinanza di Nausyka a Peter era preoccupazione. In lei si nascondeva il male e lui non lo sapeva.
Lultima cosa che volevo era che Peter perdesse la sua anima a causa mia.
Noi andiamo a cercare Brandon e Jeneane, insistette Fate, prendendo Jake per un braccio. Era
evidente che stesse facendo di tutto per allontanarlo da Nausyka.
Veniamo con voi. Peter lanci unocchiata di conferma a Nausyka. Ti va?
Vai, le comunic Evan nella mente, facendomi ascoltare. Ma niente giochetti, con il
ragazzo.
Non prendo ordini da te, sibil lei, passandogli accanto. Si scambiarono unocchiata gelida,
poi lei si aggrapp al braccio di Peter, avviandosi verso il castello.
Avevo capito che la presenza di Nausyka irritava Evan e probabilmente era felice di essersene
liberato.
Mi avvicinai ad Anya, ma non fu necessario pronunciare le mie preoccupazioni a voce alta.
Potresti...
La tengo docchio io, non preoccuparti. Anya mi sorrise e segu la Sorella nel castello.
Qualcun altro vuole unirsi al loro gruppo? scherz Simon, contrariato che le Streghe non
fossero rimaste l a proteggermi.
Io sto pi che bene qui con voi, replicai, e lui mi fece locchiolino.
Evan, Simon e Ginevra costituivano una sorveglianza pi che sufficiente. Nausyka poteva
anche divertirsi un po nel mondo dei mortali... purch dimenticasse i suoi istinti da Strega.
Mi avvicinai a Ginevra. Gwen, mormorai, possiamo fidarci di lei?
Ginevra aveva gi letto la preoccupazione nei miei pensieri. Non rivendicher lanima di
Peter, puoi fidarti. C Anya, con loro. E poi, continuer a tenere docchio le loro menti, se pu farti
stare meglio.
Annuii, grata per il suo aiuto. Non volevo che qualcun altro pagasse ancora per il mio destino. Il
sacrificio di Drake era ancora un coltello infilzato nel mio stomaco. La sua assenza in casa si avvertiva
ogni istante, ed era colpa mia. Era finito allInferno per proteggermi.
Ed  grazie a questo che ha ritrovato la sua Stella, mi ammon Ginevra, ascoltando i miei
pensieri. Rilassati, Gemma. Non succeder niente a nessuno, oggi. Dovremmo fare tutti come
Nausyka. In fondo, siamo qui per divertirci. I Giustizieri sono tutti sotto chiave, non abbiamo nulla di
cui preoccuparci.
Presi un profondo respiro e laria fredda mi gel i polmoni. Hai ragione. Non ho motivo di
essere cos tesa.
Hai sentito, Evan? sintromise Simon. La tua ragazza  molto tesa, perch non la scaldi un
po?
Uuuh... mi provoc Ginevra.
Eravamo rimasti solo noi e in fondo era un bene perch mi sentivo pi a mio agio. Prima avrei
trovato imbarazzante lallusione di Simon, ma adesso tutti noi eravamo molto legati ed era persino
naturale stuzzicarci a vicenda in ogni situazione. Evan, Simon, Ginevra e io eravamo una famiglia.
Affiatati e inattaccabili.
Ehi, era una conversazione privata. Diedi un colpetto a Simon sulla spalla e mi strinsi al
braccio di Evan. Per non ha tutti i torti, fa cos freddo qui. Un po del tuo calore non mi
dispiacerebbe.
Evan rise. Attenta, potrei prenderti in parola. Mi strizz un occhio e ci avviammo verso lIce
Castle.
Scattai qualche foto e gli altri mi richiamarono perch ero rimasta indietro. Allingresso, una
grande scritta scolpita nel ghiaccio dava il benvenuto ai visitatori, illuminata da luci blu.
SARANAC LAKE
WINTER CARNIVAL
Laria era persino pi gelida, tra le possenti mura di ghiaccio. Raggiunsi il gruppo, continuando
a scattare foto alle meravigliose sculture di ghiaccio. Cera un magnifico alce, unenorme ragnatela e
persino una moto, scolpita minuziosamente in ogni dettaglio. Girai langolo e mi ritrovai davanti a una
carrozza di cristallo come quella che avevo visto da bambina e non potei fare a meno di ripensare al
momento in cui avevo condiviso quel ricordo con Evan, e al principe e alla principessa che lui aveva
plasmato solo per me sul lago ghiacciato, sotto le stelle. I corridoi erano pieni di incredibili creazioni:
un magnifico angelo dalle ali spiegate, un arciere con larco teso e ancora un unicorno con le zampe
anteriori sollevate. Mi voltai e mi ritrovai di fronte la scultura di una belva feroce. Era un lupo, con le
fauci spalancate. Un brivido mi attravers la schiena. Gli scattai una foto e mi accorsi di essere rimasta
sola. Doverano finiti gli altri? Dovevo essermi distratta troppo. Era cos facile perdersi a fantasticare in
quel regno incantato. Mi girai, la fotocamera ancora tra le mani, e il viso di un bambino riemp
lobiettivo. Trasalii per la sorpresa. Sembrava apparso dal nulla. Gli sorrisi, ma lui continuava a
fissarmi in silenzio. Doveva avere circa quattro anni ed era bellissimo, gli occhi cos azzurri da
sembrare di ghiaccio. Distinto, sollevai lobiettivo per inquadrarlo, ma qualcuno dietro di me mi
afferr per la vita. Buh!
Mi girai di scatto, spaventata.
Ecco dove ti nascondevi. Il sorriso di Evan brill, rassicurante, ma il mio cuore batteva
ancora forte.
Evan, che spavento.
Scherzavo, rilassati. Sarebbe meglio che non te ne andassi in giro tutta sola. Ginevra tiene
docchio i tuoi pensieri, ma sai anche tu che qualche volta la tua mente riesce a tenerla fuori.
Non  colpa mia se questanno hanno progettato un labirinto degno di James Dashner.
Chi?
Niente, lascia stare. Devo essermi persa in qualche meandro, mi giustificai, gesticolando con
la macchina fotografica in mano.
Evan la afferr e me la sfil dal collo. Forse, se guardassi con i tuoi occhi e non attraverso le
lenti, sarebbe pi facile vedere da che parte andiamo. Punt lobiettivo su di me, mentre io trattenevo
un sorriso, fingendomi corrucciata. Sei bellissima, mormor, scattandomi un paio di foto.
Che fai?! protestai.
C solo una cosa in tutto il castello che vale la pena di immortalare, e sei tu.
Smettila! Risi e coprii lobiettivo con la mano. Mi imbarazzava essere dallaltra parte. Dai,
ridammela!
No, per oggi la tengo in ostaggio io. Mi attir in un angolo nascosto. Che ne dici se
facciamo sciogliere un po di blocchi di ghiaccio? sussurr tra i miei capelli.
Rabbrividii. Tirarmi di soppiatto in uno spazio angusto sta diventando il tuo passatempo
preferito?
Sei tu il mio passatempo preferito.
I miei occhi si chiusero, in estasi, mentre le labbra di Evan tracciavano dolci baci sul mio collo.
Baciarti, continu, toccarti... La sua mano risal la mia coscia e si ferm sul fondoschiena.
... fare lamore con te. Mi attir bruscamente a s e io mi lasciai sfuggire un gemito.
Evan, qui ci vedranno tutti!
Non posso farne a meno, mormor sulla mia pelle, tenendomi stretta.
Questo punto era piuttosto chiaro, scherzai.
Con la lingua sfior il succhiotto che mi aveva lasciato e io chiusi gli occhi, percorsa dai
brividi.
Mi aggrappai a lui, infilzandogli le unghie nella schiena, poi lui mi mordicchi il collo e io mi
divincolai. Evan, cos mi fai il solletico!
Mi prese la mano e la sua sonora risata riecheggi attraverso il tunnel, mentre lui si
incamminava con un sorrisetto sulle labbra. Seguimi o la prossima volta che ti perdi sar costretto a
sciogliere il castello, per trovarti.
Gli feci la linguaccia.
Mettimi alla prova, se non ci credi.
Meglio di no, non voglio togliere il divertimento a tutta la citt. Non osavo sfidarlo o,
testardo comera, cerano serie possibilit che lo facesse davvero. Aspetta! Dun tratto mi ricordai
del bambino. E se si fosse perso anche lui? In quel labirinto, non era difficile. Mi voltai, ma era svanito.
Che c? domand Evan, fermandosi a guardarmi.
Tornai indietro di qualche passo. Non poteva essere andato lontano. Girai langolo e mi bloccai.
Era un vicolo cieco. Dovera andato il bambino? Che ci fosse passato accanto mentre flirtavamo?
Gemma, cosa ti preoccupa?
Non ho visto dove  andato.
Chi? domand Evan, perplesso.
Il bambino che era insieme a me.
Non cera nessun bambino, quando sono arrivato.
Ti sbagli, era proprio l. Avrei dovuto aiutarlo. Forse si era perso...
Evan mi attir a s. Sta tranquilla, se  cos, sono sicuro che avr gi ritrovato i suoi genitori.
Ero diventata ipersensibile, quando si trattava di bambini.
Facendolo sembrare un gesto naturale, Evan mi tocc la fronte con la mano. Quando il mio
potere riaffiorava, di tanto in tanto, il mio corpo reagiva con la febbre alta, pi di quanto qualsiasi
essere umano potrebbe sopportare. A volte bastava la vicinanza con una Strega a scatenarlo. Allinizio
le crisi erano cos forti che perdevo i sensi. Col tempo, avevo imparato a dominare il potere, soprattutto
dopo aver accettato la mia vera natura. Persino i miei capelli erano diventati pi scuri, negli ultimi
tempi.
Lho visto, Evan, non ho le visioni, lo attaccai, sentendo crescere la rabbia dentro di me.
Perch tutti quanti davano la colpa a me, ogni volta che le cose non stavano come dicevano loro?
Okay, va bene. Non ho detto niente.
Calmati, adesso, mi sussurr Evan, accarezzandomi i capelli. Mi prese il viso tra le mani e mi
obblig a fissarlo.
Solo allora, riacquistando lucidit, mi accorsi che tremavo. Quando lessi la preoccupazione nei
suoi occhi, la rabbia svan. Mi dispiace, mormorai, affondando il viso sul suo petto.
Sstt,  tutto okay. Andr tutto bene.
Ma io non ne ero pi tanto sicura. Se scivolavo cos in fretta verso il male senza accorgermene,
come avrei fatto a resistere alloscurit, quando il serpente mi avesse morso? Con il suo veleno in
circolo, la rabbia e lodio avrebbero scacciato tutto il resto, proprio come tutti quanti continuavano a
ripetermi. Ma io ero testarda. Avevo convinto tutti che sarebbe andato tutto bene. Solo che adesso
iniziavano ad affiorare i dubbi.
Evan mi prese la mano. Andiamo, raggiungiamo gli altri.
Annuii, rimanendo in silenzio. E se lui avesse avuto ragione sin dallinizio? Lui non voleva
rischiare di perdermi nella trasformazione, era determinato a trovare unaltra soluzione che mi
sottraesse alla mia promessa alle Streghe. Perch non gli avevo mai dato ascolto? Gli avevo chiesto di
fidarsi di me, quando nemmeno io mi fidavo di me stessa. Dovevo rivalutare tutto. Dovevo pensare alla
sua idea. Dovevo fidarmi di Evan.
Simon e Ginevra ridevano, camminando spensierati mano nella mano. Come avrei voluto
fermare il tempo, eliminare tutto il male dalla nostra vita, riportare indietro Drake e Stella e vivere tutti
felici e contenti. Purtroppo, per, non vivevamo in una favola. E il mio destino era sempre pi incerto.
Il destino di tutti noi lo era. Eppure loro erano ancora l, sorridenti come se le nostre vite non stessero
per cambiare di l a qualche mese, come se non fossimo in costante pericolo... Perch non ero la sola a
dover scappare dalla morte. Ogni giorno, ero sempre pi consapevole di quanto ognuno di loro stesse
rischiando per salvare me. Quando avrebbero capito che non volevo tanto?
Smettila di tormentarti e scattami una foto insieme a Simon. Ginevra mi tir affettuosamente
i capelli per rimproverarmi e mi restitu la mia reflex.
Scusa, non posso farci niente.
S che puoi! Goditi la serata, il bel fusto che hai accanto e la tua inseparabile Sorella
rompiscatole, che per ti vuole tanto bene. Ginevra mi abbracci da dietro, appoggiando la guancia
alla mia.
Le volevo cos bene!
Ehi, non dimenticarti di me, si lament Simon.
Tu stai fermo l, per oggi sei soltanto mio. Mi strizz un occhio e corse ad abbracciarlo,
mentre io li inquadravo. Ginevra era raggiante, con i suoi lunghi capelli dorati, il sorriso smagliante e
gli occhi verdi che brillavano. Lei s che sembrava una regina dei ghiacci.
Aspetta! Ne faccio ancora una, fermi cos... Perfetto.
Andiamo, ci incit Evan, dobbiamo ritrovare gli altri, prima che inizino i fuochi dartificio.
Solo un momento, mormorai, per controllare le foto che avevo scattato a Simon e Ginevra.
Sorrisi: ero riuscita a cogliere la luce che brillava negli occhi di Ginevra, non avrei potuto esserne pi
soddisfatta. Sfogliai la galleria e trovai anche quelle che mi aveva scattato Evan. I miei colori erano
diversi, da quelli di lei, ma i miei grandi occhi neri risaltavano altrettanto bene sullo sfondo bianco, cos
come le guance pizzicate dal rossore che solo Evan sapeva far affiorare. La foto seguente era vuota.
Dovevo averla scattata per sbaglio. Feci per cancellarla, ma poi ricordai e il sorriso mi mor sulle
labbra. Non era vuota. Era la foto che avevo scattato al bambino. Cosa voleva dire?
Gemma, ma che ti prende oggi? mi redargu Simon. Dobbiamo trascinarti su uno slittino?
Ginevra intanto si era gi allontanata. Evan mi strinse da dietro e io mi sforzai di cancellare la
mia preoccupazione. Non  niente, sono solo un po stanca, penso che sia normale, nelle mie
condizioni.
Vuoi che ti prenda sulle spalle? scherz Evan, e io lo colpii al braccio.
Non ho quattro anni.
E che importanza ha? Posso ancora reggere il tuo peso... per adesso, mi prese in giro.
Ti sfider a farlo quando sar diventata una mongolfiera.
Evan rise e mi prese la mano. Ti prender anche allora.
Gli sorrisi, ma non riuscii ad allontanare a lungo il mio turbamento. Continuavo a pensare al
bambino.
Lasciai la mano di Evan e tornai a fissare la foto. Lui aveva ragione, non cera nessun bambino.
Dunque lo avevo immaginato? Era unaltra delle mie visioni? Da quale parte del mio inconscio lavevo
tirato fuori? E perch? Forse dipendeva dalla mia gravidanza... Possibile che fosse una proiezione del
futuro e quello fosse il mio bambino? Chi poteva dire quanto in l poteva spingersi il mio potere?
Uno strano istinto mi formicol sotto pelle. Lo stesso che mi aveva assalito quella mattina.
Allora non avevo voluto dargli importanza, ma adesso ne ero certa: non era la felpa appesa alla porta di
Evan ad avermi ingannata, avevo visto davvero il bambino che mi fissava dalla fessura della porta.
Sentii un mugolio, in lontananza, e tesi le orecchie. Rallentai, accorgendomi che proveniva dalla parte
opposta. Mi voltai e il cuore mi si scagli in gola quando intravidi il bambino svoltare langolo. Lo
seguii in fretta nel labirinto, temendo che scomparisse ancora una volta. Invece lui era l, rannicchiato
su un mattone e... piangeva. Mi guardai intorno, per assicurarmi che nessuno mi vedesse, nel caso fosse
stata una delle mie visioni. Ehi, va tutto bene? Ti sei perso?
Lui continu a piangere.
Mi avvicinai e mi chinai davanti a lui. Come ti chiami? Ti porto dalla tua mamma, sai dirmi
dov?
 morta, replic una voce cupa alle mie spalle. Duemila anni fa.
Mi voltai di scatto e mi ritrovai di fronte a un altro bambino, identico al primo. Erano due.
Quando mi voltai di nuovo, il fratello sollev lentamente la testa e i suoi occhi di ghiaccio mi
folgorarono, cancellando ogni dubbio.
E presto lo sarai anche tu, mormor con un sorriso scaltro.
Il cuore mi balz in gola.
Erano Sotterranei. Ed erano l per uccidermi.
7
FUOCHI DARTIFICIO
Evan! urlai, ma in quel momento una lastra di ghiaccio cadde dal soffitto proprio alle spalle
del bambino. Ero in trappola.
In preda al panico, presi fiato, ma respirare dun tratto mi sembrava unimpresa impossibile. Mi
portai le mani al collo e crollai sulle ginocchia.
Gemma!
La voce di Evan, che gridava fuori da quella prigione di ghiaccio, arrivava come attutita.
Evan!!! provai a urlare, ma mi resi conto con sgomento che non ci riuscivo. Una goccia di
sangue si infranse sulla neve. Che... Che mi state facendo? I miei occhi guizzarono sui due bambini,
mentre un bruciore acuto si diffondeva in tutto il mio corpo, bloccando i miei movimenti.
Uno di loro mi sorrise, con sguardo malvagio.  inutile opporsi. Non sembrava la voce di un
bambino. Era profonda come quella di un demone.
Gwen! urlai nella mia mente. Sono qui! Aiutatemi! Non resister a lungo!
Laltro bambino mi gir attorno lentamente. Io ero rannicchiata a terra, terrorizzata, e per
qualche ragione non riuscivo pi a muovere un muscolo.
Non sforzarti di combattere.
Digrignai i denti, cercando di oppormi al loro potere, ma era inutile. Sentii il mio battito
rallentare inesorabilmente, mentre un fuoco mi bruciava le vene in tutto il corpo.
Davvero sarebbe finito tutto cos?
Gemma!!!
Un urlo disperato si fece largo tra le pareti, mentre un rivolo caldo mi scendeva dalle orecchie.
Mantenni lo sguardo fisso sul bambino, mentre tutto intorno a me il mondo svaniva, diventando
sfocato. Lui sorrideva, scaltro come un lupo affamato. Sanguinai dal naso e una goccia cremisi si
abbatt sulla neve, tingendola di rosso. Mi sentii svenire e la mia guancia batt con forza sul pavimento
bianco, ma non me ne accorsi nemmeno. Il dolore ormai mi aveva fatta sua, stringendomi in una morsa
di ghiaccio. Ero cos stanca...
Le mie palpebre batterono lente e a fatica si riaprirono. Tutto ci cui riuscivo a pensare erano
Evan e il mio bambino, ma la loro immagine era sempre pi sbiadita e lontana. Sentii che, se fossero
svaniti, li avrei persi per sempre.
La terra trem allimprovviso sotto di me, mandandomi una scossa. Aprii gli occhi, ma non misi
a fuoco nulla. Il freddo mi pungeva la guancia. Ci furono una luce e un boato, simile a unesplosione.
Le voci erano vicine, adesso, come se fossero tutte intorno a me, ma cera dellaltro: un coro di urla che
riempiva la notte, come di una folla impazzita. Un Angelo biondo si avvicin con la mano protesa in
avanti e i bambini caddero in ginocchio, impotenti.
Delle braccia mi sollevarono con gentilezza.
Gemma, Gemma! Resta con me, resta con me.
Una mano mi scost i capelli dal viso, mentre un dolce calore si diffondeva lentamente in me.
Evan. Mi sforzai di metterlo a fuoco, ma non avevo pi forze. Lui mi prese in braccio.
Dobbiamo andarcene da qui, dobbiamo portarla via! url, facendomi dolere le orecchie. Chiusi gli
occhi, stupendomi di riuscire a farlo. Evan appoggi la fronte alla mia. Andr tutto bene. Sono qui con
te, adesso, sussurr. Un misto di emozioni si dibatteva in lui: rabbia, sollievo e preoccupazione,
mentre io mi sentivo come in una bolla, separata da tutti gli altri.
Evan mi baci la fronte e unesplosione di colori riemp il cielo. E poi ancora... e unaltra, a
colorare il mio mondo confuso.
Siete in pericolo, andate via!
Lo sguardo di Evan guizz sulla Strega che era appena apparsa, Zhora. Arrivi tardi,
comment Ginevra.
Mi dispiace. Sono corsa qui prima che ho potuto.
Come cazzo  potuto succedere? proruppe Evan, infuriato.
Se erano arrivati altri Sotterranei, voleva dire che le Streghe avevano ucciso almeno uno dei
loro prigionieri.
Evan, calmati. Non sappiamo come sono andate le cose, disse Simon.
Questa non ci voleva, mormor Ginevra, che aveva gi letto la mente della Sorella.
Dobbiamo separare i prigionieri. Sono pi forti, insieme.
Sono scappati? domand Simon.
Si sono suicidati, replic Ginevra, gelida.
Perfetto! sbuff Evan. Ci mancavano solo i Sotterranei kamikaze.
Com potuto succedere?!
Uno di loro si  sacrificato per la causa, spieg Zhora. Ha provocato i nostri Dakor,
facendosi mordere di proposito. Un altro ha provato a fare lo stesso, noi abbiamo cercato di fermarlo,
ma abbiamo perso il controllo... ed  morto. Qui cos successo? domand, guardandosi intorno.
Siamo arrivati appena in tempo. Ancora qualche minuto e lavrebbero presa.
Come sta? La Strega si avvicin a me. Mi pass la mano sulla guancia, poi mi baci sulla
bocca, lasciandomi stordita. Uno strano formicolio mi pervase.
Si riprender, replic Evan, nascondendo a stento lastio nella voce. Indic i due bambini
privi di sensi sul ghiaccio, controllati dal Dakor di Ginevra e da quello di Zhora.
Per ora li abbiamo fermati. A loro penser io pi tardi, ringhi Ginevra. Adesso
andiamocene.
Evan annu. Lo vedevo pi chiaramente, adesso, mentre i fuochi dartificio illuminavano la
notte.
Gemma! Gemma! Cristo! Cosa le  successo?!
Era Peter.
Girai un po la testa per guardarlo e gli sorrisi. Pet... gracchiai, stupendomi di riuscire di
nuovo a parlare. Sto bene, non preoccuparti.
Cos stato?
Abbiamo visto unesplosione, lo sceriffo ci ha impedito di passare, ma voi eravate intrappolati
qui! spieg Jeneane, agitata.
Fate si copriva la bocca con le mani, mentre Jake le cingeva le spalle. Mio Dio! Chi sono quei
due bambini? Dobbiamo portarli in ospedale! Si avvicin, ma lanci un urlo non appena vide i
serpenti.
Brandon, chiama lo sceriffo! grid Jeneane.
Fermo, ordin Evan, e Brandon si blocc. Calmatevi tutti, continu, con voce cupa,
insinuandosi nelle loro menti. Li stava controllando. Vi siete allontanati da noi e non ci siamo pi
incontrati. Noi siamo andati via presto perch Gemma ha avuto un capogiro.  stata una bellissima
serata, ma il castello  crollato e voi vi siete spaventati. Tornate a casa e andate a dormire.
Andiamo, ragazzi, li spron Jake. Non possiamo stare qui, avete sentito lo sceriffo.
Gli altri annuirono, avviandosi verso la loro auto. Brandon tir Peter per un braccio, ma lui si
liber con uno strattone. Lasciami! gli ordin, lespressione molto preoccupata. Devo chiamare
Gemma.  successo qualcosa, me lo sento, borbott. Non mi vedeva pi, eppure le parole di Evan non
lo avevano rassicurato del tutto.
Evan e Simon si scambiarono una lunga occhiata. Simon avanz verso Peter e appoggi una
mano sulla sua spalla, concentrando il suo sguardo su di lui.
Stava per usare il suo potere.
Trattenni il respiro. Avevo visto poche altre volte Simon cancellare la memoria di qualcuno.
Non era come la coercizione degli altri Sotterranei. Evan aveva impiantato falsi ricordi nella mente dei
ragazzi, facendo credere loro di aver vissuto quelle esperienze. Il potere di Simon, invece, andava ben
oltre. Lui agiva sulla memoria.
Sta tranquilla. La voce di Evan mi riemp la testa. Simon canceller solo il ricordo di noi.
Perch sugli altri non  stato necessario il suo intervento?
Perch Peter  molto legato a te. Il mio ordine lo ha convinto solo in parte. La sua
preoccupazione deve essere troppo forte. Succede, qualche volta.
Guardai Peter. Le vene sul suo collo erano diventate nere e si muovevano verso la mano di
Simon, come se lui gli stesse succhiando via i ricordi proprio da quel punto.
Star bene? mormorai. Mi sentivo ancora molto debole.
Evan annu. Domattina avr solo un brutto mal di testa.
Gli sorrisi. Lui non staccava gli occhi dai miei, ancora carico di preoccupazione.
Ragazzi! esclam Ginevra, attirando la nostra attenzione. Abbiamo un problema.
Mi sfugg un gemito. I bambini non cerano pi.
8
DONI DALLINFERNO
Sono molto forti, spieg Ginevra, mentre entravamo in cucina. Hanno quasi ucciso Gemma
e tenuto noi lontani.
Durante il tragitto fino a casa, avevo riacquistato le forze e mi avevano spiegato che cosa fosse
successo. I due Sotterranei mi avevano bloccata in una sorta di prigione creata da loro e avevano
iniziato a risucchiarmi le energie, finch Ginevra e Anya non avevano abbattuto le loro barriere ed
Evan aveva mandato in pezzi il castello. Simon era riuscito a far evacuare quasi tutti, ma molte persone
erano rimaste ferite.
Sembravano bambini, ma cerano voluti due Sotterranei e due Streghe per sconfiggerli. Ginevra
aveva ragione, erano molto forti.
Ma chi sono? domand Simon, frustrato.
Non saranno mutaforma, come Drake? ipotizzai. Dovevano aver sfruttato la mia sensibilit
verso i bambini per allontanarmi dagli altri.
No, mi contraddisse una voce alle mie spalle.
Una farfalla nera si pos sulla mia mano.
Rabbrividii e mi voltai. Sopha.
Cazzo, mormor Simon.
La regina delle tenebre avanz e tutte le pantere si inchinarono, in segno di sottomissione,
mentre le Streghe intorno al tavolo chinavano il capo.
Il diavolo in persona era in casa nostra. E mi voleva con s.
Ginevra trattenne il respiro, ma non si inchin a lei. Sostenne il suo sguardo finch Sopha non
mi venne incontro. Mi prese il mento tra le dita ed Evan scatt in avanti, ma Simon lo blocc. Mantenni
lo sguardo sul suo, mentre i suoi incredibili occhi di lapislazzuli scavavano nei miei, penetrandomi
nellanima. Era cos vicina che potevo sentirne il profumo. Odorava di fiori. Una fragranza proibita e
ottenebrante. Avvicin lentamente il viso e mi baci sulle labbra, lasciandomi stordita. Unonda di
elettricit vag in me, formicolando sotto pelle. Quando si stacc, Sopha mi sorrise, a un palmo dal
mio viso, ma io non riuscii a muovere un muscolo.
Nella stanza era calato il silenzio.
Cosa le hai fatto?! ringhi Evan, mettendosi di fronte a me.
Calmati, spartano. Vengo in pace, replic Sopha, la voce cos carismatica e calda da farmi
vibrare. Era solo il saluto alla mia Nyade.
Lei non  tua, grugn Evan.
Sopha rise. S che lo .  solo questione di tempo.
Cosa sei venuta a fare qui? domand Ginevra.
 cos che mi dai il benvenuto in casa tua?
Non sei la benvenuta qui, le ricord Simon.
Ero sicura di aver capito che avessimo una tregua, soldato. Non  forse pi cos? Sopha fiss
Simon.
Anche lui la fissava minaccioso e Ginevra intervenne, prima che la situazione sfuggisse loro di
mano: Certo che s.  solo che non ci aspettavamo una tua visita. Cosa possiamo fare per te, mia
Signora?
Sopha sorrise. Ginevra si era sottomessa a lei, anche se i suoi occhi bruciavano di orgoglio.
Eppure non la odiava, riuscivo a percepirlo. La sua era solo paura per Simon. Anche se, in fondo, un
altro sentimento era ben nascosto, ma io lo vedevo: nostalgia. Nonostante tutto, Sopha le mancava.
Sono qui per avvertirvi. Quelli che avete visto non sono semplici Sotterranei.
Quindi non sono Giustizieri che hanno assunto le sembianze di bambini? insistetti.
Come ho gi detto, no. Quello  il loro vero aspetto. Sono A?vin. E non sono come voi, ci
avvert, rivolgendosi ai due Sotterranei. Sono divinit. Creature celesti. E sono molto potenti. Non
agiscono mai insieme, ma per te, Nyade, avranno fatto uneccezione.
Non avevo mai sentito nulla del genere, borbott Simon.
Sono soldati. Traghettatori di anime, proprio come voi, ma di una specie... pi pura. Un
luccichio brill negli occhi di Sopha, velando il suo insulto.
Che significa? grugn Evan. E come li uccidiamo? Dopo quello che mi avevano fatto, non
gli importava nemmeno il fatto che in quel modo ne sarebbero arrivati altri.
Non potete, replic unaltra voce.
Spostammo lo sguardo su Devina, che era appena apparsa nel salone.
Mia Signora. Devina si inchin a Sopha e lei la baci sulla bocca.
Evan sbuff, chiaramente disgustato. Possiamo concentrarci o dovete fare ogni volta cos? Se
preferite possiamo lasciarvi la stanza.
Sopha si limit a sorridere, fissando i suoi occhi blu su Evan. Aveva i lunghi capelli neri legati
in una coda che scendeva fino al fondoschiena, dove le punte diventavano dargento, e il corpo tonico
era messo in risalto da un eccentrico abito di pizzo nero come le unghie appuntite e il rossetto sulle
labbra. Non dimostrava pi di venticinque anni. Nessuno avrebbe detto che in lei si nascondeva il
diavolo.
Non potete ucciderli, ripet Devina. Sono due Deva gemelli, antichi quanto il mondo. Sono
tra i primi Sotterranei mai esistiti e il loro nome  leggenda. Hanno quasi eliminato due di noi
contemporaneamente. Sono molto forti e si divertono a giocare con le anime, a spaventarle prima di
portarle via. Per loro  tutto un gioco, ma c poco da scherzare. Sono immortali. Alcune leggende
dicono che abbiano ottenuto il favore divino, altre che la loro anima sia redenta.  impossibile
ucciderli. Noi abbiamo provato a ostacolarli molte volte, confess, ma, essendo bambini, il nostro
potere seduttivo su di loro non ha nessun effetto.
Tuttavia io conosco un modo per fermarli, concluse Sopha. E questa  la ragione per cui
sono qui.
Ti ascoltiamo, replic Evan.
C un solo modo per tenerli a bada. La vostra misera prigione sotterranea non baster a
intrappolarli. Vi serve qualcosa di speciale. Una gabbia forgiata con un materiale altrettanto antico.
Una gabbia di Diamantea, mormor Simon.
Trattenni un sorriso. Lei stessa, molti secoli prima, era stata imprigionata in una gabbia di pietra
divina.
No, lo sment Sopha. Ho qualcosa di meglio. Qualcosa di pi potente. Apr il palmo,
mostrandoci un piccolo cristallo nero. Lo riconobbi subito. Era Carbonado, la sostanza dellInferno. Lo
strinse nel pugno e il prisma si allung, formando un bastone spigoloso e appuntito che si pieg e si
modell, trasformandosi in pochi istanti in una gabbia di diamante nero. Inespugnabile e letale. Voi
Sotterranei state attenti a non tagliarvi, a meno che non vogliate farci visita allInferno. In tal caso, siete
sempre i benvenuti. Si volt e fece a Simon locchiolino. La gabbia toglier ai gemelli ogni potere.
Anche limmortalit. Sorrise, gli occhi che lampeggiavano di blu.
Non possiamo ucciderli, intervenne Simon, per placare lira di Evan. Ne arriverebbero altri.
Non possiamo rischiare.
Vuol dire che li accetter come regalo quando Nyade sar al sicuro... Al mio fianco. Mi
fiss con un sorriso scaltro, prima di svanire nelloscurit.
Almeno  stata utile, comment Evan con sarcasmo.
 forgiata col veleno di Sopha, Simon, non toccarla! lo ammon Ginevra, vedendo che si era
avvicinato pi del dovuto.
Al centro del salone, le sbarre della grande gabbia nera si contorcevano come serpenti,
formando un complicato reticolo che quasi impediva di vedere allinterno.
Come la spostiamo? domandai timidamente, ma nessuno mi rispose. Non vorrete lasciarla
qui, vero?
Perch no? scherz Evan. Non  male, come pezzo darredo. Si intona con il resto della
casa.
Se non fosse che potrebbe ucciderti, replic Ginevra.
Sarebbe una grande perdita... lo provoc Devina, e io la fulminai con lo sguardo. Di certo lei
non vedeva lora che Evan si tagliasse con le lame avvelenate, cos sarebbe tornato con lei allInferno.
Leccati la coda, brutta stronza, la attaccai.
Dietro di me, Evan mi afferr le spalle per tenermi calma.
Devina si avvicin al mio viso. Oppure, potrei leccare lui, sussurr, sfiorandomi lorecchio
con la lingua. Gli  piaciuto cos tanto, lultima volta...
Una rabbia nera mi assal e la luce nel salone esplose.
Evan mi tenne stretta e si chin su di me. Sstt... mormor tra i miei capelli. Non darle retta.
Respira.
La sua voce riusc a calmarmi e a impedire che loscurit mi soffocasse.
Gli occhi di Devina erano fissi nei miei, sulle labbra laccenno di un sorriso.
Vorrei trasformarmi adesso solo per farti a pezzi, la minacciai.
Vedremo, chi vorrai fare a pezzi, quando sarai una di noi. Scommetto che io sar la tua
migliore amica. Devina lanci unocchiata furba a Evan. Tu che ruolo giocherai, invece, Evan?
Adesso basta, Devina! la ammon Ginevra. Questo non  un gioco. Mettitelo in testa!
Comunque vada, io non giocher mai dalla tua parte, questo  certo, le rispose Evan,
sprezzante.
Devina alz le spalle, fingendo di non dar peso alle sue parole. Ma era stato uno scontro duro,
ed Evan ne era uscito ferito. Gli presi la mano e lui forz un sorriso. Sapevo che ci che pi temeva
della trasformazione era la possibilit che io potessi odiarlo. Ma questo non sarebbe mai potuto
succedere... O forse s?
Non ne ero pi tanto sicura.
9
PERICOLOSA NOSTALGIA
Dopo che Sopha ci aveva lasciato, Simon ed Evan avevano ricevuto un ordine di esecuzione ed
erano andati in missione, mentre Ginevra era scesa a controllare i prigionieri insieme alle altre Streghe,
per assicurarsi che nessuno di loro tentasse il suicidio. Distesa sul divano, io accarezzavo distrattamente
Iron, con un braccio sollevato a coprirmi gli occhi. La grande gabbia era ancora l, al centro del salone.
Era davvero strano trovarmi l da sola al suo cospetto. Emanava una strana energia, come se non fosse
un semplice oggetto, ma una presenza viva.
Sentii uno sguardo puntato su di me e aprii gli occhi. Una grossa pantera appoggi il muso sul
mio cuscino, emettendo un brontolio basso e vibrante. Sorrisi. Era Anya. I suoi occhi verde giada mi
fissarono, a un palmo dai miei. Avvicinai la testa e lei la sfreg contro la mia, facendo le fusa. Solo un
anno prima, avrei preso per pazzo chiunque mi avesse raccontato una cosa del genere. Invece ero faccia
a faccia con una grossa pantera... E le volevo cos bene. Nellultimo periodo, il mio legame con Anya si
era rinforzato, grazie anche alla convivenza. Mi sembrava di conoscerla da sempre. Lei spost Iron con
il muso e si accoccol ai piedi del divano, di guardia, sebbene fosse una misura di sicurezza non
necessaria. I Deva gemelli erano scappati, ma non mi avrebbero attaccata in casa nostra. Fissai a lungo
la gabbia, attratta dal suo potere. Come poteva un semplice oggetto essere cos potente da fermare due
immortali? Senza accorgermene, mi ero avvicinata, spinta dallimpulso di toccarla. Sentivo il potere di
Sopha fluire attraverso il Carbonado e ne ero attratta. Irrimediabilmente attratta.
Alzai una mano per toccarla e le dita tracciarono i motivi delle sbarre con cautela. Sentivo il
sangue scorrermi sotto pelle. Respirai, sopraffatta dallintensit di quellenergia. Mi piaceva, quella
sensazione. Mi sentivo forte. Dun tratto, la pietra nera prese vita, muovendosi al mio tocco come
serpenti in una danza oscura. La porta della gabbia si apr e io trattenni il respiro, impaziente di entrare.
Che stai facendo? Ginevra fece irruzione nella stanza e io mi allontanai di un passo.
Niente, replicai, sulla difensiva. Stavo solo ammirando la gabbia.
Ginevra sincup e lanci unocchiata alla pantera, comunicando segretamente con lei.
Sar meglio renderla inoffensiva, mormor infine tra s. Sai, potrebbe essere pericolosa
per... Evan e Simon. Non so che potere possa avere su di lei.
Non mentire, Gwen. Ti ho sentito, laccusai.
I tuoi poteri stanno diventando pi forti.
 inevitabile, con tutte queste Streghe intorno.
Ginevra chiuse la mano attorno a un pezzo di Carbonado e la gabbia si richiuse, riducendosi a
un prisma di diamante nero.
Come avverr? le domandai di punto in bianco. Non avevo bisogno di aggiungere altro
perch lei capisse che mi riferivo alla trasformazione. Dovr... morire?
Anya si alz dal divano e ci lasci sole.
Ginevra sorrise. No, Gemma. Questo non succeder. La seguii per le scale, fino alla sua
stanza. Il nostro corpo non muore come quello di un Sotterraneo. Si trasforma. Sar una rinascita. Il
veleno scorrer nelle tue vene, rendendolo pi forte. Invincibile. Avrai il pieno potere di te stessa e dei
tuoi sensi. E questa energia che adesso ti domina sar parte di te. Sarai tu a dominarla.
Mi sedetti sul suo letto. E gli altri noteranno qualcosa di diverso? I miei genitori, Peter... Non
volevo che la trasformazione mi togliesse la mia vecchia vita e le persone cui tenevo.
Ti vedranno tutti sotto una nuova luce. Nessuno riuscir pi a dirti di no. Il tuo fascino li
ammalier. Esistono quattro tipi diversi di feromoni e le Streghe li controllano tutti. Avrai influenza sui
mortali... E su tutti i Sotterranei.
Ecco ci che pi mi turbava.
Gwen, credi che lamore tra me ed Evan sia corrotto dal potere? Era chiaro. La selvaggia
attrazione che avevo provato per Evan la prima volta aveva una spiegazione ben precisa. Solo che
ancora non lo sapevo.
Il sentimento che Evan nutre per te  puro, Gemma. Non vi siete innamorati per via della tua
natura. Non ho mai avuto dubbi, su questo. E non dovresti averne neanche tu.
Quando Evan era allInferno, Devina aveva cercato di convincerlo che fosse cos.
Devina voleva solo allontanarlo da te,  sempre stato questo il suo scopo, ma non c mai
riuscita. Il legame tra voi non dipende da ci che c in te o avresti provato lo stesso anche per Simon...
o per Drake. E lo stesso vale anche per lui. Evan si  innamorato della tua anima. Io lho visto. Si 
perso nellattimo in cui si  accorto che tu eri in grado di vederlo. Lunica colpa che ha il tuo potere 
di avervi dato la possibilit di conoscervi.
Annuii, grata per le sue parole. Ti  mai mancato dormire?
Scherzi? Ci sono cos tante cose da fare o da imparare, che non riesco a immaginare di
sprecare met della mia vita a non fare niente.
Dormire non  fare niente. Sbuffai e lei mi fece locchiolino. Cosaltro cambier con la
trasformazione?
Ti mostro una cosa che ti piacer. Ginevra alz la mano e un libro vol sul suo palmo. Lo
guard e si apr di scatto, mentre le pagine iniziavano a scorrere velocemente davanti ai suoi occhi, che
ora scintillavano di verde. Il libro si chiuse e lei mi sorrise. Chiedimi di cosa parla.
La guardai, a bocca aperta. Non vorrai dirmi che...
Lei annu. Aveva letto lintero libro in pochi secondi!
Ho sempre desiderato farlo!
Mi guard con affetto, poi torn seria, rispondendo finalmente alla mia domanda:
Cambieranno molte cose, con la trasformazione. La tua pelle diverr impenetrabile. Niente potr
scalfirti, niente di umano. I tuoi sensi si acuiranno, sentirai pi odori, pi suoni, pi sapori. Avrai un
rapporto molto forte con il cibo.
Pi di adesso?
Non ci giurerei, in effetti. Rise. Tuttavia, qualsiasi sostanza introdurrai nel tuo corpo dopo la
trasformazione verr bruciata dal veleno nel tuo sangue. Ginevra mi fiss. E poi ci saranno i poteri,
ovviamente. E i tuoi occhi...
Cosa succeder ai miei occhi?
Saranno sempre gli stessi, ma ci sar come un luccichio cui nessuno sapr resistere. E, ogni
volta che il potere scorrer dentro di te, le tue pupille si allungheranno, mostrando le anime animali che
regnano in te. La pantera e il tuo Dakor.
Quando il potere dominava le Streghe, i loro occhi brillavano di energia, come metallo fuso,
mentre le iridi prendevano la forma minacciosa di quelle di una pantera o quella letale dei serpenti
velenosi. Anche i miei occhi si sarebbero trasformati cos. Pensarci mi metteva i brividi. Eppure una
parte di me ne era segretamente eccitata.
Parlami dei poteri. Chiss come sarebbe poter leggere la mente di chiunque, in qualunque
momento, pensai.
Non  sempre bello sapere ci che pensa la gente. A volte pu essere frustrante.
Non lo credi davvero.
S, invece. Tu non hai idea di cosa voglia dire. Sentire ogni pensiero, conoscere ogni emozione
di chi ti sta intorno, anche quelle delle persone cui tieni veramente.
Credevo che fosse la parte pi divertente.
No che non lo . Tutti hanno qualcosa che vorrebbero tenere per s, anche solo per
gentilezza. A Ginevra sfugg un sorriso amaro. Ma con me intorno nessuno pu farlo. Quando litighi
con qualcuno, puoi decidere di tenere per te delle cattiverie, i pensieri invece non si possono moderare.
E a volte vorresti non sentirli, perch feriscono pi delle parole, puntando dritto al cuore. Sospir e si
sedette al mio fianco. Non ti mentir, Gemma. Non voglio dirti che essere quello che sono non mi
piace, che dovresti stare alla larga dal mio mondo e rinnegare la tua natura perch non  quello che
provo. Il mio legame con te  forte e, se ci fosse davvero la possibilit che tu ti trasformassi senza
lasciarci, allora io non potrei essere pi felice. Ma non voglio perderti, Gemma, e il rischio  molto
alto. I poteri e tutto il resto sono qualcosa di straordinario, ma c anche un lato oscuro con cui dovrai
fare i conti. Le Streghe sono creature ammaliatrici che risvegliano il male in ogni uomo sulla Terra.
Tutti, prima o poi, ricevono la loro Tentazione. E le Streghe sono in agguato, pronte a insinuarsi nella
coscienza. Instillano i dubbi, alimentano le incertezze, tirano fuori il lato pi oscuro di ognuno. Sono
corruttrici di anime. Alcuni, i pi deboli, non riescono a resistere e loro se li lavorano lentamente. Altri,
quelli gi troppo corrotti, li prendono subito.
Pensavo che fossero i Msala a stabilire il tempo per ogni mortale. Anche le Streghe agiscono
per conto della morte?
Certamente. Se unanima  corrotta, non le viene affidato nessun Sotterraneo. Le Streghe
decideranno come e quando occuparsi di lei e morir per mano loro. La morte ha due facce. I
Sotterranei portano con s la Morte Bianca. Le Streghe, sono la Morte Nera. La differenza  che per i
Figli di Eva uccidere e far trapassare le anime  un dovere, per le Streghe  un piacere. Gemma, non
devi farti abbagliare dal desiderio dei poteri, anche se so che  difficile. Non vorrei mai essere una
persona normale, lo confesso, ma solo perch io ho gi vinto la mia battaglia contro loscurit. Per me,
il peggio  passato, ma tu dovrai affrontare molte sfide. E io rinuncerei persino ai miei poteri, se questo
bastasse a redimerti.
Oh, Gwen... La abbracciai di slancio e una lacrima mi solc il viso.
Ginevra la asciug sulla mia guancia e mi baci con affetto sulle labbra. Un calore confortante
mi vibr nel cuore. Non era stato un bacio come quello di Sopha, di possesso e carico di eros. Era stato
un bacio damore. Non permetter che facciano del male a te o al bambino.
Grazie. Anche se non mi sono ancora trasformata, sei una vera Sorella per me. Tu, Evan e
Simon siete tutto il mio mondo.
Ehi, non dimenticarti del bambino. Ginevra mi sfior il ventre e io sorrisi, tra le lacrime.
Lui  parte di me, non potrei mai farlo. Il pensiero del bambino ne richiam alla mente uno
pi inquietante. Come faremo a catturare i Deva gemelli? domandai. Che poteri hanno?
Avevamo qualche sospetto, dopo il tuo attacco, ma Devina lo ha confermato. Tutti i
Sotterranei, come sai, hanno poteri utili per il trapasso delle anime mortali o per provocare la morte
naturale dei loro corpi. I gemelli hanno un potere paralizzante. Uno di loro agisce sui muscoli del
corpo. Laltro controlla la circolazione. In genere, ne basta uno solo per portare a termine una
missione.
Ma per me hanno mandato entrambi, lanticipai, e lei annu, cupa. Adesso era pi chiaro.
Uno di loro aveva bloccato ogni mio muscolo, mentre laltro agiva sul sistema circolatorio.
Avevo sanguinato dal naso e dalle orecchie. Quando Evan mi aveva guarito, una volta a casa, era stato
particolarmente attento a controllare se avessero provocato danni agli organi interni.
Li prenderemo, mi rassicur Ginevra. Penseremo a qualcosa domani. Adesso per devi
riposare. Qui sei al sicuro, la casa  protetta. Tieni. Allung una mano e mise qualcosa nel mio palmo.
Puoi tenerlo tu, se pu farti stare pi tranquilla.
Aprii il pugno e fissai il diamante nero, sorpresa. Grazie. Anche se mi sento gi al sicuro, con
tutti voi.
Rimani qui nella mia stanza, se preferisci, io far uno spuntino. Tutta questa agitazione mi
mette fame. Vuoi che ti porti qualcosa?
Sorrisi. Per Ginevra ogni scusa era buona per mangiare e io stavo diventando sempre pi uguale
a lei. Sono a posto, grazie.
Se cambi idea... Ginevra mi fece locchiolino e usc dalla stanza.
Mi alzai dal letto: preferivo riposare nella camera di Evan, dove avrei potuto sentire il suo
profumo.
Uscii in corridoio e quasi gridai dallo spavento, quando una pantera mi piomb davanti con un
salto. Una macchia rossa spiccava sulla sua zampa destra. Devina.
Ehi, pel di carota. Usa le scale, la prossima volta.
Lei rugg, mostrandomi le zanne, il suono acuto che si ripercuoteva sulle pareti.
Le diedi le spalle e mi incamminai verso la stanza di Evan. Mi faceva orrore pensare che, se mi
fossi trasformata, la mia mente sarebbe stata collegata a quella di Devina. Non volevo leggere i suoi
pensieri. Se cera una persona che pi odiavo al mondo, era lei. Nemmeno Sopha suscitava in me un
odio cos profondo.
Abbassai la maniglia della camera, ma poi fui assalita da una strana nostalgia. Erano mesi che
non rileggevo Jane Eyre e, in quello stato di tensione, mi confortava il pensiero di potermi rifugiare tra
le sue vecchie pagine. Ai margini, cerano ancora le note di quando la mia vita era normale e Streghe,
Paradiso e Inferno esistevano solo nei romanzi.
Proseguii. Mi mancava il mio Rochester, soprattutto ora che Evan era andato via. Salii la stretta
scala a pioli che conduceva in soffitta, dove Evan aveva riposto tutte le cose che avevo portato via dalla
casa dei miei genitori. Chiss quando sarebbe tornato dalla sua missione... Per quante cotte avessi avuto
nella mia carriera di avida lettrice, nessun book boyfriend era allaltezza di Evan, per me.
Con un piccolo sforzo, sollevai la botola di legno e mi tirai su, accendendo subito la piccola
luce gialla al centro della stanza. Una folata di vento si insinu dalla finestra tonda. Rabbrividii e corsi
a chiudere lobl. Fuori era buio e aveva preso a nevicare. Mi sfregai le braccia per il freddo ed
esaminai gli scatoloni. Avevo un sacco di roba, l dentro! Chiusi gli occhi e mi lasciai avvolgere
dallodore dei libri, di carta, dinchiostro... lodore di storie. Il profumo pi bello del mondo. Cercai in
alcune scatole, rivivendo con un sorriso i ricordi che suscitavano in me le copertine di quei vecchi
volumi.
Qualcosa si mosse alle mie spalle.
Mi girai di scatto, con il cuore in gola... ma la stanza era deserta e sorprendentemente
inquietante. Riempii i polmoni di coraggio. Non avevo di che preoccuparmi. Tornai a frugare e
finalmente trovai il vecchio libro di Charlotte Bront, ma un rumore improvviso mi fece trasalire. Mi
alzi di scatto. Qualcosa si muoveva, nellangolo. Una scatola. Lottai contro listinto di scappare e
allungai una mano per vedere cosa nascondeva.
Uno scoiattolo grigio squitt, spaventato, e io lasciai andare il respiro che avevo trattenuto. E tu
cosa ci fai quass?
Lo scoiattolo si nascose nellangolo, grattando la parete come se avesse potuto scavare un buco.
Allungai una mano per prenderlo e la finestra si apr di colpo, facendo entrare una folata di neve.
Ahi! Lo scoiattolo mi morse e io ritrassi la mano. Ehi, si pu sapere che ti ho fatto?
esclamai, irritata.
Il vento muoveva il filo della lampadina, illuminandogli il muso a tratti.
Ci riprovai, addolcendo la voce: Vieni qui, non ti faccio niente, sai? Lo presi in mano e
scoprii che tremava. Non avere paura, piccolino. Sai che da bambina mi chiamavano scricciolo?
Okay, lo fanno anche adesso, anche se non lo sopporto. Gli accarezzai la testa e qualcosa mi bagn le
dita. Mi fissai la mano tremante e sgranai gli occhi. Era sangue. Non era il dito che mi aveva morso, ce
nera troppo. Era lo scoiattolo, che sanguinava dalle orecchie; aveva il pelo grigio imbrattato di rosso.
Trattenni un conato di vomito, mentre lo scoiattolo squittiva di dolore. Un terribile sospetto mi invest.
La luce lampeggi e si spense.
Mi voltai di scatto e il bambino della morte mi fiss, gli occhi di ghiaccio che brillavano
nelloscurit.
Con un urlo, gli lanciai addosso lo scoiattolo e scappai via, ma il gemello si materializz di
fronte a me, bloccandomi la strada.
Giochiamo a chi corre pi veloce? domand. La sua voce era quella di un demone.
Afferrai il diamante nero dalla tasca e lo infilzai sulla spalla del Deva dietro di me, cogliendolo
di sorpresa. Lui grid di dolore, un urlo disumano che mi fece accapponare la pelle, e cadde a terra.
Guard il sangue colare dalla ferita e ne sembr scioccato. Fiss i suoi occhi carichi dodio su di me,
mentre si sfilava il prisma appuntito dalla carne. Il fratello tese una mano verso di me e io caddi in
ginocchio, paralizzata. Lottai per muovere i muscoli, ma invano. Il Deva ferito scagli via la pietra nera
e rise nelloscurit. Una goccia di sangue mi col dal naso, ma in quellistante un ruggito fece tremare
le pareti della stanza e una pantera si abbatt sul Deva che mi aveva paralizzato i muscoli.
Gemma! Ginevra accorse nella stanza insieme ad altre due pantere e in pochi istanti laria si
riemp dei loro ruggiti. Non avevo abbastanza forze per potermi muovere, sebbene i due gemelli
avessero mollato la presa. Uno di loro lottava a terra contro una pantera. Il Deva ferito, invece, tent la
fuga, ma Ginevra lo blocc. Attir il cristallo nero con la magia e lo scagli ai suoi piedi. Lui fiss la
pietra, smarrito. Cera paura nei suoi occhi, forse per la prima volta in tutta la sua esistenza. Il
Carbonado prese vita, allungandosi intorno ai Deva... e a me. La pantera salt fuori con un balzo, prima
che la gabbia si chiudesse.
Uno dei gemelli prov a scappare, ma le pantere ringhiarono, facendolo indietreggiare.
Gemma! Fuori di l! Subito! url Ginevra, agitata.
Ma io non mi mossi. E la gabbia si sigill... Con me al suo interno.
10
IL RICHIAMO DELLOMBRA
Sapevo di non essere pi vittima del potere dei Deva, che come me erano prigionieri della
gabbia, eppure sentivo una strana forza dentro di me. Sdraiata a terra, coi capelli spettinati che mi
coprivano il volto, cercavo di capire di che cosa si trattasse, quando si sent un basso ringhio e i due
gemelli indietreggiarono. Io nascosi un sorriso, perch quel suono era venuto da me.
E mi piaceva.
Che cazzo... esclam Simon, ma io lo sentii appena.
Volevo solo concentrarmi su me stessa.
 lenergia del Carbonado. Ha risvegliato il male dentro di lei.
Li sentivo, li sentivo tutti. Era come se fossi dappertutto. Stavano trattenendo il respiro.
Sollevai lentamente gli occhi sui Deva e il terrore si dipinse sui loro volti di bambino. Loro non
avevano pi nessun potere, dentro la gabbia. Io, invece, mi sentivo invincibile. Camminai lentamente e
uno dei gemelli prov ad attaccarmi, ma fu scagliato via prima ancora di sfiorarmi. Ero stata io.
Sentivo il potere fluire in me come lava nera. Bruciava, ma mi rendeva pi forte.
Gemma, che stai facendo? Vieni via da l! url Ginevra. Apr la gabbia e prov ad attirarmi a
s con la magia, ma io la bloccai e le sbarre si richiusero sbattendo.
Vattene! Andatevene via tutti! urlai. Non volevo uscire. Non volevo rinunciare a quella
sensazione. A quel potere. Quel potere era irrinunciabile. Quel potere mi saziava.
Qualcuno url e io mi girai di scatto. Era Anya, che adesso si copriva la bocca con le mani.
Inclinai la testa perch dun tratto la vedevo a testa in gi. Con un salto piombai a terra. Senza
accorgermene, mi ero ritrovata carponi sul soffitto della prigione.
La porta della cella si apr e qualcuno piomb dentro, afferrandomi per la vita.
No! NO! urlai, e la mia voce sembrava provenire dallInferno. Mi sentii trascinare via contro
la mia volont. Mi aggrappai alla gabbia con tutte le mie forze, strappando un grido di dolore al mio
rapitore, ma io continuai a scalciare e a oppormi.
Evan, tirala fuori!
Udii un grugnito di sforzo e poi caddi su qualcuno.
Sentii il mio corpo tremare, delle mani mi strinsero il viso. Incrociai gli occhi di Evan... E poi
pi niente.
Si sta svegliando.
Battei le palpebre e aprii lentamente gli occhi.
Una piccola folla era china su di me. Cerano Sotterranei e Streghe, ma Ginevra invit tutti ad
allontanarsi, per lasciarmi respirare.
Evan... mormorai. Provai a sollevarmi, anche se mi sentivo senza forze.
Bene, sbuff Simon, irritato, cos pu spiegarci che cazzo  successo!
Evan si raddrizz e fronteggi il fratello. Si pu sapere che ti prende?
Faremmo bene a chiamare un esorcista. Questa non  roba per noi, sibil Simon con voce
dura.
Sgranai gli occhi, ferita nel profondo.
Simon! lo rimprover Ginevra. Adesso smettila. Calmatevi, tutti e due.
Simon si pass una mano sulla faccia. Hai ragione. Non so nemmeno perch lho detto.
Scusami, Gemma, non lho mai pensato.
Guardai per caso la mia immagine riflessa e persi un battito. I miei occhi... erano
completamente neri, senza sclera.  colpa mia, mormorai con un filo di voce.
Evan si chin subito su di me. Che stai dicendo, no... Niente di tutto questo  colpa tua.
S, invece. Simon ha reagito cos per colpa mia. Vero, Gwen?
 probabile, ammise, rammaricata.
Io invece sapevo che era cos, avevo sentito il male in me allungarsi fino a Simon. Avevo
provato a fermarlo, ma non cero riuscita. Aveva detto quelle cattiverie perch io avevo generato in lui
unenergia negativa. Era questo che mi aspettava? Non bastava che il male oscurasse la mia vita?
Doveva prendersi anche quella di chi amavo? Non volevo trascinare con me tutti gli altri.
Il bacio di Sopha deve aver risvegliato il tuo potere. E la gabbia lo ha tirato fuori.
Quella maledetta! rugg Evan.
Le pantere ringhiarono, avanzando minacciose.
Basta! le ferm Ginevra. Non siete qui per litigare.
Non pu permettersi di insultare lImperatrice davanti a noi.
Allora andatevene. Se rimanete qui per litigare non siete di alcun aiuto.
Deglutii, sconfortata. Avevo sentito Ginevra conversare con Devina nelle sue sembianze di
pantera. Stava gi succedendo. Ogni giorno ero pi vicina alla trasformazione.
Le pantere uscirono, irritate, chiudendosi dietro la porta che conduceva alle segrete.
Lasciai cadere la testa allindietro e respirai a fondo. Mi dispiace, Simon. Non volevo
influenzarti.
Non  colpa tua, mi rassicur.
Lui era tornato dalla missione appena in tempo per vedere Evan che mi trascinava fuori dalla
gabbia.
Ditemi cos successo, chiesi.
I gemelli ti avevano paralizzata, noi siamo riusciti a fermarli e a lanciargli addosso il
frammento di Carbonado, che si  ritrasfomato in gabbia, imprigionando anche te al suo interno, mi
raccont Ginevra. Quando hanno perso i loro poteri tu non sei uscita. Abbiamo provato a tirarti fuori
con la magia, ma tu ci hai contrastate. Hai persino ferito Devina.
Sgranai gli occhi. Me lo ricordo. Adesso ricordo tutto. Sono stata io a fare quelle cose.
Non eri in te. Eri posseduta, Gemma. Posseduta dalle tenebre. Persino io non avevo mai visto
una cosa del genere. La tua voce era... diversa. Hai messo fuori gioco i due gemelli. Li hai appesi a
testa in gi dentro la gabbia e per poco non li uccidevi. Per fortuna  arrivato Evan.
Evan. Ricordavo i suoi grugniti di dolore mentre cercava di trascinarmi via. Sei ferito!
esclamai, prendendogli la mano.
Lui me la strinse forte. Non  niente. Ci che conta  che tu sia al sicuro, adesso.
Non  vero. Hai rischiato di morire per colpa mia! Potevi morire!
Potevo perderti, che  peggio.
Se tu ti fossi tagliato col diamante nero, io...
Ma non  successo, mi interruppe, sprofondando gli occhi nei miei.
Come hai fatto a tirarmi via?
Nemmeno noi Streghe ci siamo riuscite con la magia, mi confess Ginevra. Evan  tornato
dalla missione e, quando ti ha vista l,  entrato nella gabbia senza pensarci. Non aveva i suoi poteri, l
dentro, ha dovuto caricarti sulle spalle contro la tua volont, ma le sbarre intrise di veleno gli hanno
lasciato delle bruciature, quando tu hai cercato di fermarlo.
Gin, perch le dici questo?
 necessario che lei sappia. Non devono esserci segreti, tra noi.
Mi coprii il viso con le mani. Perdonami, Evan.
 tutto okay. Andr tutto bene, te lo prometto.
 questo che mi succeder, Gwen?
No, rispose Anya, lunica Sorella a essere rimasta nella stanza. Sono le tenebre intrappolate
dentro di te a possederti. Quando accetterai la trasformazione, le libererai. Le dominerai.
Ho visto i miei occhi allo specchio. Rabbrividii, al ricordo di quei grandi pozzi neri che mi
fissavano. Sembravo posseduta dal demonio.
Lo eri. Solo che quel demonio fa parte di te.
Non sono come i vostri. Perch?
Per lo stesso motivo, suppongo. Stavolta fu Ginevra a parlare: Non hai ancora affrontato la
trasformazione. Quello che ti sta accadendo  nuovo anche per noi. La tua vicinanza con il nostro
mondo ha iniziato il processo prima del tempo. Sar il veleno del tuo Dakor a completarlo, quando
Sopha lo battezzer. A quel punto, i tuoi occhi saranno i suoi occhi e avrete un solo battito. Per
questo avevo letto la paura sul volto di Anya.
Una lacrima mi scivol sul viso. Evan, come fai a... Non trovavo le parole. Io stessa mi ero
spaventata quando avevo visto la mia immagine riflessa.
Non era la prima volta che ti vedevo cos.
Cosa stai dicendo? domandai, sconvolta.
Avevo gi visto loscurit nei tuoi occhi, mi confess.
Succede ogni volta che il potere ti richiama a s, continu Ginevra.
Perch non mi avete detto niente?
Non cera motivo di spaventarti, sinser Simon.
E cos avete lasciato che uscissi tra la gente, rischiando di farmi vedere?! urlai. Volete forse
rovinarmi la vita?! Come avete potuto farmi questo?!
Evan mi prese il viso tra le mani e i suoi occhi si concentrarono sui miei. Quando li guardai,
cos profondi e intensi, un nodo mi strinse la gola. Stavo per perdere di nuovo il controllo. Come
poteva succedere cos in fretta?
Un fiume di lacrime mi riemp gli occhi e io lo lasciai scorrere. Scusami, singhiozzai. Come
puoi stare ancora insieme a me? Dovreste rinchiudere anche me in una gabbia. Sono un mostro!
Tutti quanti uscirono dalla stanza, lasciandomi sola con Evan.
Non dire cos, sussurr. Intrecci le dita alle mie e i nostri tatuaggi si unirono, formando
linfinito. Ricordi? Stare insieme. Combattere insieme. Non rinuncer mai a te.
Mi aggrappai a lui, incapace di trattenere i singhiozzi, e lui mi strinse a s, finch non mi
addormentai.
La riva del lago risplendeva di riflessi ambrati. Il sole stava tramontando, baciandone la
superficie. Come un dolce addio.
Evan usc dal lago, bello come un dio.
Goccioline dacqua risplendevano sulla sua pelle dorata. Il marchio dei Figli di Eva spiccava sul
suo avambraccio sinistro. Lo invitai ad avvicinarsi, muovendo lindice, sulle mie labbra un sorriso
seducente.
Evan appoggi i palmi sulla sabbia e inchiod gli occhi nei miei. Le sue labbra bagnate
sfiorarono le mie, spronandomi ad aprirle. Lo accontentai e le nostre lingue si sfiorarono. Continuando
a baciarmi, lui si fece largo tra le mie gambe, spingendo la sua erezione contro di me, e io mi incendiai
di desiderio. Lo presi per le spalle e, con un agile gesto, lo feci cadere a terra. Poi mi misi a cavalcioni
su di lui, fissandolo con sguardo provocante. Lui mi afferr le natiche, per tenermi stretta a s, ma io gli
bloccai le mani sulla sabbia. Avvicinai la bocca alla sua, senza sfiorarla, assaporando la sua brama di
me. Mi piaceva provocarlo. La mia mano scivol sul suo braccio. Toccai le venature sui suoi muscoli
in tensione, le unghie artigliate sul tatuaggio dei Sotterranei. Muovendomi con lentezza, gli passai la
lingua sulle labbra e lui non riusc pi a trattenersi. Gemette di piacere e mi afferr il labbro inferiore
tra i denti, con dolcezza. Mi sentivo cos eccitata. Lo volevo. Lo volevo dentro di me. Volevo sentire
che era mio.
Posso unirmi anchio alla festa?
Sollevai la testa di scatto. Evan usc dalla casa sul lago e mi venne incontro con un sorrisetto
impertinente sulla faccia.
Se lui era l, con chi stavo...
Guardai lEvan sdraiato sotto di me: mi stava ancora sorridendo, ma inizi a svanire come una
nuvola di fumo.
Il vero Evan si sedette al mio fianco e io mi sistemai i capelli, incapace di affrontare i suoi occhi
furbi. Dunque  questo che sogni quando non ci sono. Sorrise.
Io sentii le guance in fiamme. Era un sogno. E lui aveva visto tutto. Eri molto meglio senza
maglietta.
Posso sempre toglierla, mi provoc.
Sai, non dovresti spiare i miei sogni cos, lo rimproverai, imbarazzata. E poi, perch ci hai
messo tanto ad arrivare? Voglio dire, quando io amoreggiavo con laltro te.
Ti eri addormentata, ti ho presa tra le braccia e ti ho portata a letto. Tu non hai perso tempo,
per. Sollev un sopracciglio. E, per la cronaca, non ti stavo spiando. Sono venuto a trovarti e tu eri
con quello l. Se vuoi posso andarmene, cos vi lascio soli. Ho visto come lo seducevi. Forse dovrei
esserne geloso...
Quello l eri tu. O meglio, balbettai, eri tu, secondo la mia immaginazione.
Evan sfoder un sorriso sexy. Io sono davvero qui, adesso. Che ne dici se riprendiamo da dove
vi ho interrotti? propose, con voce provocante.
Risi e lo colpii alla spalla. Smettila di prendermi in giro!
Ero serio! protest Evan.
Ma io ero ancora troppo imbarazzata, per prendere in considerazione la sua proposta.
Quando Evan irrompeva nei miei sogni, il confine tra realt e finzione si spezzava e tutto
diveniva possibile. Solo che lui riusciva a leggere ogni mia emozione o stato danimo, cos non solo
aveva visto il mio tentativo di sedurlo sulla spiaggia, ma doveva aver percepito anche il mio bisogno
disperato di lui, di averlo dentro di me. Arrossii di nuovo.
E cos, sto sognando, dissi, per spezzare la tensione. Almeno adesso lo so.
Ora per non scappare via, mi intim Evan, sorridendo. Lultima volta in cui mi aveva resa
consapevole che eravamo in sogno, ne avevo approfittato per giocare un po con lui, nascondendomi
dietro le porte della mia mente, ma lui mi aveva trovata. Come sempre.
Non scapperei mai via da te, gli sussurrai.
Evan si rabbui improvvisamente. Vorrei poterlo credere.
Stranamente, sebbene fosse lui il custode dei sogni, io ero sempre stata in grado di leggere
lanima di Evan quasi quanto lui faceva con la mia. Forse era un altro dei segreti legati alla mia natura
di Strega, chiss. Ci che sapevo con certezza era che Evan aveva paura e, in quel momento, io riuscivo
a leggerla. Sai, c una cosa che mi manca molto e che sono sicura mi mancher per sempre.
Cosa? mi domand, girandosi a guardarmi.
Io invece continuai a fissare lacqua dritto davanti a me. Il Paradiso. Inspirai a fondo,
lasciandomi riscaldare il cuore dal mio unico ricordo dellEden. Era stato un viaggio incredibile, pieno
di sensazioni confortanti. Non mi ero mai sentita come in quel posto: completa e in pace. Un dono
meraviglioso che Evan aveva voluto farmi perch fossi parte del suo mondo. Allora non sapeva ancora
che dentro di me covava il male, e la mia presenza l ci aveva fatti scoprire ed Evan ne aveva pagato il
prezzo. Io ero una Strega, il mio mondo, presto, sarebbe stato lInferno. Non cera posto per me in
Paradiso. E il desiderio di poterlo raggiungere faceva parte della nostra punizione. Mia e delle mie
Sorelle.
Evan mi strinse la mano, accarezzandomi il palmo con il pollice. Possiamo ancora andarci.
Mi girai di scatto verso di lui. Che stava dicendo? Certo, se vogliamo scatenare le forze del
cielo contro di noi. Sorrisi. Pi di quanto non lo siano gi, ovviamente.
Evan per rimase serio. Vieni con me.
Che fai? Fermati,  una pazzia!
Lui mi prese le mani e appoggi la fronte alla mia, regalandomi un sorriso. Non scateneremo
nessuna forza celeste. Fidati di me.
Ricambiai il sorriso e annuii. Il mondo tutto intorno a noi si trasform e scomparve.
11
LA POESIA DEL CIELO
Evan, dove siamo?
Mi guardai intorno, rimanendo senza fiato. Le immagini familiari del nostro piccolo lago erano
scomparse e di fronte a noi sembrava estendersi un paesaggio infinito. Eravamo in alto, su un monte
ricoperto di bianco. La notte celava loceano, ma il suo canto giungeva fino a noi.
Che posto  questo? insistetti, mentre lui assaporava le infinite sensazioni che mi riempivano.
Siamo in Norvegia, replic infine, lanciandomi unocchiata indagatrice.
In Norvegia? Mi hai portata in Norvegia?! esclamai, incredula.
Be, tecnicamente sei tu che mi hai portato qui, visto che siamo nel tuo sogno, scherz Evan,
ma poi torn serio.  il posto pi vicino al Paradiso che ci sia sulla Terra. Guarda.
Distolsi lo sguardo da lui e i miei occhi si riempirono della magia che illuminava il cielo. Oh,
mio Dio... mormorai.
Sopra di noi, laurora boreale disegnava scie di colori che danzavano nella notte nera, come un
fascio di speranza che squarciava loscurit. Un sipario che si alzava su uno spettacolo di luci messo in
atto solo per noi, come fosse una poesia recitata dal cielo.
La chiamano la danza delle luci del Nord. Ho sempre voluto portarti qui, mi confess Evan.
Non  meraviglioso?
Divino, replicai, perch non esistevano altre parole per descriverlo.
Evan sorrise, compiaciuto. Ai Sotterranei piace molto venire qui. Tutte le leggende su di noi
sono nate in Norvegia. La gente non pu vederci, ovviamente, tuttavia qualcuno con i sensi un po pi
acuti riesce a percepire la nostra presenza.  un po un modo per alleviare la condanna che grava su di
noi. Non  il Paradiso, ma possiamo fingere che lo sia. E, anche se non ci sono le anime che abbiamo
accompagnato, qui possiamo almeno incontrarci noi Sotterranei. Evan rise. Una bugia che mi piace
raccontarmi.
Gli presi la mano e la strinsi forte, tornando a fissare il cielo. Hai ragione. Non  il Paradiso. 
molto di pi perch qui siamo insieme. Grazie per avermelo mostrato.
Evan si avvicin e le sue labbra mi sfiorarono lorecchio. Potrebbe essere il nostro Paradiso,
sussurr, e un brivido mi solletic la nuca.
Ti amo, Evan. Ti amo come non ho mai amato nessuno. Appoggiai la fronte alla sua e lui
chiuse gli occhi.
Dillo ancora.
Ti amo, sussurrai sulla sua bocca. Lo baciai e una lacrima bagn le nostre labbra.
Samam. Anchio. Evan mi scost i capelli dal viso lentamente, soffermandosi ad
accarezzarlo. Starti lontano  come avere un laccio doloroso stretto intorno al cuore: fa male, ma so
che tu ogni volta arriverai per allentarlo. Se io adesso ti perdessi, il laccio diverrebbe di spine e il mio
cuore sanguinerebbe allinfinito.
No, Evan. Scossi la testa, gli occhi pieni di lacrime.
Non ci sarebbe condanna peggiore, per me, che perderti.
Non mi perderai, gli assicurai.
Non puoi esserne sicura, Gemma. Hai visto cosa ti succede quando il potere ti controlla.
Solo perch non mi sono ancora trasformata. A quel punto sar io a controllarlo. Non ti
lascer, Evan. Non ti lascer mai.
Vorrei crederci, ma non ci riesco. Anche se tu non mi cancellassi, come farai a rinnegare
Sopha? Chi ti dice che ti lascer andare?
Il patto  che io mi trasformi. Non ho mai detto che avrei vissuto allInferno insieme a loro.
Una volta che il Legame si sar formato, niente per te sar pi importante.
Scossi la testa: ci che diceva era inaccettabile. Tu e il bambino siete tutto per me, lo capisci,
questo?
 cos adesso, ma il veleno ci canceller!
 impossibile. Nessuna forza potrebbe mai cancellarvi.
S, se tu non te ne ricorderai. Evan serr i pugni e grugn per la frustrazione. Gemma, ho
vissuto con Simon per tanto tempo e lo so bene. Ho visto molte volte cosa accade quando un ricordo
viene cancellato. Cuore e mente sono legati. Se un ricordo viene rimosso dalla mente, non rimane
traccia dellemozione cui  collegato. Ti stai solo illudendo.
Ginevra crede in me. Perch non puoi farlo anche tu? Lei ci  gi passata! Se Ginevra
pensava che potessi farcela, che potessi trasformarmi senza che la vecchia me venisse cancellata, allora
avevo una speranza. Non era solo unillusione. Sarei diventata Strega e io ed Evan avremmo vissuto
sulla Terra insieme al nostro bambino. Con Simon e Ginevra. Forse, un giorno, avremmo persino
trovato un modo per riportare indietro Drake e Stella e allora saremmo stati di nuovo una famiglia. Una
lacrima mi solc il viso, scivolando insieme al dubbio. E se la fiducia di Ginevra fosse stata annebbiata
dal suo desiderio di avermi come Sorella? No, non poteva essere. Anche lei mi avrebbe persa, in quel
caso. Non dovevo lasciare spazio ai dubbi o non ce lavrei fatta. Avrei rispettato il patto, ma avrei
imposto le mie regole.
Evan mi prese il viso tra le mani. Non deve per forza andare cos. Ti prego. Prendi almeno in
considerazione la mia proposta.
Cibarmi dellAmbrosia? gli domandai.
Lui annu.
Non capisci quanto sia rischioso per te? Non ti lascer a combattere ancora le mie battaglie.
Lultima volta, hai pagato un prezzo troppo alto. Sfiorai le sue spalle dove, sotto il tessuto, cerano
ancora i segni dellInferno. Lo avevano catturato e torturato, ancora e ancora. Non potevo permettere
che accadesse unaltra volta. Non sopportavo nemmeno lidea.
Non mi importa dei rischi, se so che sarai al sicuro. LAmbrosia canceller il male radicato in
te. Ti purificher.
Ma non puoi esserne certo, giusto? Nemmeno il tuo piano ci d la certezza che sfuggir alla
trasformazione. Potrebbe scatenare su di noi forze anche peggiori.
Come potrebbe andare peggio di cos?! si infuri Evan. Si pass le mani sulla faccia,
frustrato. Non voglio perderti.
Non accadr. Ti amer sempre, Evan.  inconcepibile che questo cambi. Nessun sortilegio mi
porter mai via da te. Fissai lo sguardo nel suo e lui deglut. Ho fatto una promessa e la manterr,
cos sar immortale e potremo stare insieme per sempre.
Evan si rifugi in un cupo silenzio, la mente popolata dai demoni che lo tormentavano. Da
quando aveva scoperto la mia natura, qualcosa in lui era cambiato. Non cera pi paura, nei suoi occhi,
quando si batteva contro gli altri soldati della morte. Era agguerrito e sicuro di s. Lunica cosa che lo
spaventava, adesso, era la trasformazione.
Sollevai la testa, attratta da un nuovo luccichio. In quel momento, il verde dellaurora si tinse di
rosso, come un oscuro presagio.
Evan fiss a lungo il cielo e la sua voce divenne un malinconico sussurro: Luce di sangue per
notturno cielo / splende da raggi lividi rincorsa / languono incerti sotto il roseo velo / i sette soli della
gelidorsa.
 bellissima, mormorai, gli occhi intrappolati nelle lingue di fuoco che squarciavano
loscurit. Uno spettacolo magnifico, ma allo stesso tempo spaventoso, come la seconda vita che mi era
stata concessa. Un destino che, prima o poi, si sarebbe tinto col colore del mio sangue, proprio come il
rosso di quella notte.
Lha scritta un poeta nel 1870, mi spieg Evan, per allontanare quei cupi pensieri dal mio
cuore. Laurora boreale rossa  la pi rara. Appare ogni dieci anni, a volte anche meno spesso. Il
colore dipende dai gas presenti nellatmosfera, dal loro stato elettrico e dallenergia delle particelle che
li colpiscono.
Cosa provoca il colore rosso?
Lossigeno molecolare. Quello atomico, invece,  responsabile del colore verde.
Il blu  il mio preferito, gli confessai. Perch mi ricorda i tuoi occhi.
Il blu non  raro come il rosso, ma neanche comune come il verde.  causato dallazoto.
Mi coprii il ventre con la mano e lui vi appoggi sopra la sua. Si sedette dietro di me e continu
ad abbracciarmi, mentre nel cielo archi e brillanti raggi di luce si muovevano come un grande foulard
che dipingeva la notte. Chiss di che colore saranno gli occhi del nostro bambino.
Evan... Intrecciai le dita alle sue. Avrei tanto voluto sapere cosa ne sarebbe stato di noi e del
piccolo che avevo in grembo. Ti chiedi mai come sar lui?
Ogni giorno.
E qual  la risposta?
Non importa se anche lui sar un Sotterraneo o se sar un semplice mortale. Ci che conta 
che lui sar la prova del nostro grande amore.
Strinsi la sua mano pi forte, ascoltando i suoni dellaurora.
Li senti? sussurr lui, dietro di me.
Un lontano bisbiglio di voci si disperdeva nellaria.
Chiusi gli occhi quando le labbra di Evan sfiorarono il mio orecchio. Sono i cori aurali. Non
immagini quante mitologie fantastiche abbiano generato.
Dimmene una, lo incoraggiai. Sapevo quanto Evan fosse affascinato dalla mitologia.
Ripensai alla notte che avevamo trascorso sotto le stelle, tanto tempo prima, quando io non sapevo
ancora nulla del mio infausto destino e lui invece si preparava a dirmi addio. Sembravano passati
secoli, da allora.
Non ne conosco, disse.
Sorrisi. Bugiardo, stai mentendo, lo accusai, ma lui rimase serio.
Ci sono molte credenze diverse. Alcune trib indiane, per esempio, pensavano che le luci
fossero i riflessi di una danza del fuoco ballata dai folletti. Per gli inuit della Groenlandia erano gli
spiriti dei bambini morti in modo violento o nel giorno del loro compleanno. I vichinghi, invece,
pensavano che fosse opera delle valchirie che cavalcavano il cielo sui loro destrieri con armature
scintillanti.
Ecco perch non voleva parlarmene. Quindi sarebbe colpa mia? Be, ovvio, delle mie Sorelle,
intendo, scherzai, ma Evan sembr duramente colpito dalla mia affermazione. Scusami. Era una
battuta stupida.
Non preoccuparti, mi rassicur, e mi strinse pi forte. Sai che esistono persone che vanno a
caccia di aurore? Aspettano notti intere per riuscire a vederle. Poi le inseguono correndo sulla neve.
Suppongo che ne valga la pena. Vederle  unesperienza molto emozionante.
 stato cos anche per me. Evan si alz e mi offr la mano. Vieni, voglio presentarti
qualcuno.
Corrugai le sopracciglia, ma afferrai la sua mano senza fare domande.
Scendemmo gi per la collina e sorrisi di stupore, quando la vidi. E questa cos?! domandai,
elettrizzata.
La sua carrozza, milady. Evan sorrise e mi lasci la mano.
Mi precipitai dai cinque splendidi esemplari di lupo bianco che trainavano la piccola slitta. Mi
avvicinai cautamente, affascinata. I loro occhi erano chiari come il ghiaccio, quasi anche loro fossero
dei Sotterranei, il pelo di un bianco candido screziato di grigio. Non appena fui vicina, i lupi si
inchinarono a me. Mi inginocchiai e loro si avvicinarono. Mi annusarono e poi iniziarono a leccarmi.
Risi, mentre si strofinavano contro di me.
Come li chiamiamo? Dobbiamo dargli un nome!
Di fronte al mio entusiasmo, la risata di Evan riemp la notte. Nei sogni, le mie emozioni
divenivano le sue perch riusciva a leggerle.
Ehi, campione, sussurrai al capogruppo che apriva la fila. Scommetto che tu sei il pi
coraggioso. Ti chiamer Balto.
Come uno dei cani che port lantitossina al paesino dellAlaska colpito da unepidemia di
difterite nellinverno 1925?
Annuii, anche se quella di Evan non era una domanda. Probabilmente lui era persino l, mentre
la gente moriva, ma non osai chiederglielo.
Resistenza, fedelt, intelligenza, dissi, citando la poesia che gli era stata dedicata al Central
Park di New York. Avevano anche fatto un cartone animato che mi aveva fatto versare fiumi di
lacrime. S,  deciso. Ti chiamerai Balto, ribadii, accarezzando il suo folto pelo.
Un altro lupo mi lecc, facendomi il solletico. Aveva gli occhi cos chiari che sembravano di
ghiaccio. Tu invece sarai Zanna Bianca.
Evan mi fiss con aria interrogativa. Un altro eroe dei ghiacci?
Sorrisi tra me. Quando si trattava di personaggi immaginari, Evan non era ferrato quanto in
storia. In un certo senso.  il personaggio dellomonimo libro dello scrittore Jack London. Quando
avevo quattro anni, mia madre me lo leggeva tutte le sere. Era cos, forse, che mi ero appassionata
tanto alla lettura.
Dobbiamo andare, mi spron Evan. Vieni. Ti va di fare un giro?
Sorrisi e presi la mano che lui mi aveva teso. Poi la avvicin alle labbra e la gir, baciandomi il
palmo, i suoi occhi grigi fissi nei miei. Mi accompagn alla slitta e fece un galante inchino.
Io risi. Io mi siedo l? Indicai a Evan il piccolo sedile, adatto a una persona sola.
Tu stai vicino a me. Sollev un sopracciglio, invitandomi a raggiungerlo sulla pedana. Da
qui la vista  migliore. Attenta. Mi mostr dove mettere i piedi e io mi tenni stretta al manubrio che
avevo di fronte. Prese posto dietro di me, mettendo le mani sopra le mie, le sue braccia che mi
avvolgevano. Sei pronta?
Annuii, gli occhi che brillavano di felicit.
Tieniti stretta. Inseguiamo laurora.
Evan percep i miei pensieri e mi strinse pi forte, respirando sul mio collo. Hai freddo?
Scossi la testa. Sono cresciuta nelle Adirondacks, sono abituata al freddo.
Il freddo dei Paesi del Nord per  differente.
Ma noi siamo nel mio sogno, gli ricordai, basti tu a riscaldarmi.
Evan rise, solleticandomi la pelle. Mi morse il collo, scatenando una scarica di piccoli brividi
che si diffuse nel mio corpo.
Evan, smettila!
Di fare cosa? I suoi denti mi solleticarono ancora. Stava sorridendo.
Di stuzzicarmi.
Mai, replic, deciso.
Basta che mi avverti se hai intenzione di far volare questo affare, a un certo punto.
La risata di Evan riemp la notte. Mi hai scambiato per Babbo Natale? mi prese in giro.
In quel momento, i lupi si fermarono davanti a una casetta in legno immersa nella neve.
Evan guard la casa e poi me, confuso.
Io sorrisi e lo presi per mano, tirandolo dentro.
Okay, non lo avevo previsto, ma  un ottimo cambio di programma, ammise, compiaciuto.
 il mio sogno, dopotutto, no?
Sono daccordo. Facciamolo finire com iniziato. Evan mi prese in braccio e la porta si
chiuse alle sue spalle. Risi, quando la riapr un istante dopo, solo per appendere fuori un cartello, su cui
cera scritto, come in un film:
NON DISTURBARE
C un po di polvere di stelle in ognuno di noi, ma tu devi averne pi degli altri, sussurr
Evan sul mio collo.
Chiusi gli occhi, finch il brivido sulla mia pelle non si esaur. Credi che avremo mai questo
tipo di pace nella vita vera? gli domandai, mentre ascoltavamo il crepitio del fuoco. Non mi sarei mai
pi svegliata, se avessi potuto rimanere stretta a Evan in uno dei nostri sogni. Solo l potevamo stare
tranquilli. Non appena mi svegliavo, la dura realt tornava a travolgerci.
 quello per cui lottiamo. Finch saremo uniti, ci sar speranza.
Accarezzai il tatuaggio dei Sotterranei, facendo scorrere le dita sui segni che gli percorrevano i
muscoli, ed Evan mi baci la fronte. Eravamo nudi su un tappeto, il fuoco che ardeva in un braciere di
pietra in mezzo alla stanza. Avevamo fatto lamore come se fosse la nostra ultima notte insieme e poi
avevamo ripreso tutto dallinizio. Non sapevo quanto ancora ci restasse della notte, ma volevo che
fosse infinita.
Mi amerai sempre, Evan?
S, amore mio.
Fino a quando?
Oltre la morte.
Respirai sul suo petto e chiusi gli occhi, le mani strette sulla sua piastrina.
12
RESTA CON ME
Una slitta trainata da lupi bianchi! risi, ripensando alla magica notte che avevo trascorso
insieme a Evan, solo qualche ora prima. Si pu sapere come ti  venuta in mente?
Evan camminava al mio fianco nel corridoio della scuola dove le pareti, gli armadietti e persino
i pavimenti erano completamente decorati per il Winter Carnival. A terra, delle strisce gialle, rosse,
verdi o blu indicavano le varie squadre, mentre dal tetto pendevano decorazioni e stelle filanti degli
stessi colori, anche se un cartello appeso al muro recitava:
GIALLO, ROSSO, VERDE O BLU,
NON BADATE AI COLORI.
SIAMO LA HIGH SCHOOL!
Mi sembrava che ti fosse piaciuto... a giudicare dalla mia ricompensa, replic Evan, con un
sorriso furbo.
Sstt! Vuoi che ti sentano? lo rimproverai, guardandomi intorno. Arrossii, mordendomi la
manica della felpa gialla. Per era vero. Era stato cos romantico che alla fine gli ero praticamente
saltata addosso.
Scommetto di sapere a cosa stai pensando, mi provoc, con un sopracciglio sollevato.
Sbruffone! replicai, colpendolo alla spalla. Dicevo solo che conoscendoti avrei scommesso
su una motoslitta, piuttosto.
Ma io conosco te e sapevo che non avresti resistito a un branco di lupi bianchi. Sorrise.
Era lui il vero lupo e io ero la sua preda. Evan aveva ancora ragione, anche se avrei voluto
togliergli quel sorrisetto impertinente dalla faccia.
Piuttosto, c una cosa che avrei dovuto chiederti stanotte, ma chiss perch lho dimenticata...
La vuoi smettere di sorridere?!
Evan rise pi forte.
Okay, okay. Lo so perch lho dimenticata. Contento?
Molto, replic, compiaciuto.
Persi un battito, al pensiero delle sue mani su di me, della sua bocca su ogni centimetro della
mia pelle, dei nostri corpi nudi intrecciati davanti al fuoco. Limmagine mi folgor la mente
allimprovviso, facendomi ribollire il sangue.
Allora, cos questa cosa che volevi dirmi?
Cosa? Battei le palpebre.
Evan si era fermato, la spalla appoggiata al mio armadietto.
Ah, s, giusto. Il tuo compleanno. Non mi hai mai detto che giorno .
Lui sorrise e scosse la testa. Non te lo dico.
Andiamo, non fare cos! Lo sai che non la smetter finch non me lo dici!
Ho tutto il tempo.
Allora non lascer che mi tocchi finch non me lo dici, lo minacciai.
Evan mi afferr per la felpa e mi attir a s. Sei sicura che riuscirai a resistermi? sussurr, a
un palmo dal mio viso. Mi sfior il naso col suo e io sentii le farfalle nello stomaco. Ero persa per lui. Il
problema era che lui lo sapeva. La cosa bella era che anche lui provava lo stesso. Stavo per baciarlo,
quando lui sorrise sulle mie labbra. Ci avrei scommesso. Avrei voluto colpirlo, per la sua
impertinenza, ma lui mi spinse contro gli armadietti e mi baci con passione. Scusa. Nemmeno io so
resisterti, ammise.
Quindi adesso mi dirai il giorno del tuo compleanno?
No.
Uffa!
Potrebbe anche esser stato stanotte, che importanza pu mai avere?
Sgranai gli occhi.  stato stanotte? Vorrei saperlo se fosse cos.
In tal caso, avrei comunque avuto il mio regalo. Anzi, pi di uno. Evan rise. E comunque
no. Non  stato stanotte.
Promettimi che me lo dirai, almeno. So che lo fai solo per dispetto.
Evan rise ancora. Si divertiva a prendermi in giro. Dopo tutto il tempo passato insieme, quello
non era mai cambiato.
Sbuffai, esasperata. Io ero testarda, ma lui era imbattibile. E se ti convincessi con le buone?
Sollevai un sopracciglio e gli accarezzai il torace, per provocarlo.
Lui mi prese la mano e mi baci il pollice. Lo sfior con la lingua fissando i suoi occhi nei miei.
Ho paura che ve ne dimentichereste unaltra volta, milady, replic, la voce sensuale ma uno scintillio
di scherno negli occhi.
Misi il broncio e ritirai la mano. E se un Giustiziere sbucasse fuori allimprovviso e mi facesse
fuori? Mi lasceresti morire senza sapere il giorno del tuo compleanno?
Primo, lo ucciderei prima che possa anche solo avvicinarsi a te. Secondo, non si vedranno altri
Sotterranei in giro per un bel po di tempo.
Gi. Era quello che speravo e gli altri sembravano non avere pi dubbi. Mentre io ed Evan
amoreggiavamo nella baita in montagna, quella notte Ginevra e le altre Streghe avevano rafforzato le
misure di sicurezza. Dopo il suicidio dei due Angeli della Morte e lattacco dei Deva gemelli, nessuna
precauzione era troppa.
Ehi. Evan mi prese entrambe le mani e appoggi la fronte alla mia. Sei al sicuro adesso,
sussurr, e io annuii.  un periodo importante,  lultimo anno di scuola e il nostro bambino sta
crescendo dentro di te. Mi appoggi la mano sul ventre. Ho intenzione di passare con te ogni minuto.
Nessun Sotterraneo mi porter via altro tempo o sar morto prima che gli venga affidato lordine.
Sorrisi ed Evan mi sfior le labbra con il pollice, mentre con laltra mano mi proteggeva il
ventre.
Proprio in quel momento, sentimmo un colpo dentro la mia pancia. Sgranammo entrambi gli
occhi.
Il bambino aveva scalciato.
Hai sentito? mi domand Evan, lespressione meravigliata.
Io annuii, con gli occhi lucidi. Una lacrima silenziosa scivol sulla guancia ed Evan lasciug
con il pollice e mi abbracci, mentre entrambi sorridevamo.
Ehi, ragazzi!
Jeneane a ore tre, mi avvert Evan.
Mi asciugai in fretta le lacrime prima che mi vedesse. Troppo tardi.
Ehi, che succede? Si avvicin alla svelta e mi prese per le spalle, poi lanci unocchiata di
rimprovero a Evan. Se scopro che la fai soffrire, dovrai vedertela con me, bel fusto, lo minacci, ed
Evan alz le mani, sulla difensiva, nascondendo un sorriso.
Risi e le lacrime tornarono a riempirmi gli occhi. Tranquilla, Jeneane, sono lacrime di gioia. Il
bambino ha scalciato per la prima volta.
Oh, mio Dio! strill, stringendomi forte.  pazzesco! Fammi sentire... Appoggi la mano
sulla mia pancia, ma non successe niente.
Non so come funziona, mi dispiace.
Non fa niente. Torn ad abbracciarmi. E io che pensavo che la gravidanza per te fosse solo
una scusa per saltare ogni tanto le lezioni!
Cosa? replicai, confusa.
Andiamo, non sono nemmeno lunica! Ci sono persino delle scommesse, a scuola, molti non
credono che sei davvero incinta. Sei pi in forma tu di mia madre.
Oh, grazie. Voleva essere un complimento?
Ehi! Mia madre ha una forma fantastica. Io devo sudare per mantenermi alla sua altezza. Tu
mangi come un elefante e hai preso solo, quanto? Tre chili? Io ingrasso solo a guardarlo, il cibo. Quindi
puoi giurarci, che era un complimento.
Jeneane aveva ragione, in fondo. Con la felpa larga delle competizioni, nessuno avrebbe detto
che aspettavo un bambino. Ho un metabolismo veloce.  vero, la pancia non  cresciuta molto, ma lui
 proprio qui. Mi toccai il ventre. E oggi si  fatto sentire per la prima volta.
Fate, Brandon e Jake sbucarono alle sue spalle proprio in quel momento.
Il bambino ha scalciato! li inform Jeneane prima che potessero anche solo dire buon
giorno.
Perfetto, mormorai a Evan. Tra un po lo sapr tutta la scuola.
 una cosa bella, non preoccuparti.
Okay, ma noi due non abbiamo ancora finito con la storia del compleanno.
Evan rise.
Che figata! esclam Jake, avvicinandosi.
Fatemi posto, voglio provarci anchio! esclam Brandon. Possiamo sentire?
E fu cos che pochi istanti dopo due bestioni sportivi erano chini ad ascoltare la mia pancia.
Via, campioni. Sembrate delle femminucce! li schern Jeneane, facendosi largo tra loro.
Ehi, voi due. Evan li fiss. Tenete le mani a posto, credo che sia abbastanza.
Okay, okay, esclamai, allontanandomi dal gruppetto riunito intorno a me. Basta cos, per
adesso.
Ma io non lho ancora sentito! protest Jeneane. Poi sospir. Voglio anchio un bambino
nella pancia.
Se vuoi posso mettercene uno io. Brandon sollev un sopracciglio, cogliendo loccasione.
Pervertito! Lo sgrid lei, colpendolo alla testa.
Ahia! Hai detto tu di volerlo! Io mi sono solo offerto di aiutarti. Dovresti ringraziarmi!
Jeneane lo colp ancora.
Ahia! Che ho detto?!
Tutto il gruppo rise, mentre lui si massaggiava la testa.
Poi Jeneane gli prese la mano. Andiamo, la partita di dodgeball inizia tra mezzora. Battiamo
gli avversari e forse dopo ti far vedere le tette.
Sul viso di Brandon si fece largo un gran sorriso mentre lei lo trascinava via facendoci
locchiolino.
Gemma, in bagno. Tra cinque minuti, mi ordin Jeneane, prima di scomparire tra la folla.
Che coglione! lo schern Jake. Sar meglio che andiamo a vedere che combinano. Si farebbe
imbalsamare, per quella ragazza.
Venite con noi? domand Fate, la lunga coda di cavallo rossa che risaltava sulla divisa del
Winter Carnival. Il giallo era decisamente il suo colore.
Voi andate, replicai. Ci vediamo nei bagni tra cinque minuti.
Okay, non me lo perderei per nulla al mondo, sintromise Jake.
Tu non sei invitato.
Siete qui. Ginevra e Camelia svoltarono langolo in quel momento. Tra le Sorelle, Camelia
era la pi eccentrica e al contempo tra le pi sensuali. Nelle loro divise ritoccate, mozzavano il fiato. Il
preside aveva tentato di far loro presente che era contro il regolamento, inutile dire che aveva
dimenticato i suoi propositi non appena loro si erano avvicinate.
Appena in tempo per i marchi di guerra.
Sembra interessante, esclam Camelia. Che stiamo aspettando? Anya e Nausyka erano
rimaste di guardia ai Sotterranei e ai gemelli, ma Camelia aveva voluto accompagnarmi. Lei e Nausyka
insieme sarebbero state troppo.
Marchi di guerra? domand Evan, divertito.
 cos che li chiama Jeneane. Perch credi che ci stia aspettando in bagno? Resta qui,  capace
di marchiare anche te, lo avvertii, dandogli un leggero bacio sulla bocca.
Allora accetter il tuo consiglio. Ci vediamo pi tardi!
E non dimenticare la tua promessa!
Evan sorrise. Quale promessa?
Mi avviai verso i bagni insieme a Ginevra e a Camelia.
Al nostro passaggio si voltavano tutti, meravigliati dalla potenza magnetica che emanavano le
due Streghe. Certo, le loro divise attillate e gli stivali alti facevano la loro parte, persino io avevo
difficolt a staccare gli occhi da loro. Una parte di me era segretamente elettrizzata di diventare come
loro, di padroneggiare la mia sensualit cos come facevano loro, di potermi sentire finalmente pi
sicura.
Attento, disse Camelia, un attimo prima che un ragazzo sbattesse la testa su un armadietto
aperto. Lei alz le spalle, sulle labbra un sorriso sexy. Io lo avevo avvisato.
Risi insieme alle mie Sorelle, mentre lui si teneva la fronte con la mano, suo malgrado incapace
di staccare gli occhi da noi.
Le mie Sorelle.
Era strano con quanta facilit io le considerassi tali. Non mi ero ancora trasformata, eppure
sentivo gi la forza che ci univa. Ginevra diceva che dipendeva dal Legame, una connessione mistica
che si sarebbe suggellata con il morso del mio Dakor. Ma io ne avvertivo la forza gi adesso. Stare con
loro mi faceva stare bene e sentivo che anche per Ginevra era lo stesso. Era raggiante, nellultimo
periodo, da quando combattevano insieme per proteggermi. Ed ero felice che fosse merito mio. Le
avevo restituito una parte del suo vecchio mondo.
Ho sentito che qui si prepara una guerra... Camelia entr nel bagno delle ragazze, attirando
lattenzione di Fate e Jeneane che, proprio in quel momento, le stava tracciando dei segni gialli sul
viso.
Non del genere che pensi tu, la tenne calma Ginevra.
La guardai, sconvolta. Lavevo sentita!
Rilassati, Sorellina. Voglio solo divertirmi un po.
Basta che tu tenga bene in mente qual  il tuo posto. Questa non  la Caccia.
Cos la Caccia? pensai, ed entrambe si voltarono a guardarmi.
Un tipo di gara un po pi eccitante. Camelia mi strizz un occhio. La tacita promessa che lo
avrei scoperto presto, una volta allInferno. Allora? Quando tocca me? esclam, stavolta ad alta
voce.
Mettiti in fila, Miss America, prima tocca a me, replic Jeneane, intenta a truccarsi allo
specchio. La mano in cui reggeva la grossa matita gialla le scivol sulla guancia, tracciando un grosso
segno fino allorecchio.
Ora tocca a me? le domand Camelia, con un sorrisetto sulle labbra.
Fate rise, ma cerc di nasconderlo allamica.
Jeneane non poteva sapere che era stata la Strega, a farla sbagliare, ma le lanci lo stesso
unocchiata assassina.
Forza, dammi qua, mintromisi, prendendole il pennarello di mano. Dovevo stare attenta, con
Camelia. Sebbene tutte loro facessero del proprio meglio per controllarsi, non erano abituate a
interagire coi mortali e Jeneane poteva finire per pagare un grosso prezzo. Le pulii la sbavatura e
tracciai un nuovo segno. Poi le colorai di giallo le labbra, mentre Fate volle dei piccoli fiori sulle
tempie. Quella mattina, loro due, come quasi tutte le ragazze della scuola, avevano tinto una o pi
ciocche di giallo, per imitare Camelia. Con i capelli arancioni striati di giallo, i suoi capelli sembravano
un tramonto. Ero sicura che si sentisse orgogliosa per come aveva influenzato le mie amiche... e il resto
della scuola.
Ci sono abituata.
Cosa? domand Jeneane, per via di ci che aveva detto Camelia, per lei senza senso.
Niente, mi affrettai a risponderle. Poi lanciai a mia Sorella unocchiata di rimprovero perch
aveva risposto ai miei pensieri a voce alta.
Lei rise. Non gliene fregava proprio niente!
Avete un solo pennarello? domandai, mentre finivo di ritoccare Fate.
Laltro lo abbiamo dato ai ragazzi.
Truccai anche Ginevra e poi passai a Camelia. Lei mi guard tutto il tempo dritta negli occhi e
io sentii una strana energia invadermi. Era sempre cos, con loro. Mi guardavano come si guarda
unamante.
Tocca a te, mormor, con voce ipnotica.
Passai il pennarello a Ginevra perch mi truccasse, ma Camelia glielo strapp di mano. Lascia
fare a me.
Battei le palpebre. Mi sentivo quasi in imbarazzo, da tanto mi era vicina. Mi tracci dei segni
sul viso e poi si chin su di me.
Non farlo.
La voce di Ginevra irruppe nelle nostre menti.
Mi riscossi dallincantesimo di Camelia, che mi pass il pollice sul labbro, fissandomi con un
lieve sorriso, gli occhi grigi e sensuali.
Ehi, ma la vostra amica  lesbica?
Trattenni il fiato, allaffermazione di Jeneane, temendo la reazione di Camelia.
Lei invece rise e le si avvicin. Non bisogna mai precludersi delle possibilit. Fece scorrere
una mano sul suo collo, scendendo fino al petto. Vuoi provare unesperienza nuova, piccola mortale?
sussurr sulle sue labbra.
Jeneane non rispose, pendeva dalle labbra di Camelia.
Gwen!
Adesso basta, Camelia! Non puoi ammaliare le ragazze. Non puoi farlo con nessuno, ne
abbiamo gi parlato, le ordin mentalmente Ginevra.
Fate usc da uno dei bagni proprio in quel momento e le guard, confusa. Ehi, che state
facendo?
Camelia si allontan da Jeneane, suo malgrado. Niente di divertente, a quanto pare, si
lament la Strega.
Dov Peter? domandai, per cambiare argomento.
Oh, mi sembra di aver sentito dire che era con una ragazza, raccont Fate.
Wow! Peter con una ragazza? E la conosco? domandai, entusiasta.
 la vostra amica. Quella che era ieri insieme a voi.
Noi non siamo amiche. Siamo Sorelle, replic Camelia, sprezzante.
Ma io non lavevo quasi sentita. La mia felicit era stata spazzata via dalle parole di Jeneane.
Lanciai unocchiata a Ginevra, che alz le spalle. Non ne so niente, mi dispiace. Credevo fosse
di guardia.
Gwen, devi dire a Nausyka di stargli lontano. Cosa vuole da lui?
Calmati, adesso. Le parler io.
I miei poteri erano sempre pi forti. Adesso riuscivo a comunicare con Ginevra in modo pi
costante. O forse era stata la rabbia a tirarli fuori?
Ehi, Gemma, che ti prende? mi domand Fate, riportandomi tra loro. Mi mise una mano sulla
spalla e scoprii che stavo tremando.
Niente. Non mi prende niente, replicai, cercando di calmarmi.
Sei gelosa! esclam Jeneane. Cosa ti ho sempre detto, piccola Joey? Perch scegliere tra
Dawson e Pacey quando puoi averli entrambi?
 quello che dico sempre! Ti avevo sottovalutata, comment Camelia. Anche se non ho idea
di chi siano.
Sei ridicola, Jeneane. Evan, Peter e io non siamo mai stati un triangolo e non lo saremo mai,
mettitelo in testa una volta per tutte. Io aspetto un bambino da Evan!
E allora? Cosa farete? Vi sposerete? Vivrete per sempre felici e contenti? Magari, prima o poi
potrebbe servirti avere un diversivo...
Ma che...
Rilassati, stavo solo scherzando! Non  mai esistito un triangolo pi isoscele del vostro. Voi
due, Romeo e Giulietta, non vi stacca nessuno. Siete disgustosamente inseparabili. Per... non sei
gelosa di Peter? Neanche un po?
Neanche un po. Sono solo preoccupata per lui. Siamo cresciuti insieme e gli voglio bene. Non
conosci Nausyka. Sa essere una vera strega.
A proposito di streghe, chi  la rossa che era in casa vostra ieri sera? Sembrava una vera
stronza.
Camelia le si par davanti con espressione minacciosa. Non azzardarti a ripeterlo. Devina 
mia Sorella.
Ci avrei giurato, replic Jeneane con sarcasmo. Che vi davano da mangiare da bambine?
Tutte belle quanto stronze, pens.
Okay, adesso  proprio ora di andare! esclamai, prima che finisse male.
Ehi, Gemma, tu come stai? mi chiese Fate, sulla porta. Dopo lincidente allIce Castle,
intendo.
Bene. Non  successo niente. Evan mi ha tirata fuori in tempo. Perch, siete passati a
trovarmi? le domandai, ricordando improvvisamente che Evan aveva ordinato loro di tornarsene a
casa.
Stavamo andando a casa, ma Peter era molto preoccupato per te, voleva controllare che stessi
bene.
Non me lo ha detto. Mi ha scritto un messaggio stamattina, ma non ha parlato della vostra
visita.
Perch quella ragazza non ci ha lasciati entrare. Ci ha praticamente sbattuti fuori. Fate rise,
ma io ripensai a Peter. Aveva obbedito allordine di Simon, eppure il suo amore per me era cos
profondo che prima era venuto a cercarmi. Non doveva avvicinarsi a Nausyka. Dovevo proteggerlo,
perch cera una sola cosa che la Strega poteva volere da lui. La sua anima.
Non posso credere che il bambino abbia scalciato e che io non fossi l per sentirlo! si lament
Ginevra, mentre ci dirigevamo in palestra. Prima avevamo fatto una sosta agli armadietti, cos Jeneane
aveva messo via i trucchi, mentre io avevo preso dal mio la reflex e il romanzo sugli alieni che non
avevo ancora finito di leggere, giusto per precauzione. Non mi staccher pi da te finch non lo avr
sentito anchio.
Succeder ancora, Gwen. Non preoccuparti.
Hai gi pensato al nome che gli darete?
S, ma non frugare nella mia mente perch tanto non ho intenzione di lasciartelo scoprire.
Oh, andiamo! Non ti ho insegnato a schermare la mente per usare il potere contro di me.
Siamo Sorelle, non devono esserci segreti, tra noi.
Sorrisi. Inavvertitamente, avevo lanciato a Ginevra una sfida e non si sarebbe arresa finch non
lavesse vinta. Non siamo ancora Sorelle.
S che lo siamo. Io e te lo siamo sempre state.
Saprai il nome quando arriver il momento.
Ma...
Mi infilai nella palestra prima che potesse provare a persuadermi. Il brusio riempiva la grande
stanza, intervallato dallo stridio delle scarpe dei giocatori che si allenavano in campo. La partita di
dodgeball stava per iniziare e le tribune si stavano riempiendo velocemente, tingendosi dei colori delle
varie squadre.
Noi stavamo per scontrarci contro i Sophomore.
Fa il tifo per noi, Gemma! esclam Fate, per indorarmi la pillola. Lei sapeva bene quanto
amassi il dodgeball e i giochi del Winter Carnival in generale. Ero sempre stata una sportiva, le
competizioni mi esaltavano e, quando entravo in campo, il mondo esterno scompariva.
Scommetto che non ne avrete bisogno. Con Camelia e Ginevra in campo, gli avversari non
avevano possibilit. Bombardateli tutti!
Forza, andiamo, non vedo lora di provare questo nuovo gioco! esclam Camelia, su di giri,
entrando in campo.
Non preoccuparti, Gemma. La terr docchio io.  qui solo per divertirsi.
Anche Nausyka lo era, ma hai visto cos successo ieri alla partita?
Rilassati, stavolta non succeder. La terr a bada.
Okay, mi fido di te.
Cerano tutti i miei amici, in quelledificio. Persone con cui ero cresciuta e cui volevo molto
bene. Non volevo che lanima di nessuno di loro venisse compromessa solo per capriccio.
Rilassati, ho detto! insistette Ginevra, seguendo il filo dei miei pensieri.
Mi guardai attorno, cercando Camelia tra la folla e trovai Peter. Era gi in campo insieme a
Brandon e Jake. Nessuna traccia di Nausyka. Grazie al cielo.
Larbitro diede loro istruzioni affinch si preparassero. Avevo spiegato a Ginevra e a Camelia le
regole del gioco e loro lo avevano trovato molto divertente. Mi dispiaceva non poter partecipare, ma
poi ripensavo al piccolo calcio che avevo sentito nella pancia e la nostalgia svaniva. Mi sfiorai il ventre
e sorrisi.
Larbitro fischi per richiamare i giocatori e io mi affrettai ad avvicinarmi al bordo campo per
scattare qualche foto per lannuario. Nella linea centrale  la Dead Zone  erano state allineate diverse
palle. Gli avversari si erano posizionati dietro le linee di fondo campo ai lati opposti, pronti a scattare
per assicurarne il maggior numero alla propria squadra.
Larbitro fischi di nuovo, dando inizio al primo Game e i giocatori si avventarono sulle palle
tornando in fretta nella propria area di gioco. Pochi secondi e in campo si scaten una vera e propria
guerra.
Immortalai qualche momento: giocatori a terra, piegati in due dalle risate, altri bloccati in volo
con lespressione buffa mentre schivavano una palla sul punto di colpirli, riuscii persino a cogliere il
momento in cui un giocatore verde veniva atterrato dal fuoco avversario, con la palla ferma sul suo
petto e con gli occhi sgranati. I giocatori potevano difendersi solo respingendo lattacco con una palla.
Quelli che venivano colpiti da una pallonata diretta, venivano uccisi e uscivano dal campo finch
uno dei loro compagni non permetteva loro di rientrare prendendo al volo una palla lanciata dagli
avversari. Alla fine dei giochi, ci sarebbero stati qualche livido e un mucchio di risate.
Ginevra e Camelia si stavano divertendo un mondo, per loro era pi facile salvare le palle e
qualche volta aiutavano persino i membri della nostra squadra. Peter colp lultimo degli avversari
rimasti e larbitro fischi la fine del primo Game.
I giocatori si scambiarono larea di gioco e le palle furono nuovamente sistemate al centro.
Dovevano vincere sette Game da tre minuti ciascuno per assicurarsi lintera partita.
Zoomai su Fate in posizione di partenza e misi a fuoco il suo candido viso, gli occhi verdi e il
naso spruzzato di lentiggini. Avrebbe potuto essere una Strega, per quanto era bella.
Mi preparai a rubare qualche scatto, ma qualcuno mi afferr per la vita. Ti nascondi da me?
mi sussurr Evan nellorecchio, stringendomi da dietro in modo che non potessi girarmi. Un brivido mi
corse lungo la schiena.
Non c luogo al mondo in cui potrei nascondermi da te. N vorrei mai farlo, gli assicurai,
celando un sorriso.
Ehi, voi due, non sono queste le attivit sportive che si fanno nel mio campo, tornate nelle
tribune, ci ammon linsegnante di ginnastica.
Vieni con me. Evan mi prese la mano e io arrossii, vedendo che il professore ci guardava.
Dove andiamo? Le tribune sono da questa parte.
Ci nascondiamo insieme. Mi strizz un occhio, sulle labbra quel suo sorriso sexy cui non
sapevo dire di no. Mi tir fino agli spogliatoi e sgattaiolammo dentro quello dei ragazzi.
Evan, no! Non posso entrare l dentro! protestai, imbarazzata.
Mi tolse la reflex dal collo e la appoggi su una panca insieme al mio libro. S che puoi, se sei
insieme a me. Mi spinse contro il muro e inizi a baciarmi con bruciante desiderio, trascinandomi nel
vortice della passione.
Oh, Evan, fermati, ansimai, mentre le sue labbra sfioravano il mio collo, per poi mordermi la
spalla, e le sue mani calde esploravano il mio corpo. Oh, Evan, ti prego non fermarti, pensai, divorata
dal fuoco che aveva scatenato. Potrebbe entrare qualcuno. La partita sta per finire.
Le sue mani scivolarono sotto la mia gonna e io gemetti. Gli sfilai la maglietta, incapace di
trattenermi ancora, e gli accarezzai le spalle nude, mentre lui mi divorava di baci. In un attimo si liber
della mia felpa. Inarcai la schiena, morendo dal desiderio di sentirlo pi vicino, di sentirlo dentro di me,
e lui mi schiacci alla parete, premendo la sua erezione contro di me.
Oh, Jamie, sussurr, mentre io mi scioglievo.
Che sta succedendo qui?! La voce del coach tuon nello spogliatoio ed Evan si stacc da me
per affrontarlo, lespressione improvvisamente minacciosa.
Esci. Subito. Da. Qui, gli intim, col viso vicinissimo al suo, scandendo le parole. Gemma 
andata a casa. Gli hai dato il permesso tu. Smetti di cercarla.
Il professore mi lanci unocchiata e sbatt le palpebre, pensieroso. Io mi coprii il seno con le
braccia, imbarazzata. La natura non era stata generosa con me, da quel punto di vista, ma negli ultimi
tempi il reggiseno non riusciva a contenerlo.
Poi usc dalla stanza. In quel momento, per, unorda di ragazzi entr nello spogliatoio e io
sgranai gli occhi.
Mettiti la maglietta, mi ordin Evan.
La infilai in fretta, ma uno dei ragazzi mi vide mentre mi rivestivo e fischi.
Evan si avvent su di lui e lo sbatt con la schiena al muro prima che il ragazzo potesse
accorgersene. Non guardarla nemmeno, lo minacci.
Calmati, amico. Non ho fatto niente. Il ragazzo alz le mani, impaurito. Nessuno nella stanza
os avvicinarsi a Evan.
La porta dello spogliatoio si apr ed entr Peter. Il sorriso della vittoria si spense non appena mi
vide l. Gemma, che ci fai tu qui? Coshanno i tuoi... Si avvicin, osservando i miei occhi da vicino.
Strizzai le palpebre, temendo che loscurit fosse tornata.
Lui si ritrasse, confuso.
Pet, sto bene, non preoccuparti, stavamo andando via.
Evan lasci andare il ragazzo e raccolse dal pavimento la sua maglietta.
S, replic Peter guardando il petto nudo di Evan, lo vedo.
Andiamo, Gemma. Evan mi prese la mano e io la afferrai con entrambe le mie.
Ci sentiamo dopo, dissi a Peter, mentre uscivamo dagli spogliatoi. Sembrava molto
amareggiato.
Lui mi fece un cenno dassenso con la testa, poi scomparve dietro la porta chiusa. C la
partita! Devo scattare le foto per lannuario. Cos questa storia del permesso? chiesi a Evan,
seguendolo nei corridoi.
Ti porto via. Loro sopravvivranno.
Via? Via dove?
Dove nessuno potr disturbarci. Evan si ferm e mi attir a s. Voglio stare un po da solo
con te, sussurr nel mio orecchio. Non posso pi starti lontano.
Le ginocchia mi tremarono per il desiderio che avevo avvertito nella sua voce calda e sensuale.
Okay, mormorai, preda del suo sortilegio.
Lasci che prendessi la mia roba dentro larmadietto e poi mi trascin via, fuori dalla scuola.
Evan mi prese di nuovo la mano e mi port fino alla sua macchina. Salii nella grande BMW con il
cuore che mi batteva forte. Avevo fatto lamore con Evan mille volte, ma il desiderio di me che
leggevo nei suoi occhi in quel momento mi mand una scossa elettrica che mi fece sciogliere. Due
fuochi si preparavano a incontrarsi per divampare e lattesa era bruciante come laria che li separava.
La radio suonava When I Was Your Man di Bruno Mars. Quando lauto part, Evan mi prese la mano e
mi baci il palmo, distogliendo gli occhi dalla strada per guardarmi. Era uno dei gesti che mi erano pi
mancati, quando lui era allInferno, e un sorriso nacque spontaneo sulle mie labbra.
Adesso, vuoi dirmi che ti  preso poco fa negli spogliatoi? Avevo sentito la parete tremare
dietro le spalle del ragazzo. Speravo che qualcuno lo portasse in infermeria.
Evan mi guard e mi baci unaltra volta il palmo. Tu sei mia, disse, guardandomi negli
occhi.
Credo che questo lo sappiano tutti quanti, scherzai. Il ragazzo, in fondo, non aveva fatto nulla
di male, la reazione di Evan era stata un po dura, eppure una parte di me sorrideva per come aveva
difeso il mio onore. Evan era geloso del fatto che ero in reggiseno di fronte a molti altri ragazzi.
Ripensai a come i muscoli sulla sua schiena si erano induriti mentre teneva al muro quel ragazzo e per
un attimo mi persi in quel ricordo.
Ehi.
Mi riscossi da quei pensieri, accorgendomi che Evan mi stava fissando.
Sei con me?
Che c? domandai, preoccupata, affrettandomi ad abbassare lo specchietto per guardarmi.
Ho di nuovo qualcosa che non va?
Evan rise. No, Gemma. Non hai niente che non va, te lo assicuro. I suoi occhi scivolarono
lungo il mio corpo, soffermandosi sulla gonna corta. Le parisinne mi arrivavano fin sopra le
ginocchia, ma sulle cosce la pelle era scoperta. Stavo solo ammirando quanto sei sexy con questa
divisa. Sono geloso dei miei stessi occhi, che possono vagare su di te, mentre le mie mani sono
costrette a tenere il volante.
Mi sfugg un sorriso, per la sua impazienza. Siamo quasi arrivati, Evan. Tra poco potranno
toccarmi quanto vogliono.
Pos una mano tra le mie cosce e io le aprii lentamente. Poi scivol sotto la gonna e mi sfior le
mutandine con il pollice. Trattenni il respiro, il mio cuore che perdeva un battito e unondata di calore
che scendeva come lava nel punto in cui mi stava toccando.
Far molto di pi, disse, con uno sguardo carico di promesse.
Il mio corpo trem. Quando mi fissava, Evan non nascondeva mai il suo desiderio di me. Lui mi
voleva. Voleva che fossi sua. In ogni momento. Non ne aveva mai abbastanza. E nemmeno io.
Eravamo entrambi assetati della linfa dellaltro.
Lauto si arrest davanti al nostro rifugio: la casa sul lago. Allungai una mano per aprire la
portiera, ma Evan me la blocc.
Non entriamo? gli domandai, confusa.
No, sta nevicando. Rimaniamo qui. Ce ne stiamo un po per conto nostro. Sollev un
sopracciglio e si avvicin per baciarmi. Con le labbra ancora sulle mie, Evan scavalc la leva del
cambio e si distese accanto a me sul mio sedile. Era cos vicino da farmi venire i brividi; gli infilai un
ginocchio tra le gambe, per intrecciarle alle sue. Evan mi guard con dolcezza, le fossette sotto gli
occhi che mi facevano perdere la testa, poi mi scost i capelli dal viso. Le mie labbra erano cos vicine
alle sue da sentire il profumo del suo respiro.
Sembra che continuino a interromperci, mormorai, allungando distinto il mento per sfiorare
le sue labbra.
Qui non lo far nessuno, mi assicur. Ricambi il bacio, sfiorando la mia lingua dolcemente.
Solo qualche mese prima, temevo che un Angelo non avrebbe mai potuto sfamare il suo
desiderio carnale, che gli fosse proibito. Anche se fosse stato cos, a Evan non sarebbe importato.
Insieme avevamo esplorato luniverso, perdendoci e ritrovando la luce. Ogni volta.
Evan, ti stancherai mai di rischiare tutto a causa mia?
Ho trasgredito tutte le regole che conoscevo per stare insieme a te. E, se ne scoprissi altre,
trasgredirei anche quelle.
E sar sempre cos? Anche se io...
Evan appoggi il suo indice sulle mie labbra, impedendomi di continuare, ma io afferrai la sua
mano e la portai gi.
Anche se io dovessi perdermi con la trasformazione?
Evan deglut e mi guard dritto negli occhi. Allora io ti ritrover e ti riporter indietro. Port
una mano dietro la mia nuca e appoggi la fronte alla mia. Sapevo che la sicurezza che ostentava era
solo una maschera. Appena sotto la superficie, si nascondeva la paura che accadesse davvero.
Temo che sia stata io a farti scattare, nello spogliatoio, gli confessai, amareggiata.
Evan invece rise e mi accarezz i capelli. Lunica colpa che hai  di essere cos bella da
avermi fatto perdere la testa. La tua aura non mi ha spinto a colpire quel ragazzo, Gemma. Lo saprei se
fosse cos. Io ho sempre provato listinto di uccidere chiunque si avvicinasse a te. Non sai quante volte
io sia stato a tanto cos dal farlo. Soprattutto con il tuo amico Peter. Sono un Angelo della Morte,
Gemma,  un impulso innato. Quando sono entrati quei tipi e ti hanno vista nuda, io ho... perso la testa.
Perdonami.
Non dispiacerti. Sorrisi e lo baciai, tenendolo stretto. Mi piace quando ti batti per me, gli
rivelai, mentre la radio sussurrava le note di Young And Beautiful di Lana Del Rey. Ripensai a quando
lavevo sentita su quella stessa auto al ritorno dal lungo viaggio che mi aveva restituito il mio grande
amore. Dopo tutte le difficolt e tutte le sfide, lui era ancora l, a sostenermi, a proteggermi. Ad
amarmi. Il mio futuro era incerto, ma su una cosa non avevo dubbi: lui ci sarebbe sempre stato.
Credi che sia saggio saltare la scuola per stare qui? mi domand dun tratto.
Nel mio futuro ci sono Streghe, unorda di creature celesti che ha tutta lintenzione di
uccidermi e probabilmente diventer una piaga per lumanit. Non mi importa se non  saggio stare
qui.
Evan si avvicin e mi annus i capelli, parlando al mio orecchio: Io intendevo stare qui con
me.
Non ho paura di te, non ne ho mai avuta.
Sono io che ho paura di me e di ci che potrei farti, se solo tu... sussurr, lo sguardo fisso
sulle mie labbra.
Non ti serve il permesso, replicai, in balia delle emozioni, ed Evan mi baci con passione.
Siamo stretti, qui. Sei scomoda?
Sto benissimo, mormorai.
Lui si spost e si mise a cavalcioni su di me, per lasciarmi pi spazio.
Pensi mai alla tua Ferrari? gli domandai di punto in bianco. Era finita in fondo al lago dopo il
nostro incidente, Ginevra avrebbe potuto recuperarla o prenderne una nuova, ma lui non aveva voluto.
Sai, confesso che mi manca, qualche volta.
Anche a me. Ma poi penso che l non potremmo fare questo. Allung una mano e il sedile si
tir gi di colpo. Risi per lo spavento e appoggiai una mano sul petto di Evan, mentre anche lui rideva.
Poi tra noi cal il silenzio e i miei occhi ritrovarono i suoi. Come si poteva amare qualcuno cos tanto?
Al punto che il petto mi faceva male ogni volta che lo guardavo? Cos, sopra di me, con le braccia tese
per non schiacciarmi e la piastrina militare che pendeva dal collo, era pi bello che mai.
Allimprovviso, quella distanza mi sembr insopportabile. Volevo averlo pi vicino, fondermi con lui.
Lo attirai a me e le note di All of Me riempirono labitacolo.
Lui mi guard, riconoscendo la canzone, e mi sorrise, sussurrando le parole sulla mia pelle
come aveva fatto nel mio sogno, mentre facevamo lamore immersi nella magia dei colori: What
would I do without your smart mouth / Drawing me in, and you kicking me out / Got my head spinning,
no kidding, I cant pin you down / Whats going on in that beautiful mind / Im your magical mystery
ride / And Im so dizzy, dont know what hit me, but Ill be alright. / My heads under water / But Im
breathing fine / Youre crazy and Im out of my mind.3 Le sue mani scivolarono su di me,
esplorandomi lentamente, la voce che mi accarezzava il collo.
Chiusi gli occhi, rapita dalle emozioni, e le sue labbra mi sfiorarono lorecchio, scatenando
mille brividi.
Give your all to me. Ill give my all to you. Youre my end and my beginning, even when I lose
Im winning.4
Gli avvolsi le braccia al collo e lo attirai a me, annullando ogni distanza. Le mie mani si fecero
strada sotto la sua maglietta e la sollevarono, per accarezzare ogni muscolo del suo addome sodo. Lui si
sollev, la afferr dietro la nuca e se la sfil, tornando a concentrarsi su di me. Mi sfil la felpa e apr il
gancetto del reggiseno con un rapido movimento. Il cuore mi batteva forte, nel sentire il suo corpo
caldo contro il mio, pelle a pelle, mentre i fiocchi di neve ci spiavano, sfiorando il vetro dellauto.
Vuoi fare lamore con me? sussurr sulla mia pelle.
Ogni istante, replicai sottovoce.
La sua mano scivol sotto la mia gonna. Dun tratto faceva molto caldo, non per il
riscaldamento, ma perch lui era cos vicino a me. Gli sbottonai i jeans e li abbassai un po,
afferrandogli le natiche per avvicinarlo. Lui mi tenne stretta e sfreg la sua erezione contro di me,
facendomi sciogliere.
Oh, Evan... mormorai, inebriata.
Lui mi sfil le mutandine. Dillo ancora, sussurr, in estasi. Di il mio nome. Dimmi che mi
vuoi.
Ti voglio, Evan. Ti voglio dentro di me. Infilai le mani nei suoi boxer e glieli abbassai,
stringendo i suoi glutei sodi.
Mi apr le gambe con il ginocchio e io inarcai la schiena, offrendomi a lui. Lui percep il mio
bisogno ed entr in me. Mi sfugg un gemito e un altro ancora, mentre lui mi baciava il collo, la spalla,
il seno. Mi abbandonai completamente a lui, alle sue labbra che scatenavano caldi fremiti in tutto il mio
corpo; ai suoi ansiti che si confondevano ai miei, in quel calore solo nostro mentre la foresta tutto
intorno a noi si tingeva di bianco.
La sua mano si strinse attorno al mio braccio, le sue dita afferrarono lelastico e lo strinsero con
forza, come se volessero strapparlo via.
Gli piantai le unghie nella pelle e lui acceler il ritmo, affondando con maggior impeto, per
fondersi con me, colmandomi di brividi di emozione.
Resta con me, Jamie, supplic, sfregando la fronte sudata sul mio mento.
Per sempre, gli promisi. Nessuna trasformazione sarebbe riuscita a soffocare il nostro amore.
Evan mi strinse pi forte e il suo calore mi invase, mentre lui si riversava in me. Mi baci con
passione e mi afferr il labbro tra i denti. Gemetti sulla sua bocca, raggiungendo lestasi, e i nostri
respiri si fusero insieme.
Evan appoggi la guancia alla mia e mi abbracci. Gli cinsi la vita con le gambe, per rimanere
legata a lui.
Resta dentro di me, Evan, supplicai. Una disperata promessa che pretendevo da me stessa.
Lui mi guard, gli occhi scuri che scavavano nei miei. Mi scost i capelli dalla fronte. Per
sempre.
Qualunque cosa avesse risposto, sarebbe stata una menzogna perch non dipendeva da lui. Ma
era una menzogna di cui avevamo bisogno entrambi.
13
UN SOLDATO DELLA MORTE
Il 13 aprile, mi disse Evan allorecchio, mentre io disegnavo un cuore sul vetro appannato.
Cosa? Mi girai a guardarlo, confusa.
 il giorno del mio compleanno. Il 13 aprile.
Ah, be, questo spiega tutto. Finsi di non interessarmi al fatto che mi avesse finalmente
rivelato quellinformazione dopo le mie ripetute richieste.
E cosa vorrebbe dire, sentiamo?
Alzai le spalle, tenendolo sulle spine. Sei dellariete.
Se consideriamo lastrologia occidentale, s, sono dellariete. E allora? Questo ti dice
qualcosa?
Mi dice tutto! sbottai, divertita.
Non sapevo credessi nelloroscopo.
Risi. Non ci credo, infatti. Ti sto solo prendendo in giro.
Ah, bene. E, tanto per sapere, come sono gli arieti, di solito?
Feci scorrere una mano sul suo braccio, scendendo fino al tatuaggio. Coraggiosi... romantici e
anche molto protettivi, affermai, continuando a disegnare il cuore sul vetro con laltra mano.
Evan allung la sua e complet il mio disegno, scrivendo dentro i nostri nomi uniti.
Gevan.
Io non ho bisogno delloroscopo per sapere che tu sei tutte queste cose e molte di pi,
sussurr, quando ebbe finito.
Il tuo  un segno di fuoco, continuai, accentuando lultima parola. Io invece ero un segno di
terra, per questo ero molto riflessiva.
Tutte belle qualit, insomma. Inarc un sopracciglio, preparandosi a fare lo sbruffone.
Non illuderti. Gli arieti sono anche avventati e incredibilmente testardi.
Io sarei avventato?
Disse quello che aveva appena fatto a pugni con uno soltanto perch aveva guardato la sua
ragazza.
Lui sarebbe sempre stato geloso di lei perch la sentiva sua.
Lei lo era, mormorai, guardandolo negli occhi. E lo sarebbe sempre stata.
Evan fece scivolare lo sguardo affamato sul mio corpo nudo, sfiorandomi con le dita. Lei non
poteva biasimarlo. Era nuda, in quello spogliatoio, e nessun altro aveva il permesso di guardarla.
E lei non voleva che nessuno, a parte lui, la guardasse.
Evan appoggi la fronte alla mia e sospir. Eppure lui si sentiva disperato, confess, la voce
che tremava.
E perch? gli domandai. Gli infilai una mano tra i capelli e lo costrinsi a guardarmi.
Perch era disperatamente innamorato di lei. Ho un disperato bisogno di te, Jamie.
Chiusi gli occhi e lo baciai, perdendomi in lui. Sapevo cosa nascondeva la sua dolce
dichiarazione: la paura continuava ad affiorare, dandoci la caccia come un fantasma. E, in fondo al
cuore, speravo che la nostra storia, nata e cresciuta tra ostacoli e difficolt, riuscisse a superare anche
questa: la pi dura delle prove. Nessuno potr dirci come sar il futuro. Dovremmo vivere il presente
giorno dopo giorno e sperare sempre che ci sia un domani insieme, mormorai, citando una frase che
Evan mi aveva detto qualche tempo prima.
Lui la riconobbe e rise tra s. Aspetta. Tir fuori il cellulare dalla tasca dei jeans. Voglio
scattare una foto di questo momento.
Pass un braccio sotto il mio collo e avvicin la testa alla mia. Poi mi guard, un istante prima
di scattare. Attimi eterni di sfuggente beatitudine.
Io ed Evan restammo a parlare abbracciati per ore, ascoltando la musica, mentre la neve
scendeva lenta attraverso i rami, come piccoli folletti venuti dal cielo per spiarci.
Parlammo del nostro bambino, parlammo delle Streghe che avevano invaso la nostra
quotidianit, di Devina che non aveva mai smesso di rivendicare lanima di Evan. Parlammo di Peter e
dei miei genitori, che continuavano a preoccuparsi per me. Allinizio, mio padre si era opposto alla mia
convivenza con Evan, ma non cera volont umana che potesse resistere al potere di una Strega come
Ginevra e cos si era convinto che lasciarmi vivere con lui fosse la soluzione migliore, soprattutto per il
bambino. Mia madre era felicissima di vedermi sorridere di nuovo grazie a Evan. Le stava bene che io
andassi a vivere con lui, a patto che li andassi a trovare o li chiamassi ogni giorno. E che mi diplomassi,
ovviamente. Io tenevo fede al patto e mimpegnavo a scuola, anche se quando facevo i compiti Evan
arrivava spesso a distrarmi dai miei doveri e io non riuscivo mai a resistergli.
A cosa stai pensando? mi domand Evan, sorprendendomi mentre sorridevo.
A quanto sei testardo.
Ancora con la storia delloroscopo? E, per la cronaca, non ho fatto a pugni con quel ragazzo.
Lho solo minacciato un po.
Buon per lui. Se gli avessi dato un pugno, dubito che saremmo qui a parlarne. Lui sarebbe
allobitorio e tu in prigione.
Solo tu puoi mettermi in catene. Mi strizz un occhio e io lo colpii alla spalla.
Evan torn al posto di guida e si rivest, con il sorriso sulle labbra. Avevo promesso ai miei che
sarei passata a trovarli in caffetteria e, a giudicare dai rumori del mio stomaco, si era fatto tardi. Evan
aveva del colore giallo sulla fronte e sugli zigomi e non riuscii a trattenermi dal ridere.
Che c? domand, rendendosi conto che lo stavo prendendo in giro.
Faresti bene a ripulirti la faccia o mio padre potrebbe guardarti storto.
Pi del solito? scherz Evan. Non si guard nemmeno allo specchio e fece retromarcia.
Aveva capito a cosa mi riferivo, ma non gliene importava.
Cosa dicevi sul non essere testardo? Mi allungai verso di lui e gli pulii gli zigomi con le dita.
E poi, a mio padre tu piaci, lo contraddissi. So che non te lo dimostra, ma  solo perch  sempre
stato molto protettivo con me. Nonostante questo, ti ha dato la sua benedizione.
Temo che cambier opinione su di me, se ti presenterai da lui cos. Evan abbass lo
specchietto affinch fossi io a guardarmi, stavolta.
Oh. Mio. Dio. Sgranai gli occhi, coprendomi la faccia con le mani. Avevo le guance rosse e i
capelli erano un groviglio. E il trucco giallo era sbavato ovunque sul mio viso. Praticamente avevo
scritto in faccia ci che era successo. Mi affrettai a ripulirmi e a sistemarmi i capelli, poi afferrai
lelastico al mio avambraccio e li legai, mentre Evan ripartiva.
Lo porti ancora, mormor, negli occhi una tristezza infuocata. Da quando avevamo scoperto
il motivo per cui non mi separavo mai dal mio elastico, Evan lo guardava con ostilit. Mi ero accorta di
come lo aveva stretto, mentre facevamo lamore.
Non posso farne a meno, ammisi. Quel gesto era una risposta inconsapevole al mio legame
col Dakor. Ora che lo sapevo, avrei dovuto smettere di farlo, ma era difficile.
Guardai Evan e posai la mano sulla sua, cambiando argomento: Passiamo dallAdirondack
Popcorn Co.? Ho una voglia matta di Moose Crunch.
Lui si rilass e sorrise. Un secondo fa non stavi sbavando per la sfoglia di patate di tua madre?
Sbaglio o le hai detto di preparartela?
Certo. Manger anche quella, cosa credi?
Evan sorrise. Gi, cosa lho chiesto a fare?
Ehi, cosa stai insinuando? protestai, imbronciata. Non  colpa mia se ho un sano appetito!
Chiunque avrebbe gi preso trenta chili, con quello che mangi tu, esclam, divertito.
Sta zitto. Ho cos tanta fame che potrei mangiare anche te, lo avvertii, lanciandogli
unocchiataccia.
Lui si ferm davanti al negozio di pop corn, al 2520 di Main Street. Accanto cera il Cabin Grill
e il mio stomaco brontol di nuovo, al pensiero delle patatine fritte.
Abbassai il finestrino e sentii il profumo dei chicchi caramellati raggiungermi in macchina.
Mmm... Che dolce tortura, mormorai, respirando a fondo. Sbrigati o potrei mettere in atto la mia
minaccia.
Evan rise e scese dalla macchina. Lo osservai entrare nel negozietto dalla facciata di legno, con
la vetrina piena di delizie. Torn qualche minuto dopo con diverse buste di pop corn dei miei gusti
preferiti: croccanti con caramello e cioccolato, maple/bourbon e bacon, e alle nocciole tostate.
Sei il mio angelo. Gliele strappai quasi di mano e mi riempii la bocca come uningorda. Oh,
mio Dio, sussurrai, chiudendo gli occhi. Sono in Paradiso. Mmm...
Evan scosse la testa e rise.
Prendimi in giro quanto vuoi, tanto io ho questi. Mi strinsi al petto le buste e trangugiai
ancora qualche pop corn, mentre lauto ripartiva verso la caffetteria dei miei genitori.
Aspetta. Ne hai un po qui. Si sporse verso di me e mi tocc il labbro con il pollice, poi si
allung per baciarmi, indugiando come se mi stesse gustando. La tua bocca  come il nettare degli dei:
mi d alla testa.
Sono i pop corn. Te lo dicevo che erano buoni.
Evan rise ancora, ma poi la sua espressione si fece lentamente pi cupa.
Che c? gli domandai, preoccupata. Scusami, sono stata davvero uningorda... mormorai,
credendo fosse colpa mia.
Tu sei adorabile, mi rassicur.
Allora perch hai quellespressione cos seria? Qualcosa non va?
Non  niente. Ero solo concentrato. Mi guard con un sorrisetto. Ti dispiace se facciamo
una piccola deviazione? Evan svolt a destra, allontanandosi dalla caffetteria.
Perch? Mi allarmai.  successo qualcosa?
Nulla di cui tu debba preoccuparti.
La macchina si arrest di colpo. Evan si volt a guardarmi e i suoi occhi divennero
incredibilmente grigi. Un brivido mi attravers la schiena. Si era trasformato.
Torno tra un attimo.
Annuii e lo osservai mentre scendeva dallauto. Mi fiss per tutto il tempo, facendo il giro della
macchina. Nessuno per la strada avrebbe potuto vederlo, nella sua forma angelica, ma io s. Si ferm
davanti al vialetto di una casa e svan, lanciandomi unultima occhiata.
Portai alla bocca un chicco caramellato dopo laltro, in preda al nervosismo. Non volevo sapere
dove fosse andato. Con me era sempre cos dolce, facevo ancora fatica ad accettare che in lui si
nascondesse un soldato della morte.
Allimprovviso, Evan si materializz sul sedile, facendomi trasalire.
Hai fatto in fretta.
Lui serr le labbra, rimanendo serio. Accese il motore e qualcuno, allinterno della casa, strill.
Mi voltai di scatto ed Evan accese lautoradio perch non sentissi. Un brivido mi gel il sangue,
mentre mi rendevo conto di cosa fosse successo. Hai appena ucciso qualcuno, mormorai,
agghiacciata.
Scusami, si giustific, dispiaciuto. Per alcuni ordini abbiamo meno preavviso che per altri.
Non ho avuto il tempo di riaccompagnarti e non volevo lasciarti sola troppo lontana da me. Se pu farti
stare meglio, era anziano e se n andato in fretta.
Annuii e battei le palpebre, sconvolta. Per lui era talmente normale, io invece non ero ancora
riuscita ad abituarmi al suo lato oscuro. Come faceva Evan ad accettare il mio? Forse neanche lui ci
riusciva, ecco tutto.
Mi appoggiai al sedile e su di noi cal un gelido silenzio.
14
INFERNO E PARADISO
Eccoti, finalmente! Mia madre mi venne incontro, stringendomi in un abbraccio. Spero che
il mio scricciolo sia affamato, perch ho preparato i suoi piatti preferiti!
Mangerei un leone, le assicurai. La parte buffa era che era vero.
Ciao, Evan, accomodati, prego. Mia madre lo afferr per un braccio e lo accompagn alla
sedia, lanciandomi unocchiata di approvazione. Evan le era sempre piaciuto, nonostante tutto.
Aspettatemi qui, torno subito.
No, vengo con te, la interruppi, cos saluto anche pap.
Io ti aspetto qui, disse Evan.
Seguii mia madre nel laboratorio e abbracciai di slancio pap.
Attenta, ti sporcherai di crema, mi avvert lui, ma non mi importava. Sei qui da sola? mi
domand, sulla difensiva.
Sono con Evan e tra un po arriveranno anche i nostri amici.
Mio padre grugn qualcosa, mentre mia madre scoppi dentusiasmo: Fantastico! Preparo
subito i tavoli. Adorava non solo Ginevra, ma anche le sue Sorelle.
Le nostre Sorelle, mi sugger una voce dentro di me. Scacciai subito quel pensiero.
Aiutai la mamma a portare i piatti che aveva preparato per me ed Evan. Non sapeva che lui non
mangiava il nostro cibo, ma io avrei fatto fuori tutto prima che se ne accorgesse.
Ehi, la rossa  gi arrivata, mi inform mia madre.
Strano, non avevo detto a Fate che eravamo l. Sollevai lo sguardo, ma al suo posto trovai
Devina.
Allontanati subito da lui, le ordinai telepaticamente.
Lei si volt verso di me e sorrise, allungando il braccio sulla spalla di Evan.
Mi ricordi perch la sorella di Ginevra sta cos attaccata a Evan? Sono forse parenti?
No,  solo che lei  una cagna, grugnii, e il piatto mi trem tra le mani.
Mia madre mi lanci unocchiata preoccupata: di solito non mi esprimevo cos, di fronte a lei.
Una coppia accanto a me prese a litigare animatamente e la ragazza colp con uno schiaffo il suo
fidanzato. Era colpa mia. La mia rabbia si era estesa fino a loro. Dovevo stare attenta. Rischiavo di
perdere il controllo.
Sta tranquilla, scricciolo. Evan non ha occhi che per te, mi rassicur la mamma. Devo
andare ad aiutare tuo padre, ma sar da te tra poco.
Respirai a fondo per calmarmi e feci per prendere posto accanto a Evan, ma lui mi prese e mi
fece sedere sulle sue ginocchia. Qui starai pi comoda, sussurr, ignorando completamente Devina.
Sfregai la testa contro di lui e dentro di me torn il sereno. Evan era la mia luce. Riusciva
sempre a guidarmi attraverso loscurit.
Siete disgustosi, si lament Devina, appoggiandosi allo schienale della sedia.
Oppure stai solo crepando di gelosia, la provocai.
Lei sbuff. Non illuderti. Sono qui solo per il cibo. Tua madre cucina divinamente.
Hai i tuoi poteri, fatti da mangiare con quelli.
A me piace essere servita.
Allora tieni. Ingozzati con questo. Le passai sgarbatamente un piatto e mi concentrai su Evan,
baciandolo con sensualit.
Lui non si oppose e ricambi il mio bacio, mentre Devina ci guardava. In sua presenza, Evan
era sempre molto affettuoso con me. In parte per rassicurarmi, in parte per far capire a lei che era
soltanto mio.
Ehrm-ehrm...
Mio padre.
Adesso non esageriamo, per!
Devina sorrise. Doveva essere stata lei ad attirarlo l.
Le lanciai unocchiata assassina e mi staccai da Evan. Scusa, pap, mormorai, tornando al
mio posto.
Vi ho portato le patatine fritte col pepe nero, come piacciono a te.
Grazie, sei un mito. Mi alzai per baciarlo sulla guancia e lui si calm.
Sei sempre la mia piccolina, non dimenticarlo.
Okay. Gli strinsi il braccio affettuosamente e lui scomparve oltre il bancone.
Ginevra e Simon apparvero proprio in quel momento dalla porta, insieme a quattro Streghe.
Safria, con straordinari occhi blu con riflessi violacei che risaltavano sulla sua pelle nera. Nausyka, dai
capelli argento e dagli occhi di ghiaccio. Zhora  che molte delle Sorelle chiamavano Suri , con un
taglio corto mogano e incredibili occhi smeraldo, e infine Camelia, che in quelloccasione aveva i
capelli blu e azzurri.
Per loro doveva essere strano essere l e tenere a bada i propri istinti. Forse lo consideravano
solo un gioco, una sfida con se stesse che non volevano perdere. Eppure io vedevo il modo in cui i loro
occhi accarezzavano gli altri avventori, come se fossero tutti delle prede. La gente era affascinata dal
nostro gruppo. Se fossero state delle persone normali a indossare i vestiti sexy e stravaganti delle
Streghe, le malelingue della nostra cittadina si sarebbero scatenate, ma loro avevano ammaliato tutti.
Erano belle da mozzare il fiato.
Le Streghe facevano onore alla cucina di mia madre come se non mangiassero da mesi e lei era
cos entusiasta che continuava a riempir loro il piatto, fiera dei loro continui complimenti. Ancora una
volta, Ginevra mi aveva assicurato che le sue Sorelle non avrebbero messo a repentaglio lanima dei
mortali. Erano l solo per passare un po di tempo insieme a noi e proteggermi nel caso ci fosse stato
bisogno. Alcune Druse, nelle sembianze di pantera, erano rimaste a sorvegliare i prigionieri nelle
segrete, altre Streghe erano rimaste con Sopha perch, nonostante tutto, il male nel mondo non poteva
andare in vacanza e il loro operato doveva continuare.
Gemma, devi assolutamente assaggiare questa, mi sugger Camelia.  divina!
Sorrisi per il suo entusiasmo. Te la cedo volentieri. Io sono cresciuta con le sfoglie di patate di
mia madre. So bene che sapore hanno.
Non ne vuoi nemmeno un po? domand rattristata, quasi le avessi detto che non volevo
esserle amica.
Okay, ne prendo un pezzetto.
Un sorriso radioso le illumin il viso e io non potei non ricambiarlo.
Ginevra mi strinse la mano sotto il tavolo e per un attimo mi sembr che nella stanza fossimo
rimaste solo io e lei. Sapevo esattamente ci che stava provando. Era felice di essere l, con le sue
Sorelle. Con me. Doveva essere stato molto difficile per lei scegliere di abbandonarle. Persino io
sentivo gi il Legame e non mi ero ancora trasformata. Mi trattavano gi come una Sorella. La gente
era ipnotizzata da loro. Le guardavano con occhi colmi dammirazione, come fossero principesse. E
forse era davvero cos. Erano principesse delle tenebre. E presto anchio sarei stata una di loro. Una
parte di me, che cercavo di tenere nascosta, voleva farne parte. Poi per ricordavo che il prezzo era
separarmi da Evan, e io non sarei mai stata disposta a pagarlo.
Il confine tra bene e male si era fatto cos sottile da confondersi. Le Streghe erano il male...
Eppure volevano proteggermi. I Msala, invece, non avevano fatto altro che tentare di uccidermi. Qual
era il mio posto? Contro chi dovevo schierarmi? A volte non lo sapevo pi.
E poi cera Evan, cerano Simon, Ginevra... e Drake. Loro stavano sacrificando tutto per me. Mi
avevano protetto dai Sotterranei e dalle Streghe. Da entrambe le fazioni in guerra. Era sempre stata una
contesa di anime, tra loro, e adesso entrambe volevano la mia. I Msala per portarla in Paradiso, dove
io ed Evan non avremmo pi potuto vederci. Le Streghe per portarla allInferno, dove forse cera
ancora una possibilit per noi.
Evan mi strinse la mano, accorgendosi che mi ero estraniata. Guardai nei suoi occhi e ogni
dubbio svan. Nella lotta tra il bene e il male, noi stavamo sul confine, dove cera il nostro amore. Tutto
il resto non ci interessava.
Le candele tremolavano, proiettando luci e ombre che danzavano sulle pareti. Lacqua era
calda, nella vasca, la piccola cascata che sgorgava dalla roccia produceva un suono che calmava il mio
spirito.
Evan era andato in missione, dallaltra parte del mondo. Io ero tornata a casa insieme a Ginevra
e Simon, ma poi anche lui era stato richiamato al suo dovere. Nonostante tutto quello che ci accadeva
intorno, erano soldati e gli ordini venivano prima di ogni altra cosa... eccetto me.
Sorrisi, ripensando al modo affettuoso in cui Evan e Simon mi proteggevano. Due soldati della
morte che si battevano per unanima mortale. Unanima contesa da tutti. A chi sarebbe appartenuta, alla
fine di tutto?
A me stessa, mi ripromisi. Solo cos avrei potuto stare insieme a Evan. Mi avvicinai al getto
della cascata e lasciai che lacqua mi scorresse sulla testa, e minvadesse con il suo calore, rilassando
ogni muscolo.
Spostai il collo a destra, poi a sinistra, e in quellistante aprii gli occhi di scatto, percependo una
nuova presenza nella stanza.
Hai intenzione di startene l a guardarmi? domandai, con voce provocante. Fissai la roccia,
senza voltarmi.
Evan si avvicin e appoggi le mani sulla vasca. Era una delle opzioni.
Mi girai e incrociai i suoi occhi, grigi come la tempesta di desiderio che si agitava in lui. Dio...
Perch mi guardava cos? Mi faceva perdere la testa.
Mi avvicinai al bordo e mi sollevai un po, pericolosamente a un palmo dal suo viso. Oppure,
sussurrai sulla sua bocca, potremmo esaminare le altre opzioni.
Evan deglut e la sua mano mi sfior il fianco bagnato. Sono daccordo, mormor,
ipnotizzato dalle mie labbra. Le sfregai appena contro le sue, incendiandolo di desiderio, ma subito
lallontanai, giocando con lui.
Opzione uno: resto qui a guardarti mentre fai il bagno per me, mormor.
Lidea mi sembra allettante, replicai, continuando a provocarlo. Avevo scoperto che mi
piaceva stuzzicarlo.
Opzione due: mi spoglio e faccio il bagno insieme a te. Sai,  stata una lunga giornata...
Sollev un sopracciglio, lespressione carica di significato.
Credo che sceglier lopzione tre.
E quale sarebbe?
Sorrisi e lo afferrai per la maglietta. Quella in cui ti tiro dentro con i vestiti!
Ferma, aspetta!
Ma era gi troppo tardi.
Riemerse, con un sorriso impertinente sulle labbra, e si lisci i capelli allindietro. Stai
diventando dispettosa! Vuoi la guerra?
Ah! urlai, quando Evan si avvent su di me, schizzando tutto il pavimento. Tentai di
scappare, ma lui mi afferr per i fianchi e mi tenne stretta sotto di s. Adesso sei mia prigioniera.
Sfidai i suoi occhi di ghiaccio. E cosa ne farai di me? Giocai ancora con lui, avvicinando le
labbra per poi ritrarle.
Evan mi port una mano dietro la nuca e mi baci il mento con passione. Ti porter in
Paradiso.
Gemetti, quando morse la mia spalla, provocandomi una scossa elettrica in tutto il corpo. Mi
aggrappai a lui. Gli sfilai in fretta la maglietta bagnata e gli sbottonai i jeans, gettandoli sul pavimento.
Eravamo nudi, immersi nellacqua calda luno contro laltra. Le sue mani si muovevano su di me,
lasciando brividi sulla mia pelle. Senza mai staccare le labbra dalle mie, mi afferr per il fondoschiena
e mi attir a cavalcioni su di s, mentre io mi lasciavo divorare dai suoi baci. Il mio ventre pulsava di
desiderio; strinsi le gambe attorno alla vita di Evan, per sentire la sua erezione contro di me. Allora lui
mi sollev appena e penetr in me. Rimase fermo, stringendomi forte. Oh, Jamie. Perch mi fai
questo? sussurr, afferrando uno dei miei seni con la sua mano calda e forte. Accarezz il capezzolo
con il pollice e lo sentii inturgidirsi sotto il suo tocco. Poi lo baci e appoggi la testa al mio petto. Tu
annienti ogni mia difesa, mormor, laria disperata.
Gli presi il viso tra le mani e lo baciai, saziandomi di lui. Era dentro di me, mi colmava, mi
completava, comera sempre stato. Gli afferrai i capelli sulla nuca, muovendomi su di lui, inseguendo il
piacere che solo lui sapeva darmi.
Mi porterai allInferno, grugn, lasciandosi sopraffare dal desiderio. Mi afferr le natiche e mi
strinse pi forte a s, affondando con decisione e tenerezza. Le nostre guance si sfioravano, le nostre
fronti si toccavano, le labbra si inseguivano, mentre noi eravamo in un altro mondo, in una bolla solo
nostra, drogati dellamore che ci univa, che ci invadeva, fino a sfiorarci lanima.
Mi morse il labbro, ansimando nel mio orecchio, e un brivido mi vibr nel petto. Mi aggrappai a
Evan e mi sfugg un urlo mentre raggiungevo il piacere. Evan mi afferr forte le natiche e si rivers in
me, con un gemito roco di desiderio.
Mi tenne stretta, sfregando la guancia contro la mia. Sei la mia dea, sussurr, sfiorandomi
lorecchio con le labbra.
Sorrisi e gli baciai la spalla. Non avevi detto che ti avrei portato allInferno? Lasciai altri baci
sul suo collo scendendo fino al petto, inseguendo le cicatrici.
Evan scosse la testa. Ma io ti ho promesso il Paradiso, ricordi?
Hai mantenuto la promessa perch ci sono appena stata.
15
RICORDI IMPOLVERATI
Perch non mi hai detto subito quandera il tuo compleanno? domandai a Evan. Eravamo
ancora nella vasca, le luci soffuse illuminavano appena la stanza. Lui era dietro di me, mi accarezzava
la schiena con la spugna, immerso in una nuvola di schiuma bianca.
Non era importante, replic, la voce improvvisamente malinconica.  passato cos tanto
tempo, dallultima volta in cui lho festeggiato, che quasi non me ne ricordavo.
Dimmi la verit, Evan.
Lui rimase in silenzio, mi pass la spugna sul collo, prima di parlare.  anche il giorno in cui 
morta mia madre. Lasci la spugna e mi accarezz le braccia, seguendo il brivido che la sua
confessione aveva scatenato. Avevo la possibilit di salutarla, continu in un sussurro. Di dirle
addio, come non ero mai riuscito a fare prima che io morissi. Invece ero in missione. La sua anima ha
lasciato il corpo e io avrei potuto parlarle, ma non ero l con lei. Cos  trapassata. Ho perso la mia
unica occasione.
Mi dispiace, mormorai, con un filo di voce. Una lacrima mi scivol sul viso. Avrei dovuto
capire che cera un motivo se non voleva dirmelo. Invece la mia testardaggine lo aveva ferito.
Non potevi saperlo. E poi, come ho detto,  passato tanto tempo. Ormai non ha pi
importanza.
Mi girai a guardarlo e annuii.
Lui asciug una lacrima sul mio viso e sorrise. Non voglio vederti piangere, mi intim.
Pensiamo al presente.  molto pi... confortevole. Sollev un sopracciglio e mi attir di nuovo a s,
baciandomi teneramente. Prese dello shampoo e me lo mise sui capelli, le dita forti che massaggiavano
la cute con dolcezza.
Chiusi gli occhi, abbandonandomi a quella sensazione di piacere. Mi piace fare il bagno
insieme a te.
Sono meglio di una Spa, si vant lui. Servizio completo. Mi strizz locchio e sorrise.
Verrai da me, stanotte? Lo guardai, piena di speranza. Ogni volta che i suoi occhi grigi
sprofondavano nei miei, mi sentivo persa.
Non credo che sar possibile. Parto per una missione e non torner prima di domani, mi
dispiace.
Oh... mi lasciai sfuggire, amareggiata. Starai via tutta la notte?
E tutto il giorno, se sar necessario come credo.
Avr gli incubi. Era sempre cos, quando lui non cera. La sua presenza in sogno riusciva
invece a scacciare ogni mio demone.
Evan mi sistem i capelli dietro lorecchio. Chieder a Ginevra di non lasciarti sola.
No, non ce n bisogno. Sono al sicuro, adesso. Posso sopportare un brutto sogno. Lasciamo
che lei si goda un po di pace.
Lui annu, anche se non ero sicura che mi avrebbe dato ascolto. Posso fare qualcosa per te?
Io avevo gi la risposta. Una cosa ci sarebbe.
Ti ascolto.
Mi accompagneresti in soffitta?
Evan sembr confuso. Cerano i gemelli, in soffitta, ancora imprigionati nella gabbia di
Carbonado.
Non voglio fare niente di avventato, lo rassicurai.
Certo, altrimenti non avresti avuto il bisogno di chiederlo, lo avresti fatto e basta.
Divertente.
Cosa c di importante lass?
Una cosa che volevo prendere ieri, ma poi mi hanno attaccata e...
Quando dici una cosa, vuoi dire un libro, suppongo.
Feci spallucce, trattenendo un sorriso. Mi conosci bene.
Non ne hai gi due sul comodino? Probabilmente, Evan aveva un po paura a portarmi l.
Non per quello che avrebbero potuto farmi i gemelli, ma per quello che il Carbonado avrebbe potuto
risvegliare in me.
Quelli li ho gi finiti, gli confessai, ripensando alla serie sugli alieni che avevo lasciato nella
stanza di Evan. Mi morsi il labbro, sbattendo le ciglia.
E va bene, ti accompagno. Conoscendoti, altrimenti ci andresti da sola.
Battei le mani per la felicit. Non vedevo lora di riavere il mio Jane Eyre. Se dovevo rimanere
sola, quella notte, Rochester mi avrebbe tenuto compagnia.
Uscimmo dalla vasca e ci rivestimmo. Una grossa pantera nera era di guardia alla nostra porta e
io sorrisi nel vedere la macchia rossa sulla sua zampa. Era Devina e doveva aver sentito tutto. Captando
quel pensiero, mi frust con la coda e si allontan sbuffando. Lui era mio. Prima o poi lo avrebbe
capito.
Ignaro della nostra piccola lotta per marcare il territorio, Evan mi prese la mano e mi
accompagn fino alla botola di legno che portava di sopra. Lapr e sal le scale per primo, scrutando
nelloscurit. Si tir su e poi mi offr la mano per aiutarmi. Non cera la lampadina  dopo che lavevo
fatta esplodere  e fuori era gi scesa una fredda oscurit. Evan apr il palmo e una sfera di luce prese
vita, illuminando un po la stanza. Il fuoco di un Angelo. Rimasi a fissarlo, quasi ipnotizzata dal suo
scintillio argenteo. Era possibile provare cos tanto fascino per qualcosa che rappresentava per me un
cos grande pericolo? Una volta che mi fossi trasformata, quel fuoco, cos puro e luminoso, sarebbe
stato lunica arma in grado di uccidermi.
Il cuore prese a battermi pi forte.
No. Lenergia che mi scuoteva aveva unaltra provenienza.
Seguii listinto e mi voltai verso la gabbia in fondo alla stanza.
I due bambini erano seduti a terra, con la schiena appoggiata alle sbarre e la testa riversa in
avanti, come se dormissero o fossero... morti. Sperai davvero che non fosse cos. Quella gabbia era la
nostra ultima speranza di poter vivere in tranquillit gli ultimi mesi che ci restavano.
Come se avesse intuito i miei sentimenti, Evan strinse la mia mano con pi forza. Allora? Da
dove iniziamo a cercare?
Da questa parte. Dovrebbe essere qui, balbettai. Non capisco. Era proprio qui...
Evan si avvicin e mi aiut a cercare tra gli scatoloni, mentre lenergia che riempiva la stanza
continuava a stuzzicarmi. Forse non era stata una buona idea, tornare lass.
Lottai contro listinto di voltarmi verso la gabbia e continuai a frugare.
Stavi cercando questo? chiesero due voci roche.
Non ti voltare, mi intim Evan a denti stretti.
Devessere importante, se sei tornata fin qui per riprenderlo, continu uno dei Deva.
Sentii il fruscio delle pagine e mi girai.
Il bambino mi fiss.
Aveva il mio libro.
Ridammelo. Mi alzai lentamente e lo fissai negli occhi.
Perch non vieni qui a riprenderlo? mi sfid, con voce inquietante.
Avanzai di un passo.
Gemma, no! Evan mi si par di fronte e cerc il mio sguardo.
Mantenni la calma.
Ci penso io. Sollev la mano, piegando laria al suo volere... Ma non successe niente.
Corrug la fronte, frustrato, e il Deva sorrise, stringendo il libro tra le mani. Il potere di Evan non
andava oltre la barriera.
Mi annoio, qui dentro. Forse strapper qualche pagina. Potrebbe essere divertente...
Serrai i pugni.
Gemma, lascia perdere, andiamocene via!
Il bambino strapp langolo di una pagina ed Evan attravers la stanza come un lampo. Fossi
in te, non la provocherei, lo minacci.
Ma lui tir il foglio con decisione.
No! urlai, e la mia forza nera lo invest, scagliandolo contro le sbarre. Il rumore dello strappo
mi aveva lacerato il cuore.
Gemma, adesso basta, mi richiam Evan, avvicinandosi. Ce lho. Ho preso il libro. Mi
mostr il volume e il foglio strappato e io battei le palpebre, tornando a respirare.
Il Deva cadde di peso sul pavimento e non si rialz.
Andiamocene via. Evan mi cinse le spalle e mi baci sulla fronte.
Annuii e mi guardai intorno. Un uragano sembrava aver investito la stanza. Ero stata io? Un
brivido di terrore mi scosse. Dentro di me, una forza distruttiva si nascondeva, in agguato.
Raggiungemmo la botola, dove ci attendeva una pantera con una macchia rossa sulla zampa. Se
avesse avuto sembianze umane, in quel momento avrebbe sorriso, soddisfatta. Ma io non volevo essere
cos. Come lei. Come loro. Non volevo distruggere le cose... o le persone, rubando loro lanima.
Strinsi la mano di Evan. Ero sempre meno sicura che sarei rimasta me stessa.
Perch ci tieni cos tanto a questo libro? mi domand Evan, mentre cercavo di riattaccare
attentamente la pagina con del nastro adesivo. Lui mi ferm e, senza dire una parola, aggiust la carta
con il suo potere.
Lo guardai, meravigliata, e lui mi fece locchiolino.
Allora? Perch  cos importante?  un regalo di qualche spasimante? scherz, ma io rimasi
seria e strinsi il libro al petto.
Me lha dato mia nonna. Vedi? Lo aprii e gli mostrai la prima pagina con il suo nome.
Gemma.
Oh, pensavo fosse riferito a te, mormor Evan.
E lo , ma non solo. Lo abbiamo scritto insieme quando avevo otto anni. Diceva che cos
questo libro sarebbe stato nostro. Dentro ci sono molte note ai margini, riflessioni, domande,
pensieri...
Ora capisco.
Ci sono due categorie di libri: quelli che non vedo lora che finiscano e quelli che vorrei non
finissero mai.
Vedendo quanto ci tenevo, una volta Evan mi aveva donato la sua copia di Jane Eyre, una
prima edizione del 1847, che conservavo gelosamente. Tuttavia nemmeno quel volume prezioso per me
valeva quanto il mio. Era insostituibile.
Grazie per averlo sistemato.
A recuperarlo ci hai pensato tu, per, scherz Evan, ma poi la sua espressione si incup. Stai
diventando sempre pi forte.
Ti spaventa?
Mi spaventa solo lidea di perderti.
Non succeder, gli promisi. Gli presi la mano, ricomponendo il nostro tatuaggio.
Sa?vicara?am, sussurrai, e lui appoggi la fronte sulla mia.
Sa?yodhanam, mormor sulle mie labbra.
Stare insieme. Combattere insieme.
Trover me stessa e l ci sarai anche tu. Lo giuro.
Evan mi guard. Voleva crederci, voleva farlo con tutto il suo cuore, eppure una parte di lui non
ci riusciva. Come facevo allora io a esserne certa?
Adesso devo andare, mormor Evan, e io annuii, ancora scossa da tutte quelle emozioni.
Promettimi che non tornerai lass.
Non ci penso nemmeno, lo tranquillizzai.
Un giorno intero senza di te. Come far a vivere?
Come far a non morire?
Evan mi strinse a s unultima volta, gli occhi scuri che si trasformavano, divenendo di
ghiaccio. Mi stamp un bacio sulle labbra, scatenandomi un brivido, poi svan, lasciandomi da sola, nel
silenzio.
Non ci penso nemmeno, ripetei a me stessa.
Ma il demone che temevamo non era in quella soffitta.
Era imprigionato dentro di me.
16
MONDI PARALLELI
Vagavo tra gli alberi della foresta innevata, avvolta nel mio lungo mantello rosso, che spiccava
sulla neve candida come una goccia di sangue. Mi coprii la testa col largo cappuccio. Faceva freddo e
la notte si preparava a falciare laria con la sua scure, portando con s gelo e morte perch, non molto
lontano, uno dei suoi Giustizieri avrebbe portato via unanima.
Evan era in missione e non sarebbe stato l a proteggermi. Mi strinsi nel mantello, anche se il
gelo che mi devastava non era fuori, ma dentro di me.
I tronchi degli alberi si ergevano come muti soldati. Eppure cera qualcosa di inquietante,
nellaria. Un brivido sinistro mi inseguiva, come se la morte continuasse a passarmi accanto.
Qualcuno mi afferr il polso allimprovviso. Ti sei persa, Cappuccetto Rosso?
Mi girai di scatto ed Evan era di fronte a me, i suoi occhi incredibilmente grigi che
risplendevano nelloscurit come quelli di un lupo.
Evan! Sospirai di sollievo. Che ci fai qui? Non dovevi essere in missione?
Lui sorrise. Non riuscivo a starti lontano. Mi baci il collo e avanz, costringendomi a
indietreggiare.
Gli ordini prima di ogni cosa: non era questo il vostro motto?
Tu prima di ogni cosa.  questo il mio motto.
Risi e ricambiai i suoi insistenti baci.
Poi lui si stacc e mi prese per mano. Andiamo.
Dove?
In un posto pi caldo, cos potr toglierti i vestiti.
Risi e corsi con lui tra gli alberi. Al nostro passaggio, la foresta si spogli del suo mantello
bianco e il lago ci mostr il luccichio delle sue acque. Mi voltai: linverno era scomparso, lasciando il
posto a una fresca nottata di primavera.
Vieni qui, Gemma.  divertente, mi grid Evan.
Vagai con lo sguardo e lo trovai sul Peninsula Trail, un sentiero che attraversava il lago. Era
bellissimo camminarci sopra, circondato comera dalle acque calme. Sembrava di stare in capo al
mondo.
Torna qui! gli urlai. Lacqua  gelata.
Vieni a prendermi! mi sfid.
A volte Evan era peggio di un ragazzino. Risi e mi tolsi le scarpe. Sollevai il mantello e il
vestito, camminando a piedi nudi sul sentiero. Era labito logoro che Ginevra mi aveva prestato per
lInferno, non ricordavo di averlo indossato...
Lacqua mi bagnava le caviglie, la corrente mi solleticava la pelle. Eccomi, arrivo! Sono qui,
sei contento?
Evan mi cinse la vita e sorrise. Sono sempre contento di vederti, Pelle di Pesca.
Cosa? Perch mi aveva chiamata cos?
Alzai lo sguardo e incrociai quello nero di Arec. Lo sconsacrato mi sorrise, i denti piccoli come
quelli di uno squalo. Ero allInferno?
Indietreggiai, spaventata, ma il mio piede scivol sulla roccia coperta di muschio e caddi
nellacqua bassa.
Vieni. Ti aiuto ad attraversare il fiume.
Il fiume. Dovevo seguire il suo corso per ritrovare Evan.
Arec mi tese una mano, ma io lanciai un urlo e la scansai. Mi alzai a fatica e la corrente mi
strapp il mantello, trascinandolo al largo.
Tornai indietro, correndo a piedi scalzi sul sentiero, e Arec mi si par di fronte, ma io non
riuscii a fermarmi e gli caddi addosso. Lui prov a trattenermi, per io mi divincolai e lo graffiai con
forza. Uno schizzo di sangue mi sporc il viso, ma io non mi fermai, lacerandogli la carne. Le mie
unghie erano affilate come quelle di una pantera. Gli squarciai il petto e, con un gorgoglio soffocato,
Arec cadde in ginocchio.
I suoi occhi, ora, erano tornati normali. Ben fatto, Pelle di Pesca. Cadde a faccia in gi
nellacqua, formando una pozza rosso scuro, e la corrente lo trascin via. Ripensai al mio mantello. Mi
osservai le mani, tremando. Erano piene del suo sangue, ma non era nero, come quello dei Dannati. Era
rosso. Le lavai ossessivamente nel fiume, bagnandomi il lungo vestito. Cosa avevo fatto? Corsi via
senza pi voltarmi. Volevo raggiungere la macchina, ma non ricordavo pi dove lavevo lasciata.
Scorsi il rifugio in lontananza e il mio cuore esult di gioia. Lanciai unocchiata alle mie spalle,
spaventata dalla presenza oscura che continuavo ad avvertire e piombai su qualcuno. Sollevai la testa,
stordita dallimpatto. Era Evan.
Sei tu! Lo abbracciai di slancio.
Ehi, rilassati. Perch sei cos agitata?
Dove sei stato?
In missione. Ti avevo detto che avevo un ordine di esecuzione. Ora per sono qui. Mi
accarezz la testa e io mi concessi di respirare. Guardai il nostro rifugio, sulla sponda. Dalla finestra si
intravedeva il bagliore del camino e una nuvola di fumo si levava dal tetto sfidando loscurit. Credevo
che fosse solo, l, ma il ruggito di un gruppo di pantere proveniente dalla casa squarci la notte.
Non entriamo? domandai a Evan, stranita.
Lui mi baci sulle labbra. No. Stiamocene un po per conto nostro, sussurr, accarezzandomi
la guancia. Solo tu, io e Devina.
Mi staccai da lui di scatto, il cuore che mi batteva forte nel petto, ma sfiorai qualcuno dietro di
me e mi voltai, ansimando.
Devina mi sorrise e si chin a baciarmi. Lui sar solo mio, sussurr sulle mie labbra. I suoi
occhi di miele mi sfidarono, affilati come quelli di una pantera.
No! urlai, e indietreggiai, continuando a fissarli.
Evan le prese la mano e la tir verso il nostro rifugio.
Una lacrima mi scivol sul viso quando la porta si chiuse, lasciandomi di nuovo sola.
Mi voltai e iniziai a correre, sperando che loscurit inghiottisse il mio dolore, ma sentivo una
strana presenza alle calcagna.
Presto, laria fu piena di sibili ostili, cos forti da assordarmi. Mi fermai, esausta, mentre laria
fremeva tutto intorno a me, prendendo forma.
Allora lo riconobbi.
Era un Reietto.
Sapevo di non dovergli prestare attenzione o avrebbe assorbito la mia anima, ma era pi forte di
me. Ero ipnotizzata dalla sua figura evanescente. Si muoveva intorno a me molto lentamente, quasi
fosse una danza. I sussurri mi riempivano la testa. Non era solo. Mi guardai intorno e dal folto della
foresta un intero gruppo si avvicin. Per quanto cercassi di resistere al loro richiamo, mi sentivo come
ammaliata, preda di un potere oscuro. Il primo Reietto si mosse, esaltato dal mio interesse. Il mio
desiderio ebbe la meglio e io allungai una mano.
NON TOCCARLO!
Mi svegliai di soprassalto, la voce di Ginevra che echeggiava ancora nella mia mente. Mi portai
le mani alle tempie e respirai a fondo, ancora agitata. Era solo un incubo. Un brutto, terribile incubo.
La casa era silenziosa. Mi guardai intorno. Dalla porta semiaperta penetrava un cono di luce che
illuminava di poco loscurit. Nel corridoio, una pantera faceva da guardia alla porta.
Tutto regolare.
Se non fosse che la mia vita  un film dellorrore, pensai.
Scostai le pesanti coperte e mi diressi in bagno. Evan non era ancora tornato.
Mi avvicinai al lavabo e sciacquai la faccia sotto lacqua. Dun tratto, provai una strana
sensazione: mi sentivo attratta dallo specchio. Sollevai lentamente il viso; nel riflesso, i miei occhi mi
ammaliarono, neri e potenti... come se non fossero i miei. Il cuore mi balz in gola. Non cera traccia di
sclera, erano due pozzi profondi che mi chiamavano. Gli occhi del demone che mi portavo dentro.
Dun tratto volevo liberarlo. Volevo toccarlo. Volevo essere lui per assorbire il suo potere. Allungai
una mano e le mie dita si posarono sullo specchio... sprofondando in esso. Le osservai, confusa, e mi
accorsi che gli occhi neri continuavano a fissare me, mentre piccole venature nere strisciavano come
serpenti sul mio viso. Era lui che stava assorbendo me. Stava assorbendo la mia energia. Provai a
ritrarre la mano, spaventata, ma non ci riuscii. Qualcosa mi bloccava. Loscurit voleva farmi sua. Le
venature sul mio riflesso erano sempre pi nere. Cos mi avrebbe cancellata!
In preda al panico, cercai di tirare fuori la mano, e lo specchio si crep. Allora mi aiutai con
laltra e con uno strattone mi liberai, rompendo lo specchio in mille pezzi.
Osservai le dita insanguinate e una voce sibil nel silenzio: Non puoi liberarti di me.
Mi sentii gelare. Era la mia voce.
Mi girai di scatto e di fronte a me cera unaltra me. In carne e ossa. Il terrore mi mozz il
respiro.
Io sono te, sibil, gli occhi neri che scintillavano di malvagit.
No! urlai.
Un lento sorriso si fece largo sulle sue labbra.  troppo tardi, ormai. Lui  dentro di te. Sta
crescendo!
Un sibilo spezz il silenzio.
Un serpente si muoveva sinuoso nella sua bocca. Indietreggiai, ma lanimale scatt fuori e balz
su di me.
Aprii gli occhi di scatto, agitata. Era stato solo un incubo.
Era gi giorno. Fuori la luce riflessa dalla neve candida era accecante. Con il cuore che mi
batteva ancora forte, mi resi improvvisamente conto che avevo il braccio alzato. Era sospeso verso
lalto e fluttuava come un serpente ipnotizzato da un incantatore.
Lo tirai gi, stranita, e mi sedetti sul letto. La grossa testa di una pantera si affacci dalla porta.
Era Anya, con i suoi meravigliosi occhi giada. Le sorrisi. Buon giorno.
Lei mi fece un breve inchino e si avvicin, sfregando la testa contro le mie gambe. La
accarezzai e lei sollev le zampe anteriori, imprigionandomi sul letto. Mi lecc, facendomi il solletico,
e io risi come una bambina, ma lei non si ferm.
Ho capito! Ho capito!  un buon giorno anche per te.
La pantera fece le fusa e io tornai ad accarezzarla.
Il sole era gi alto nel cielo. Quanto avevo dormito? Poco importava. Era sabato e non avrei
dovuto preoccuparmi per la scuola.
Anya torn verso la porta e mosse la coda: voleva che la seguissi, ma prima mi dovevo
preparare.
La lasciai uscire, chiusi la porta e mi diressi in bagno. Evitai lo specchio. Dun tratto avevo
paura di guardarmi, paura delle tenebre... Avevo paura di me stessa. Avevo provato una sensazione
agghiacciante guardando i miei occhi pregni doscurit. La paura iniziava a diventare reale e il mio
inconscio mi stava lanciando dei segnali. E se davvero non fossi riuscita a rimanere me stessa? Sempre
pi spesso avevo visto il male impossessarsi di me. E io non avevo fatto niente per fermarlo. Il potere
che scorreva in me mi esaltava. Era sempre Evan a tirarmi fuori dalle braccia delle tenebre. Tuttavia,
non potevo pi ignorare il dubbio che aveva iniziato ad assillarmi.
E se il male fosse riuscito davvero a cancellarmi?
Mi asciugai il viso e mi guardai allo specchio, con il cuore che mi batteva forte. I miei occhi
erano normali.
Sospirai di sollievo. Cosa pensavo di vedere?
Slegai i capelli e in un gesto automatico portai lelastico fin sopra il bicipite. Un brivido mi
rizz i peli sulle braccia, ripensando al serpente che era uscito dalla mia bocca. Era nero, lucido come
le tenebre.
Lui  dentro di te. Sta crescendo, aveva detto la mia voce.
Mi toccai la cicatrice sul ventre e la sentii pulsare. Sentii le dita umide e le guardai. Erano
insanguinate. Come nel sogno. Agitata, controllai la ferita e un rivolo scarlatto scese gi. Lo pulii in
fretta con lasciugamano. Aprii lo sportello dello specchio e presi del cotone. Tamponai la pelle fin
quando non smisi di sanguinare. Mi appoggiai al lavandino, ancora scossa. Dove mi avrebbe portato
tutto questo?
Chiusi lantina e trasalii alla vista della mia immagine riflessa. Eppure ero io, non il demone
dentro di me. Adesso avevo davvero paura persino di me stessa? Mi spazzolai i capelli, senza
distogliere lo sguardo. Volevo vincere quellinsicurezza o non sarei riuscita ad affrontare il mio futuro,
sarebbe stato troppo spaventoso. Eppure, pi fissavo i miei occhi, pi mi sentivo sprofondare nel loro
riflesso, come se non mi appartenessero pi.
Allimprovviso, mi parve che le labbra riflesse nello specchio si curvassero in un sorriso di
potere. Il cuore manc un battito.
Gemma,  tutto okay? La voce di Ginevra mi riscosse da quei pensieri. C la colazione,
scendi se vuoi ancora trovare qualcosa. Qui si stanno spazzolando tutto!
Arrivo! Posai il pettine, lanciando unultima occhiata allo specchio. Avevo combattuto contro
Sotterranei e Streghe. Persino contro la morte. Ero forte. Ma questo voleva dire che anche lei lo era.
Laltra me. Chi delle due avrebbe avuto la meglio? La risposta non era pi tanto scontata.
Il profumo si sentiva gi dalle scale. In salotto regnava un chiacchiericcio di festa. Simon non
cera. Anche lui doveva essere in missione. Erano tutte donne.
Streghe, mi corressi.
Cos, un pigiama party? domandai, raggiungendole in cucina. Iron mi venne incontro
scodinzolando e io mi abbassai ad accarezzarlo.
Gemma! mi richiam Anya. Vieni, ti stavamo aspettando.
Guardai le ragazze, che avevano tutte la bocca piena di cibo. Lo vedo, scherzai, e loro si
bloccarono di colpo, guardandomi con espressione colpevole. Scherzavo, tranquille. Continuate
pure.
Anya rise. Il cibo di certo non manca, mi assicur. Ce n quanto ne vuoi.
Oh, patatine fritte! Solo le Streghe potevano prepararle a colazione. Ne mangiai subito una,
mugugnando di piacere. Dite quello che volete, ma per me  questo il Paradiso.  ancora un mistero
come facciate a non prendere un etto con tutto quello che mangiate.
Senti chi parla. Nausyka mi strizz un occhio. Saresti dovuta gi essere una grossa
mongolfiera, con tutto quello che mangi tu. Eppure sei piuttosto in forma, per una che aspetta un
bambino.
Arrossii. Era un gran complimento, detto da una di loro.
Tu sei una di noi, Sorella, replic Camelia ai miei pensieri.
Le sorrisi. Era davvero bello averle intorno. Erano cos unite che lidea di farne parte mi
lusingava, mio malgrado.
Ginevra colse quel pensiero e mi sorrise. Se mi fossi trasformata, avrei voluto bene a tutte loro
quanto ne volevo a Ginevra? La risposta era chiara. Stava gi succedendo. Io per non le avrei seguite
allInferno. Quindi separarmi da loro sarebbe stato doloroso?
Anche questa risposta era chiara. Mai quanto separarmi da Evan e da Ginevra.
Mi sono perso qualcosa? Simon apparve dietro le mie spalle proprio in quellistante,
ricordandomi che cera anche lui nella mia lista. Mi sarebbe mancato almeno quanto Drake. Gli sorrisi
e scacciai quei pensieri, prima che le Streghe li trovassero.
Accomodati, se riesci ad avvicinarti, ma ti avverto: stai attento. Diventano piuttosto pericolose
se qualcuno punta al loro cibo.
Pi pericolose del solito? scherz Simon, e attir a s la sua Ginevra. Mi sei mancata, le
sussurr, appoggiando la fronte sulla sua.
Distolsi lo sguardo, per lasciar loro un po di intimit. Una fitta al petto mi ricord che Evan
non sarebbe tornato prima di sera. Chiss dovera e cosa stava facendo. Era in una parte lontana del
mondo o a pochi chilometri da me? Quali anime doveva aiutare per stare lontano cos a lungo?
Chiunque fossero, ero gelosa del tempo che Evan stava trascorrendo con loro e non con me. Lui era
soltanto mio e avrei voluto averlo solo per me.
Sar cos, quando lo rivendicherai, mi sussurr qualcuno allorecchio.
Guardai Zhora, sorpresa che avesse sentito quel pensiero. Qualcosa mi vibr nel petto.
Desiderio. Quellidea, in fondo, mi allettava.
La Strega mi sorrise e mi strizz un occhio, ma Devina, in fondo alla stanza, lanci a entrambe
unocchiata gelida.
Evan sar sempre libero di amarmi, obiettai a Zhora, risoluta. Non vorrei mai che fosse
assoggettato a me.
La Strega rise. Non ci credeva, forse? Per Ginevra e Simon aveva funzionato.
Ehi, Gemma, mi richiam lui in quel momento. Ho incontrato Evan, questa notte. Mi ha
dato questo per te. Mi allung un pezzetto di carta ripiegato in due.
Lo afferrai, tremando per lemozione mentre lo aprivo.
Mi manchi.
E.
Sospirai, le farfalle che si agitavano nel mio stomaco per quelle due semplici parole, che per me
erano tutto. Anche lui mi mancava da morire. La mia anima era cos intrecciata alla sua, che il distacco
faceva sempre male.
Non poteva scriverti un messaggio? disse Devina con sarcasmo. Siamo nel XXI secolo, se
l scordato?
Io lo trovo cos romantico! sospir Camelia, e Devina la fulmin con lo sguardo. Che ho
detto?! si lament la Strega, ma io le ignorai.
Mi allontanai in salotto e strinsi al petto il foglietto, guardando oltre la vetrata, dove tutto era
ricoperto di bianco. Era solo un giorno. Cosera un giorno? Eppure lui mi mancava terribilmente.
Continuavo a ripetermi che tutto sarebbe andato per il meglio, ma, in realt, dentro di me tremavo. Il
nostro futuro era incerto, ora pi che mai. Erano rimasti pochi mesi. Cosa ne sarebbe stato di noi?
Simon, lo rivedrai? gli domandai, sperando di poter rispondere al suo biglietto.
Credo di no, mi dispiace. Ma torner stasera. Non dirgli che te lho detto, ma era molto
emozionato allidea di farti da cavaliere, mi rivel, strizzandomi un occhio.
Sorrisi. Qualche tempo prima, sulle sponde del lago, Evan si era proposto come mio cavaliere
per il ballo e io avevo accettato, sebbene non avessi un ottimo ricordo dellultimo cui ero stata. I giochi
per il Winter Carnival erano finiti e quella sera un re e una regina sarebbero stati incoronati e avrebbero
aperto le danze dello Snowball Hop.
Simon mi appoggi le mani sulle spalle. Vedrai che andr tutto bene. E non solo stasera, mi
assicur, leggendo sul mio viso i timori che mi tormentavano.
Grazie per aver fatto la spia, allora. Manterr il segreto.
Mi diede un lieve bacio sulla fronte e mi accarezz la pancia. Il bimbo scalci proprio in quel
momento e lui si scost di colpo. Sgran gli occhi e il suo viso si illumin di gioia. Hai sentito?
Risi. S, ho sentito. Sei privilegiato, sappi che non lo fa con tutti. Secondo me, ti vuole gi un
gran bene.
Lo spero! esclam, contento. Ho intenzione di insegnargli un bel po di trucchetti.
Ehi, coshai in mente?
Fai gi la mamma ansiosa? I genitori non possono sapere sempre tutto, mi prese in giro.
Ripensai ai bambini Sotterranei chiusi in soffitta. Non riuscivo a fare a meno di chiedermi cosa
ne sarebbe stato di mio figlio. Anche lui avrebbe servito la morte, come loro? O sarebbe stato umano?
Lo avrebbe rivendicato il bene oppure il male? Avrebbe avuto la possibilit di scegliere?
Solo il tempo avrebbe potuto dircelo.
Posso farti una domanda? Perch hai chiesto alle Streghe tre giorni? Perch non cinque... o
sette?
Pensavo che per allora avremmo avuto un piano per impedire la trasformazione. Non potevo
chiedere mesi, sarebbe stato troppo. Una volta nato il bambino e messo al sicuro, tre giorni mi
sembravano pi che sufficienti per attuare il piano. E poi, Ariel c riuscita!
Chi?
La sirenetta. In tre giorni  riuscita a ritrovare la voce, a sconfiggere la Strega cattiva e a
riconquistare il suo amore.
Dimentichi che la tua Strega cattiva  il diavolo e che tu non sei in un film della Disney.
Gi. Sospirai, rassegnata. Sembra pi un episodio di Final Destination, scherzai, con un
sorriso amaro.
Gemma. Voglio che tu sappia che non ho mai pensato quello che ho detto laltra notte. Mi
sono sentito sopraffatto da una forza che mi ha costretto a pronunciare quelle parole.
Sono stata io. Abbassai lo sguardo. Quella forza proveniva da me. Mi dispiace. Non voglio
farvi del male, Simon. Dovrei scappare, ma non ne ho il coraggio...
Non potresti mai nasconderti da noi.
S che potrei. Una lacrima mi scivol sul viso. Se io fossi morta, loro non mi avrebbero pi
trovata e sarebbero stati tutti al sicuro.
Non pensarlo nemmeno. Simon mi abbracci, accarezzandomi la testa.
Nessun altro deve soffrire a causa mia. Io non valgo tanto.
Davvero non vedi quanto sei speciale? Si sono mosse le forze del cielo e dellInferno per
averti. Non  solo colpa tua se ho detto quelle cose.  anche un po colpa mia.
Che stai dicendo?
Confesso che il tuo legame con Ginevra mi fa un po paura. Lei  molto protettiva verso di te.
Lo siete tutti.
Lo so. Non  quello che intendevo. Qualcosa in lei  cambiato, da quando ha scoperto la tua
natura. Lei sente il Legame.
Un brivido mi attravers il corpo.
... E io sono un po geloso.
Di che stai parlando, Simon? Tu vieni prima di ogni cosa per lei.
E se non fosse pi cos?
 unassurdit. Lamore tra Simon e Ginevra era il mio punto di riferimento. La roccia cui mi
aggrappavo per convincermi che la trasformazione non mi avrebbe trascinata via.
Lo so, perdonami. Ho solo paura di perderla.
Gli accarezzai il braccio. Non lavevo mai visto cos vulnerabile. Questo non succeder mai,
lo rassicurai.
Probabilmente  cos. Quello che sto dicendo  che il tuo potere non avrebbe avuto influenza
su di me se io non avessi provato ci che provo.
Sei innamorato. E tutto, intorno a noi, sta cambiando. Non possiamo sapere cosa accadr, ma
lunica cosa di cui sono certa  che voi due resterete insieme. Niente pu spezzare il legame che vi
unisce, affermai, senza lombra di un dubbio.  normale che tu abbia simili pensieri, ma io li ho tirati
fuori.  solo colpa mia. Non avercela con me per ci che sono.
Simon mi abbracci. Nemmeno tu devi avercela con te. Lo supereremo.
Annuii e sprofondai nel suo abbraccio.
Scusate se vi interrompo. Nausyka si avvicin e Simon ci lasci sole. Gemma, volevo solo
dirti che il tuo amico Peter mi ha chiesto di accompagnarlo al ballo.
E tu cosa gli hai detto? replicai, agitata.
Ho accettato,  ovvio.
Tu... Cosa?! Non puoi andare al ballo con lui! Chiamalo e di che hai cambiato idea.
Nausyka mi diede le spalle, lespressione compiaciuta. Non ti ho chiesto il permesso. Era solo
uninformazione.
Sentii il fumo uscirmi dalle orecchie. Cosa vuoi da lui? le domandai in un ringhio.
Te lho detto. Voglio portarlo al ballo.
Serrai i pugni, sopraffatta dalla rabbia. No. Tu non lo farai.  come un fratello per me.
Lascialo in pace. Il vetro della finestra esplose e un vento gelido soffi nella stanza. Mi sentii
sollevare da terra, gli occhi infuocati che puntavano quelli della Strega.
Lei mi si par davanti con la velocit di un fantasma. Credi che questi trucchetti possano
mettermi paura? sibil, gli occhi color ghiaccio che si trasformavano in quelli del suo Dakor. Non sai
con chi hai a che fare. Il serpente si materializz dalla sua carne e sibil davanti al mio viso.
Adesso basta! tuon Anya. Il vento cess di soffiare e i miei piedi toccarono il pavimento. La
guardai e mi strizz un occhio. Nausyka, ti sfido. Scegli tu la competizione. Il premio sar il ragazzo.
Aprii la bocca per protestare, ma Anya mi interruppe.
Solo per questa notte,  inteso. Se vincerai, potrai portarlo al ballo. Altrimenti, il ragazzo verr
con me.
Tranquilla, sussurr Ginevra al mio orecchio. Nausyka  una pivellina, in confronto ad
Anya. Non ha speranze di batterla, qualunque sfida lei proponga.
Guardai Anya e mi si scald il cuore, per come era intervenuta in mio aiuto. Le sorrisi e lei
ricambi. Io non sarei mai riuscita a convincere Nausyka a rinunciare, mentre lei aveva giocato
dastuzia. Ero certa che, se Nausyka fosse uscita con Peter, quella sera, avrebbe in qualche modo messo
a repentaglio la sua anima e che, prima o poi, sarebbe tornata per riprendersela. Di Anya, invece, mi
fidavo. Sapevo che, con lei, lanima di Peter sarebbe stata al sicuro.
Vieni di sopra insieme a me? mi domand Ginevra.
Non assistiamo alla competizione?
Ginevra rise. Te lo sconsiglio vivamente.
Oh. La seguii su per le scale, osservando Nausyka e Anya dirigersi di sotto, entrambe nelle
sembianze di pantera. Dove vanno?
In palestra, replic con sicurezza Ginevra, dopo aver letto i pensieri delle Sorelle. Nausyka
ha scelto uno scenario niente male. Scommetto che a Peter non dispiacerebbe essere l con loro.
E io scommetto che  meglio non sapere altro.
Ginevra rise e apr la porta della sua stanza. Hai vinto la scommessa.
In palestra? Ma non ci sono i prigionieri, l?
No. Loro sono su un altro livello. Gli scenari funzionano cos, come realt parallele.
Come un multiverso.
Una specie. Ginevra si ferm a guardarmi. Hai pensato a quello che farai del tuo Dakor?
Anche se la trasformazione non ti canceller, lui sar parte di te.
Sono disposta a distruggerlo, replicai con sicurezza.
Non sar cos semplice. E non devi farlo per forza. In ogni caso, puoi decidere senza fretta.
Nel frattempo, c un posto sicuro in cui potrai liberarlo. Ginevra disattiv il meccanismo che
bloccava la porta blindata e io sgranai gli occhi.
Che stai facendo, Gwen?
Lei si volt a guardarmi e mi sorrise. Ti porto nel mio Inferno.
Titubante, presi la mano che mi tendeva e la seguii. Non  molto rassicurante come invito.
Ti aspettavi una frase di benvenuto? replic con sarcasmo, mentre ci inoltravano nella Selva.
La porta dietro di noi si chiuse con un pesante tonfo e io mi voltai di scatto.  pi sicuro, cos,
afferm lei.
Certo. Non poteva lasciare aperta una porta per lInferno. Non con Simon in giro.
Latmosfera era cupa e inquietante, come il crepuscolo in un bosco infestato dai fantasmi. I
rami si contorcevano sul terreno e, pi in lontananza, uno strano tronco si ripiegava su se stesso, le
fronde cos fitte da formare un bozzolo impenetrabile. Solo quando fui abbastanza vicina, mi resi conto
che era un nido: la tana del suo Dakor. Lultima volta in cui ero entrata nel nascondiglio segreto di
Ginevra, il Dakor era in una teca di vetro, ma doveva averla trasformata. Adesso lanimale era
intrappolato nellalbero, ma la sua lingua biforcuta si insinuava tra i rami, provocandomi un brivido.
Ginevra gli si par davanti e, quando lui la vide, rimase immobile, come ipnotizzato. Si fissarono per
un lungo istante, occhi negli occhi, e improvvisamente i rami si ritirarono.
Rabbrividii, al pensiero del sogno che avevo fatto quella notte, e indietreggiai di un passo. Il
serpente colse la mia agitazione e sibil verso di me, ma Ginevra allung la mano destra e lui penetr
nel suo palmo. Ginevra abbandon la testa allindietro, sul viso unespressione di dolore misto a un
intenso piacere. Quando mi guard, i suoi occhi erano diversi. Erano come quelli del suo Dakor. Le
pupille si erano allungate e il verde delliride sembrava aver preso vita. Si muoveva, brillante come
giada liquida, allungandosi sulla sclera come artigli in procinto di afferrarla.
La fissai, affascinata come la prima volta. Solo che adesso cera anche un altro sentimento. La
paura. Mi portai una mano al ventre, dove cera la cicatrice. Presto, anche il mio corpo avrebbe
generato un Dakor e io e lui saremmo stati una cosa sola.
In quellistante, Ginevra allung la mano sinistra verso di me e il serpente riemerse,
strappandole la carne. Lo fissai, frastornata.
Non aver paura, mormor Ginevra.
Nonostante tutto, il Dakor mi attraeva irresistibilmente. Volevo toccarlo. Volevo sentirlo su di
me, assorbire il suo potere. Come se avesse udito quel pensiero, il serpente si mosse verso di me e si
attorcigli sul mio braccio. Chiusi gli occhi, vinta dallemozione, e lasciai che strisciasse su di me,
risalendo il braccio, avvolgendosi sul collo e insinuandosi nella mia maglietta, scendendo tra i seni...
fino al ventre, nel punto in cui cera la mia cicatrice. Un sibilo deccitazione scosse il serpente, che
sapeva cosa si nascondeva l: il mio Dakor. Eppure cera anche il mio bambino. Quel pensiero mi
riscosse.
Gwen. I miei occhi guizzarono sui suoi e lei richiam il serpente con la mente, intuendo le
mie preoccupazioni. E se non fosse riuscito a trattenere i suoi istinti? Se avesse riconosciuto nel mio
bambino il gene di Evan?
Con cautela, Ginevra infil una mano sotto la mia maglietta, mentre io rimanevo immobile.
Il serpente si avvolse sul suo braccio e risal fino al suo collo, guardandomi intensamente.
Non preoccuparti. Il bambino non corre nessun rischio, mi assicur, ma io avevo gi
dimenticato ogni preoccupazione, sprofondando gli occhi in quelli dellanimale. Erano cos ipnotici e
potenti, come se nascondessero unenergia oscura, affascinante e misteriosa. Una porta verso un luogo
magico e pieno di promesse. Mi sentivo scottare.
Per oggi pu bastare, mormor Ginevra.
La guardai, ancora stordita, ma libera dallincantesimo del Dakor. Perch mi hai portata qui?
le domandai.
Lei ripose il suo Dakor nel nido e i rami si richiusero intorno a lui. C troppo potere dentro di
te, Gemma. Forse puoi imparare a gestirlo. Un po alla volta. Io ti aiuter.
Credi che cos sar pi facile resistere alla trasformazione? Che non mi canceller?
 possibile. Possiamo almeno provarci. Il tuo corpo si sta lentamente abituando. Prima perdevi
i sensi per giorni, quando le Streghe stabilivano un contatto. E la febbre non  pi alta come un tempo.
Forse pu abituarsi anche la tua mente.
Aveva ragione. Annuii, grata per il suo prezioso aiuto. Com stata la tua trasformazione? le
domandai.
Io non ero cos legata alla mia vita. Volevo sterminare tutti. In quel periodo, il mio potere si 
risvegliato dalla terra e le Sorelle lo hanno sentito. Hanno iniziato a invadere i miei sogni, allettandomi
con le loro promesse e io ero felice di ascoltarle. Quando  giunto il momento della trasformazione,
non avevo dubbi sulla scelta che volevo fare. Volevo essere come loro, volevo stare insieme a loro. E
cos  stato. Come per tutte le altre. Una ogni cinquecento anni. Con te, invece,  stato tutto diverso, sin
dallinizio. Il processo  iniziato molto prima del previsto. La vicinanza con me e con i Sotterranei ha
risvegliato il tuo potere. Quando hai ingerito il veleno per uccidere quello che credevamo fosse Drake,
la trasformazione  iniziata e la situazione ha continuato a peggiorare. Tutte noi siamo passate da
mortali a Streghe in una sola notte. Tu invece ti stai trasformando lentamente. Ogni giorno sei sempre
pi potente.
Credi che questo possa aiutarmi a non perdere me stessa, non  cos?
Un processo graduale pu essere meno invasivo di uno pi drastico, ma la mia  solo una
speranza.
Cosa comporter, per me, il Legame?
Il Legame  una forza inscindibile che ti connetter alle Sorelle. Ti spinge a proteggerle e a
difenderle. Siete voi, contro il mondo. E nessuna forza pu spezzarlo. Ginevra soffriva ancora per la
lontananza dalle sue Sorelle.
Dove stiamo andando? le domandai, seguendola su una collina.
Ce ne stiamo un po qui, se non hai impegni. Mi aiut ad arrampicarmi su una roccia e una
grande vallata si apr di fronte a noi, mozzandomi il fiato.
Nessun impegno, mormorai, ipnotizzata dallincredibile paesaggio.
Ginevra rise e mi fece cenno di seguirla, sedendosi in cima al monte, le spalle appoggiate sul
tronco di un grosso albero. Tutto il mondo sembrava estendersi sotto di noi.
Che te ne pare? domand, entusiasta.
Toglie il fiato.
Qualcosa si mosse in lontananza, venendo verso di noi. Un grosso uccello nero.
No. Non era un uccello.
Mi alzai di scatto, con un misto tra sorpresa ed emozione. Argas! esclamai, e un nodo mi
strinse la gola.
Ginevra sorrise. Sapevo che ti avrebbe fatto piacere rivederlo.
Il Sauro di Ginevra atterr sul monte con le sue grandi ali nere e venne verso di me. Gli corsi
incontro e lo abbracciai di slancio. Lui nitr e sfreg la testa contro la mia. Non posso credere che sia
qui. Mi era mancato cos tanto! Non sarei mai riuscita a sopravvivere allInferno senza di lui. Tra noi
era nato da subito un legame, sebbene lui fosse il destriero di Ginevra. Aveva persino difeso Evan dai
Dannati.
Tornai a sedermi e lui si accucci ai piedi di Ginevra, lenorme testa sopra le sue gambe.
Guardai Ginevra e una lacrima le rig il viso.
Gwen... sussurrai, sorpresa.
Lei accarezz il suo animale, gli occhi velati di malinconia.
Solo in quel momento capii. Questo non  il vero Inferno.
Ginevra scosse la testa, continuando ad accarezzare Argas.
E lui non  reale, mormorai tra me. Quindi  per questo che spesso ti chiudevi qui, non solo
per combattere, ma per...
Per ricordare. Non  facile estirpare una parte di te cos importante.
Ginevra aveva ricreato un angolo di Inferno, nascondendolo dietro le sbarre della sua porta
proibita. E lo aveva fatto non solo per dare un posto sicuro al suo Dakor... ma per avere un ricordo in
cui potersi rifugiare. Avevo sempre creduto che fosse una porta diretta verso una piccola porzione del
suo mondo. Solo adesso mi rendevo conto che non era cos. Era una bugia che lei si raccontava per
nascondere il dolore. Il suo mondo le mancava terribilmente. Anche questo  soltanto uno scenario
artificiale?
S.
Quindi lui non  realmente qui, le dissi, stavolta ad alta voce.  solo unillusione.
S. La sua voce era triste.
Sospirai. Vorresti rivederlo?
Pi di ogni altra cosa al mondo.
Sospirai di nuovo e guardai la valle che si estendeva oltre le montagne, con le sue cascate e la
vegetazione rigogliosa.
Ti ammiro molto per la decisione che hai preso, le confessai. Sento quanto ti fa soffrire, ma
nonostante questo hai scelto Simon.
Lui conta pi di tutto, afferm, senza esitazione. Eppure, sebbene fossero passate centinaia di
anni, il legame col suo mondo era ancora fortemente radicato in lei... E la lontananza la faceva soffrire.
Persino io ricordavo la sensazione di appartenenza che avevo provato, una volta giunta l.
Vorrei avere la met del tuo coraggio, ammisi. Se fossi stata forte quanto lei, forse sarei
riuscita a evitare che la trasformazione mi cancellasse.
Ginevra rise e mi guard con affetto. Se bastasse il coraggio, allora non avresti nulla da temere
dalla trasformazione. Sei la persona pi coraggiosa che io conosca.
Non  cos, io ho sempre mille dubbi, non so mai qual  la cosa giusta e soprattutto ho... paura,
Gwen. Ho paura persino di me stessa.
La paura ci rende forti. Ogni volta che la affronti, vinci una battaglia con te stessa. E tu sei il
guerriero pi forte che abbia mai visto.
Una lacrima mi scivol sul viso.
Hai affrontato la morte a testa alta quando  venuta a prenderti. Hai preso il veleno, sapendo
che ti avrebbe uccisa. Sei persino andata fino allInferno per il tuo amore. Senza aiuto. Senza poteri.
Solo tu e limmensa forza che hai nel cuore. Vuoi ancora dirmi che questo non  coraggio?
Sorrisi tra le lacrime. Grazie, Gwen. Appoggiai la testa alla sua spalla e lei mi abbracci.
Sono felice che tu sia qui con me, mi rivel dun tratto. Io non potr pi tornare allInferno
e questo  lunico modo che abbiamo per essere l insieme.
Nemmeno io ci andr, le assicurai.
Lei mi strinse la mano. Lo spero. Non voglio perderti, Gemma.
Non succeder. Io non mi arrender.
Non avrei permesso al male di cancellarmi. Rischiavo di perdere tutto, troppo. E non ero
disposta a cedere.
Argas nitr e io tremai.
Di tutte le sfide che avevo affrontato, mi aspettava la pi difficile. Quella contro me stessa.
17
SNOWBALL HOP
Siamo state via cos tanto?! esclamai, mentre uscivamo dalla porta blindata. Non riuscivo a
credere che fosse gi calato il buio.
Il tempo scorre in fretta, quando sei con una Sorella.
Le sorrisi con affetto. Il legame tra me e lei non dipendeva dalla mia natura, si era consolidato
ben prima.
Che fine hanno fatto Nausyka e Anya? domandai, curiosa, sperando che Ginevra scovasse le
loro menti in giro per la casa.
Lo scopriremo, ma prima mangiamo qualcosa, ho un buco nello stomaco, si lament,
scendendo le scale.
Tu hai sempre un buco nello stomaco.
Senti chi parla!
Le feci una linguaccia e lei mi ficc del cibo in bocca. Sgranai gli occhi e diedi un morso al
muffin al cioccolato. Era delizioso! Ginevra aveva usato un argomento efficace, per terminare quella
conversazione da vincente.
Il tavolo del salone era colmo di cibo, ma noi eravamo cos affamate che in pochi minuti non
rest quasi niente.
Non siete ancora pronte, voi due?
Stravaccate sul divano e con la pancia pronta a esplodere  almeno la mia , io e Ginevra ci
girammo verso Anya, che era appena apparsa nel salone. In genere trasalivo sempre, quando una di
loro appariva allimprovviso, ma ero troppo piena persino per quello. Le Streghe non svanivano
lentamente, come i Sotterranei, loro facevano puff.
Mi alzai a fatica, sorprendendomi nel vedere quanto Anya fosse bella nel suo abito sfarzoso.
Sul suo volto si dipinse un gran sorriso. Ti piace? Fece un giro su se stessa. Con il lungo
abito verde veneziano e i capelli arricciati, sembrava una principessa. Era gi pronta per lo Snowball
Hop, mentre io dovevo ancora prepararmi... E di Evan non cera traccia.
Mmm... Pizza! Nausyka prese una fetta e la gust con volutt, come se ci stesse facendo
lamore.
Lanciai unocchiata interrogativa ad Anya: anche Nausyka era pronta per il ballo. Indossava un
elegante abito nero con un corpetto scollato e uno strascico a sirena. I capelli bianchi erano intrecciati
in una lunga coda che le scendeva su una spalla. Le punte erano nere, quasi le avesse intinte
nellinchiostro. Sembrava la gemella cattiva e sexy di Frozen. Non osavo immaginare la reazione che
avrebbe suscitato in una sala piena di mortali pronti a caderle ai piedi. Uno di loro, per, mi
preoccupava pi degli altri.
Informi tu il tuo amico del cambio di programma o vuoi darmi il suo numero? Anya mi
strizz un occhio e sorrise. Aveva vinto!
Grazie, mimai con le labbra, e Nausyka mi lanci unocchiata gelida.
Adesso, per, che stiamo aspettando? Non vorrai perderti lincoronazione! Anya mi prese per
mano e mi trascin su per le scale.
Aspettatemi! grid Ginevra, raggiungendoci.
Okay, sbuff Nausyka, ma non metterci troppo! Ne ho abbastanza di starmene chiusa in
questa casa!
Anya mi spinse su una sedia e inizi a truccarmi, mentre Ginevra si occupava dei capelli.
Eppure non mi sentivo una bambola di pezza, nelle loro mani. Mi sentivo una principessa con le sue
damigelle. Mi sentivo amata.
 stato facile, soffiare il posto a Nausyka? domandai ad Anya.
Devo ammettere che si  impegnata molto.
Cosa vuole da Peter? Perch si  fissata con lui?
Non comprometter la sua anima, mi tranquillizz Ginevra. Te lassicuro.
Non mi fido. Voglio comunque che stia lontana da lui. Sono molto pi felice che vada al ballo
con Anya.
Lei mi sorrise, continuando a mettermi lombretto. A dire la verit, non dovresti chiederti cosa
vuole da lui, ma piuttosto cosa vuole lui da lei.
Cosa stai dicendo?
Il tuo amico  un ragazzo molto sveglio e soprattutto curioso.
Questo lo avevamo capito gi da un pezzo, scherz Ginevra. Peter aveva sempre ficcato il
naso nei loro affari, ma ero sicura che lo facesse solo per proteggermi. Voleva uscire con Nausyka
solo perch crede di poter scoprire qualcosa di strano. Non ha il minimo interesse per lei, a parte
lattrazione fisica... che lei aveva tutta lintenzione di soddisfare.
Gi, posso immaginarlo, commentai.
Ma adesso non devi pi preoccuparti. Con me, lei star lontana da lui e ti assicuro che io non
lo circuir.
Anya, so che per te lui  soltanto unanima mortale, ma non voglio che lui non si diverta. Con
te pu farlo. Hai la mia benedizione.
Anya si ferm, la matita nera sui miei occhi.  molto bello da parte tua. So quanto siete
legati.
 vero, ma io non penso a lui in quel senso, quindi  okay se viene al ballo con te e vi
divertite. Chiss, magari tu e lui potreste approfondire la vostra nuova amicizia. Guardai Anya con
malizia.
Vuoi dirmi che non saresti neanche un po gelosa?
Neanche un po, replicai con sicurezza. Sarei felice se Peter trovasse qualcuna che lo
meriti.
Quella persona non posso essere io, mi ricord Anya. Era l solo temporaneamente. Una volta
terminata la sua missione, sarebbe tornata allInferno con le sue Sorelle.
Lo so, ammisi, un po dispiaciuta, ma non pu esserlo nemmeno Nausyka. Se Peter deve
divertirsi, preferisco che lo faccia con te.
 normale che tu voglia proteggerlo, comment Ginevra, impegnata a intrecciarmi i capelli.
Et voil! Missione compiuta, esclam Anya, emozionata.
Ginevra mi guard e per un attimo parve sconvolta.
Gwen, tutto okay? domandai, preoccupata.
Lei mi sorrise, scacciando i dubbi. S, sei un incanto. Mi aiut a infilare lenorme vestito
vittoriano e a stringere i laccetti sulla schiena. Ricordi quando abbiamo comprato questi abiti? mi
domand con affetto.
Quando tu li hai comprati, le ricordai. Io non volevo nemmeno provarlo!
Alla fine sono tornati utili, no?
Gi e tu non centri niente, scommetto.
Non capisco cosa vuoi dire. Ginevra mi fiss di sottecchi, nascondendo un sorriso.
Il mio vestito era rosso, del colore del sangue. Lo avevamo comprato a New York durante la
nostra gita. Allora non sapevamo ancora il tema del ballo per il Winter Carnival, ma sospettavo che
Ginevra ci avesse messo del suo, in quella scelta.
Ecco fatto. Adesso puoi guardarti, minform, mentre Anya mi fissava con meraviglia.
Sollevai appena la gonna lunga fino ai piedi e mi avvicinai allo specchio. Sollevai gli occhi
lentamente, quasi con timore, e subito capii perch Ginevra aveva quella faccia pensierosa.
Sembravo una di loro.
Sei divina, sussurr Anya, dietro di me, stringendomi le spalle.
Battei le palpebre, meravigliata. Le lunghe ciglia erano esaltate dal mascara, e la linea degli
occhi era contornata da un tratto di matita nera come lombretto, che proseguiva anche sulle tempie,
creando un disegno. Sembrava quasi unelegante maschera. No, non una maschera. Ali di farfalla. Il
mio sguardo era diventato profondo e incredibilmente magnetico. I miei capelli erano raccolti a
formare una morbida onda di boccoli che ricadeva mollemente su una spalla. Qui e l sintravedevano
alcune treccine, che dovevano servire a tenere insieme lacconciatura.
Non riuscivo a credere che quella fossi io.
Questo vestito  perfetto, non direi mai che aspetti un bambino, comment Anya.
Mi toccai il ventre. Aveva ragione. Con quel vestito, la pancia non si notava affatto. Cerano
ragazze, a scuola, che sembravano pi incinte di me, anche se non lo erano. Non sapevo da cosa
dipendesse, tuttavia era poco evidente.
Ora speravo solo che Evan arrivasse in tempo.
Quando mi aveva proposto di accompagnarlo al ballo, non ero sicura che prendervi parte
sarebbe stata una buona idea. Poi per mi ero lasciata sopraffare dallemozione, come una bambina.
Era il nostro primo ballo insieme. Il primo ballo cui ero stata invitata da qualcuno che non fosse Peter.
E io ero pazzamente innamorata del mio cavaliere.
Eppure avevo una brutta sensazione. Dentro di me, sentivo che non sarebbe venuto.
Verr, mi tranquillizz Anya. Anche se lei non poteva saperlo.
Conoscendolo, verr in tempo per uccidere tutti quelli che guarderanno nella tua scollatura,
aggiunse Ginevra.
Scoppiai a ridere.
Non riderei, se fossi in te. Credimi, sar un massacro. Sorrise, indicando la generosa
scollatura che metteva in risalto il mio seno.
Io dico che sar lui a morire, non appena poser gli occhi su di te. Sarai la pi bella della festa.
Dopo di me, ovviamente. Anya mi strizz un occhio e io sorrisi. Evan mi aveva imprigionato il cuore
e se lo teneva stretto, ma io sapevo che nelle sue mani era al sicuro.
Qualcuno suon alla porta, ma non feci in tempo a chiedermi chi fosse, perch loro sapevano
gi la risposta.
 Peter, minform Anya, che aveva letto i suoi pensieri. Faremmo meglio a scendere prima
che Nausyka approfitti della situazione.
Finite di prepararvi, me ne occupo io, proposi. Mi affrettai gi per le scale, ma il campanello
suon di nuovo e Nausyka apr.
Ciao, sentii dire a Peter.
Grazie, Nausyka. Adesso ci penso io, esclamai, prima che lo circuisse. A quanto pare hai
perso la scommessa, le comunicai con la mente.
Non sar lultima, replic lei, lanciandomi unocchiata prima di andare via.
Peter la guard, confuso. Poi i suoi occhi si posarono su di me.
Ciao, ripetei, ma lui sembrava aver perso la parola. Cambio di programma. Nausyka non
pu pi venire.
Per un attimo, i suoi occhi si illuminarono.
Ti accompagner Anya, mi affrettai ad aggiungere, prima che si facesse venire strane idee.
Non importa, replic, gli occhi fermi nei miei. Non era comunque la mia prima scelta.
Sviai lo sguardo, imbarazzata. Vieni dentro, Anya sar qui tra un minuto.
Peter avanz nel salone. Era molto bello, nel suo elegante abito ottocentesco. Aveva una
camicia di seta blu e panciotto nero e, per la prima volta, indossava una cravatta. Al di l
dellabbigliamento, cera qualcosa di diverso anche nel suo portamento: stava diventando un uomo.
Non indossi il tuo elastico sul braccio, not.
Avevo dimenticato quanto fosse attento, quando si trattava di me. Per stasera ne far a meno,
replicai.
La verit era che il sogno di quella notte mi aveva scosso cos tanto che avevo iniziato ad avere
paura di me stessa, di ci che sarei diventata. Lelastico aveva sempre fatto parte di me, ma come una
risposta al richiamo delloscurit. E, solo per quella sera, volevo scappare via dalle tenebre, sperando
che non mi rincorressero.
Buffo, esclam Peter. Credo di averti visto poche altre volte, senza.
Sono cambiate molte cose in me, nellultimo periodo, Pet.
Il suo sguardo vol sul tatuaggio che avevo sulla mano. A lui non era sfuggito che Evan ne
aveva uno uguale. Gi,  tutto diverso.  strano, non trovi?  il nostro primo ballo non insieme.
Finalmente lo aveva detto. Ovvio che anche lui ci avesse pensato.
Peter mi sorrise con affetto. In quellistante, in quel sorriso, capii che una cosa non era mai
cambiata. Sarebbe sempre stato il mio miglior amico, nonostante tutto.
Gi. Ricambiai il sorriso.  davvero strano.
Io e lui eravamo andati ai balli della scuola sempre insieme. Al ballo di Halloween, allo
Snowball Hop, al ballo di primavera. Ogni anno, per ogni ricorrenza.
Dov il tuo cavaliere?
Oh, Evan mi raggiunger pi tardi... spero. Aveva un importante impegno.
Pi importante di te? mi domand, improvvisamente seccato. Non aveva mai smesso di
essere protettivo.
Sar qui a momenti, davvero.
Digli la verit, Gemma, esord Devina, apparendo magicamente alle sue spalle. Non sei
nemmeno sicura che verr. Perch non vai al ballo con il tuo amico?
Sta dicendo la verit? tuon Peter.
No. Lo fa solo per farmi arrabbiare. Le lanciai unocchiata gelida. Cerano momenti in cui
desideravo trasformarmi solo per poterla affrontare in una sfida allultimo sangue.
Dico davvero, Gemma. Peter mi prese la mano. Se Evan non c, puoi venire con me. Da
amici. Come abbiamo sempre fatto.
Mi liberai dalla sua stretta, cercando di non urtare i suoi sentimenti. Sono sicura che verr. E
poi, non vorrai dare buca ad Anya?
Proprio in quel momento, lei fece la sua comparsa nel salone.
Peter si comport da gentiluomo e le baci il dorso della mano mentre lei faceva un breve
inchino, ma, di nascosto, continuava a guardare me. Era diventato pi sfacciato?
Non  colpa sua. Sei tu che stasera sei bella da mozzare il fiato, sussurr Ginevra nei miei
pensieri.
Mi girai e lei mi fece locchiolino con un ampio sorriso, mentre scendeva dalle scale. Era
raggiante, nel suo abito dorato. Sembrava una dea del sole. I suoi capelli biondi erano raccolti in alto,
con una piccola treccia che le attraversava la fronte come un diadema. Una volta, mi aveva spiegato
che era unabitudine delle Streghe intrecciarsi i capelli e la treccia sulla fronte era come un simbolo per
la Sorellanza.
Senti chi parla, le mormorai, quando si fu avvicinata.
Non scherzo, insistette lei. Hai unaura di potere, intorno a te, riesco a sentirla. Il tuo corpo
sta producendo molti feromoni.
Sgranai gli occhi, preoccupata. Per questo Peter non riusciva a staccarmi gli occhi di dosso.
Ginevra annu, cogliendo quel pensiero. Devessere stata la tua visita nella Selva. Ti ha reso
pi forte.
Noi andiamo con lauto di Peter, ci interruppe Anya. Ci vediamo l!
Sar meglio che andiamo anche noi, afferm Ginevra, cambiando discorso. Non
preoccuparti. Rilassati e goditi la festa. Vedrai che andr tutto bene.
Annuii, sperando con tutto il mio cuore che Evan arrivasse presto per assicurarsene. Mi sentivo
pi al sicuro, quando lui era con me.
Allora? Camelia apparve nella stanza con un romantico abito color carta da zucchero.
Andiamo alla festa o no? Aveva tinto i capelli dello stesso colore, lasciando lattaccatura pi scura.
La sua mise era completata da un delizioso cappellino rosa.
Sorrisi per il suo entusiasmo, ma la malizia nei suoi occhi mi preoccupava.
Mi erano mancati cos tanto questi vestiti! esclam, facendo un giro su se stessa.
A me neanche un po. Simon apparve dietro Ginevra e le baci il collo scoperto, attirandola a
s.
Lei si gir e lo baci appassionatamente.
Credo che me ne liberer presto, sussurr, le mani sui suoi fianchi.
Lei si morse il labbro. Non sono sicura che sapr aspettare.
Ehi, guardate che noi siamo ancora qui, li avvertii, e loro si sorrisero, tenendo a bada il fuoco
che li dominava.
Okay, se ti scandalizzi tanto... mi schern Ginevra, con un sorriso furbo.
In realt, mi mancava terribilmente Evan. Gwen, ho un brutto presentimento. Forse non
dovremmo andare, senza Evan.
 solo in missione, Gemma.
Pensi davvero che verr in tempo? le domandai, mentre aprivamo le porte del garage.
Non lo so, ammise, e mi prese la mano. Ma, comunque vada, ci divertiremo.
Ricambiai il suo sorriso e salii sul sedile posteriore, tra Camelia e Nausyka. Simon prese posto
alla guida, mentre Ginevra si metteva davanti, sul sedile del passeggero.
Misi le cuffie del mio iPod, per estraniarmi dal gruppo. La mia mente continuava a correre da
Evan. Selezionai un brano di Avril Lavigne, When Youre Gone. Mi era sempre piaciuto ascoltare
canzoni in linea con il mio stato danimo. La musica era come un buon amico: mi capiva, a dispetto di
tutto. Ed Evan mi mancava cos tanto... la paura di perderlo con la trasformazione sembrava pi reale,
quando lui era lontano, perch sapevo che nessun altro era in grado di trascinarmi via dalle tenebre.
Arrivammo al Crowne Plaza Resort in un baleno. Latmosfera era magica, allinterno. Tutti gli
studenti della High School erano elegantissimi e il tema vittoriano era stato reso alla perfezione, con
drappi e tessuti dellepoca, grandi candelabri e persino unarea dedicata allorchestra con un pianoforte
e diversi strumenti. Alcuni ragazzi indossavano cappello e bastone, altri avevano persino baffi finti o
barba. Sembrava davvero di essere nel XIX secolo.
Peter era in fondo alla sala insieme ad Anya e le teneva la mano quando i microfoni
annunciarono che era giunto il momento dellincoronazione.
Appena in tempo! esclam Nausyka.
Non illuderti. La regina pu essere eletta solo tra i Senior e tu sei un po pi vecchia, la
schernii. Non sei nemmeno iscritta in questa scuola.
Tu dici? replic lei stizzita. Se solo lo volessi, potrei essere eletta in questo stesso istante.
Fate Nichols! annunci il preside proprio in quel momento.
Ops, troppo tardi, affermai, con un sopracciglio sollevato.
Lo hai fatto apposta. Mi hai distratta! replic allibita. Tuttavia non cera traccia di rabbia
nella sua voce. Persino lei era divertita. Stai imparando, mi concesse, rendendosi conto che lavevo
fatto di proposito. Avevo capito che Nausyka voleva fare in modo che il preside pronunciasse il suo
nome e, senza che se ne accorgesse, le avevo sottratto quella piccola vittoria.
Cercai tra la folla la mia amica Fate. Stava salendo i gradini del piccolo palco che era stato
costruito per loccasione. Dimenticai Nausyka e sorrisi. Ero davvero felice che avesse vinto lei il titolo
di regina del Winter Carnival. Anchio avevo votato per lei, nei giorni precedenti. Per quanto cercasse
di nasconderla, legando i magnifici capelli rossi in una coda stretta o restando sempre allombra di
Jeneane, la sua bellezza non era passata inosservata. La verit era che a Fate non piaceva avere gli
occhi di tutti puntati su di s, troppe attenzioni la mettevano a disagio. Preferiva stare tra i cavalli,
nellallevamento di famiglia. Io lavevo vista, con la sua giumenta, Hope. Insieme sembravano
invincibili. Quella sera, suo malgrado, tutti lavevano notata. Aveva sciolto la sua chioma ramata, che
scendeva morbida su un vestito rosa pesca. Era deliziosa. E io lo avevo sempre saputo.
And a sedersi sul trono che era stato preparato, in attesa che venisse annunciato il...
... e il re del Winter Carnival ... continu il preside, e Brandon fece un passo verso i gradini.
Peter Turner! annunci a gran voce.
Sgranai gli occhi, in estasi.
Peter si pass una mano sulla nuca, imbarazzato. Non se lo aspettava. Mi guard da lontano e io
gli battei le mani.
 stata la cravatta, mimai.
Lui rise e sal sul palco. Super Brandon e gli diede una pacca sulle spalle. Sar per la
prossima, amico, lo schern, ritrovando la sua sicurezza.
Brandon fece per dargli un pugno amichevole sulla spalla, ma lui lo schiv.
Ringrazi tutti quanti, come aveva fatto Fate, e and a sedersi sul suo trono accanto a lei, ma il
preside chiese loro di aprire le danze. Peter allora le porse la mano e lei si lasci guidare al centro della
sala, dove iniziarono a ballare.
Il mio cavaliere  diventato re! esclam Anya, avvicinandosi.
Questo non fa di te una regina, replic Nausyka, che non aveva ancora digerito la sconfitta.
Almeno io un cavaliere ce lho.
Lo avevi, puntualizz la Strega, indicando Peter e Fate che danzavano stretti luno allaltra.
Potresti essere la sua amante, sugger Camelia, divertita.
Scossi la testa e mi allontanai in cerca del punch, sperando che nessuno lo avesse corretto.
Volete qualcosa da bere? domandai loro, ma nessuna delle tre mi prest attenzione.
Ginevra e Simon mi passarono davanti, danzando al ritmo di un rond veneziano. Simon
indossava un vestito bianco e oro, probabilmente un originale. Gli occhi di tutta la sala erano su di loro.
Sembravano davvero un cavaliere con la sua principessa. Lui spiccava per il suo fascino oscuro, un
Angelo della Morte biondo in abito bianco. Sembrava un ufficiale e, a pensarci bene, lo era. Avevo
letto nel diario di Ginevra che Simon era un militare delle truppe svedesi, prima che lei lo incontrasse.
Il generale Adrian Simeone Dahlberg. Le ragazze della scuola non erano abituate a lui e ne erano
ammaliate.
Fate e Peter mi passarono accanto, mentre sorseggiavo il mio drink. Sollevai il bicchiere, per
brindare a loro, e Fate mi sorrise, solare. Si allontanarono danzando, ma poco dopo Jake reclam Fate e
Peter gliela concesse. Si tolse la corona e la mise al suo amico. Non era un segreto per nessuno che
Jake fosse innamorato di lei e che anche Fate lo ricambiasse. Il mistero era perch non si mettessero
insieme.
Peter si avvicin a me e io gli sorrisi.
Le mie congratulazioni, mi complimentai. Re del Winter Carnival, chi lo avrebbe mai
detto?!
Era cos improbabile? domand lui fingendosi offeso. Ma due fossette apparvero presto a
pizzicargli le guance.
No, affatto. Sei molto elegante questa sera.
Anche tu.
Il silenzio divenne imbarazzante.
Quei due sono perfetti insieme, affermai, indicando Fate e Jake.
Peter rise.  nervoso. Le chieder se vuole stare con lui.
Finalmente! Speriamo che sia la volta buona.
Il tuo cavaliere non  ancora arrivato?
Ehm...
Ecco doveri finito! Anya apparve tra la folla e si avvinghi al suo braccio. Gemma, te lo
rubo un attimo, ti dispiace?
Ma figurati, replicai, mentre lei lo trascinava via.
Si gir e mi fece locchiolino. Allora, parlami di questa storia dellincoronazione... A
proposito, dov la tua corona? Ti hanno gi spodestato?
Risi, mentre si allontanavano. Non ero sicura che Peter fosse in grado di reggere lesuberanza di
una Strega. Eppure erano carini insieme. Li osservai, mentre si muovevano sulla pista. Non mi sarebbe
dispiaciuto se tra loro fosse nato qualcosa di romantico. Forse la mia amicizia con Peter sarebbe tornata
quella di una volta. Sorrisi. S, quellidea mi piaceva.
Una fitta al ventre mi spezz in due. Mi piegai per il dolore, senza pi aria, e mi aggrappai con
una mano alla tovaglia. Dei bicchieri caddero a terra, rovesciando il loro contenuto. Guardai la folla
che danzava e la stanza inizi a girare.
Farei qualsiasi cosa per stare con lui.
Gliela far pagare, a quella stronza.
Ti prego, baciami. Baciami, coraggio.
Cosa darei per andare a letto con lei.
Se scopro che si sono incontrati tra noi  finita.
Ansimai. Da dove venivano tutte quelle voci? I volti delle persone mi passavano davanti come
fantasmi e le risate si confondevano, riempiendomi la testa.
Chiusi gli occhi e tutto si ferm.
Nelloscurit, sentii solo il mio respiro. Tutti gli altri rumori erano cessati, anche il dolore non
cera pi. Quando riaprii le palpebre, mi ritrovai al centro della stanza. Una coppia di fronte a me stava
litigando.
Lhai guardato tutta la sera, me ne sono accorto!
Non  vero, non so nemmeno di chi stai parlando!
Girai intorno al ragazzo, che non conoscevo bene, eppure dun tratto mi sentivo attratta da lui.
Volevo guardarlo pi da vicino. Avanzai e il suo respiro acceler, mentre si accaniva contro la ragazza.
Non mentirmi! Sgran gli occhi, sul punto di perdere il controllo.
Non ti sto mentendo! Te lo giuro, mi importa solo di te. Una lacrima rig il viso della ragazza
e lui tentenn. Non potevo tollerarlo.
Vuole andare a letto con lui, sussurrai nella sua mente.
Vuoi andare a letto con lui! ripet il ragazzo, e io mi sentii invadere da una sensazione
immensa di potere. Dimmelo,  la verit?
Forse ti ha gi tradito.
Oppure mi hai gi tradito, riflett lui. Sollev una mano e colp la fidanzata in pieno volto.
Lei piomb a terra e tutti si voltarono a guardarli. Sorrisi, ma qualcosa mi distrasse: una voce in
lontananza.
Gemma? Ehi, Gemma, stai bene?
Mi sentii trascinare via, come se fossi in balia di un torrente, il battito agitato del mio cuore che
tornava a coprire ogni altro suono. Riaprii gli occhi di scatto e la voce divenne nitida. Era Jeneane.
Guardai le mie mani serrate sulla tovaglia di carta ormai strappata e sentii il battito ritornare normale.
Ehi, ti senti bene? domand ancora, preoccupata.
Mi alzai a fatica, e intravidi i due ragazzi che litigavano, ma... erano dallaltro lato della stanza.
Cosera successo? La testa gir pi forte e io mi sentii precipitare.
Gemma!
Largo, allontanatevi. Sono un dottore.
Era Simon.
Le sue mani calde mi sollevarono la testa e in sottofondo sentii Ginevra e Anya che
allontanavano la folla.
Gemma! si oppose Peter. Che ha? Sta bene? Lasciami passare!
Aspetta un bambino. Ha solo avuto un capogiro. Lascia che si riprenda, lo persuasero.
Qualcuno mi allent il corpetto e io tornai a respirare. Aprii lentamente gli occhi e Simon era di
fronte a me. Bentornata. Mi sorrise.
Io rimasi seria e una lacrima scivol silenziosa sul mio viso. Cosera appena successo?
Conoscevo la risposta. Ero stata io. Avevo istigato quel ragazzo a colpire la sua fidanzata, anche se lei
non aveva fatto niente. Comera possibile?
Adesso calmati, mi sussurr Simon, passando il suo potere guaritore su di me. Solo che il
mio male non poteva essere guarito. Ce la fai ad alzarti?
Annuii, lasciando che mi aiutasse. Mi accompagn fino al corridoio e le Streghe ci seguirono.
Cos successo? domandai, esasperata e spaventata. Cos appena successo? insistetti,
perch nessuno mi rispondeva.
Gemma. Anya mi pos le mani sulle spalle. Aveva letto i sensi di colpa attraverso la mia
mente. Non  niente, adesso calmati, non fa bene al bambino.
Come fai a dire che non  niente? Sono stata io! Io ho fatto in modo che quel ragazzo la
picchiasse. Forse  niente per voi, ma per me  molto.
Farai meglio ad abituarti, replic Nausyka, acida.
Cosa? Mi girai ad affrontarla.
Adesso basta, non vorrete litigare qui, spero, sintromise Ginevra.
Mi rifiuto di consolarla, insistette la Sorella.
 sconvolta.
Non ha fatto niente per cui esserlo. Cosa succeder dopo?
Lei  ancora una mortale. La sua anima non  ancora pronta, ringhi Ginevra.
 la sua natura e lei dovr accettarla.
Mi coprii le orecchie e Nausyka torn nella sala da ballo, insieme a Camelia.
Vado con loro, mormor Anya. Meglio tenerle docchio.
Ginevra mi cinse le spalle, cercando il mio sguardo.
I miei occhi, per, si erano persi nel vuoto, nelloscurit che incombeva dentro di me. Cerano
due me, mormorai, sconvolta.
Ginevra trasse un lungo sospiro.
Avevo vissuto unesperienza fuori dal corpo. Dimmi che lho immaginato, Gwen. Dimmi che
non sono stata io a provocare quella lite.
Non sei stata tu.
La guardai, negli occhi una speranza che si spense non appena incrociai i suoi.
Non hai provocato la loro lite, ma lhai sentita e... lhai accesa. Ginevra si pass le mani sulla
fronte, esasperata.  colpa mia.  solo colpa mia. Mi sbagliavo. Portarti dal mio Dakor non  stata una
buona idea, ha solo peggiorato le cose.
Sgranai gli occhi. Aveva ragione. Portarmi nel suo mondo mi aveva esposta al male e la mia
anima laveva assorbito, accelerando il processo.
Ma io mi sono sdoppiata, com possibile?
La tua anima si  sentita attratta dal litigio e lha raggiunto. Il tuo corpo non  ancora pronto
per un simile potere, per questo hai perso i sensi.  colpa mia, mi dispiace.
Mi toccai il marchio sul ventre, che ancora pulsava. Avevo sentito un coltello piantarsi nella
carne. Quel marchio apparteneva al diavolo, cos come me. Avevo gi giurato, ma dun tratto volevo
ritrattare tutto. Non volevo pi trasformarmi. Non volevo rischiare di diventare un mostro. Evan aveva
ragione. Non potevo controllare le tenebre. Mi avrebbero lasciata l a osservare, cibandosi di me,
mentre io perdevo tutto. Mentre io perdevo Evan.
Ricordavo ogni cosa di quel litigio. Ogni cruda e attraente sensazione. La cosa spaventosa era
che, in quegli attimi, io non ricordavo nulla di me stessa. Volevo solo continuare a sentire quel potere.
Mi ero solo illusa. Non sarei riuscita a combattere il male dentro di me perch non lo avrei pi
voluto. I dubbi si dissolsero, lasciando il posto a una terribile certezza. La trasformazione mi avrebbe
cancellata. Avevo sbagliato tutto, quando tutti gli altri avevano ragione. Evan, soprattutto, non aveva
mai accettato lidea che mi trasformassi, cercando a tutti i costi unaltra soluzione. Avevo sempre
pensato che non avesse fiducia in noi, nel nostro amore, ma lui aveva solo paura di perdermi. Non
voleva rischiare. Lui aveva capito che, per quanto forte fosse il nostro amore, non era qualcosa che
aveva a che fare con noi, ma solo con me stessa. Io non gli davo mai ascolto e complicavo sempre ogni
cosa. Ma stavolta non potevo pi sbagliare perch cera in gioco tutto. Nemmeno io volevo pi
rischiare. Io non mi sarei trasformata.
Ragazzi... Il mormorio di Ginevra mi riscosse da quei pensieri, mentre un brivido mi
percorreva la schiena.
Io e Simon ci avvicinammo, preoccupati. Sembrava che Ginevra avesse visto un fantasma.
Gwen, che ti prende?
I suoi occhi mi inchiodarono, sconvolti.  il tuo Dakor, mormor, gelida. Il suo cuore ha
iniziato a battere.
Una scossa dinquietudine mi gel dentro.
18
IL PRIMO BALLO
Vuoi che andiamo a casa? mi domand Ginevra, preoccupata.
Non avevo ancora detto una parola, da quando mi aveva rivelato quella terribile verit. Il mio
Dakor si era svegliato. Ero sempre pi vicina alla trasformazione. Come avrei fatto a impedirla? Ogni
volta che me lo chiedevo, un nodo mi stringeva la gola. Avevo paura, non volevo perdere tutto.
Possiamo andarcene, se vuoi, insistette lei.
No. Voglio restare.
Non credo che Evan arriver in tempo, afferm Simon. Era strano che non fosse ancora
arrivato. E ormai era chiaro che non sarebbe pi venuto.
Sono sicura che la sua missione lo ha trattenuto, replic Ginevra. Andiamo a casa, Gemma.
Sei ancora sconvolta.
Ho detto di no. Mi asciugai le lacrime con la mano. Vi siete tutti vestiti per me. Non voglio
rovinarvi la festa. Scommetto che Nausyka non me lo perdonerebbe.
Non ci siamo vestiti cos solo per te, mi contraddisse Ginevra, guardandomi di sottecchi.
Sorrisi. Lei adorava quel vestito.
Resteremo, se vuole restare, sintromise Simon. Ma a una condizione.
E quale? Guardai Simon, curiosa.
Che tu mi conceda il prossimo ballo.
Cosa? Simon era riuscito a farmi sorridere. Non devi farlo per me, davvero.
Io non devo. Ma tu s. Devi farlo per me.
Perch mai danzare con te sarebbe un favore che ti farei?
Simon mi prese la mano, con i suoi guanti bianchi, e mi baci il dorso con un inchino. Perch
vengo da un tempo lontano in cui una damigella non poteva lasciare un ballo senza aver prima danzato
con almeno un cavaliere.
Sorrisi, per la sua dolcezza. Guardai Ginevra e lei mi fece un cenno dassenso.
Strinsi la mano di Simon e lo accompagnai al centro della pista, camminando al suo fianco.
Qui per non siamo nella tua epoca, replicai infine.
Faremo finta di esserlo. Fece un breve inchino, senza lasciare il mio sguardo, e io inclinai la
testa.
Tutti i presenti erano in fila, pronti a iniziare quella magica danza. Mi dispiaceva che Evan non
fosse l con me, ma mi rincuorava che ci fosse almeno Simon. Gli volevo cos bene. Lui mi aveva
protetta, rischiando la sua stessa vita cos tante volte. Non avevo mai dimenticato la paura che avevo
provato quando Desdemona gli aveva puntato la pistola sulla fronte. Da quel momento, lui avrebbe
potuto decidere di abbandonarmi, ma non lo aveva mai fatto, mi era stato accanto fisicamente e
moralmente e per questo io lo amavo. Non come amavo Evan o il mio bambino, ma di un amore
profondo e fraterno, come se avessimo lo stesso sangue.
La musica inizi e Simon mi sorrise. Sei pronta?
Prometto di non pestarti i piedi.
Ci muovemmo al ritmo dei violini, seguendo i passi imposti dalla danza. Ci avvicinammo
unendo i palmi, poi tornammo indietro. Simon mi fece fare una giravolta e poi singinocchi, come
tutti i maschi, mentre io e le altre ragazze giravamo loro intorno. Un altro passo avanti e un altro
indietro. Poi alzammo entrambi la mano destra, i palmi che si guardavano senza toccarsi. Compimmo
un intero giro sul posto, fissandoci negli occhi. Ci sorridemmo per tutto il tempo, ma, quando il giro fu
completo, la fila dei ragazzi si spost e io mi ritrovai di fronte a un altro cavaliere. Lui si inchin e io
piegai la testa e la danza riprese dallinizio.
Danzai con un ragazzo che non conoscevo e poi con Jake, che fu sorprendentemente galante. Fu
il turno di Brandon che fiss tutto il tempo nella mia scollatura e io fui costretta a dargli uno schiaffetto
dietro la nuca, quando si fu inginocchiato, cercando di non farmi notare dagli altri, ma lui esclam di
dolore e si copr la testa, facendo sorridere tutta la fila.
Fin quando non arriv Peter.
Ehi, lo salutai.
Lui si inchin, prima di rispondermi. Ehi. Mi guard negli occhi, quando ci avvicinammo.
Stai bene?
Unimmo i palmi e facemmo un passo indietro.
 stato solo un capogiro, gli assicurai, e lui sorrise, inginocchiandosi davanti a me. Hai
intenzione di riprenderti la tua corona?
Quel genere di cose non fa per me. Sono pi un tipo da trofei.
Gi. Risi. Peter era uno sportivo e nella sua stanza aveva collezionato molte coppe e
medaglie.
Lui si alz e ci guardammo negli occhi, come da coreografia.
Sono felice di aver danzato insieme a te.
Anche se per poco, gli ricordai.
Anche se per poco, replic lui ridendo. Poi torn serio, rivolgendosi alla sua nuova dama.
Mi inchinai al ragazzo che avevo di fronte e trasalii. Era quello della lite. Un tumulto di
emozioni si agit in me, imponendomi di scappare. Cercai di controllare il respiro, scacciando via la
paura. Il ragazzo mi prese la mano e mi fece fare la giravolta, ma a un certo punto mi lasci. Anche lui
si era ricordato di me? Impossibile, infatti sentii che mi riprendeva la mano, mentre io gli davo le
spalle. Completai il giro e il mio cuore manc un battito.
Milady. Evan mi sorrise. Era di fronte a me, la mia mano era nella sua.
Si inchin e io gli girai intorno, il cuore che mi scoppiava nel petto.
Aveva mandato via il ragazzo, prendendo il suo posto. Era cos affascinante, nel suo abito
vittoriano, che mi sembr di essermi persa in un sogno antico. Indossava una camicia di seta bianca
sotto una giacca nera dellepoca, da cui sporgeva un vaporoso fazzoletto da collo di seta nera. Unimmo
i palmi e, quando ci avvicinammo, lui intrecci le dita alle mie. Mi sei mancata, sussurr,
sfiorandomi la fronte con la sua.
Le lacrime mi riempirono gli occhi, liberando tutta la tensione. Anche tu mi sei mancato,
replicai.
Sollevai la mano destra e lui la sfior con la sua, mentre giravamo guardandoci intensamente
negli occhi. Non avrebbe dovuto toccarla, ma lenergia tra noi ci impediva di stare distanti, cos le dita
si sfioravano e poi tornavamo lontani, come due amanti segreti che temevano di essere scoperti.
Il giro termin e noi cambiammo dama e cavaliere, ma per tutto il tempo i suoi occhi non si
staccarono dai miei e i miei dai suoi.
Prima che giungesse il momento di spostarsi ancora, Evan reclam la mia mano e mi trascin
via.
Ehi! si lament il mio cavaliere, ma Evan non gli prest attenzione, mi strinse per la vita e mi
guid in una danza tutta nostra. Lontani dagli altri. Lontani dal mondo.
La musica si ferm e la sala proruppe in un applauso. Noi ci fermammo in un angolo appartato
in fondo. Poi part un lento, seguito da cori di approvazione.
Evan mi prese entrambe le mani e se le port al collo. Poi mi tenne per la vita, fissandomi
intensamente. Non ci vedevamo da un intero giorno e mi era mancato come laria. Ne avevo bisogno
per respirare. Oh, Evan. Credevo che non saresti pi venuto.
Lui appoggi la fronte sulla mia. Non sarei mancato per nulla al mondo. Speravo di arrivare
per il tuo primo ballo, ma la missione  stata pi lunga del previsto.
Lo hai fatto. Quello era il mio primo ballo.
Per non sono stato il tuo primo cavaliere.
Sei stato lultimo,  questo che conta. Il primo  stato Simon, perch tu lo sappia.
Lui sorrise. Mi ricorder di ringraziarlo. Hai ricevuto il mio biglietto?
S, mi ha fatto molto piacere, grazie. Adesso so che anche tu mi pensi, quando sei in
missione.
Evan mi accarezz la fronte. Posso andare anche in capo al mondo, ma il mio cuore resta qui
con te. Mi prese la mano con dolcezza e se la appoggi al petto. Lo senti? C solo silenzio qui.
Adesso ascolta. Prese ancora la mia mano e stavolta la appoggi sul mio petto, che invece palpitava
forte. Il tuo cuore batte per entrambi.
Scossi la testa. No, Evan. Non devi dire cos. Sapevo cosa nascondevano quelle parole. Se io
fossi morta, lui non avrebbe pi vissuto senza di me. Non potevo accettarlo. Avevo bisogno di saperlo
al sicuro. Riprenditi il tuo cuore. Se vuol dire che senza di me morirai, io non lo voglio. Una lacrima
mi rig il viso. Adesso pi che mai sentivo che la fine era vicina. La fine di tutto.
Evan raccolse la lacrima sulla mia guancia. Ehi, perch stai piangendo? Cosa ti succede?
Come potevo dirgli che tutto quello in cui avevo creduto era sbagliato? Che aveva ragione lui e
la trasformazione sarebbe stata la fine di tutto? Che sarebbe stata la fine di noi... Ho paura, Evan.
Lui mi strinse il volto tra le mani, guardandomi negli occhi. Sono qui adesso, non ti lascer.
Scossi la testa. Io non posso controllarlo. Avevi ragione. Il potere mi annienter.
Evan sgran gli occhi, sconvolto dalla mia ammissione. Era combattuto. Per cos tanto tempo
avevo sostenuto il contrario e ora, per la prima volta, mettevo in dubbio tutto. La mia vita era nelle sue
mani. Nelle sue scelte.
Aiutami, Evan. Non voglio trasformarmi. Non voglio cancellarti.
Evan mi strinse forte a s. Io non lo permetter. Non lo avrei mai permesso, mi rivel. Ti
porter con me in Paradiso e ti nutrirai del Frutto. Qualunque sar il prezzo.
Appoggiai la fronte alla sua.
Sei con me? mi sussurr allorecchio.
Qualunque sar il prezzo, ripetei. Avrei seguito il piano di Evan, per una volta gli avrei dato
ascolto. Era la nostra unica possibilit. Il nettare divino avrebbe cancellato il male dentro di me.
Dovevo aggrapparmi a quella certezza.
Sono grato che tu abbia cambiato idea, anche se non mi sarei mai arreso, ammise Evan.
Dovevo darti ascolto prima.
In un modo o nellaltro, sarei riuscito a convincerti. Non ti avrei mai lasciata andare, Gemma.
Io ero disperato.
Lo guardai dritto negli occhi. La paura di perdermi era come un dolore che riuscivo a leggergli
in faccia.
... Perch sono disperatamente innamorato di te, continu in un sussurro.
Appoggiai le labbra alle sue e lui mi baci con dolcezza, sfiorando la mia lingua ora piano, ora
con passione. La sua mano sinsinu tra i miei capelli per stringermi a s, mentre le nostre bocche si
cercavano, calde di quellamore proibito. Tutto il mondo intorno a noi era svanito. Ceravamo solo io
ed Evan, stretti luna allaltro.
Sposami, Jamie. Mi guard intensamente, i nostri respiri che sintrecciavano.
Ho gi detto di s. Ti sposer, Evan.
Lui scosse la testa, ancora appoggiata alla mia. Intendo qui. Adesso. Sposami, Gemma,
sussurr sulle mie labbra.
Il mio cuore salt un battito. Ma come...
Lo faremo in segreto. Solo noi. Simon ci sposer, se tu lo vorrai. Non voglio pi aspettare un
solo istante.
Chiusi gli occhi, il petto sul punto di esplodere per le emozioni.
Dimmi di s, Gemma. Diventa mia.
Io sono gi tua, sussurrai, prima di baciarlo.
Siamo tu e io, non ci serve nientaltro.
Lo guardai. Mia madre mi uccider.
Non lo sapr. Nessuno lo sapr. Evan sorrise. Faremo una grande festa, quando tutto sar
finito. Fino ad allora... Mi prese le mani e sfior lanello che portavo al dito. Lo sapremo solo noi.
Sar il nostro segreto, sussurr. Allora, era un s?
Gli sorrisi e lui non stacc gli occhi dai miei quando la sua voce mi riemp la mente: Simon.
Devi venire qui.
Il cuore prese a battermi pi forte. Stavamo per farlo per davvero? S, s e ancora s. Volevo
sposare Evan, volevo unire la mia anima alla sua perch era quello, il posto cui apparteneva.
Simon ci raggiunse in fretta. Che succede? domand, preoccupato.
Anya e Ginevra arrivarono dopo di lui e si lasciarono sfuggire unesclamazione di sorpresa,
leggendo le nostre intenzioni.
Sorrisi a Simon, lunico ancora ignaro della situazione. Ti andrebbe di sposarci? gli
domandai di punto in bianco.
Lui non si sorprese. Invece ricambi il mio sorriso. Sar per me un onore.
Non abbiamo gli anelli, per, feci notare.
Non servono oggetti nuovi, ma un simbolo che testimoni il vostro amore. Avete un oggetto
che lo rappresenti?
Senza pensarci un attimo, Evan afferr la sua piastrina e se la sfil dalla testa, appoggiandola
sul palmo aperto di Simon. Cos, anchio slacciai la mia catenina a forma di farfalla e gliela porsi.
Non avremmo potuto trovare oggetti pi simbolici. Quelle collane erano state con noi sin
dallinizio; io non toglievo mai la mia, nemmeno di notte, e anche lui non si levava mai la sua. Cerano
state per il nostro primo bacio, quando Evan era venuto nel mio sogno per darmi il suo addio. Cerano
quando si era dichiarato e aveva inciso su di esse i nostri nomi; quandavevamo fatto lamore per la
prima volta... e tutte le altre ancora. Cerano quando mi aveva chiesto di sposarlo e quando lo avevo
seguito fino allInferno pur di restituirgliela e insieme avevamo fatto lamore nella cella. Quelle collane
erano lemblema del nostro grande amore. Non volevo altro.
Simon le strinse e inizi a recitare una litania antica che immaginai fosse in sanscrito.
Guardai Evan. Lui mi stringeva le mani, i suoi occhi scuri che si perdevano nei miei, come i
miei nei suoi.
Simon ci offr i nostri cimeli, ora consacrati. Ripetete con me: Tavtmnam upadhehi. Aham
tam samdadhe.
Evan prese la mia collana dal suo palmo e, senza mai lasciare il mio sguardo, sussurr:
Affidami la tua anima. E io la custodir.
Io ti affido la mia anima, dissi in un sussurro.
Evan mi allacci la collana e mi sorrise. Afferrai la piastrina dal palmo di Simon e notai che sul
retro cera una nuova incisione, proprio accanto ai nostri nomi.
Tavtmnam upadhehi. Aham tam samdadhe, continuai, stavolta in sanscrito. Affidami la tua
anima. E io la custodir.
Tubhyam mamtmnam upadadhe. Io ti affido la mia anima, replic Evan. Si abbass un po,
per permettermi di infilargli la piastrina sopra la testa. Poi mi afferr le mani, il cuore che mi batteva
forte. Ero sicura che potesse sentirlo. Mamtm mari, yati tvay saha. Il mio spirito morir con te e
risorger con te. Mi accarezz il palmo e un sospiro damore mi riemp il petto.
Mamtm mari, yati tvay saha, ripetei, incantata. Per tutto il tempo, i suoi occhi non
avevano lasciato i miei.
Atyantam, mormor Simon. Le vostre anime sono unite. Da ora e per sempre.
Da ora e per sempre, sussurr Evan prima di baciarmi. Appoggiai la fronte alla sua e lui mi
tenne stretta per la vita.
Da ora e per sempre, ripetei, sorridendo sulle sue labbra.
Sullo sfondo, il lago ci osservava attraverso la grande vetrata, muto testimone. Nella sala,
nessuno si era accorto di niente. Tutti ballavano, mentre noi univamo le nostre anime sotto i loro occhi.
Ero diventata sua moglie.
Ehi, adesso fate largo alla prima damigella, esclam Ginevra. Devo fare gli auguri alla
sposa! Venne verso di me e mi strinse in un forte abbraccio.
Congratulazioni, fratello. Simon strinse la mano di Evan, dandogli una spallata amichevole
prima di abbracciarlo.
Tu non ne sapevi niente? domandai a Ginevra, pensando che avesse letto la mente di Evan.
Sapevo che voleva sposarti, ma non pensavo fosse cos pazzo da farlo qui.
Che importa dove? sintromise Anya.  stato cos romantico! Mi abbracci e io ricambiai
il gesto. Congratulazioni. Io faccio il tifo per voi, confess, asciugandosi una lacrima.
Ti voglio bene, Anya.
Oh, sapessi quanto te ne voglio io! Mi stritol fino a farmi ridere.
Okay, ha capito quanto tenete a lei, comment Evan, rivendicando la mia attenzione.
Adesso, per, la sposa viene con me. Mi prese per mano e mi trascin via, mentre i violini
rincorrevano le note di Odissea Veneziana.
Ehi! si lamentarono le ragazze, mentre Simon rideva.
Aspetta, dove andiamo? esclamai, sollevando con una mano il mio abito lungo.
Evan apr la porta del locale, mostrando la sua moto parcheggiata l davanti. In luna di miele,
replic, con un sorriso furbo.
Sorrisi e lo seguii.
Evan si tolse la giacca e me la offr. La infilai, chiudendola bene sul davanti, anche se sapevo
che lui avrebbe riscaldato laria intorno a noi per non farmi sentire freddo, come faceva sempre. Mi
offr una mano per aiutarmi a salire sulla moto, mentre con laltra reggeva lo sterzo.
Ginevra e Anya si affacciarono dalla porta, sorridendoci, e io le salutai con la mano.
Aspetta! Mi sfilai la giarrettiera di pizzo rosso in tinta col vestito e salii, stringendomi a lui.
La moto si accese con un rombo che riemp la notte. Poi Evan diede un colpo allacceleratore e
part, mentre io lanciavo la giarrettiera dietro di me. Intravidi Anya che la afferrava al volo.
Abbracciai Evan, il cuore caldo al pensiero di quanto era appena accaduto. Ci eravamo sposati
in segreto.
Lui era mio marito e io ero la sua sposa. Niente avrebbe potuto pi privarci di quella certezza.
Per la prima volta, sentivo che tutto sarebbe andato per il meglio. LAmbrosia mi avrebbe
purificata e lincubo sarebbe finito, lasciando posto solo al sogno.
Come se avesse sentito quel pensiero, Evan acceler, correndo verso quella nuova speranza,
verso un nuovo mondo in cui io e lui saremmo stati insieme. Stavolta per sempre. Atyantam.
EVAN
...
.
...
FINE Parte 1.